Documento dall'Università degli Studi di Bergamo sulla competenza personale tra formazione e lavoro. Il Pdf esplora le prospettive personalista, cognitivista e costruttivista, analizzando i modelli di competenza nel mondo del lavoro e l'influenza delle politiche europee per lo sviluppo professionale.
Mostra di più28 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Pedagogia (Università degli Studi di Bergamo) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da chiara caglio (chiaracaglio@outlook.it)decsity La competenza personale tra formazione e lavoro Pedagogia Università degli Studi di Bergamo 26 pag. studocu This document is available of on www Downloaded by: giodane98 (giorgiadanesi@hotmail.it) Scaricato da chiara caglio (chiaracaglio@outlook.it)La competenza personale tra formazione e lavoro, Sandrone, pag 7-163
Rapporto Industry 4.0 > la cosiddetta quarta rivoluzione industriale [1) 1784, macchina a vapore; 2) 1870, elettricità + petrolio come nuova fonte energetica; 3) 1970, informatica]. Formazione come leva centrale per tentare di fronteggiare i cambiamenti che si profilano nel mondo del lavoro e per far fronte al problema della drammatica penuria di giovani. Congruo: proporzionato, rispondente a determinate esigenze, opportuno Coerente: intimamente connesso in ogni sua parte; esente da contraddizioni nei pensieri e nelle azioni (fig.)
Come sostiene il World Economic Forum, entro il 2020 lo smart manifacturing e la digitalizzazione dei processi determineranno la perdita di milioni di posti di lavoro oggi esistenti, non compensati dai posti che saranno creati. Allo stesso modo occorre problematizzare un dato correlato, ormai diffuso, che anticipa come il 65% dei bambini che inizia oggi il proprio ciclo di studi è destinato a trovare un lavoro che oggi ancora non esiste e, nell'arco della loro vita professionale cambierà tra i 5 e i 7 lavori; quale tipo di conoscenze e abilità dovranno possedere questi bambini, quali competenze personali e professionali dovranno aver sviluppato? Altrettanto opportuno è assumere consapevolezza degli inevitabili cambiamenti che si delineano per il lavoratore, sapendo che, come scrive Butera: "l'azienda di oggi vuole un operaio propositivo, partecipativo, proattivo come un manager, che nel lavoro metta anima e corpo, un lavoratore che svolga mansioni molto più interessanti ma sia anche più creativo, responsabile, coinvolto. Un "operaio aumentato" [ ... ] disponibile a mettere al servizio del lavoro quelle stesse abilità di "nativo digitale" che utilizza nella vita privata". Cambiamenti in questa rivoluzione industriale > "non è automazione ma interazione costante e circolare tra ricerca, progettazione, produzione, contributo cognitivo del lavoratore, consumo, sviluppo. [ ... ] L'interesse su alternanza, apprendistato, sistema duale e sistema dei fondi interprofessionali per gli adulti si muove proprio in questa prospettiva [ ... ] di radicale cambiamento dei contesti di ideazione, progettazione, produzione e sviluppo". Quali competenze? Diventa questione centrale della riflessione non solo economica, ma anche sociale e pedagogica. Il Piano Nazionale parla di competence center, veri e propri poli aggregatori capaci di connettere competenze provenienti dai vari settori produttivi e dalla ricerca scientifica e tecnologica per individuare strategie adeguate alla sfida sociale che si prepara.
Una rapida ed efficace integrazione tra formazione e lavoro è lo snodo cruciale per affrontare nel prossimo futuro queste emergenze. Come già suggeriva la 101° sessione della Conferenza internazionale del lavoro riunitasi a Ginevra nel 2012, occorre: "migliorare i legami tra educazione, formazione e mondo del lavoro attraverso il dialogo sociale, il risanamento del mismatch delle competenze e la standardizzazione delle qualifiche necessarie del mercato del lavoro; rafforzare la vocazione tecnica dell'educazione e della formazione (TVET), includendo sistemi di esperienza lavorativa e di apprendimento come l'apprendistato". Prioritario il tema dello sviluppo di quelle competenze che meglio possono accompagnare la transizione dei giovani dalla formazione al mondo del lavoro; nonche il tema della rivalutazione del lavoro. Il concetto di competenza, la sua promozione, valutazione e certificazione > aspetti diventati centrali, a partire dai primi anni del 200, nelle politiche europee volte a correlare formazione e lavoro. Se intesa come concetto ponte, la competenza rimanda a due prospettive che si incrociano continuamente:
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: giodane 98 (giorgiadanesi@hotmail.it) Scaricato da chiara caglio (chiaracaglio@outlook.it)
pedagogia di base del sistema duale tiene conto dell'integralità dell'agire e dell'apprendimento della persona Con questa espressione si intende un modello formativo integrato tra scuola e lavoro che permette di organizzare una sistematica e coerente sinergia tra le istituzioni formative e il mondo del lavoro allo scopo di perseguire, sia pur in ambienti e con modalità diversi, risultati di apprendimento comuni che possano non solo facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro, ma anche ridurre significativamente la dispersione scolastica e tutte quelle situazioni che l'acronimo inglese NEET raccoglie. La "via italiana al sistema duale" si è definitivamente avviata a livello nazionale, attraverso una serie di norme che riguardano sia il campo giuslavoristico, sia il campo della formazione iniziale, ma anche attraverso sperimentazioni mirate, come l'apprendistato e l'alternanza scuola lavoro. Tutto ciò per portare ad un cambiamento che ci si augura essere economico e sociale, ma che, prima ancora, sappiamo essere profondamente culturale. Né il paradigma separatista che ha fortemente condizionato, a tutti i livelli, il nostro sistema di istruzione, né la dimensione meramente economicistica del lavoro rappresentano più gli strumenti epistemologici funzionali ad affrontare le situazioni di enorme complessità che la realtà economica, sociale ed educativa presenta. Il concetto di formazione diventa strategico e assume, lungo tutto il corso e in ogni luogo della vita, il significato pieno del "darsi forma", dell'interazione continua tra un soggetto che apprende nell'unitarietà della sua singolarità e della sua esperienza, con la situazione e il contesto in cui si trova ad operare. Tre riflessioni:
La complessità come paradigma interpretativo della realtà ci obbliga a dismettere qualsiasi prospettiva lineare e programmatoria per assumere quella della circolarità e della connessione tra gli elementi della realtà stessa; l'uso della ragione e dei suoi strumenti deve predisporsi ad una ricerca contrassegnata dall'incompiutezza, ancorché contemporaneamente aperta al dialogo e al confronto. La prospettiva della complessità consente alla scienza di aprirsi alla pluridimensionalità dell'esperienza. Dimensione riflessiva ed educativa rimanda alla molteplicità di fattori, storici e culturali, all'estensione dell'educazione lungo l'intero arco della vita, connessa con diversi contesti e con la dimensione sempre singolare dell'esperienza di ciascuno. V Conferenza internazionale sull'istruzione degli adulti > ci si apre alle tre prospettive che sostanziano l'apprendimento:
This document is available of on wym studocu Downloaded by: giodane98 (giorgiadanesi@hotmail.it) Scaricato da chiara caglio (chiaracaglio@outlook.it)
Dimensione della complessità > conoscenza mai conclusa. La scuola, così come l'università, consapevoli delle problematicità cognitive, culturali, sociali ed economiche, che si sono intrecciate nella realtà, sono chiamate ad assumere una sfida paradigmatica che spinge a cercare e perseguire le strade che meglio permettono un pieno e coerente sviluppo dell'intelligenza di ciascuno, spronando e incoraggiando l'attitudine personale all'individuazione dei problemi fondamentali, all'esercizio del dubbio. (Riflessione critica) Due tipi di cautela: la prima, epistemologica > occorre fare propria la consapevolezza della inesauribilità e della complessità della verità che si osserva e si afferma nella realtà umana, in generale, e nella realtà educativa, in particolare; rendendo la riflessione e il giudizio su di essa sempre problematico e necessariamente lontano da certezze inespugnabili; la seconda, linguistica > nessuno dei linguaggi può avere pretese di esaustività, ma tutti devono essere indagati, contestualizzati e compresi in "una ricerca inconcludibile delle verità dell'unica verità totale". Si tratta, dunque, di attrezzarsi dal punto di vista culturale, per connettere quanto più possibile pensiero e linguaggio rispetto alle diverse prospettive che prendiamo in esame. In questa prospettiva occorrerà porre attenzione alla specificità del termine formazione, distinguendo tra educazione ed istruzione. Un'ulteriore attenzione al concetto di lavoro > analizzato come intreccio ininterrotto di teoria e pratica e viceversa, con tutte le relazioni. Formazione e lavoro > connessione indispensabile, ma, allo stesso tempo complessa, mai risolta, specie ai nostri giorni e nel nostro paese; che sia un problema più che mai aperto è nell'evidenza della realtà che ci circonda e dei dati statistici che ce la descrivono attraverso l'evidenza di una trasformazione dell'impresa e del lavoro, strutturalmente veloce e spesso poco incline alla riflessione, a fronte di un cambiamento dell'istituzione preposta al compito formativo, che arranca, lenta, tra mille contraddizioni. I dati nazionali ci indicano una mancata risposta all'offerta di lavoro del 21,5%. La strada per una connessione virtuosa tra formazione e lavoro resta in gran parte da costruire.
La specificità della formazione intesa come processo che accompagna diacronicamente e sincronicamente tutta la vita dell'uomo e si interseca continuamente con uno degli aspetti più importanti della sua stessa vita, quello del lavoro. Assonanze.
Divergenze. Le divergenze che caratterizzano la formazione e la distinguono dall'educazione e dall'istruzione, appaiono evidenti se si indaga la sua etimologia latina e la traduzione che se ne fa nella lingua italiana, laddove, per secoli, il verbo formare è stato caratterizzato da una connotazione di tipo tecnico-operativo che rimanda al forgiare, al plasmare, al modellare. In Italia, la scuola, ovvero l'istituzione socialmente preposta all'educazione attraverso lo strumento dell'istruzione, rimane a lungo estranea ai temi della formazione così intesa e, non a caso, nella seconda metà del secolo scorso, la
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: giodane 98 (giorgiadanesi@hotmail.it) Scaricato da chiara caglio (chiaracaglio@outlook.it)