Documento su Come Fare un Progetto Didattico gli Errori da Evitare. Il Pdf, utile per studenti universitari, offre un'introduzione alla progettazione didattica, evidenziando gli errori comuni nella formulazione degli obiettivi e nella valutazione, con un focus sui progetti didattico-tecnologici.
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Un progetto va considerato come un ipotetico contratto che l'educatore assume con interlocutori esterni, con chiari impegni che vanno rispettati e rendicontati con la maggiore trasparenza a onestà. Il documento progettuale deve far comprendere la sequenza di azioni che dovranno essere attuate da un punto di partenza fino a un punto di arrivo. Qual è la situazione da cui si parte? Come si può descrivere quella da conseguire? Quali azioni si intende fare per raggiungerla? Come si può verificare se è stata raggiunta? Un progetto non può eludere queste domande fondamentali. L'attività progettuale può riguardare azioni di diversa durata o spessore: si può progettare una lezione, anche se normalmente si parla di "preparare" la lezione, una sequenza di lezioni o un corso intero ecc. Nonostante le varie situazioni, il documento che presenta un progetto didattico dovrebbe contenere alcune informazioni fondamentali, relative alla sua struttura interna. Esso dovrebbe articolarsi in una serie di voci fondamentali:
Nel caso di progetti tecnologici, possono essere introdotte altre voci: infrastruttura tecnologica, accessibilità, usabilità, storyboard, layout.
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La progettazione nell'area educativa assume vari significati. Il termine progetto deriva dal latino pro-iectum e significa letteralmente "gettato in avanti": un progetto è dunque un'anticipazione che la mente compie su azioni ed eventi che dovranno essere attuati per arrivare a una certa finalità. L'attività progettuale è strettamente collegata a quel rapporto tra azione e riflessività che caratterizzano la mente umana. Un progetto non dovrebbe essere confuso con una generica intenzionalità, l'intenzione di iscriversi all'università non può essere considerato come un progetto in quanto questo implica una definizione di specifici obiettivi da conseguire e un'organizzazione di risorse (tempo e di energie) per arrivare al risultato. Il termine non dovrebbe nemmeno essere confuso con un programma. Quest'ultimo si riferisce ad una pianificazione delle azioni già predefinite in un ordine di sequenza. La nozione di progettazione fa riferimento invece ad un percorso molto simile al suo interno. Un progetto viene predisposto quando c'è da affrontare e realizzare qualcosa che non si conosce completamente ma che mantiene un margine di possibilità esplorativa. Se si deve gestire una situazione rappresentabile in fasi prevedibili è opportuno parlare di programmazione. Ci si deve anche chiedere se con il termine ci riferiamo solo all'attività teorica preliminare, cioè alla stesura del documento di progetto, oppure se stiamo includendo anche la successiva attuazione, cioè la messa in pratica fino all'eventuale valutazione dei risultati conseguiti. Nella sua accezione completa un progetto include infatti una fase preliminare di valutazione (analysis), basata sul confronto fra le condizioni e i vincoli di partenza (utente, contesto, risorse) e gli obiettivi che si intende conseguire, una fase di progettazione in senso stretto, cioè di formulazione di ciò che si deve fare, conseguire e valutare che si conclude in un documento di progetto chiamato design, una fase di allestimento e cioè di preparazione di ciò che serve per l'attuazione ovvero il development (sviluppo), una fase di esecuzione effettiva chiamata implementation, e una fase conclusiva di valutazione finale dei risultati conseguiti chiamata evaluation. Questo schema, come se fosse il modello di ogni progetto, è divenuto importante con la letteratura dagli anni '60 chiamato: modello ADDIE (analysis, design, development, implementation, evaluation). In tutti questi passaggi avviene la valutazione retroattiva, cioè che avviene in itinere, in quel momento, e può modificare la fase di analysis e di design del progetto se ce né il bisogno. Dal 1960 l'ambito della progettazione è divenuto un vasto campo di indagine e di applicazioni trasversali definito anche project management. In rapporto alla crescita di questo ambito si sono sviluppate anche associazioni di accreditamento, metodologie e strumenti di supporto. Nel contesto educativo la progettazione coinvolge i principali ambiti, interventi a carattere sociale o extrascolastico rivolti a favorire la soluzione di problemi sociali rilevanti con eventuale rimozione di vincoli o limiti sociali o psicologici esistenti in un certo contesto; oppure progetti relativi all'istruzione scolare, aziendale, della formazione continua, volti specificatamente a favorire modifiche nelle conoscenze o nelle competenze dei soggetti stessi e nella loro capacità di mettere in pratica tali acquisizioni. In generale in un progetto si possono distinguere 3 aspetti principali:
This document is available on on w .w. studocu laformazione9@gmail.com) Downloaded by: alice-giorgia (uniscienz Scaricato da Laura zorloni (gqdj7m5bbw@privaterelay.appleid.com) Le differenze dipendono dal grado di complessità del problema che il progetto vuole affrontare. Tutte situazioni con le quali si confrontano i progetti e gli interventi educativi e didattici si possono collocare in un continuum che va da un massimo di complessità, in cui interferiscono molte variabili, ad un minimo che riguarda situazioni di routine. Per quanto riguarda il primo aspetto sono soprattutto progetti legati a interventi sociali che richiedono maggiori spazi di apertura e devono garantire una rimodulazione in itinere, eventualmente da soggetti coinvolti e allora si può parlare di progettazione emergente, ricorsiva, partecipata, concertativa. Immaginiamo un team di operatori che deve intervenire per favorire l'inserimento scolastico o lavorativo di un soggetto con bisogni educativi speciali: esso si trova solitamente di fronte a situazioni i cui esiti non sono facilmente prevedibili e perciò occorrerà valutare in situazione decidendo di volta in volta. Il secondo aspetto riguarda la complessità e la varietà delle finalità. Sempre basandosi su casi come questo elencato, è poco ragionevole immaginare obiettivi e indicatori simili a quelli che si usano in un contesto di progettazione didattica e scolastica; possono entrare in gioco aspetti legati al contesto in cui si vive, i cambiamenti dell'immagine di sé stessi dei soggetti coinvolti ecc. Il terzo aspetto riguarda la tempistica relativa alla valutazione dei risultati. Di solito una valutazione dei risultati si pensa debba essere effettuata subito dopo che il progetto si è concluso, in realtà la valutazione dovrebbe avvenire in primo luogo in itinere consentendo di apportare modifiche in progress, ma anche per quanto riguarda la valutazione successiva alla realizzazione del progetto, questa può essere distribuita nel tempo e articolata attraverso indicatori diversi a seconda delle finalità. Un modello di valutazione dell'impatto dell'intervento normativo e articolato nel tempo viene adottato ad esempio nell'ambito aziendale ed è spirato al modello economico ROI (Return On Investment), la cui filosofia è la seguente: si valuta in primo luogo il gradimento del destinatario della formazione, a questo aggiungiamo la valutazione degli apprendimenti conseguiti, successivamente valutiamo come il destinatario della formazione ha messo in pratica gli apprendimenti e poi come l'ambiente è stato effettivamente modificato in funzione di quegli apprendimenti, infine il guadagno effettivo realizzato con un bilancio costi e ricavi.
Ci riferiamo alla progettazione didattica scolastica in questo caso e alla fase di formulazione del progetto. I nostri interlocutori sono docenti delle scuole e l'oggetto del lavoro sono obiettivi legati all'apprendimento, attività tipica delle scuole che va dall'infanzia alle superiori. È importante che in una scuola ci sono buone capacità progettuali in quanto formulare un progetto è anche una competenza professionale importante per il singolo docente e rappresenta per lui un utile esercizio. Oggi siamo di fronte a una diffusione di cattive pratiche infatti vengono presentati continuamente come progetti dei documenti che non soddisfano i requisiti basilari di elementare progettualità. Autorità scolastiche, stakeholder (interessati) ed altri soggetti coinvolti dovrebbero svolgere una rigorosa sorveglianza infatti i progetti didattici che non soddisfano gli adeguati requisiti di trasparenza dovrebbero essere respinti. Nella storia della didattica abbiamo avuto negli anni 70-90 l'epoca delle sperimentazioni: quasi tutte le scuole italiane hanno effettuato sperimentazioni senza mai constatare niente fino a che il termine è scomparso; oggi siamo nell'epoca della progettazione.
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: alice-giorgia (uniscienzedellaformazione9@gmail.com) Scaricato da Laura zorloni (gqdj7m5bbw@privaterelay.appleid.com) Nel delineare un progetto didattico è necessario rifarsi a dei criteri standard che ne garantiscano la qualità. Parlare di qualità indica il rifarsi ad un insieme di regole che permettano di condividere i processi, che strutturano il progetto, i risultati, che si ottengono, e di analizzarlo nuovamente a scopo migliorativo (total quality management). Vi sono quindi alcuni controlli da compiere prima che il progetto possa essere presentato e preso in considerazione da un qualunque soggetto o ente preposto alla valutazione. La qualità della progettazione ex ante cioè, del progetto su carta o design, va distinta dalla valutazione del progetto una volta finito. La prima sta nella chiarezza su cui vengono descritti obiettivi e criteri di verifica e la coerenza di entrambi con le attività didattiche utilizzate per conseguire i risultati sperati. La valutazione finale (post quem) richiede invece di apprezzare la trasparenza con cui l'esecuzione è stata veramente effettuata o eventualmente modificata in itinere. Questo è indispensabile per garantire la divulgazione e l'uso di un progetto. Progetti formulati e attuati confusamente non sono valutabili dall'esterno e pertanto non vanno oltre il circuito autoreferenziale. Un progetto può anche non raggiungere gli obiettivi previsti ma non significa che sia un cattivo progetto in quanto invece può essere utile a far comprendere come si possa migliorare l'area di indagine.
La progettazione di un edificio richiede che essa debba essere rappresentata graficamente nelle sue varie caratteristiche. Al termine sarà possibile valutare se il progetto realizzato corrisponde a quello prospettato. Un progetto didattico ha a che fare con cambiamenti in termini di soggetti, processi cognitivi, emozioni, tutti aspetti che con maggiore difficoltà possono essere esplicitati, osservati e valutati. Rimane il fatto che l'ambiguità descrittiva può essere ridotta se l'impegno del progettista viene consapevolmente rivolto in direzione di tali cambiamenti. La qualità di un progetto deve essere valutata in rapporto a quanto sa rendersi comprensibile e accettabile dai soggetti a cui è sottoposto. Predomina invece oggi un ingenuo atteggiamento del tipo: la qualità di un progetto dipenderà da buoni propositi che saprò elencare.
Le carenze più importanti dei progetti didattici le troviamo nella sezione "obiettivi" e "verifica". Sono gli obiettivi il punto dolente, in quanto rimangono di solito mal definiti e generali. Se non sono chiari gli obiettivi, tutto il processo di valutazione non funziona. Un obiettivo non è un argomento (ad esempio "la conoscenza della società romano del I secolo a.C.) e nemmeno riguarda generiche finalità. Proporre ad una classe di prima media come obiettivi "possedere buone capacità di calcolo" significa usare espressioni troppo generiche, che possono essere migliorate aggiungendo alcuni elementi specifici ad esempio: "saper eseguire correttamente una divisione a due cifre". Il passaggio successivo è poi di operazionalizzare gli obiettivi cioè accompagnare la definizione verbale dell'obiettivo con la procedura per mezzo della quale si può valutare se è stato raggiunto o meno. Quindi gli obiettivi e il sistema di verifica vanno formulati contestualmente l'uno all'altro stabilendo coerenti corrispondenze. Oltre all'operazionalizzare degli obiettivi, bisogna anche garantire che gli strumenti di valutazione offrono al loro interno un'adeguata validità e affidabilità. Non significa impiegare per forza strumenti quantitativi, si possono usare sia strumenti qualitativi che quantitativi in maniera da farli coesistere, tenendo conto della natura dei contenuti e della sostenibilità delle prove, però il valutatore dovrebbe avvalersi di rubriche
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