Documento dalla Libera Università Maria Santissima Assunta su concetti fondamentali di Psicologia Clinica e Psicopatologia. Il Pdf esplora i disturbi depressivi, bipolari, d'ansia, ossessivo-compulsivi e alimentari, offrendo inquadramenti diagnostici e modelli psicodinamici e cognitivi per la materia Psicologia a livello universitario.
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Psicologia Clinica e Psicopatologia (Libera Università Maria Santissima Assunta) Escanea para abrir en Studocu Studocu no está patrocinado ni avalado por ningún colegio o universidad. Descargado por MIREIA GOMEZ (mireiagoal@gmail.com)Concetti fondamentali Psicologia clinica e psicopatologia
Modello psicodinamico per la comprensione dei disturbi depressivi Modello cognitivo per la comprensione della depressione
Modello psicodinamico per la comprensione della mania Modello cognitivo per la comprensione dei disturbi bipolari
Modello psicodinamico per la comprensione dei disturbi d'ansia Modello psicodinamico per la comprensione delle fobie Modello cognitivo per la comprensione dei disturbi d'ansia Disturbo di panico Agorafobia Fobia sociale Disturbo d'ansia generalizzata
Modello psicodinamico per la comprensione del disturbo ossessivo-compulsivo Modello cognitivo per la comprensione del disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati Disturbo ossessivo-compulsivo Disturbo da accumulo Tricotillomania/dermatillomania
Modello psicodinamico per la comprensione dei disturbi del comportamento alimentare Modello cognitivo per la comprensione dei disturbi alimentari
Modello psicodinamico per la comprensione dei disturbi da uso di sostanze Modello cognitivo per l'interpretazione dell'abuso di sostanze
Modello psicodinamico per la comprensione dei disturbi a sintomi somatici Modello cognitivo per la comprensione del disturbo da ansia di malattia
Modello psicodinamico per la comprensione del trauma Modello cognitivo per la comprensione del PTSD
Modello psicodinamico per la comprensione della dissociazione This document is available on studocu Descargado por MIREIA GOMEZ (mireiagoal@gmail.com)Concetti fondamentali Psicologia clinica e psicopatologia
Con il passaggio al DSM-V, la categoria Disturbi dell'umore del DSM-IV-TR viene scissa nelle due categorie Disturbi depressivi e Disturbi bipolari e disturbi correlati. La categoria Disturbi depressivi del DSM-V include:
Il Disturbo depressivo di personalità, incluso nelle Condizioni proposte per ulteriori studi del DSM-IV-TR, è stato rimosso con il passaggio al DSM-V per mancanza di prove empiriche. L'ICD-10 è ancorato alla tradizionale categoria dei disturbi umorali, definendo la categoria Disturbi dell'umore [affettivi]. Questa classe diagnostica contempla disturbi il cui sintomo fondamentale è un'alterazione del tono dell'umore, nel senso della depressione (con o senza ansia) o dell'euforia. Il manuale dell'OMS non contempla la manifestazione del disturbo depressivo con episodio singolo, sottolineando la recidività dei disturbi dell'umore: il corrispettivo del Disturbo depressivo maggiore (DSM-V) è infatti rappresentato dal Disturbo depressivo ricorrente (lieve, medio, grave e con altre eventuali specificazioni come la presenza di sintomi psicotici ... ). Il Disturbo depressivo persistente (DSM- V) trova la sua controparte nella Distimia, presente nella sottocategoria dei Disturbi persistenti dell'umore. Anche il PDM è ancorato alla categoria dei disturbi dell'umore del DSM-IV-TR, trattati nel contesto dell'Asse S. I Disturbi dell'umore del PDM sono quindi distinti in Disturbi depressivi e Disturbi bipolari. I Disturbi depressivi sono ulteriormente divisi, in funzione della loro esperienza interna, in Anaclitici Descargado por MIREIA GOMEZ (mireiagoal@gmail.com)(prevalgono i temi della relazione e la dipendenza) e Introiettivi (prevalgono i temi dell'identità e della definizione di sé). Il PDM, inoltre, descrive due tipologie del Disturbo depressivo di personalità (anche qui diviso in Anaclitico o Introiettivo), trattato nell'Asse P. Questi disturbi sono caratterizzati da pattern disfunzionali stabili di cognizione, emozione ... che ricalcano in parte i sintomi dei disturbi depressivi, sebbene con un quadro clinico di intensità minore.
La comprensione psicoanalitica della depressione ha preso le mosse dall'osservazione di uno stato affettivo "fisiologico" che presenta molti punti in comune con questo quadro clinico: il lutto. Secondo Freud, chi attraversa lo stato di lutto è impegnato in un lavoro psicologico fondamentale: deve disinvestire la propria libido da tutte le rappresentazioni relative alla persona perduta, in quanto l'esame di realtà testimonia la sua definitiva scomparsa, al fine di poterla reinvestire nella vita. Questo lavoro, che richiede tutta l'energia psichica del soggetto in lutto, spiega la sua mancanza di interesse per il mondo esterno e la sua incapacità di amare. Secondo l'autore, se per la persona in lutto il mondo si è svuotato, per il melanconico a essersi svuotato è l'lo. La depressione sarebbe caratterizzata da un'identificazione con un oggetto perduto amato in modo particolarmente ambivalente. Una volta identificatosi con l'oggetto, il melanconico rivolge dentro di sé l'odio che prima provava per la persona perduta. La tendenza a identificarsi in modo massiccio con un oggetto perduto permette quindi di ipotizzare che la relazione che legava il soggetto a quella persona era di natura marcatamente narcisistica. La depressione (melanconia) secondo Freud, è caratterizzata dalla centralità del conflitto della "nevrosi narcisistica" (Super-lo contro lo) e da una fissazione o regressione alla fase sadico-orale; l'inedia depressiva rappresenterebbe un meccanismo di difesa contro gli impulsi distruttivi e ambivalenti che caratterizzano questa fase. Abraham, allievo e collaboratore di Freud, ha studiato le vicissitudini pulsionali della melanconia, arrivando ad ipotizzare che durante l'episodio depressivo si è in presenza di un'oscillazione tra la fase anale-espulsiva e quella orale-cannibalica. La regressione alla fase anale-espulsiva impedisce il compimento del processo di rianimazione dell'oggetto amato interiorizzato che, secondo l'autore, caratterizza la fine del lutto normale. Il punto di divergenza più importante tra Freud e Abraham riguarda il problema della figura centrale nella genesi della patologia melanconica; Freud afferma il ruolo predominante del padre e del conflitto edipico nello sviluppo della sindrome depressiva, mentre Abraham pone l'accento sulla relazione materna e le primissime fasi dello sviluppo psicosessuale. Abraham è il primo ad ipotizzare l'esistenza di una fase depressiva infantile, generata dall'incapacità di far fronte alle angosce ambivalenti tipiche della fase acuta del complesso edipico. Le ipotesi di Freud e Abraham sono state approfondite e modificate da Klein. Klein pensava che tutti gli esseri umani, tra i quattro e i sei mesi di vita, si confrontassero per la prima volta con un compito psichico fondamentale favorito da cure sufficientemente buone e dalla maturazione pulsionale e cognitiva dei primi tre mesi di vita: quello di integrare la rappresentazione di un oggetto persecutorio con quella di un oggetto idealizzato. Con il completamento di questo passaggio, il bambino riesce ad accedere ad un mondo popolato da oggetti interi in relazione tra loro e con sé stesso, permettendogli di percepirsi a sua volta come intero e più differenziato. A questo punto, il bambino scopre che gli oggetti che lo frustrano e gli appaiono come persecutori sono gli stessi che in altre circostanze gratificano i suoi desideri. Comprendere che questi oggetti coincidono significa This document is available on studocu Descargato por MIREIA GOMEZ (mireiagoal@gmail.com)confrontarsi con il fatto che i propri attacchi aggressivi, rivolti all'oggetto persecutorio, hanno avuto come bersaglio anche l'oggetto buono: emergono così la possibilità di sentirsi in colpa per aver distrutto in fantasia l'oggetto interno ed esterno che si ama e di cui si ha bisogno e l'angoscia di averlo perso (insieme a parti buone dell'lo) per via dei propri attacchi sadici e distruttivi. Queste sono le angosce depressive fondamentali. Queste vicissitudini caratterizzano la fase dello sviluppo che Freud e Abraham avevano denominato sadico-orale, ma secondo Klein le fantasie distruttive del bambino adoperano l'intero corpo del bambino come arma e strumento di aggressione. L'evento reale intorno al quale si organizza questo dramma interno (la relazione oggettuale significativa interrotta in modo traumatico) è per l'autrice la relazione con la madre durante l'allattamento. Particolarmente stretta è la relazione tra queste angosce e il meccanismo di difesa dell'idealizzazione, tramite cui l'oggetto buono, che si teme di aver rovinato o deturpato tramite la propria aggressività, resta perfetto e indistruttibile. In condizioni "normali" è possibile elaborare le angosce depressive per mezzo della riparazione, funzione della gratitudine che il bambino prova per l'oggetto, rivolta sia all'oggetto esterno sia a quello interno. La condizione essenziale per un ulteriore sviluppo è proprio il consolidarsi di un oggetto interno realistico e buono che andrà a costituire il nucleo dell'lo e del Super-lo adulto. L'elaborazione della posizione depressiva può essere intesa come il prevalere degli aspetti positivi di sé e del mondo su quelli negativi, della riparazione sull'aggressività, della gratitudine sull'invidia ... È la conquista del senso della propria finitezza e imperfezione, condizione essenziale per qualsiasi equilibrio e creatività possibile, laddove la creatività è una delle manifestazioni fondamentali dei processi riparativi. Non tutte le persone riescono però a elaborare in modo soddisfacente la posizione depressiva, e i disturbi dell'umore sono la testimonianza della capacità di accedere a questa posizione psichica e, al tempo stesso, il marchio dell'incapacità di elaborarla. Un eccesso di aggressività, avidità e invidia costituzionale, o un ambiente precoce traumatico e deprivante, possono rendere particolarmente arduo il compito di elaborare le angosce depressive. Kernberg ha messo in relazione il concetto di posizione depressiva di Klein con la fase di riavvicinamento di Mahler, spostando in questo modo la sua datazione alla seconda metà del primo anno di vita al periodo che va dal secondo anno di vita in poi. Per questo autore, la posizione depressiva è associata al conflitto che il bambino sperimenta tra l'individuazione e l'autonomia di recente acquisita e il bisogno di recuperare la relazione simbiotica con la madre. Kernberg ha anche messo in relazione i conflitti della posizione depressiva (di riavvicinamento) allo sviluppo di un'organizzazione borderline di personalità. Winnicott ha rivisitato il concetto di posizione depressiva sottolineando in particolare tre punti di divergenza da Klein: