Progettazione e valutazione: riassunto del testo di Emanuela M. Torre

Documento dall'Università degli Studi di Bergamo su progettazione e valutazione. Il Pdf esplora i concetti di progettazione per l'inclusione, valutazione e i principi fondamentali degli interventi educativi e formativi, fornendo indicazioni operative e strumenti per la costruzione di progetti educativi.

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39 pagine

Dalla progettazione alla valutazione - Torre (riassunto)
Progettazione per l'inclusione (Università degli Studi di Bergamo)
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DALLA PROGETTAZIONE ALLA VALUTAZIONE: modelli e metodi per educatori e formatori
di Emanuela M. Torre
Introduzione
Competenze professionali di coloro che operano in campo educativo e formativo: progettuali;
valutative; nella ricerca empirica.
Progettazione = promuovere il cambiamento del singolo o del gruppo, favorire/recuperare la
crescita delle persone in un contesto sociale // Progetto = consente di monitorare il declinarsi
dell’intervento nel contesto e i processi di cambiamento effettivamente attivati. Lascia spazio alla
flessibilità e alla rimodulazione del piano di lavoro.
L’azione progettuale = deve strutturarsi sui bisogni reali del contesto, creando consenso sia
all’interno dell’istituzione educativa, sia all’esterno. Valutazione = strettamente connessa al
processo di progettazione e di attuazione degli interventi, accompagna e guida lo sviluppo del
progetto.
Il volume propone indicazioni operative, strumenti ed esempi concreti per costruire progetti in
ambito educativo (individuale e di comunità) e formativo, condurne la stesura formale, avviarne
l’attuazione e definire adeguati piani di valutazione. La struttura segue l’itinerario del lavoro di
progettazione:
- capitolo 1 = si approfondisce il concetto di progetto, le istanze pedagogiche che stanno alla
base e i modelli che ne guidano l’attuazione
I capitoli successivi prendono in esame i diversi passaggi che compongono il lavoro di progettazione,
ovvero:
- capitolo 2 = l’analisi dei bisogni
- capitolo 3 = l’identificazione dei traguardi dell’azione educativa e formativa e le strategie per
formularli in modo che sia possibile verificarne il raggiungimento
- capitolo 4 = la strutturazione degli interventi con la descrizione dei diversi elementi che
devono essere esplicitati, la stesura formale del progetto e le problematiche connesse con la
realizzazione delle azioni previste
- capitolo 5 = il piano di valutazione, i modelli, le fasi e gli strumenti
Capitolo 1 = Progettare e valutare interventi educativi e formativi: definizioni e principi
Le premesse
Le azioni educative e formative, indipendentemente dalle persone alle quali sono indirizzate e dagli
obiettivi che si pongono, presuppongono due elementi centrali, che caratterizzano l'agire del
professionista (educazione formale) e lo distinguono dall'agire educativo informale: l'intenzionalità e
la responsabilità.
- Intenzionalità: volontà e capacità di chi educa di fare ipotesi e previsioni, pur rimanendo
aperto all'imprevisto, rispetto al percorso di una persona o di un gruppo (considerati nella
loro specificità, senza generalizzazioni sterili) di cui si fa carico, di cui si ha cura per un certo
tempo, e di perseguire, attraverso strategie e strumenti scelti allo scopo, i traguardi
prefigurati.
Ciò presuppone il riconoscimento anche dell'intenzionalità del soggetto (o soggetti) al centro dei
processi educativi, della sua personale visione del mondo.
- Responsabilità: tale concetto si riferisce al fatto che l'educatore, nel delineare i possibili
interventi da proporre ai destinatari, compie delle scelte che circoscrivono e limitano le
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Dalla progettazione alla valutazione

DALLA PROGETTAZIONE ALLA VALUTAZIONE: modelli e metodi per educatori e formatori
di Emanuela M. Torre

Introduzione

Competenze professionali di coloro che operano in campo educativo e formativo: progettuali;
valutative; nella ricerca empirica.
Progettazione = promuovere il cambiamento del singolo o del gruppo, favorire/recuperare la
crescita delle persone in un contesto sociale // Progetto = consente di monitorare il declinarsi
dell'intervento nel contesto e i processi di cambiamento effettivamente attivati. Lascia spazio alla
flessibilità e alla rimodulazione del piano di lavoro.
L'azione progettuale = deve strutturarsi sui bisogni reali del contesto, creando consenso sia
all'interno dell'istituzione educativa, sia all'esterno. Valutazione = strettamente connessa al
processo di progettazione e di attuazione degli interventi, accompagna e guida lo sviluppo del
progetto.
Il volume propone indicazioni operative, strumenti ed esempi concreti per costruire progetti in
ambito educativo (individuale e di comunità) e formativo, condurne la stesura formale, avviarne
l'attuazione e definire adeguati piani di valutazione. La struttura segue l'itinerario del lavoro di
progettazione:

  • capitolo 1 = si approfondisce il concetto di progetto, le istanze pedagogiche che stanno alla
    base e i modelli che ne guidano l'attuazione

I capitoli successivi prendono in esame i diversi passaggi che compongono il lavoro di progettazione,
ovvero:

  • capitolo 2 = l'analisi dei bisogni
  • capitolo 3 = l'identificazione dei traguardi dell'azione educativa e formativa e le strategie per
    formularli in modo che sia possibile verificarne il raggiungimento
  • capitolo 4 = la strutturazione degli interventi con la descrizione dei diversi elementi che
    devono essere esplicitati, la stesura formale del progetto e le problematiche connesse con la
    realizzazione delle azioni previste
  • capitolo 5 = il piano di valutazione, i modelli, le fasi e gli strumenti

Capitolo 1: Progettare e valutare interventi educativi e formativi: definizioni e principi

Le premesse

Le azioni educative e formative, indipendentemente dalle persone alle quali sono indirizzate e dagli
obiettivi che si pongono, presuppongono due elementi centrali, che caratterizzano l'agire del
professionista (educazione formale) e lo distinguono dall'agire educativo informale: l'intenzionelità e
la responsabilità.

  • Intenzionalità: volontà e capacità di chi educa di fare ipotesi e previsioni, pur rimanendo
    aperto all'imprevisto, rispetto al percorso di una persona o di un gruppo (considerati nella
    loro specificità, senza generalizzazioni sterili) di cui si fa carico, di cui si ha cura per un certo
    tempo, e di perseguire, attraverso strategie e strumenti scelti allo scopo, i traguardi
    prefigurati.
    Ciò presuppone il riconoscimento anche dell'intenzionalità del soggetto (o soggetti) al centro dei
    processi educativi, della sua personale visione del mondo.
  • Responsabilità: tale concetto si riferisce al fatto che l'educatore, nel delineare i possibili
    interventi da proporre ai destinatari, compie delle scelte che circoscrivono e limitano le
    possibilità di crescita o di sviluppo di questi ultimi e che vanno pertanto sempre giustificate.
    Comprende anche l'acquisire consapevolezza delle conseguenze che può avere l'intervento
    educativo, in termini di efficacia e di effetti ma anche di possibilità di errore, di modelli
    proposti.

In risposta a tali istanze, la progettazione nel lavoro educativo consente di porre le basi per mettere
in atto azioni di accompagnamento e di cura adeguate alle persone a cui si rivolgono e per poterne
rilevare gli esiti.
Aver cura dell'altro significa accompagnarlo per un certo periodo della sua vita, aiutandolo a
sviluppare risorse o a superare eventuali difficoltà, in modo che possa poi procedere in maniera
autonoma. Ciò presuppone l'identificazione di traguardi da raggiungere, la pianificazione di azioni
coerenti alla realizzazione di tali traguardi, la definizione di indicatori e strumenti che consentano di
monitorare il percorso, eventualmente per rimodularlo.
Perché questo possa accadere è necessario che l'educatore padroneggi metodi e strumenti della
progettazione, della valutazione e della ricerca educativa > occorre sganciarsi dall'urgenza dell'agire
immediato, per adottare un metodo, analogo a quello della ricerca empirica, che consenta la
riflessione critica sull'esperienze condotte e sui loro risultati, contribuendo al miglioramento
progressivo delle azioni e allo sviluppo professionale degli operatori.

1.2 Sul concetto di progettazione

Nel nostro paese la cultura della progettazione ha cominciato a diffondersi negli anni Settanta del
secolo scorso, con l'introduzione dei primi piani nazionali o regionali in materia sanitaria.
Sempre negli anni Settanta, infatti, si è strutturato uno stato sociale, nell'ambito del quale il sistema
dei servizi sociali ed educativi è divenuto oggetto di programmazione pubblica. Dagli anni Ottanta,
poi, si sono modificati, diversificati e ampliati i bisogni di diverse fasce della popolazione (anziani,
adolescenti ... ) e le conseguenti richieste di intervento ai servizi sanitari e socioeducativi.
Ciò ha comportato la necessità di orientare, in maniera anche strategica, la distribuzione delle risorse
verso interventi sempre meno estemporanei, ma di cui fosse possibile verificare l'efficacia e valutare
il rapporto costi-benefici. Si sono dunque sviluppate riflessioni teoriche e proposte applicative sul
tema della progettazione.
Occorre però, innanzitutto, provare a distinguere per significato i diversi termini che vengono
utilizzati nel campo della prefigurazione di interventi in ambito educativo e sociale: politiche sociali o
educative, programmazione/programma, pianificazione/piano, progettazione/progetto, intervento.

  • Politica: l'intervento che raggiunge la massima estensione applicativa, a prescindere che sia
    pubblica o privata (una politica statale o una aziendale); ha sempre una natura simbolica e
    genera programmi o progetti;
  • Programma: un insieme di ipotesi di azioni in risposta a problematiche sociali ed educative di
    ampia portata e complessità, che prevede in genere tempi medio-lunghi. Può essere
    composto da più progetti integrati che perseguono obiettivi generali comuni, che possono
    essere più ampi o di settore ma si caratterizzano sempre per la multidimensionalità e si
    configuranocome azioni si sistema;
  • Pianificazione: intero processo concettuale e operativo del piano; dall'individuazione del
    problema e degli obiettivi fino al controllo dei risultati
  • Programmazione: una fase del piano e precisamente quella che consiste nello strutturarne gli
    aspetti organizzativi;
  • Progetto: è l'unità minima di un intervento, ha una realizzazione diretta nel mondo empirico,
    è caratterizzato da obiettivi specifici, da un'organizzazione indivisibile, da una gestione
    unitaria delle sue attività
    Secondo alcuni è possibile distinguere piano e progetto sulla base di alcune differenze che
    caratterizzano le loro principali dimensioni. Il progetto in particolare costruisce uno strumento
    operativo dotato di elevata coerenza interna e finalizzato al raggiungimento di un numero limitato di
    obiettivi in un tempo circoscritto;
  • Intervento: è la fase esecutiva di un programma o di un progetto, vale a dire la sua concreta
    realizzazione nel contesto definito e, nello specifico, ciò che viene effettivamente valutato.

Più nello specifico, quando si parla di progetto in ambito educativo e formativo ci si riferisce a due
aspetti: da un lato alla stesura formale, concreta, dall'altro al percorso complessivo delineato al fine
di raggiungere determinati traguardi.
In termini più tecnici un progetto è "un dispositivo metodologico", un processo che porta a
identificare strategie e azioni adeguate al raggiungimento, in un dato tempo e in un dato luogo, di
traguardi per i quali esistono o sono ottenibili risorse specificamente dedicate.
Tale dispositivo permette anche di descrivere in maniera rigorosa le strategie utilizzate e le azioni
condotte (stesura formale del progetto), in modo da rendere esplicito e visibile il percorso
prefigurato e da consentire il monitoraggio delle azioni e la verifica degli esiti raggiunti.
In ambito educativo e formativo si rilevano alcune differenze sostanziali di significato rispetto alla
definizione di "progetto" ordinariamente assunta. Nella sua accezione comune, infatti, il progetto si
pre-dispone a monte della realizzazione di qualcosa che dovrà poi di fatto diventare ciò che si era
pre-visto. In questo caso le categorie di riferimento sono quelle della certezza, della sicurezza, del
controllo ma non è così in ambito educativo.
La progettazione così intesa riesce a coniugare due aspetti apparentemente antitetici: quello della
flessibilità, dell'apertura all'imprevisto e all'inedito, della necessità di rimodulazione del piano di
lavoro e quello del rigore metodologico, della verifica e della valutazione.

1.3 Progettare in ambito educativo e formativo: quando

Con sempre maggiore frequenza nel lavoro educativo la progettazione può essere declinata a più
livelli.
Per comprendere quando si rende necessario progettare un intervento educativo rivolto al singolo o
al gruppo, possiamo rifarci al concetto di "crisi".
Con questo termine ci si riferisce a fasi della vita di una persona caratterizzate dalla rottura di un
equilibrio in atto e dalla conseguente necessità di ristabilirne uno nuovo, trasformando i propri
schemi di comportamento, i propri atteggiamenti, ormai inadeguati, in maniera funzionale alla
nuova situazione creatasi.
Per quanto riguarda la vita dell'individuo si riconoscono tre grandi categorie di eventi critici:

  1. Le crisi evolutive, fasi tipiche dell'esistenza umana, connesse a specifici settori di sviluppo
    (l'adolescenza, il passaggio alla vita adulta, il matrimonio, l'invecchiamento ... ) caratterizzate
    dalla prevedibilità e dunque dalla possibilità di poter in qualche misura essere pronti ad
    affrontarle;
  2. Le crisi vocazionali, che riguardano il percorso di definizione della propria identità e del
    proprio futuro (la scelta di un corso di studi, di un lavoro .. ); anch'esse sono prevedibili e
    dunque consentono di mettere in atto azioni volte a sostenerle;

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