Documento da Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (ucsc Mi) su progettazione didattica e attività speciali. Il Pdf esplora la pedagogia generale e speciale, le fasi dell'intervento pedagogico e l'impatto della disabilità sulla famiglia, utile per studenti di Psicologia a livello universitario.
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progettazione didattica e delle
attività speciali
Didattica generale e speciale
Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (UCSC MI)
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Downloaded by: beatrice-meregalli-1 (beatrice.meregalli04@gmail.com)Progettazione maggiolini
23/02/22
Progettazione pedagogica= fare un tipo di progettazione che contribuisce a
promuovere processi educativi ossia quei processi che concorrono
all'affermazione del primato e del valore-persona. Dichiara l'intenzionelità
educativa si interroga cioè sui fini del processo educativo e sui modi più adeguati
per conseguirli. Quello che io metto in atto ha un orizzonte, vuole arrivare lì,
interrogarsi sui fini del processo educativo. Esistono diversi metodi e approcci
per arrivare all'obiettivo. Tutto deve essere pensato in merito alla singola
persona, ciò che può andare bene per un bambino può non andare bene per un
altro bambino.
La pedagogia speciale pensa all'educazione e continuamente elabora una teoria
sull'educazione, non può farne a meno anche se il suo oggetto è la risposta ai
bisogni là dove si trovano, bisogni particolari, complessi, peculiari. La pedagogia
speciale deve spesso occuparsi dell'educabilità di persone che spesso la società
ha marginalizzato, ha escluso, ha segregato.
Parole chiave della pedagogia speciale: Osservare, comprendere, rispondere ai
bisogni educativi speciali (BES) alunni con un bisogno educativi speciali, SEN=
corrispettivo inglese. L'Italia è uno dei primi paesi a integrare bambini speciali
nelle scuole. Le scuole speciali esistono ancora. Dagli anni 80 abbiamo iniziato ad
accogliere nelle classi alunni con difficoltà. Chi decide quale possa essere il limite
tra la normalità e la anormalità?
Non basta osservare, avere un'intenzionalità, dotarsi di strumenti per osservare,
occorre però comprendere, una volta che ho osservato il comportamento della
persona, devo comprendere.
Due problemi:
1. Vedere tutti bes
2. non accorgersi del problema, del bisogno e intervenire troppo tardi, lasciar
correre non è un atteggiamento corretto. L'educatore non fa diagnosi, non siamo
medici.
1/03/22
Bes=macro categoria, macro contenitore, 27/12/12 data importante.
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1. OSSERVARE= Saper "vedere" un bisogno educativo speciale: competenza degli
insegnanti ed educatori. Attenzione a non minimizzare: precocità degli interventi,
aspettiamo, non interveniamo. La pedagogia speciale sottolinea in accordo con le
neuroscienze, quanto sia necessario intervenire subito, il prima possibile. Prima
della seconda elementare non è possibile arrivare ad una diagnosi.
Attenzione ai "falsi positivi"
Bes sottocategorie:
-disabilità, legge quadro, 104 del 1992, disabilità certificata
- DSA, disturbi specifici dell'apprendimento, non sono condizioni di disabilità, ne
fanno parte i discalculici, dislessici, disortografici. Normati dalla legge 170 del
2010 8 ottobre. Anche la DHD, deficit di attenzione ne fa parte ADHD= disturbo
di attenzione e di iperattività.
- alunni con svantaggio socio economico culturale linguistico, non alunno
straniero. NAI= nuovi arrivati in Italia, possono presentare uno svantaggio
linguistico.
Comorbilità= co-presenza di più bisogni
2. COMPRENDERE= Saper riconoscere i differenti bisogni educativi speciali
(riconducibili ad una disabilità, ad una difficoltà di apprendimento, al contesto
socio-culturale di appartenenza) io mi sono accorta che c'è un bisogno e devo
capire di quale bisogno si tratta.
3. RISPONDERE= Saper affrontare nel modo più opportuno ogni specifico
problema educativo. Attivare strategie di intervento educativo individualizzato,
ogni persona è a sé. Quando ci si accorge di una difficoltà, si può mettere in atto
un intervento adeguato per il bambino, un conto è intervenire quando il bambino
è piccolo, un altro conto è intervenire più avanti quando il bambino è già grande.
A volte si vede quello che non c'è e non si vede quello che c'è.
La paura del diverso è sempre stata presente nella mente e nel cuore degli
uomini: in ogni epoca, in ogni civiltà e società, il difforme suscita preoccupazione,
inquietudine e scatena in coloro che si considerano invece uguali e normali una
reazione di difesa che porta ad escludere, a rimuovere il problema. È sempre
accaduto che quanti non rientrano nei canoni precisi di una normalità fisica,
psichica, sensoriale o comportamentale - per cause anche indipendenti da una
propria volontà - difficilmente riescono a farsi accettare nella società. La diversità
preoccupa, fa paura, provoca repulsione; molto spesso, infatti, i ragazzi disabili
chiedono al proprio educatore: "Perché mi guardano così", Gli occhi degli altri
comunicano spesso sensazioni poco gradevoli, i soggetti
con disabilità e con problemi capiscono molto bene gli
sguardi ed i silenzi spesso imbarazzanti degli altri.
La pedagogia speciale: ha il compito di far esprimere il
potenziale di ciascuna persona che è sempre presente,
Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla
sua abilità di arrampicarsi sugli
alberi lui passerà tutta la sua
vita a credersi stupido.
indipendentemente dalle sue caratteristiche, dalle sue
fatiche e difficoltà. Per lungo tempo la disabilità è stata
pensata come una caratteristica intrinseca alla persona, un limite della persona,
poi si è compreso che accanto alle caratteristiche della persona, esiste un
contesto in cui la persona è inserita e questo contesto può accentuare le fatiche, i
limiti, oppure può ridurre queste barriere. Disciplina che si occupa di educazione
di persone che vivono una condizione di maggiore difficoltà, che fanno più fatica
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di altri, ad esempio a rimanere al passo. La pedagogia speciale si occupa di
trovare dei percorsi per far crescere come persona per svariate ragioni più
fatiche.
Definizione: "La Pedagogia Speciale è una branca della Pedagogia che interviene
nell'area della disabilità di varia natura, motoria, cognitiva, socio-affettiva. La
Pedagogia Speciale accompagna la persona nel recupero e nell'attivazione del
potenziale evolutivo inibito o arrestato da una crisi, verso la gradualità che
caratterizza lo sviluppo e l'evoluzione dell'individuo".
Essa è una scienza dell'educazione operativa ed è chiamata a risolvere le
difficoltà, spesso molto complesse e difficili, di soggetti incapaci di proseguire con
dignità in questo mondo senza aiuto speciale; deve perciò offrire risposte di
qualità ai mille quesiti che l'esistenza difficile presenta, proporre percorsi
educativi innovativi, cercare continuamente di convincere gli educatori a
sperimentare metodologie didattiche inclusive.
NE CONSEGUE CHE ...
· Complessità della disciplina (relazione con altre discipline; paradigma di
indagine) si interfaccia con la filosofia, la psicologia e della sociologia e con le
neuroscienze Es: la ricerca sui neuroni specchio, nella nostra architettura
cerebrale ci sono dei neuroni che si attivano quando vediamo compiere dagli altri
un'azione. Le persone con maggiori limiti imparano stando con le altre persone,
in contesti "normali", non in luoghi creati appositamente per loro. Il cervello è più
plastico nella prima infanzia ecco perché bisogna intervenire il prima possibile.
È una scienza pedagogica che non può permettersi di rinchiudersi in un altero
isolamento disciplinare; anzi è, fra le scienze pedagogiche, quella che più delle
altre è chiamata ad interagire e collaborare in modo intenso con le diverse
discipline.
L'apporto e il dialogo con le scienze mediche, psicologiche, sociologiche è fonda.
mentale per poter agire con competenza in campo educativo speciale. I grandi
personaggi fondatori della pedagogia speciale, Itard, Montessori, Decroly, erano,
infatti, medici che capirono l'importanza di "educare", divennero grandi
pedagogisti e seppero lottare, ricercare e sperimentare metodi ed attività
innovative per poter offrire le risposte educative capaci di dare dignità umana ai
loro allievi. Capirono che per il bene dei soggetti con disabilità occorreva lottare
per rivendicare il loro diritto ad essere considerati persone educabili, in grado di
poter attuare le potenzialità personali in risposta ad un intervento educativo
competente.
· Attenzione all'evento causa di difficoltà o disagio, che incide profondamente
sulla vita dell'individuo: capacità ermeneutica, di interpretare correttamente
l'intervento che ha causato il disagio. Capire i fattori barriera.
· Attenzione al contesto ambientale e sociale in cui l'individuo vive: i bisogni e le
difficoltà educative coinvolgono l'intero contesto e le differenti dimensioni di vita
(famiglia, scuola, lavoro, tempo libero).
ECCO LE REAZIONI CAUSATE DALL'ISOLAMENTO FORZATO
Le risposte delle famiglie italiane al questionario del Gaslini, raccolte a 15 giorni di distanza dall'inizio
del lockdown, nel periodo compreso tra il 24 marzo e il 3 aprile (sondaggio su 3.453 individui)
PRINCIPALI SINTOMI NEI BAMBINI SOTTO 1 6 ANNI
PRINCIPALI SINTOMI NEI BAMBINI E RAGAZZI DAI 6 AI 18 ANN
0 100
200
400
Altro
Altro
Ansia da separazione
Irritabilità/ cambio d'umore
Paura del buio
Sensazione di fiato corto
Inquietudine
Pianto inconsolabile
Irritabilità
Pianto inconsolabile
Fatica a svegliarsi
Scarso appetito
Difficoltà ad andare a letto
Risvegli notturni
Utilizzo improprio dei social
Difficoltà ad addormentarsi
Encopres
Ossessione per la pulizia
Enures
Scarsa collaborazione
ad attività domestiche
comportamentale
500
1.000
1.500
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· Necessità di competenze solide, elevate e
specifiche per rispondere a bisogni
educativi complessi.
COMPITO DELLA PEDAGOGIA SPECIALE:
non è quello di portare la persona alla
Regressione