Documento dall'Università degli Studi di Bergamo sulla comunicazione interculturale nell'era digitale. Il Pdf esplora concetti chiave come l'assioma metacomunicazionale e l'inevitabilità della comunicazione interculturale, discutendo i livelli e le componenti della cultura, la relazione tra comunicazione e cultura e una breve storia della disciplina per Psicologia.
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Sociologia dei processi culturali (Università degli Studi di Bergamo) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Irene Marinelli (nene.peace@gmail.com)LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE NELL'ERA DIGITALE
La comunicazione interculturale è importante nel nuovo millennio:
Nel 1967 Watzlawick nel suo testo "Pragmatica della comunicazione umana" >ha delineato il cosiddetto assioma metacomunicazionale (metacomunicazione) che afferma che non si può non comunicare in quanto anche nel silenzio verbale o nel silenzio posturale (ovvero la nostra immobilità) comunichiamo qualcosa. NB: Singer (1987) ci dice che: ogni comunicazione è a prescindere interculturale (chi più chi meno) e ognuno di noi si dispone interculturalmente ogni volta che comunica con qualcun'altro. Già Simmel, all'inizio del secolo scorso, riconosceva che ogni relazione è un mix di vicinanza e lontananza che poi in una particolare combinazione producono il rapporto con lo straniero: non è dunque vero che la comunicazione tra due culture sia nuova-> piuttosto ciò radicalizza piuttosto le difficoltà legate alla comunicazione interpersonale in quanto tale, l'altro ha sempre un margine di opacità. In realtà la psicoanalisi ha mostrato come ogni persona è a prescindere in parte incomprensibile a sé stessa.
L'era della globalizzazione ha posto in primo piano il concetto secondo cui non è possibile ignorare una cultura diversa o starne fuori, ( per esempio i media ci permettono di avere informazioni su tutte le parti del mondo.) > quindi non si può pensare di poter evitare di comunicare interculturalmente, in quanto la comunicazione è l'unica alternativa al conflitto ed essa può funzionare a due livelli:
Questi 2 criteri si combinano per influenzare la qualità dell'interazione. Livello che riguarda il piano manifesto delle pratiche comunicative e delle tecniche per rendere + soddisfacenti per chi è coinvolto.
La comunicazione è un processo attraverso il quale i partecipanti creano e condividono informazioni, è un cammino, generalmente faticoso e costellato du frustrazioni, attraverso il quale si cerca di creare una visione del mondo comune da condividere. Paccagnella definisce la comunicazione > come un processo di costruzione collettiva e condivisa di significato dotato di livelli di formalizzazione, consapevolezza e intenzionalità. Sono possibili 2 modelli al fine della sua definizione:
Questo modello è limitativo per i tipi di comunicazione presenti al giorno d'oggi, sia che esse siano di tipo interculturale sia interpersonale. Se ne possono ipotizzare altri 2:
> quest'ultima rende importante anche il riconoscimento di coevità dell'interlocutore infatti: Fabian ci dice che il tempo è una forma attraverso la quale definiamo il contenuto delle relazioni. Fabian parla poi di allocronismo >che è una strategia retorica di messa a distanza dell'altro attraverso la negazione della coevità ovvero non concedendogli il tempo. Affinchè il dialogo sia possibile quindi occorre convenire sul fatto che tutti abitano lo stesso ambiente sebbene ognuno abbia la propria storia.
Ovvero le discipline che hanno come oggetto di studio la comunicazione
Nell'età classica il concetto di cultura faceva riferimento al coltivare la terra (colere= coltivare) significato che viene poi esteso, in senso metaforico, alla coltivazione dello spirito e al processo di formazione dell'individuo. In questa accezione prevalente fino al 700 come sost Mattew Arnold-> per cultura si intende quanto di meglio è stato pensato e conosciuto nei diversi ambiti dell'espressione umana. Nel 1800 e con il Romanticismo> venne messa in discussione a causa del suo universalismo astratto e iniziano a delinearsi le specificità culturali nazionali come patrimonio comune che fonda la formazione degli stati nazione. L'antropologia ha poi formulato il concetto scientifico che sottolinea il carattere condiviso, particolare e ordinario della cultura piuttosto che universale ed extraordinario. La sociologia Deve molto l'antropologia, sia rispetto alla definizione del concetto di cultura, sia rispetto ai metodi utilizzati per l'analisi empirica (in particolare metodo etnografico). Le specificità dell'approccio sociologico alla cultura possono essere rintrcciate nella -> separabilità tra cultura e società quanto meno a livello analitico e su innovazione, cambiamento e importanza di interazione. Hofstede ha definito la cultura come-> il software della mente umana , che fornisce un ambiente operativo per il comportamento quindi la cultura consente di operare un'elaborazione tra stimolo e risposta, costituisce il prerequisito per essere membri di un gruppo, fornisce stabilità e coesione. Essa è quindi quell'insieme di cornici condivise in cui noi siamo parte della cultura e la cultura è parte di noi. Definizioni antropologiche di cultura Taylor>cultura insieme complesso che include conoscenza, credenze, arte e costumi Malinowski-> la cultura comprende beni, artefatti, processi tecnici, idee che vengono traasmessi socialmente. Kroeber >cultura è superorganica, in quanto non è patrimonio innato e superindividuale perché acquisita per apprendimento. Kroeber+Kluckhon-> la cultura è composta da modelli espliciti e impliciti per il comportamento, acquisiti tramite simboli, essi sono da una parte il risultato di un'azione. K&K ci danno ben 150 definizioni di cultura raggruppabili in 8 sottocategorie: