Documento dall'Università degli Studi di Palermo su Storia della Musica Contemporanea completo. Il Pdf esplora il Melodramma e l'Opera lirica, con particolare attenzione a compositori come Mascagni, Puccini e Leoncavallo, per studenti universitari di Musica.
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Storia musica moderna e contemporanea (Università degli Studi di Palermo) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Sosyna Philo (sosyna26@gmail.com)STORIA DELLA MUSICA CONTEMPORANEA LEZIONI + APPUNTI
Il 19º secolo (1800) in Italia è il secolo del Risorgimento: cioè il secolo segnato dall'indipendenza dalle dominazioni straniere. Secolo che coincide con l'emergere del movimento artistico e culturale del Romanticismo, il quale esaltava i sentimenti, la passionalità, l'amore per la patria e la morte. Dunque negli anni che seguirono il 1800, l'età classica cedette il passo al Romanticismo, ed il compositore cambia radicalmente il suo modo di lavorare, e da dipendente con stipendio fisso presso una corte o una chiesa, divenne un libero professionista in grado di comporre ciò che voleva e di mantenersi vendendo le proprie musiche agli editori, si esibisce nei concerti ed insegna le arti della musica. Alla ragione dell'Illuminismo viene opposto il sentimento, quindi si concesse spazio a tutto ciò che è fonte di emozioni, passioni e sentimenti. Questa ricerca di libertà e questa tendenza di mettere in risalto tutto ciò che nell'uomo nasce dall'irrazionalità, porta l'artista romantico a non sentirsi appagato da ciò che è limitato e finito, e ad evidenziare il desiderio di infinito ed assoluto. Grazie a questa indipendenza e tendenza al sentimento, il compositore, venne portato a mettere in primo piano le proprie esperienze ed i propri sentimenti, quindi la musica da "oggettiva" divenne "soggettiva", unendosi strettamente con la vita dell'artista. Nel periodo del soggettivismo, il compositore vuole esprimere se stesso, i suoi pensieri e le sue idee; i compositori si ispiravano a figure storiche o letterarie, poesie o fatti che avevano particolarmente colpito la loro fantasia. Ciò fu una delle principali cause dell'ampliamento dell'Orchestra: essa acquisì il nome di Orchestra Sinfonica e accrebbe sia il numero che il tipo degli strumenti chiamati a farne parte. L'Ottocento vede una grande fioritura di composizioni basate sulla forma-sonata: grandi sinfonie (Beethoven, Schumann, Brahms), concerti solistici, quartetti, sonate per singoli strumenti. Principali strumenti musicali in questo contesto sono il violino e soprattutto il pianoforte, che potevano anche essere usati singolarmente o in coppia.
In musica ci troviamo di fronte ad un superamento della musica classica del 1700, e all'attenzione di un nuovo genere compositivo: il Melodramma e l'Opera lirica, della quale spiccarono gli autori Donizzetti e Verdi. Tuttavia, durante il Post-risorgimento, periodo di caos emergente culminante con la nascita del fascismo, in Italia sembrava di assistere al tramonto del melodramma, in quanto non vi erano autori emergenti. Per questo motivo, un giovane imprenditore milanese, titolare della casa editrice Sonzoglio, ebbe l'idea di bandire un concorso. Durante il primo concorso nel 1883 vi partecipa Puccini Giacomo con "Le Villi", ma fu squalificato a causa dell'illeggibilità del manoscritto. Al secondo concorso, nel 1888, vi partecipa invece Pietro Mascagni con "Cavalleria Rusticana".
Tuttavia nel tardo Ottocento questo tipo di arte subirà una trasformazione significativa: in Francia, influenzato dai dipinti degli impressionisti francesi e dalla poesia di Verlaine, Baudelaire e Mallarmè, Claude Debussy farà nascere l'Impressionismo musicale, per dare maggior peso ai timbri ed alle atmosfere che non alle strutture formali quali la sonata o la sinfonia. Debussy vide nell'impressionismo una reazione al rigore formale dello stile classico e alla tendenza sentimentale del Romanticismo.
Verga nasce il 31 agosto 1840 a Catania da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, dal padre Giovanni Battista Verga e la madre Caterina di Mauro. Nel 1854 a causa di un'epidemia di colera, la famiglia si rifugia nella campagna di Tèbidi e vi ritornerà nel 1855 per lo stesso motivo.
Nel 1858 si iscrive alla facoltà di legge a Catania ma non essendo poi molto interessato alle materie giuridiche si ritira, dedicandosi alle attività letterarie e al giornalismo politico. Ebbe quindi una formazione scolastica abbastanza irregolare, ed i testi su cui si forma il suo gusto in questi anni provengono da scrittori francesi ai This document is available free of charge on studocu Scaricato da Sosyna Philo (sosyna26@gmail.com)limiti con la letteratura di consumo, come Dumas con i tre moschettieri. Oltre a questi romanzi egli predilige gli scritti storici italiani di carattere romantico.
Con l'arrivo di Garibaldi venne istituita la Guardia Nazionale e nel 1860 Verga si arruola, presentando servizio per circa 4 anni, ma non avendo anche qui inclinazioni per la disciplina militare se ne libera in seguito con un versamento di 3100 lire alla Tesoreria Provinciale. Nel 1865 lascia per la prima volta il suo paese recandosi a Firenze, punto di incontro degli intellettuali italiani, dove Verga scrisse la commedia "I nuovi tartufi" ed il romanzo "Una peccatrice".
Successivamente si trasferisce a Milano, dove conosce i maggiori esponenti del secondo romanticismo lombardo ed entra in contatto con l'ambiente degli scapigliati (Scapigliatura); si interessa alla corrente del Verismo e Naturalismo, da Zolà a D'Annunzio. Risalgono a questi anni "Eva", "Nedda", e un abbozzo del romanzo "I Malavoglia".
Dopo la morte di sua madre, in una rivista venne pubblicata la novella "Rosso Malpelo" e successivamente inizia la scrittura del Ciclo dei Vinti (inizialmente con il titolo di "Marea").
Dopo alcuni viaggi in Francia pubblica nel 1883 la raccolta di 12 novelle con il titolo "Novelle rusticane", dove predomina il tema della "roba". Il 1884 è caratterizzato dall'esordio teatrale dello scrittore, mettendo in scena la novella "Cavalleria Rusticana" che sara presentata il 14 Gennaio a Torino con attori principali come Eleonora Duse nella parte di Santuzza, e Flavio Andò in quella di Turiddu.
Pochi anni dopo si trasferisce definitivamente a Catania, dove ha una crisi creativa che gli impedisce di proseguire sulla strada del Verismo e non gli farà mai completare "Il Ciclo dei vinti". Negli anni del dopoguerra Verga si avvicina al movimento fascista, mostrando simpatia per la figura politica in ascesa di Benito Mussolini, anche se non si iscriverà mai ai Fasci di combattimento.
Morì il 27 gennaio 1922 per emorragia celebrale.
Questa novella nasce inizialmente come episodio del romanzo / Malavoglia ma poi viene pubblicata come racconto a se stante sul Fanfulla della Domenica, un settimanale politico. Verga ne ricava in seguito un dramma in un solo atto, rappresentato per la prima volta al teatro Carignano di Torino il 14 gennaio 1884. La novella racconta la storia di Turiddu Macca, figlio di Nunzia che, tornato dal servizio militare, viene a sapere che Lola, figlia del massaio Angelo, si era sposata con Compare Alfio, carrettiere di Licodia.
Il geloso Turiddu vuole vendicarsi dell'affronto, iniziando così a corteggiare Santa, figlia del massaio Cola. I due innamorati ogni sera trascorrono il tempo a chiacchierare e a dirsi parole dolci, "che tutto il vicinato non parlava di altro". Ma Lola che ascoltava ogni sera, nascosta dietro il vaso di basilico, e si faceva pallida e rossa, un rosso chiamò Turiddu e i due ricominciano a salutarsi e a frequentarsi. Quando Santa e ne accorse, rifiutò di vedere Turiddu. Si avvicina intanto la Pasqua e Lola sogna dell'uva nera che, secondo la mentalità siciliana del tempo, significa guai per il suo innamorato. Quando compare Alfio ritorna con tanti soldi e una bella veste nuova in regalo per la moglie, Santa gli rivela la storia tra Lola e Turiddu. Turiddu che non si faceva più vedere per le vie della città, si trova in un'osteria quando vede entrare Alfio, dandogli il "bacio della sfida". Arrivato il momento del duello, Alfio uccide con una coltellata Turiddu.
La struttura del dramma è in un atto unico suddiviso in 9 scene. L'azione si svolge nell'arco di un giorno (quello di Pasqua), in un'epoca che si presume contemporanea all'autore e successiva all'Unità d'Italia (nel paese vi è una caserma dei carabinieri, corpo fondato in quel periodo). L'ambientazione geografica è un paese della Sicilia Orientale, come si deduce dagli appellativi che nel parlato siciliano si premettono al nome proprio e all'indicazione, fornita nel corso del dramma, che Turiddu è andato a comprare il vino a Francoforte, situato tra Catania e Siracusa.
Quando si alza il sipario ci si trova in medias res, cioè nel cuore della vicenda, senza sapere niente di quanto Scaricato da Sosyna Philo (sosyna26@gmail.com)accaduto in precedenza. I personaggi parlano e agiscono, il lettore-spettatore li conosce gradualmente attraverso l'azione stessa e recupera gli antefatti dai loro dialoghi. I compaesani (Pippuzza vende le uova, zio Brasi fa lo stalliere), commentano i fatti e forniscono informazioni sulla situazione.
Amore, gelosia, onore = I sentimenti di amore e gelosia sono al centro della rappresentazione, che si conclude con il delitto d'onore, ritenuto necessario nella società arcaica per vendicare l'adulterio e ristabilire l'ordine sociale e familiare. Anche il "seduttore" Turiddu affronta il duello consapevole della propria colpa, per aver turbato la sacralità di quei valori. Le scene, rapide, caratterizzano con efficacia i vari personaggi e conferiscono un'impressione di verità agli eventi rappresentati.
Santuzza rivela il tradimento = Nel dialogo tra Santuzza e Turiddu lei, disperata, cerca di trattenerlo; lui vuole troncare quella scenata e rifiuta qualsiasi legame. La scena si conclude infatti con l'uscita di Turiddu e la maledizione della donna ("Ah! Mala Pasqua a te!").
Quando Santuzza rivela a compare Alfio il tradimento della moglie, la reazione dell'uomo è rabbiosa e decisa: si dirige verso casa per prendere il coltello ("Vado a casa a pigliare il regalo ... per compare Turiddu!").
Il rito della sfida e il duello = Nella conclusione, le battute tra Turiddu e compare Alfio sono essenziali ed i moventi psicologici della gelosia e dell'amore sono sottintesi. Alfio deve riscattare la sua reputazione agli occhi del paese, e il rito della sfida si svolge seguendo i segni di un codice preciso (l'abbraccio, il bacio, la morsicatura dell'orecchio), come spiega Turiddu a Lola nell'8° scena ("Ci siamo baciati e abbracciati per la vita e per la morte con vostro marito") e zio Brasi a comare Camilla (scena 9, "Non hai visto, sciocca, quando gli ha morsicato l'orecchio? Vuol dire io ammazzo voi, o voi ammazzate me").
Dal fondo della scena Pippuzza grida "Hanno ammazzato compare Turiddu!". Le regole convenzionali escludono i fatti di sangue, si presume pertanto che il duello mortale sia avvenuto fuori scena. Il sipario cala mentre attraversano la scena due carabinieri, simbolo di una giustizia che le regole della cavalleria rusticana non riconoscono.
Il sacrificio dell'eroe > Così come la tragedia greca si concludeva con la morte violenta del protagonista, necessaria per l'espirazione della sua trasgressione e per produrre nello spettatore la catarsi, ossia un senso di liberazione e di ritorno all'ordine turbato, così la morte di Turiddu rappresenta il momento di purificazione dalla colpa ed il ritorno all'ordine familiare e sociale.
Il linguaggio drammatico -> Il linguaggio è di tipo performativo, con frequenti interrogazioni (Gna Nunzia "Dov'è andato mio figlio?") ed esclamazioni che ordinano un'azione ("Parla, dunque!"; "Zitto, scomunicato!"), con deissi mimica e verbale, tipica del discorso drammatico ("Mi cambiò Turiddu di qua a qua", accompagnato dal gesto della mano).
Personaggi: Turiddu Macca; Compare Alfio; Lola; Santuzza; Nunzia la madre di Turiddu; Lo zio Brasi; zia Filomena; Pippuzza. La caratterizzazione dei personaggi: