Vivere la musica nella scuola dell'infanzia e primaria di Licia Mari

Documento sull'educazione musicale nella scuola dell'infanzia e primaria di Licia Mari. Il Pdf esplora l'importanza della musica nell'educazione, analizzando funzioni formative, metodologie didattiche e indicazioni nazionali per il curricolo di Musica nella Scuola primaria.

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25 pagine

VIVERE LA MUSICA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA DI LICIA MARI
CAPITOLO 1: INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO E NUOVI SCENARI: DALLA LETTURA DEL TESTO MINISTERIALE ALL’AZIONE DIDATTICA
ATTRAVERSO LA PROGETTAZIONE
INDICAZIONI NAZIONALI E NUOVI SCENARI
Le indicazioni nazionali per il curricolo del 2012 sostituiscono quelle del 2007, sono il testo di riferimento per la scuola dell’infanzia e primaria;
definiscono il ruolo della scuola, i principi fondanti, le finalità, la formazione dell’alunno.
Il rapido sviluppo tecnologico consente la disponibilità di informazioni e conoscenze, accessibili a chiunque: ciò genera nuovi rischi e marginalità; i
cambiamenti in atto aumentano la vulnerabilità, molte persone rinunciano a servizi e beni primari come le cure e l’istruzione per bambini e giovani.
La scuola ha dovuto interrogarsi sui temi della convivenza civile e democratica, dal confronto interculturale e delle politiche di inclusione.
Importanti istituzioni sovranazionali (ONU, UE) hanno raccolto sollecitazioni dalla società emanando documenti che richiamano gli stati a un
maggior impegno per la sostenibilità, cittadinanza europea e globale, coesione sociale.
L’azione educativa e didattica va rivista nell’ottica della formazione del cittadino.
Nel 2018 il CNS, guidato dal prof. Italo Fiorin ha prodotto indicazioni Nazionali e nuovi scenari con lo scopo di guidare la scuola nella
predisposizione della loro offerta formativa e della progettazione nel complesso scenario sociale e culturale. Questo documento rilegge quello del
2012, riflettendo sullo sviluppo di competenze per la cittadinanza attiva e la sostenibilità, ciò ha come fine la formazione di competenze
metacognitive, metodologiche e sociali che promuovono lo sviluppo integrale della persona.
Questo percorso si attua attraverso:
Sviluppo di competenze linguistiche per l’inclusione sociale e la partecipazione democratica;
Studio della storia, come componente per la consapevolezza, costruzione e rispetto della propria identità culturale;
Studio della geografia per la comprensione di temi economici, sociali, ambientali di attualità, sviluppando competenze di
cittadinanza attiva e senso di responsabilità;
Sviluppo di competenze matematiche e del pensiero computazionale per acquisire capacità logiche e critiche, risolvere i problemi,
applicando strategie conoscitive e ricercandone di nuove;
Educazione motoria per promuovere esperienze cognitive, culturali, sociali, affettive, per sviluppare la consapevolezza di sé stessi e il
rispetto del proprio corpo.
Arte e musica, sono fondamentali per lo sviluppo armonioso della personalità, formazione della persona e di cittadino capace di
esprimersi con modalità diverse.
Si ribadisce il valore della musica nello sviluppo della persona, occasione per fare esperienza di cittadinanza attiva.
Pe il valore formativo della musica è necessario riferirsi alle indicazioni Nazionali del 2012 al campo di esperienza immagini, suoni e colori e alla
disciplina della musica nella scuola primaria.
PERCHÉ FARE MUSICA A SCUOLA: LE FUNZIONI FORMATIVE DELLA MUSICA
La musica, componente fondamentale e universale dell’esperienza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale per l'attivazione di processi di
cooperazione e di socializzazione, all'acquisto di strumenti di conoscenza, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del
senso di appartenenza a una comunità e all'interazione fra culture diverse. La valenza formativa della musica costituisce per l'alunno un'esperienza
globale, coinvolge corpo, mente, cuore attivando diverse funzioni. Funzione cognitivo culturale: tramite questa gli alunni sviluppano la capacità di
rappresentazione simbolica della realtà, il pensiero flessibile, intuitivo e creativo e partecipano al patrimonio di diverse culture musicali; utilizzano le
competenze della disciplina nella costruzione dell’universo di significati che stanno alla base della conoscenza del mondo, della mentalità e dei modi
di vita e dei valori della comunità a cui fanno riferimento. La musica mette in atto e sviluppa il pensiero: flessibile e creativo, logico e rigoroso
poiché la musica si fonda su proporzioni matematiche, simmetria, leggi della fisica acustica. Importante è sottolineare l'oggetto del pensiero e la
sua finalità: la comprensione del fenomeno musicale come fatto culturale. La musica è quindi risorsa e stimolo per lo sviluppo del pensiero, con il
contatto e con altre forme di manifestazione dell’ingegno umano, con gruppi e tradizioni culturali differenti che si esprimono con manifestazioni
musicali differenti in grado di stimolarci e interrogarci.
Il bambino con l'esperienza musicale comprende e interagisce con la cultura di appartenenza e si avvicina con rispetto ad altre culture. Le
conoscenze sono intese come i fondamenti della teoria musicale, i diversi generi musicali, le funzioni della musica nella società, nelle diverse
epoche e i principali autori.
Riguardo le abilità acquisite il bambino sviluppa la percezione e la produzione dei suoni in maniera consapevole. Sviluppa la discriminazione
uditiva, la capacità di ascoltare un brano ipotizzando genere, provenienza storica o geografica, riferimenti ad autori. Il bambino compie esperienze
significative generano nel bambino un apprendimento che lo portano a un più altro grado di consapevolezza, conoscenza, competenza. L'
esperienze di apprendimento è significativa se è strutturata da un insegnante che individua i bisogni formativi della classe e struttura un percorso
stimolante con il bambino attivo e partecipe.
Tuttavia, gli insegnanti oggi non riconoscono l'educazione musicale, ma la considerano un passatempo, un momento ricreativo, marginale,
propongono brani commerciali senza fini didattici, considerando solo la capacità di emozionare e di commuovere.
Funzione linguistico comunicativa: la musica educa gli alunni all'espressione e alla comunicazione attraverso gli strumenti e le tecniche specifiche
del proprio linguaggio. Giuseppina Bianconi, nel 2008, definisce questa funzione come componente che consente al soggetto di imparare a
comunicare e ad esprimersi con il linguaggio musicale, nel senso della ricezione e della produzione.
La musica un linguaggio complesso, simbolico: c'è chi comunica e di esprime, chi fruisce comprende, c'è un messaggio e ci sono codici per poterlo
trasmettere e comprendere. La comunicazione prende vita attraverso la creazione di un evento sonoro. L'evento sonoro può essere creato dal
bambino di scuola dell'infanzia che esplora e scopre le potenzialità musicali degli oggetti, della voce e degli strumenti. L'evento sonoro deve
veicolare un messaggio e il bambino che dà vita ad esso ne diventa interprete, deve mettere in gioco le conoscenze culturali, le capacità tecniche, il
gusto estetico, la capacità di trasmettere emozioni per esprimersi e per sperimentare. Il bambino deve vivere la musica come esperienza globale in
tutti i ruoli della comunicazione: ascoltatore, esecutore, autore. La fase di esplorazione di scoperta deve lasciare il posto all'apprendimento e alla
conoscenza del linguaggio musicale. La componente immateriale della musica e il fatto che essa si rivolga la parte emotiva e razionale spesso
conduce all'errore di pensare che di fronte a un'opera sia necessario e sufficiente emozionarsi, rilassarsi. L'alunno invece deve apprendere codici e
regole, comunicare ad un livello avanzato. La musica è linguaggio e l'evento musicale è cultura. La cultura musicale deve riguardare:
- gli aspetti tecnici e compositivi: riconoscere il tempo di un brano, la modalità maggiore-minore, l'estensione vocale, gli strumenti.
- La conoscenza e la capacità di individuare gli aspetti formali (danza o marcia, individuare il ritornello, la strofa, le cellule
ritmiche);
- la conoscenza degli stili e delle funzioni della musica nelle società;
- la conoscenza e la padronanza di un linguaggio specifico e competente;
- la conoscenza degli autori, della loro ippica e del loro stile.
Funzione emotivo-affettiva: gli alunni, nel rapporto con l’opera d'arte, sviluppano la riflessione sulla formalizzazione simbolica delle emozioni.
I sentimenti suscitati dalla musica sono personali e dipendono dalla sensibilità, dallo stato d'animo, dal proprio vissuto. Il musicista per riuscire ad
esprimersi al meglio deve conoscere e padroneggiare lo strumento, nello stesso modo l'ascoltatore, se è supportato da conoscenze specifiche,
riesce a comprendere meglio e più approfonditamente il brano che ascolta. L'insegnante deve educare gli alunni a riconoscere le proprie
emozioni, a sperimentarne di nuove, a uscire dal proprio mondo emotivo e a comprendere che esso non sempre coincide con quello dei
compagni. La musica aiuta il bambino a superare la visione egocentrica aprendosi a una più ampia. Le attività che consistono nell’ascoltare un
brano, descrivere le emozioni vissute o disegnare cosa viene in mente non portano l'alunno a una visione competente, poiché il processo resta
relegato alla sfera personale. Tuttavia, richiedere ad un bambino di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni durante l’ascolto di un brano
può aiutarlo nel processo di consapevolezza emotiva e l'insegnante può comprendere molte cose sul suo mondo interiore. Tuttavia, questa
funzione non deve esaurirsi nell’espressione spontanea. Giuseppina Bianconi insiste sul fatto che la visione proiettiva dell’oggetto musicale visto in
funzione di se stessi e del proprio vissuto non genera apprendimento. L'insegnante deve documentarsi sul brano che propone, cogliere le
motivazioni didattiche finalizzate al lavoro che intende svolgere, trovare modalità per inserirlo in un contesto che motivi all'apprendimento e aiuti
l'alunno a comprenderne il carattere.
Funzione identitaria e interculturale: la musica induce gli alunni a prendere coscienza della loro appartenenza a una tradizione culturale e nel
contempo fornisce gli strumenti per la conoscenza, il confronto e il rispetto di altre tradizioni culturali e religiose. Le indicazioni nazionali chiedono
alla scuola di fornire all' alunno gli strumenti per riconoscersi nella cultura di appartenenza per poi aprirsi all'incontro e al confronto con altri.
Per la Bianconi la funzione identitaria spinge il discente a prendere coscienza della propria tradizione culturale, lo induce alla conoscenza rispetto
delle altre tradizioni e delle altre culture: questa funzione si lega la funzione culturale e si colora di socialità e di eticità.
Importante è l'apporto all’etnomusicologia, disciplina che studia i tratti costitutivi delle culture musicali extraeuropee. La musica è ricca di
commissioni che hanno dato origine a generi musicali di successo, portatori di caratteristiche proprie di culture diverse. Esistono brani che
riportano i temi tradizionali di diversi popoli come l'overture su temi ebraici di Prokofiev è un esempio di tema tratto dalla tradizione ebraica
all'interno di una composizione classica. Oppure Garbarek che ha studiato e raccolto i motivi tradizionali della sua terra e propone brani in cui
unisce all'organico e agli elementi del jazz le melodie scandinave dal sapore antico.
Funzione relazionale: la musica instaura relazioni interpersonali di gruppo, fondate su pratiche compartecipate e sull’ascolto condiviso.
L'insegnante deve interrogarsi sul senso di fare musica a scuola partendo dalla centralità del bambino e dalla risposta ai suoi bisogni formativi.
L'esperienza musicale offre la possibilità di cooperare e lavorare insieme per un fine comune. L'effetto armonico ed equilibrato di un insieme di
strumenti si realizza solo se ognuno dei componenti cerca di dare il meglio di sé, per contribuire alla qualità del risultato, rinunciando a ogni forma
di competizione. Il laboratorio di musica è un luogo libero e creativo dove il bambino impara a riconoscere, accettare ed esprimere le proprie
emozioni, inizia a crearsi un pensiero critico, scopre di appartenere a una cultura. La musica permette di superare le barriere linguistiche. Lo
sviluppo delle abilità sociali, del senso di appartenenza, unito alla costruzione dell’identi personale sono elementi in risposta ai bisogni formativi
legati alla sfera sociale e hanno una ricaduta positiva sull’alunno.
Funzione critico estetica: la musica sviluppa negli alunni una sensibilità artistica basata sull’interpretazione di messaggi sonori e di opere d'arte,e
leva la loro autonomia di giudizio e livello di fruizione estetica del patrimonio culturale. In quanto mezzo di espressione di comunicazione, la musica
interagisce con le altre arti ed è aperta scambi interazioni con vari ambiti del sapere.
La funzione critica educa alla riflessione, ragionamento, alla problematizzazione e al discernimento. La musica coinvolge i sensi: l'alunno va educato
ad interrogarsi, a costruire un proprio gusto estetico. Secondo Bianconi la funzione critico-estetica spinge il recupero dell’esteticità, orienta il
soggetto entro un universo più saturo di messaggi sonori permettendogli di valutare scegliere, raffinando il gusto.
Le funzioni della musica operano in sinergia. Il bambino che recita una filastrocca mimata o che esegue un accompagnamento ritmico a una
canzone svolge un'attività complessa. Suonare, cantare coinvolgono mente, corpo, cuore, attivano la funzione cognitiva, lo sviluppo di competenze
motorie prassiche, che consentono di svolgere movimenti per raggiungere un obiettivo. Il bambino sviluppa la capacità di ascolto, impara a fruire il
linguaggio musicale, attiva la capacità senso percettiva e coglie gli elementi significativi della comunicazione. Sviluppa inoltre la capacità di
rappresentazione simbolica della realtà, recupera e utilizza le conoscenze che già possiede per comprendere il messaggio della comunicazione
musicale.
I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE E LA PROGETTAZIONE
Le indicazioni nazionali sono il punto d'arrivo della scuola nell'ottica della formazione completa della persona; La scuola, tuttavia, ha libertà nella
strutturazione del percorso per raggiungere gli obiettivi. Il docente deve progettare l'azione didattica, scegliere contenuti, tempi e metodologie
idonee. Al centro vi deve essere il bambino, persona unica, in divenire, portatrice di bisogni formativi. L'insegnante può individuare all'interno dei
traguardi di ampia portata gli aspetti che interessano in un momento, le dimensioni di competenza rispondenti ai bisogni formativi e perseguiti
attraverso il percorso progettato.
LA SCUOLA DELL’INFANZIA
Per le attività musicali nella scuola dell'infanzia si fa riferimento al campo di esperienza immagini, suoni e colori. Questo campo di esperienza unisce
due linguaggi della comunicazione: quello iconico e quello musicale e i traguardi di competenza riguardano entrambi.
LA SCUOLA PRIMARIA
Nella scuola primaria la musica è trattata come disciplina separata e i traguardi che le indicazioni propongono sono legati a competenze di tipo
musicale.
Nelle indicazioni nazionali nelle competenze troviamo l'uso di verbi come: comunica, esprime, racconta, utilizza, inventa, scopre, ascolta,
sperimenta, esplora, ai quali nella scuola primaria si aggiungono: esegue, conosce, descrive, comprende, elabora, interpreta. Il soggetto è sempre il
bambino, l'insegnante nella stesura degli obiettivi deve prestare attenzione:
- alla centralità del bambino come protagonista attivo della sua esperienza;
- il carattere pratico ed esperienziale delle attività;
- la gradualità degli apprendimenti in relazione allo sviluppo dei processi cognitivi.
L'insegnante guida il bambino nell’esplorazione, nella scoperta, nella sperimentazione, nel raggiungimento di competenze.
NUCLEI FONDANTI DELLA DISCIPLINA:
ASCOLTO E FRUIZIONE CONSAPEVOLE
L'apprendimento di elementi di base della musica è presente sia nell’infanzia che nei primi anni della scuola primaria: le attività sono diverse,
cambia la complessità, al fine di accedere a un grado di conoscenza e di competenza più alto.

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INDICAZIONI NAZIONALI E NUOVI SCENARI

Le indicazioni nazionali per il curricolo del 2012 sostituiscono quelle del 2007, sono il testo di riferimentoper la scuola dell'infanzia e primaria; definiscono il ruolo della scuola, i principi fondanti, le finalità, la formazione dell'alunno. Il rapido sviluppo tecnologico consente la disponibilità di informazioni e conoscenze, accessibili a chiunque:ciò genera nuovi rischi e marginalità; i cambiamenti in atto aumentano la vulnerabilità, molte persone rinunciano a servizi e beni primari come le cure e l'istruzione per bambini e giovani. La scuola ha dovuto interrogarsi sui temi della convivenza civile e democratica, dal confronto interculturalee delle politiche di inclusione. Importanti istituzioni sovranazionali (ONU, UE) hanno raccolto sollecitazioni dalla società emanando documenti che richiamano gli stati a un maggior impegno per la sostenibilità, cittadinanza europea e globale, coesione sociale. L'azione educativa e didattica va rivista nell'ottica della formazione del cittadino. Nel 2018 il CNS, guidato dal prof. Italo Fiorin ha prodotto indicazioni Nazionali e nuovi scenari con lo scopodi guidare la scuola nella predisposizione della loro offerta formativa e della progettazione nel complesso scenario sociale e culturale. Questo documento rilegge quello del 2012, riflettendo sullo sviluppo di competenze per la cittadinanza attiva e la sostenibilità, ciò ha come fine la formazione di competenze metacognitive, metodologiche e sociali che promuovono lo sviluppo integrale della persona. Questo percorso si attua attraverso:

  • Sviluppo di competenze linguistiche per l'inclusione sociale e la partecipazione democratica;
  • Studio della storia, come componente per la consapevolezza, costruzione e rispetto della propriaidentità culturale;
  • Studio della geografia per la comprensione di temi economici, sociali, ambientali di attualità,sviluppando competenze di cittadinanza attiva e senso di responsabilità;
  • Sviluppo di competenze matematiche e del pensiero computazionale per acquisire capacità logichee critiche, risolvere i problemi, applicando strategie conoscitive e ricercandone di nuove;
  • Educazione motoria per promuovere esperienze cognitive, culturali, sociali, affettive, per svilupparela consapevolezza di sé stessi e il rispetto del proprio corpo.
  • Arte e musica, sono fondamentali per lo sviluppo armonioso della personalità, formazione dellapersona e di cittadino capace di esprimersi con modalità diverse.

Si ribadisce il valore della musica nello sviluppo della persona, occasione per fare esperienza di cittadinanzaattiva. Pe il valore formativo della musica è necessario riferirsi alle indicazioni Nazionali del 2012 al campo diesperienza immagini, suoni e colori e alla disciplina della musica nella scuola primaria.

PERCHÉ FARE MUSICA A SCUOLA: LE FUNZIONI FORMATIVE DELLA MUSICA

La musica, componente fondamentale e universale dell'esperienza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale per l'attivazione di processi di cooperazione e di socializzazione, all'acquisto di strumenti di conoscenza, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità e all'interazione fra culture diverse. La valenza formativa della musica costituisce per l'alunno un'esperienza globale, coinvolge corpo, mente, cuore attivando diverse funzioni. Funzione cognitivo culturale: tramite questa gli alunni sviluppano la capacità di rappresentazione simbolica della realtà, il pensiero flessibile, intuitivo e creativo e partecipano al patrimonio di diverse culture musicali; utilizzano le competenze della disciplina nella costruzione dell'universo di significati che stanno alla base della conoscenza del mondo, della mentalità e dei modi di vita e dei valori della comunità a cui fanno riferimento. La musica mette in atto e sviluppa il pensiero: flessibile e creativo, logico e rigoroso poiché la musica si fonda su proporzioni matematiche, simmetria, leggi della fisica acustica. Importante è sottolineare l'oggetto del pensiero e la sua finalità: la comprensione del fenomeno musicale come fatto culturale. La musica è quindi risorsa e stimolo per lo sviluppo del pensiero, con il contatto e con altre forme di manifestazione dell'ingegno umano, con gruppi e tradizioni culturali differenti che si esprimono conmanifestazioni musicali differenti in grado di stimolarci e interrogarci. Il bambino con l'esperienza musicale comprende e interagisce con la cultura di appartenenza e si avvicina con rispetto ad altre culture. Le conoscenze sono intese come i fondamenti della teoria musicale, i diversi generi musicali, le funzioni della musica nella società, nelle diverse epoche e i principali autori. Riguardo le abilità acquisite il bambino sviluppa la percezione e la produzione dei suoni in maniera consapevole. Sviluppa la discriminazione uditiva, la capacità di ascoltare un brano ipotizzando genere, provenienza storica o geografica, riferimenti ad autori. Il bambino compie esperienze significative[] generano nel bambino un apprendimento che lo portano a un più altro grado di consapevolezza, conoscenza, competenza. L' esperienze di apprendimento è significativa se è strutturata da un insegnanteche individua i bisogni formativi della classe e struttura un percorso stimolante con il bambino attivo e partecipe. Tuttavia, gli insegnanti oggi non riconoscono l'educazione musicale, ma la considerano un passatempo, unmomento ricreativo, marginale, propongono brani commerciali senza fini didattici, considerando solo la capacità di emozionare e di commuovere.

Funzione linguistico comunicativa

La musica educa gli alunni all'espressione e alla comunicazione attraverso gli strumenti e le tecniche specifiche del proprio linguaggio. Giuseppina Bianconi, nel 2008, definisce questa funzione come componente che consente al soggetto di imparare a comunicare e adesprimersi con il linguaggio musicale, nel senso della ricezione e della produzione. La musica un linguaggio complesso, simbolico: c'è chi comunica e di esprime, chi fruisce comprende, c'è un messaggio e ci sono codici per poterlo trasmettere e comprendere. La comunicazione prende vita attraverso la creazione di un evento sonoro. L'evento sonoro può essere creato dal bambino di scuola dell'infanzia che esplora e scopre le potenzialità musicali degli oggetti, della voce e degli strumenti. L'eventosonoro deve veicolare un messaggio e il bambino che dà vita ad esso ne diventa interprete, deve mettere in gioco le conoscenze culturali, le capacità tecniche, il gusto estetico, la capacità di trasmettere emozioni per esprimersi e per sperimentare. Il bambino deve vivere la musica come esperienza globale in tutti i ruoli della comunicazione: ascoltatore, esecutore, autore. La fase di esplorazione di scoperta deve lasciare il posto all'apprendimento e alla conoscenza del linguaggio musicale. La componente immateriale della musica e il fatto che essa si rivolga la parte emotiva e razionale spesso conduce all'errore di pensare che di fronte a un'opera sia necessario e sufficiente emozionarsi, rilassarsi. L'alunno invece deve apprendere codici e regole, comunicare ad un livello avanzato. La musica è linguaggio e l'evento musicale è cultura. La cultura musicale deve riguardare:

  • gli aspetti tecnici e compositivi: riconoscere il tempo di un brano, la modalità maggiore-minore,l'estensione vocale, gli strumenti.
  • La conoscenza e la capacità di individuare gli aspetti formali (danza o marcia, individuare ilritornello, la strofa, le cellule ritmiche);
  • la conoscenza degli stili e delle funzioni della musica nelle società;- la conoscenza e la padronanza di un linguaggio specifico e competente;
  • la conoscenza degli autori, della loro ippica e del loro stile.

Funzione emotivo-affettiva

Gli alunni, nel rapporto con l'opera d'arte, sviluppano la riflessione sullaformalizzazione simbolica delle emozioni. I sentimenti suscitati dalla musica sono personali e dipendono dalla sensibilità, dallo stato d'animo, dal proprio vissuto. Il musicista per riuscire ad esprimersi al meglio deve conoscere e padroneggiare lo strumento, nello stesso modo l'ascoltatore, se è supportato da conoscenze specifiche, riesce a comprendere meglio e più approfonditamente il brano che ascolta. L'insegnante deve educare gli alunni a riconoscere le proprie emozioni, a sperimentarne di nuove, a uscire dal proprio mondo emotivo e a comprendere che esso non sempre coincide con quello dei compagni. La musica aiuta il bambino a superare la visione egocentrica aprendosi a una più ampia. Le attività che consistono nell'ascoltare un brano, descrivere le emozioni vissute o disegnare cosa viene in mente non portano l'alunno a una visione competente, poiché il processo resta relegato alla sfera personale. Tuttavia, richiedere ad un bambino di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni durante l'ascolto di un brano può aiutarlo nel processo di consapevolezza emotiva e l'insegnante può comprendere molte cose sul suo mondo interiore. Tuttavia, questa funzione non deve esaurirsi nell'espressione spontanea. Giuseppina Bianconi insiste sul fatto che la visione proiettiva dell'oggetto musicale visto in funzione di se stessi e del proprio vissuto non genera apprendimento. L'insegnante deve documentarsi sul brano che propone, cogliere le motivazioni didattichefinalizzate al lavoro che intende svolgere, trovare modalità per inserirlo in un contesto che motivi all'apprendimento e aiuti l'alunno a comprenderne il carattere.

Funzione identitaria e interculturale

La musica induce gli alunni a prendere coscienza della loro appartenenza a una tradizione culturale e nel contempo fornisce gli strumenti per la conoscenza, il confronto e il rispetto di altre tradizioni culturali e religiose. Le indicazioni nazionali chiedono alla scuola di fornire all' alunno gli strumenti per riconoscersi nella cultura di appartenenza per poi aprirsi all'incontro e alconfronto con altri. Per la Bianconi la funzione identitaria spinge il discente a prendere coscienza della propria tradizione culturale, lo induce alla conoscenza rispetto delle altre tradizioni e delle altre culture: questa funzione si legala funzione culturale e si colora di socialità e di eticità. Importante è l'apporto all'etnomusicologia, disciplina che studia i tratti costitutivi delle culture musicaliextraeuropee. La musica è ricca di commissioni che hanno dato origine a generi musicali di successo, portatori di caratteristiche proprie di culture diverse. Esistono brani che riportano i temi tradizionali di diversi popoli come l'overture su temi ebraici di Prokofiev è un esempio di tema tratto dalla tradizione ebraica all'interno di una composizione classica. Oppure Garbarek che ha studiato e raccolto i motivi tradizionali della sua terra e propone brani in cui unisce all'organico e agli elementi del jazz le melodie scandinave dal sapore antico.

Funzione relazionale

La musica instaura relazioni interpersonali di gruppo, fondate su pratiche compartecipate e sull'ascolto condiviso. L'insegnante deve interrogarsi sul senso di fare musica a scuola partendo dalla centralità del bambino e dalla risposta ai suoi bisogni formativi. L'esperienza musicale offre la possibilità di cooperare e lavorare insieme per un fine comune. L'effetto armonico ed equilibrato di un insieme di strumenti si realizza solo se ognuno dei componenti cerca di dare il meglio di sé, per contribuire alla qualità del risultato, rinunciando a ogni forma di competizione. Il laboratorio di musica è un luogo libero e creativo dove il bambino impara a riconoscere, accettare ed esprimere le proprie emozioni, inizia acrearsi un pensiero critico, scopre di appartenere a una cultura. La musica permette di superare le barriere linguistiche. Lo sviluppo delle abilità sociali, del senso di appartenenza, unito alla costruzione dell'identità personale sono elementi in risposta ai bisogni formativi legati alla sfera sociale e hanno una ricaduta positiva sull'alunno.

Funzione critico estetica

La musica sviluppa negli alunni una sensibilità artistica basata sull'interpretazionedi messaggi sonori e di opere d'arte,e leva la loro autonomia di giudizio e livello di fruizione estetica del patrimonio culturale. In quanto mezzo di espressione di comunicazione, la musica interagisce con le altre arti ed è aperta scambi interazioni con vari ambiti del sapere. La funzione critica educa alla riflessione, ragionamento, alla problematizzazione e al discernimento. La musica coinvolge i sensi: l'alunno va educato ad interrogarsi, a costruire un proprio gusto estetico. SecondoBianconi la funzione critico-estetica spinge il recupero dell'esteticità, orienta il soggetto entro un universo più saturo di messaggi sonori permettendogli di valutare scegliere, raffinando il gusto. Le funzioni della musica operano in sinergia. Il bambino che recita una filastrocca mimata o che esegue un accompagnamento ritmico a una canzone svolge un'attività complessa. Suonare, cantare coinvolgono mente, corpo, cuore, attivano la funzione cognitiva, lo sviluppo di competenze motorie prassiche, che consentono di svolgere movimenti per raggiungere un obiettivo. Il bambino sviluppa la capacità di ascolto, impara a fruire il linguaggio musicale, attiva la capacità senso percettiva e coglie gli elementi significativi della comunicazione. Sviluppa inoltre la capacità di rappresentazione simbolica della realtà, recupera e utilizza le conoscenze che già possiede per comprendere il messaggio della comunicazione musicale.

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE E LA PROGETTAZIONE

Le indicazioni nazionali sono il punto d'arrivo della scuola nell'ottica della formazione completa della persona; La scuola, tuttavia, ha libertà nella strutturazione del percorso per raggiungere gli obiettivi. Il docente deve progettare l'azione didattica, scegliere contenuti, tempi e metodologie idonee. Al centro videve essere il bambino, persona unica, in divenire, portatrice di bisogni formativi. L'insegnante può individuare all'interno dei traguardi di ampia portata gli aspetti che interessano in un momento, le dimensioni di competenza rispondenti ai bisogni formativi e perseguiti attraverso il percorso progettato.

LA SCUOLA DELL'INFANZIA

Per le attività musicali nella scuola dell'infanzia si fa riferimento al campo di esperienza immagini, suoni ecolori. Questo campo di esperienza unisce due linguaggi della comunicazione: quello iconico e quello musicale e i traguardi di competenza riguardano entrambi.

LA SCUOLA PRIMARIA

Nella scuola primaria la musica e trattata come disciplina separata e i traguardi che le indicazionipropongono sono legati a competenze di tipo musicale. Nelle indicazioni nazionali nelle competenze troviamo l'uso di verbi come: comunica, esprime, racconta, utilizza, inventa, scopre, ascolta, sperimenta, esplora, ai quali nella scuola primaria si aggiungono: esegue,conosce, descrive, comprende, elabora, interpreta. Il soggetto è sempre il bambino, l'insegnante nella stesura degli obiettivi deve prestare attenzione:

  • alla centralità del bambino come protagonista attivo della sua esperienza;
  • il carattere pratico ed esperienziale delle attività;
  • la gradualità degli apprendimenti in relazione allo sviluppo dei processi cognitivi.

L'insegnante guida il bambino nell'esplorazione, nella scoperta, nella sperimentazione, nel raggiungimentodi competenze.

NUCLEI FONDANTI DELLA DISCIPLINA: ASCOLTO E FRUIZIONE CONSAPEVOLE

L'apprendimento di elementi di base della musica è presente sia nell'infanzia che nei primi anni della scuolaprimaria: le attività sono diverse, cambia la complessità, al fine di accedere a un grado di conoscenza e di competenza più alto.

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