Documento sulle profonde implicazioni delle teorie dell'apprendimento nel contesto della psicologia dell'educazione. Il Pdf esplora il comportamentismo, cognitivismo e costruttivismo, con contributi di figure come Pavlov e Vygotskij, per la materia Psicologia a livello universitario.
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L'apprendimento, definito come l'acquisizione di nuove conoscenze, abilità o comportamenti, è al centro
dell'educazione. Sono emerse varie teorie dell'apprendimento nel corso degli anni, e la maggior parte di
esse può essere raggruppata in tre principali correnti: il comportamentismo, il cognitivismo e il
costruttivismo. Queste correnti offrono diverse lenti attraverso cui esaminare e comprendere il processo di
apprendimento.
Il COMPORTAMENTISMO: Questa teoria, sviluppatasi principalmente negli Stati Uniti e spesso riferita come
behaviourismo, sostiene che l'apprendimento è fondamentalmente un processo di associazione tra stimoli
e risposte. In questo modello, gli stimoli provengono dall'ambiente esterno e provocano determinate
risposte o comportamenti nell'individuo. Un aspetto distintivo del comportamentismo è che non cerca di
analizzare o spiegare ciò che avviene all'interno della mente tra la presentazione dello stimolo e la
manifestazione della risposta, questo spesso viene descritto come una "scatola nera" o "black box".
Piuttosto, il focus è sull'osservazione e l'analisi delle relazioni tra stimoli esterni e comportamenti manifesti.
Ivan Pavlov (1849-1936): Questo scienziato russo è noto per i suoi esperimenti sui cani, attraverso i quali ha
introdotto il concetto di riflessi condizionati. Ha distinto tra stimoli e risposte incondizionati (come la
salivazione di un cane in risposta al cibo, che è un comportamento innato) e stimoli e risposte condizionati
(come la salivazione del cane in risposta al suono di una campanella, che è un comportamento appreso).
John Watson (1878-1958): Spesso riconosciuto come il fondatore del comportamentismo, Watson ha
sostenuto che gli individui sono essenzialmente passivi e reagiscono agli stimoli esterni. Ha proposto che ci
sono due tipi di connessioni: quelle innate ed ereditarie e quelle apprese attraverso il condizionamento.
Watson ha inoltre identificato la legge della frequenza, che sostiene che più spesso una risposta segue uno
stimolo, più probabile è che tale risposta si verifichi nuovamente in futuro, e la legge della recenza, che
suggerisce che le risposte più recenti sono più probabili di ricorrere.
Edward Thorndike (1874-1949): È noto per la sua ricerca sul comportamento animale e la teoria
dell'apprendimento attraverso tentativi ed errori. Ha postulato che gli animali (e gli esseri umani)
apprendono attraverso una serie di tentativi, eliminando le risposte errate e adottando quelle che portano
a risultati positivi. Ha introdotto l'importanza dei rinforzi nell'apprendimento, sostenendo che una risposta
seguita da una ricompensa positiva è più probabile che venga ripetuta in futuro.
Burrhus Skinner (1904-1990): Skinner ha ampliato e raffinato le idee del comportamentismo. Ha distinto
tra il comportamento rispondente, che è passivo e reagisce agli stimoli esterni, e il comportamento
operante, che è attivo e mira a ottenere rinforzi. Ha introdotto la "Skinner box", un dispositivo utilizzato per
studiare l'apprendimento negli animali, e ha sviluppato il concetto di shaping, o modellamento, attraverso il
quale un comportamento può essere gradualmente formato o modificato attraverso rinforzi selettivi.Approfondimenti di Pedagogia e Competenze didattiche
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Il COGNITIVISMO è una prospettiva psicologica che ha avuto origine durante la metà del XX secolo. Questo
movimento, almeno inizialmente, si è sviluppato in parallelo agli studi comportamentisti. Tuttavia, col
tempo, si è distinto da essi, poiché ha iniziato a porre una maggiore enfasi sulla comprensione dei processi
mentali interni, considerando questi ultimi fondamentali per spiegare il comportamento umano. Mentre il
comportamentismo tende a concentrarsi su osservazioni esterne e misurabili del comportamento, il
cognitivismo sottolinea l'importanza delle strutture e dei processi mentali interni. Questo approccio ha
portato alla nascita di un'ampia varietà di teorie, tutte accomunate dall'interesse verso lo studio della
mente e dei suoi intricati processi. In particolare, gli studiosi cognitivisti sono convinti che solo esaminando
questi processi sia possibile comprendere appieno attività cognitive complesse come il linguaggio, la
memoria, la percezione e il ragionamento.
Una delle correnti principali all'interno del cognitivismo è la Psicologia della Gestalt. Questa corrente
sottolinea la distinzione tra la sensazione, cioè ciò che percepiamo attraverso i nostri organi sensoriali
(come occhi e orecchie) che trasformano gli stimoli esterni in segnali elettrici inviati al Sistema Nervoso
Centrale (SNC), e la percezione, ovvero come il nostro cervello interpreta e organizza queste sensazioni,
permettendoci di interagire efficacemente con l'ambiente circostante. La psicologia della Gestalt ha radici
storiche che risalgono all'empirismo, un movimento filosofico originatosi in Inghilterra nel 600 con
pensatori come John Locke, che riteneva che la conoscenza derivasse principalmente dall'esperienza
sensoriale. Da questo contesto filosofico emerge anche l'associazionismo, una teoria secondo la quale la
conoscenza si forma attraverso l'associazione di sensazioni diverse, convergendo nella formazione di
un'immagine mentale dell'oggetto percepito.
Tuttavia, la psicologia della Gestalt, nata in Germania all'inizio del XX secolo, si poneva in contrasto sia con
l'empirismo che con il comportamentismo. A differenza dell'empirismo, che enfatizza la somma delle
esperienze individuali, la Gestalt sostiene che la rappresentazione mentale delle sensazioni dovrebbe
essere vista come un'entità olistica e integrata, non semplicemente riducibile alla somma delle sue parti.
Questa visione contesta anche l'approccio comportamentista all'apprendimento, proponendo che
l'apprendimento non avvenga semplicemente attraverso tentativi ed errori, ma piuttosto come un processo
intuitivo e globale. Per la Gestalt, la comprensione del comportamento e dell'apprendimento richiede
un'analisi approfondita dei processi cognitivi che vi stanno dietro, piuttosto che limitarsi all'osservazione
del comportamento esterno.
Questi due esponenti della psicologia della Gestalt hanno profondamente influenzato il modo in cui
vediamo la mente e la percezione, sottolineando l'importanza delle strutture globali e dei processi di
pensiero innovativi nella nostra comprensione del mondo.
Il modello HIP (Human Information Processing) rappresenta una visione avanzata e dinamica della
psicologia che analizza la mente umana in maniera analoga al funzionamento di un computer. Questa
teoria sostiene che la mente funziona in maniera strutturata, processando le informazioni passo dopo
passo, proprio come un computer tratta dati ed esegue comandi.
Così come un computer riceve dati, li elabora e produce risultati, anche la mente umana segue un flusso
simile: riceve input dall'esterno, li elabora attraverso varie fasi cognitive e produce risultati o azioni che
interagiscono con l'ambiente circostante. Alcune di queste informazioni vengono processate
automaticamente, mentre altre richiedono una riflessione consapevole.
Il Modello multi-magazzino descrive dettagliatamente come la mente organizza e gestisce le informazioni: