Riassunto I Limiti Dell'interpretazione di Umberto Eco, Sapienza

Documento da Sapienza - Università di Roma su I Limiti Dell'interpretazione. Il Pdf esplora i concetti di contraffazione e autenticità, analizzando diverse tipologie di falso e i criteri per il riconoscimento dell'autenticità, utile per Lingue a livello universitario.

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Riassunto "I limiti
dell'interpretazione"
Lingue
Università degli Studi di Bari Aldo Moro (UNIBA)
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Riassunto "I limiti dell'interpretazione"

Lingue Università degli Studi di Bari Aldo Moro (UNIBA) 47 pag.

studocu This document is available free of charge A/ doc." Downloaded by: Django94 (michi. conti94.mc@gmail.com) Downloaded by Sara Benedetti (sbenedetti144@gmail.com)CAPITOLO 1 - INTENTIO LECTORIS. APPUNTI SULLA SEMIOTICA DELLA RICEZIONE In clima strutturalistico, si privilegiava l'analisi del testo come oggetto dotato di caratteri strutturali propri, descrivibili attraverso un formalismo rigoroso. In seguito, si è orientata la discussione verso una pragmatica della lettura.

Archeologia del lettore

Il fantasma del lettore è presente in diversi filoni. Il primo a parlare di "implied author (carrying the reader with him) è stato Booth nel 1961 nel suo "The Rethoric of Fiction". Dopo, si sono sviluppate: una linea semiotico-strutturale e una linea ermeneutica. La prima, si rifà ai saggi di Communications dove Barthes parla di un autore materiale che non va confuso con il narratore; Genette accenna a quella che nel 1972 sarà la sua teoria delle voci e della focalizzazione. Iser nel 1976 riannoda i fili delle due tradizioni, citando Jakobson, Lotman ed alcuni accenni di Eco degli anni Sessanta. Nel 1981, all'oscuro di questa letteratura e partendo da analisi di semantica generativa e da ricerche sull'IA, Charles Fillmore (sia pure a livello di testi quotidiani e non letterari), scrive un saggio su "ideal readers and real readers". La storia dell'estetica può essere ricondotta a una storia delle teorie dell'interpretazione o dell'effetto che l'opera provoca nel destinatario. Sono a orientamento interpretativo: l'estetica aristotelica della catarsi, le estetiche medievali della visione, l'estetica kantiana, etc. Robert Holub, in Reception theory, trova i precedenti delle indagini della scuola di Costanza nelle nozioni formaliste di artificio, di straniamento e di dominante; nella nozione di Ingarden di opera come scheletro o schema che deve essere completato dall'interpretazione del destinatario, ovvero come insieme di profili tra cui il destinatario deve scegliere. Per quanto riguarda le teorie semiotiche, si tratta di stabilire quali di esse hanno tenuto conto del momento pragmatico. Morris, in Foundations of the Theory of Signs, afferma che anche nelle semiotiche classiche è sempre presente un riferimento all'interprete. Nel convegno di Perugia del 1965 sui rapporti fra televisione e pubblico, si ribadiva che per definire il messaggio televisivo e i suoi effetti bisognava non soltanto studiare ciò che il messaggio dice secondo i codici dei propri emittenti, ma anche ciò che dice o che può dire in rapporto ai codici dei destinatari. Si formulava il concetto di decodifica aberrante, sviluppato da Eco in La struttura assente (1968). Sin dagli anni sessanta, le teorie della ricezione nascono come reazione a:

  1. gli irrigidimenti di certe metodologie strutturalistiche che presumevano di poter indagare l'opera d'arte o il testo nella sua obiettività di oggetto linguistico;
  2. alla naturale rigidità di certe semantiche formali anglosassoni che presumevano di astrarre da ogni situazione, circostanza d'uso e contesto nel quale i segni e gli enunciati venivano emessi;
  3. all'empirismo di alcuni approcci sociologici.

In Opera aperta (1962), Eco enuncia un sistema di aspettative psicologiche, culturali e storiche da parte del ricettore (che oggi chiameremmo orizzonte di attese) e cerca di istituire quello che Joyce chiamava "ideal reader". Nel sostenere che anche l'invito alla libertà interpretativa dipendeva dalla struttura formale dell'opera, si pone il problema di come l'opera possa e debba prevedere il proprio lettore.

Document shared on www.docsity.com Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com) Downloaded by Sara Benedetti (sbenedetti144@gmail.com)Nell'edizione del 1962, si ispira alla teoria dell'informazione, a Piaget, a Merleau-Ponty e alla psicologia transazionale. Nell'edizione del 1967, dopo la riscrittura per la versione francese del 1965 (e dopo l'incontro con Jakobson), scrive che l'attenzione dovrà spostarsi dal messaggio al sistema oggettivo di informazioni possibili, al rapporto comunicativo tra messaggio e ricettore. Occuparsi del polo psicologico significa riconoscere la possibilità formale di una significatività del messaggio solo in quanto interpretato in una data situazione (psicologica, storica, sociale, ... ). Jakobson in Essais de linguistique générale (1963), scrive che le ricerche che hanno tentato di costruire un modello linguistico senza alcuna relazione al locutore e all'uditore e che ipotizzasse un codice separato della comunicazione effettiva, rischiano di ridurre il linguaggio a una finzione scolastica.

Tipi di intenzioni

L'opposizione fra approccio generativo e interpretativo, di fatto si articola in una tricotomia tra: intentio auctoris, operis e lectoris. Il dibattito classico si articolava intorno all'opposizione fra:

  1. si deve cercare nel testo ciò che l'autore voleva dire;
  2. si deve cercare nel testo ciò che esso dice, indipendentemente dalle intenzioni del suo autore.

Accettando il secondo corno dell'opposizione, si poteva articolare l'opposizione tra:

  1. bisogna cercare nel testo ciò che esso dice in riferimento alla propria coerenza contestuale e alla situazione dei sistemi di significazione a cui si rifà;
  2. bisogna cercare nel testo ciò che il destinatario vi trova in riferimento ai propri sistemi di significazione e/ o in riferimento ai propri desideri, pulsioni, arbitri.

Si può descrivere generativamente un testo, vedendolo nelle sue caratteristiche presunte oggettive e decidendo che lo schema generativo non intende riprodurre le intenzioni dell'autore, bensì la dinamica astratta per cui il linguaggio si coordina in testi in base a leggi proprie e crea senso indipendentemente dalla volontà di chi enuncia. Nel saggio di Eco sull'Epistola XIII di Dante, cerca di dimostrare che, di fronte alle indubbie possibilità che ha un testo di suscitare infinite o indefinite interpretazioni, il Medioevo era andato alla ricerca della pluralità dei sensi tuttavia attenendosi ad una nozione rigida di testo come qualcosa che non può essere autocontraddittorio, mentre il mondo rinascimentale ha cercato di definire il testo ideale, quello che può permettere tutte le interpretazioni possibili, anche quelle più contraddittorie. La lettura ermetico-simbolica del testo può procedere secondo due modalità: - cercando l'infinito dei sensi che l'autore vi ha immesso; - cercando l'infinito dei sensi di cui l'autore era all'oscuro (probabilmente immessi dal destinatario). Non si decide ancora se l'infinità delle interpretazioni dipenda dalla intentio operis, auctoris o lectoris. Per esempio, i cabalisti medievali e rinascimentali asserivano che la Kabbala non solo avesse infinite interpretazioni, ma potesse e dovesse essere riscritta in infiniti modi secondo infinite combinazioni delle lettere che la costituivano. Si può leggere come infinitamente interpretabile un testo che il suo autore ha concepito come assolutamente univoco e viceversa. Dovremmo riconsiderare alcune delle correnti che si presentano oggi come orientate all'interpretazione. Per esempio, la sociologia della letteratura privilegia ciò che un singolo o una comunità fanno con i testi. Prescinde dall'opzione fra intenzione dell'autore, dell'opera o del lettore, perché di fatto registra gli usi che la società fa dei testi, corretti o meno che siano. L'estetica della ricezione fa proprio il principio ermeneutico che l'opera si arricchisce lungo i secoli delle

studocu This document is available free of charge of doc ity Downloaded by: Django94 (michi.conti94 .__ c@gmail.com) Downloaded by Sara Benedetti (sbenedetti144@gmail.com)interpretazioni che se ne danno; tiene presente il rapporto tra effetto sociale dell'opera e orizzonte d'attesa dei destinatari storicamente situati; ma non nega che le interpretazioni che si danno del testo debbano essere commisurate a un'ipotesi sulla natura della intentio profonda del testo. Una semiotica dell'interpretazione cerca nel testo la figura del lettore e cerca anch'essa nell'intentio operis il criterio per valutare le manifestazioni della intentio lectoris.

Difesa del senso letterale

Bisogna iniziare il discorso della libertà dell'interpretazione da una difesa del senso letterale. Anni fa, Reagan, provando i microfoni prima di una conferenza stampa, aveva detto "fra pochi minuti darò l'ordine di bombardare la Russia". Pressato dai giornalisti, poi aveva detto di aver scherzato, che con quella frase non intendeva dire quello che significava. Ogni destinatario che avesse creduto che la intentio auctoris coincidesse con la intentio operis si sarebbe sbagliato. Questa storia presenterebbe molte possibilità interpretative, per esempio:

  • è la storia di un uomo che scherza;
  • è la storia di un uomo che scherza quando non dovrebbe;
  • è la storia di un uomo che scherza, ma che di fatto sta facendo una minaccia;
  • è la storia di una tragica situazione politica in cui anche scherzi innocenti possono essere presi sul serio;
  • è la storia di come lo stesso enunciato scherzoso possa assumere diversi significati a seconda di chi lo enunci.

Nel 1984, Derrida scrive ad Eco comunicandogli che sta istituendo con alcuni amici un Collège Internationale de Philosophie e chiedendovi una lettera di sostegno. Derrida assumeva che: - Eco dovesse assumere che lui dicesse la verità; - Eco dovesse leggere il suo programma come un messaggio univoco, sia per quello che concerneva il presente, che il futuro; - la firma che veniva richiesta in calce alla lettera di Eco avrebbe dovuto essere presa sul serio più di quella di Derrida alla fine. Ogni inferenza interpretativa (per quanto paranoica) sarebbe stata sopra il riconoscimento del primo livello di significato del messaggio, quello letterale. Derrida, nella Grammatologie, ricorda che senza tutti gli strumenti della critica tradizionale, la lettura rischia di svilupparsi in tutte le direzioni e di autorizzare ogni interpretazione possibile. Questo necessario guard-rail dell'interpretazione protegge la lettura, ma non la apre. Per interpretare la storia di Reagan, occorre cogliere il fatto che il presidente degli USA ha detto, grammaticalmente parlando, che intendeva bombardare l'URSS. Se non si comprende questo, non si potrebbe neppure comprendere che egli aveva scherzato.

Lettore semantico e lettore critico

Occorre distinguere tra interpretazione semantica e interpretazione critica (o tra interpretazione semiosica e interpretazione semiotica). L'interpretazione semantica o semiosica è il risultato di un processo per cui il destinatario, di fronte alla manifestazione lineare del testo, la riempie di significato. L'interpretazione critica o semiotica è quella per cui si cerca di spiegare le ragioni strutturali per cui il testo possa produrre quelle o altre interpretazioni semiotiche. Quando Agatha Christie in Dalle nove alle dieci racconta, attraverso la voce di un narratore, che alla fine si scopre essere l'assassino. Essa cerca prima di indurre il lettore ingenuo a sospettare di altri e alla fine il

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