Gianni Rodari: tecniche creative e fiabe popolari, Università Roma Tre

Documento dall'Università degli Studi Roma Tre su Gianni Rodari Grammatica della fantasia. Il Pdf esplora la costruzione di indovinelli, il falso indovinello e le fiabe popolari come materia prima, argomenti di Letteratura per studenti universitari.

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Gianni rodari Grammaticadellafantasia
Letteratura per l'infanzia (Università degli Studi Roma Tre)
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Anteprima

Introduzione a Gianni Rodari

Gianni Rodari, uomo e scrittore, descrive nei suoi libri la creatività, il gioco e la fantasia. L'influenza surrealista nell' opera di Rodari e la sua "arte" di inventare storie, favole, novelle, racconti nella sua produzione. Rodari può facilmente essere scambiato per uno scrittore banalmente semplice, scorrevole, che inventa filastrocche da imparare a memoria. Semplice lo è, così come è comprensibile a tutti.

Il suo stile penetra efficacemente nelle menti dei bambini e degli adulti, ma ovviamente in modo diverso. Per i bambini è possibile comprendere cose difficili senza per questo dover utilizzare in modo consapevole la logica dell'apprendimento; nello stesso modo essi imparano ad esprimersi in modo corretto sul piano grammaticale, perché è molto più semplice memorizzare una regola se associata ad una filastrocca divertente, che studiarla in modo arido e rigidamente scolastico. A ventisette anni dalla sua morte a Rodari non è stato ancora riconosciuto il ruolo che ha avuto nella cultura e nella scuola italiana. Troppo comodo confinarlo nell'angolino del poeta e del narratore per bambini. Rodari è stato un intellettuale tra i più significativi della Repubblica italiana. È stato un intellettuale disincantato, lontano dai circoli letterari e dai clan degli intellettuali impegnati, egli appartiene a quel genere di intellettuale che si fa sempre più raro nel mondo d'oggi, all'intellettuale, cioè, che fa cultura senza farne mostra.

Scrittore per l'infanzia, autore di racconti e filastrocche in cui ha inserito temi inediti, di riflessione morale e civile, Gianni Rodari è figura di sicuro rilievo nella storia della letteratura, in particolare quella dedicata all'infanzia, nonché dell'educazione del nostro Novecento. Dopo la sua morte sembra essere stato dimenticato, ma a mio parere, appare quasi doveroso, se non anche molto utile e significativo, ripercorrere la sua opera di fine intellettuale, animato da un forte impegno civile rivolto soprattutto verso i più "piccoli": un atteggiamento così poco accademico e inconsueto nel panorama della nostra cultura, ma tale da fare di Rodari un duttile, originale, sicuro punto di riferimento per ogni educatore.

Vita di Gianni Rodari

Gianni Rodari nasce a Omegna il 23 ottobre 1920, è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano. Era figlio di Giuseppe Rodari che possedeva un negozio in Via Mazzini, viale principale di Omegna, sposato con Maddalena Aricocchi, commessa nella bottega paterna. Vista la scarsa presenza dei genitori di Rodari, venne sorvegliato durante la sua infanzia dalla balia di Pettenasco. Rodari frequentò quattro classi elementari ad Omegna, poi in seguito alla morte del padre, all'età di nove anni si trasferì con la madre e il fratello Cesare, a Gavirate (VA), paese natale della madre.

In seguito la madre cedette l'attività di Gianni al fratellastro Mario, nato dalle prime nozze del padre.

Nel 1931 Gianni dovette entrare nel seminario cattolico di San Pietro Martire di Seveso (MI), abbandonò dopo poco per iscriversi nel 1934 alle magistrali. In quegli anni Rodari prendeva lezioni di violino e con alcuni suoi amici formarono un trio e suonarono nelle osterie e nei cortili della zona, ma la madre non lo incoraggiò.

Nel 1937 Rodari si diplomò come maestro presso Giravate. L'anno successivo fece il precettore a Sesto Calende, presso una famiglia di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania.

Nel 1939 si iscrisse alla facoltà di lingue dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che però dopo pochissimi mesi abbandonò.

In seguito insegnò a Brusimpiano, Ranco e Cardana di Besozzo. Come lui stesso disse, la sua non era una grandiosa scuola, a causa della sua giovane età. Tuttavia si rese conto che fu una scuola divertente dove i bambini utilizzavano la fantasia addirittura per aiutarlo a correggere le sue stesse opere, e questa fu una delle caratteristiche basilari di Rodari che lo faranno sempre riconoscere per la sua originalità.

Durante la Seconda Guerra Mondiale venne esonerato dal servizio militare a causa della sua salute cagionevole, però intanto vinse il concorso per il maestro e insegnò come supplente a Uboldo.

Nel 1943 venne richiamato nelle armi della Repubblica Sociale Italiana ed assegnato all'ospedale militare di Baggio e perse anche i suoi due migliori amici e dell'internamento di suo fratello nel campo di concentramento nazista in Germania. Così nel 1944 entrò nel PCI (Partito Comunista Italiano).

Il 25 aprile 1945 iniziò la carriera di giornalista in Lombardia, prima con il giornaletto ciclostilato Cinque Punte, poi dirigendo L'Ordine Nuovo, periodico della Federazione Comunista di Varese. Nel frattempo pubblicò alcune trascrizioni di leggende popolari e alcuni racconti anche con lo pseudonimo di Francesco Aricocchi.

Nel 1947 approdò a L'Unità di Milano, dove due anni dopo iniziò a curare la rubrica La domenica dei piccoli.

Carriera giornalistica e pubblicazioni

Nel 1950 andò a Roma dove fondò e diresse, con Dina Rinaldi il giornale per ragazzi Pioniere (settimanale dell'API) con cui collaborò per una decina di anni, fino alla cessazione della pubblicazione. Fondò anche il campeggio estivo dei Pionieri, con sede a Sestola e Castelluccio di Porretta Terme.

L'anno successivo ci fu la pubblicazione de Il manuale del Pioniere, che però suscitò polemiche nelle parrocchie.

Il 25 aprile 1953 sposò Maria Teresa Ferretti, segretaria del Gruppo Parlamentare del Fronte Democratico Popolare, (con la quale avrà la figlia Paola nel 1957).

Il 13 dicembre 1953 fondò il giornale Avanguardia, giornale nazionale della FGCI. Nel 1956 tornò, chiamato da Pietro Ingrao, all'Unità, fino al fine 1958.

Dal 1954, per una quindicina d'anni, collaborò anche a numerosissime altre pubblicazioni: scrisse articoli su quotidiani e periodici e curò libri e rubriche per ragazzi.

Nel 1957 entrò nell'albo dei giornalisti e l'anno successivo passò a Paese Sera come inviato speciale e nello stesso periodo iniziò a collaborare per RAI e BBC, come autore del programma televisivo per l'infanzia Giocagiò.

Dal 1966 al 1969 pubblicò dei libri per quanto riguardava il suo lavoro con i bambini.

Dal 1967 al 1968 collaborò con articoli, poesie e filastrocche alla rivista Pioniere Noi Donne.

Nel 1968 accettò l'offerta di Giulio Einaudi Editore, che con Editori Riuniti pubblicava i suoi libri, solo che rimase a Roma per non creare traumi alla figlia.

Dopo la morte di Ada Gobetti, assunse la direzione del Giornale dei genitori, incarico che tenne fino all'inizio del 1977.

Nel 1970 vinse il PREMIO HANS CHRISTIAN ANDERSEN.

Nel 1973 scrisse il suo miglior lavoro pedagogico, Grammatica della fantasia, ovvero un saggio indirizzato a insegnanti, genitori e animatori, nonché frutto di anni di lavoro passati a relazionarsi con il campo della "Fantastica". Con il celebre pseudonimo di Benelux, teneva su Paese Sera, una rubrica-corsivo quotidiana molto seguita. Viaggiò anche molto in Cina e Bulgaria.

Nel 1976, insieme alla partigiana e giornalista Marisa Musu, fondò l'associazione di promozione sociale denominata Coordinamento Genitori Democratici, una ONLUS impegnata ad insegnare e praticare i valori di una scuola antifascista, laica e democratica, membro del Forum nazionale delle associazioni dei genitori nella scuola, istituto in seno al Ministero della Pubblica Istruzione.

Fino all'inizio del 1980 continuò le collaborazioni giornalistiche, e partecipò a molte conferenze e incontri con scuole, insegnanti, genitori, gruppi teatrali per ragazzi. Morì a Roma il 14 aprile 1980 (per gravi problemi di salute).

I temi della letteratura di Gianni Rodari, rivolta all'infanzia, sono: il sostegno alla pace, l'antimilitarismo, la democrazia, la denuncia allo sfruttamento, solidarietà sociale contro le differenze sociali e la miseria.

Opere principali

I suoi libri sono divisi in due blocchi: il primo è per i più piccoli, con fiabe con destinazione netta tra il bene e il male, e il secondo è per i ragazzi, con letture più complesse.

L'opera più importante che Rodati ha scritto è "Grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie", pubblicato nel 1973. Questo trattato pedagogico è riferito ad insegnanti, genitori ed educatori.

Grammatica della fantasia è nato dalle esperienze che l'autore faceva e prendendo spunto da I Frammenti di Novalis.

Grammatica della fantasia: Introduzione all'arte di inventare storie

Introduzione al libro

La Grammatica della fantasia è un libro teorico, resoconto degli studi di Gianni Rodari e dei suoi studi sulla letteratura fantastica, pubblicato nel 1973.

La Grammatica della fantasia è, come dice il sottotitolo, una "introduzione all'arte di inventare storie". È l'unico volume di Rodari che non è di narrativa ma ha un contenuto teorico.

Il suo obbiettivo è quello di accrescere la creatività, la fantasia, all'interno del percorso scolastico ed educativo di ogni bambino.

Rodari tende a precisare che questo libro non rappresenta il tentativo di fondare una "Fantastica" e nemmeno una teoria completa dell'immaginazione, ma si parla semplicemente di alcuni modi di inventare storie per bambini e di aiutare i bambini a inventarsi da soli le loro storie, che possono essere costruite e veicolate in tanti modi diversi e incoraggia l'esplorazione.

La cosa fondamentale che Rodari vuole far capire è che non serve misurare quello che sanno, ma li aiuta ad immaginare, come ad esempio quando Rodari fa l'esempio del "mattone".

Tecniche di invenzione di storie

Rodari dà l'impressione che basti una sola parola per ispirare una storia, ma nel secondo capitolo precisa che in realtà ne servono due. "La parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, secondo Rodari, una storia può nascere solo da un binomio fantastico, Affinché il binomio sia fantastico occorre una certa distanza fra le due parole, il loro accostamento deve risultare insolito in modo che l'immaginazione si attivi per costruire una relazione. I metodi per trovare le due parole sono vari: estrarle a sorte, indicare a caso in un libro, mandare uno scolaro a scrivere una parola su un lato della lavagna e un altro sull'altra ... In questo gioco anche le parole più comuni possono innescare l'immaginazione perché sono "spaesate", fuori contesto e quindi interessanti. Una volta selezionate le due parole (ad esempio, "cane" e armadio"), Rodari le collega con una preposizione articolata e ne ottiene varie figure ("il cane con l'armadio", "l'armadio del cane", ... ). Ognuna di esse suggerisce una storia, e non devono essere per forza logiche, anzi. "Il nonsenso può restare tale" e la cosa non disturba affatto i bambini, che applicano questa tecnica senza fatica, anzi divertendosi. Rodari non perde occasione per ribadire che "nelle nostre scuole, generalmente parlando, si ride troppo poco". L'educazione non deve per forza essere noiosa. Nel sesto capitolo Rodari elabora la tecnica del "Cosa succederebbe se", Per iniziare basta prendere un soggetto ("Milano") e un predicato ("circondato dal mare"): "Che cosa succederebbe se Milano si trovasse circondata dal mare?". Possiamo proseguire immaginando la reazione delle persone, o scegliere un protagonista e raccontare le sue avventure. Rodari consiglia di coinvolgere l'esperienza personale

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