Cosa significa donare: implicazioni politiche, sociali e relazionali

Documento da Sapienza - Università di Roma su cosa significa donare. Il Pdf esplora il significato del dono e della reciprocità in antropologia culturale, con un focus sugli scambi cerimoniali e le loro implicazioni sociali e politiche, analizzando concetti come conflitto e pubblicità del dono.

Mostra di più

9 pagine

Docsity cosa significa donare 3
Antropologia culturale (Sapienza - Università di Roma)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Docsity cosa significa donare 3
Antropologia culturale (Sapienza - Università di Roma)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)
lOMoARcPSD|29616183
Cosa significa donare
Scienze Della Comunicazione
Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1)
7 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/
Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com)
Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)
lOMoARcPSD|29616183

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Docsity: Cosa significa donare

Antropologia culturale (Sapienza - Università di Roma) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)docsity Cosa significa donare Scienze Della Comunicazione Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1) 7 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by; Diango94 (michi.conti94,mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)COSA SIGNIFICA DONARE? HENAFF

Antropologia del dono e riconoscimento sociale

La crescente omogeneizzazione delle referenze culturali, la valorizzazione delle scelte individuali, l'affermazione dei modi di vita pongono sempre più gli agenti davanti alla necessità di rapportarsi con gli altri senza poter contare su riti antichi, cioè forme precostituite di accettazione, fiducia e stima reciproca. Ognuno si trova nella situazione di essere un individuo in generale di fronte ad individui in generale. È per questo che diventa urgente reinventare la fiducia nell'altro e costruire le relazioni dei diversi gruppi su nuove basi. Ed è così che si moltiplicano le domande di riconoscimento, proprio in relazione alla mancanza di riconoscimento ed in funzione della nuova fragilità delle appartenenze. La novità oggi è in primo luogo che:

  1. La domanda di riconoscimento si conforma in maniera sorprendente al modello di massimizzazione valorizzato dalla teoria neoclassica che domina l'economia: si chiede di massimizzare la propria identità come l'agente razionale mira a massimizzare il proprio interesse.
  2. Il rispetto tende ad imporsi come un'esigenza al di fuori di qualunque ordine tradizionale. Si domanda dunque paradossalmente di riconoscere delle differenze come uguali.

Offerta e domanda di riconoscimento: il caso del dono reciproco cerimoniale

Per identificare il dono reciproco cerimoniale bisogna distinguerlo da altre forme di dono:

  1. IL DONO CERIMONIALE Regali che si offrono ai capiclan di una società tradizionale. È caratterizzato dall'obbligo rigoroso di donare a propria volta. Pone quindi la domanda di una reciprocità fondamentale che non può essere ridotta ad uno scambio di buone maniere.
  2. DONO GRATUITO Quelli fatti dai genitori ai propri figli. È testimone nel donatore di una generosità spontanea verso i suoi cari.
  3. DONO SOLIDALE Donazioni fatte a popolazioni in occasione di una catastrofe. Manifesta una dimensione molto più sociale di generosità.

Mauss definisce le procedure di scambi di doni come un fatto sociale totale intendendo con questo che un tale fatto ingloba in sé tutte le dimensioni della vita collettiva. Egli mostra che la procedura è costituita da tre momenti indissociabili e obbligatori: dare, ricevere e ricambiare. È uno scambio che non ha nulla di commerciale ed è sempre dono di sé.

Tre esempi canonici: Kula, Potlatch e Lo Hun

Occorre ritornare sulle fonti etnografiche di Mauss.

  1. Nell'elaborazione della sua problematica egli deve molto all'opera del 1922 di Manilowski, Gli Argonauti del Pacifico occidentale, che studia i grandi cicli di doni detti KULA delle isole Trobriand. Questa attività costituisce il cuore della vita sociale indigena: intere settimane e mesi sono consacrati a preparare le navi e a raccogliere i beni preziosi protetti da cerimonie magiche. I beni più importanti sono i braccialetti che circolano da Est a Ovest e le collane che circolano nell'altro senso, gli uni maschili e portati dalle donne, gli altri Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)femminili e portati dagli uomini. Si dice che essi si cerchino l'un l'altro per rincontrarsi in questo doppio movimento. Quando terminano queste cerimonie i naviganti ripartono con i loro nuovi regali per cominciare un altro scambio sull'isola successiva. In questo modo si intreccia tutta una rete di legami attraverso questi scambi. Spesso sconosciuti e considerati bellissimi, questi doni hanno anche un nome proprio; il loro valore, tuttavia, non deriva soltanto dal fatto di essere ricavati da pietre o conchiglie rare, ma soprattutto dall'essere appartenuti a questa o a quell'alta persona, dalla memoria dei legami che essi veicolano.
  2. Il secondo esempio importante che Mauss valorizza è quello dello scambio agnostico, detto potlach, degli indigeni della costa americana nord-occidentale: un capo a nome del suo gruppo, dà una festa per un altro capo che è, nello stesso tempo, trattato come un partner a cui si fanno dei regali e come un rivale da sfidare. L'importanza dei regali offerti mira a rendere difficile la replica. L'onore e il prestigio vanno al donatore più capace di doni eccessivi.
  3. L'obbligo di rispondere appare bene in un terzo esempio. Esso è tratto da un'inchiesta di Elsdon Best presso i Maori della Nuova Zelanda. Ecco ciò che spiega un saggio locale: se A fa un regalo a B che lo offre a sua volta a C, quando B riceverà un riceverà un regalo da C dovrà offrirlo ad A. La spiegazione è chiara: il movimento deve essere reciproco. Questo è lo spirito della cosa donata chiamata hau.

Dono rituale: non economico, morale o giuridico

In questi tre esempi quello che è in gioco è un legame più intenso, è il riconoscimento pubblico accordato e ottenuto.

  1. Per quanto riguarda il primo punto occorre sottolineare che molti osservatori hanno tentato un'interpretazione economica dello scambio di doni, presentandolo come una forma di baratto o di commercio.
  2. Questi scambi rituali non sono però neanche di natura morale, non sono cioè gesti di generosità né di ordine privato, come può esserlo un sostegno di tipo caritatevole. Il gesto del dono è fatto per essere ricambiato.
  3. Infine il dono cerimoniale non è di tipo giuridico, come può esserlo quello contrattuale. Il dono è sentito obbligatorio in sé solo in quanto implica il prestigio e l'onore del donatore. Dono cerimoniale e contratto sono quindi concetti antitetici.

Riconoscere ed essere riconosciuti

Mauss riconosce 8 variabili del dono cerimoniale:

  • Beni scambiati
  • Procedure
  • Livello di comunicazione
  • Effetti prodotti o attesi
  • Tipo di scelta
  • Modalità della relazione
  • Attitudine di scambio Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)
  • Natura dell'impegno

Mauss comprende che la natura di questi scambi cerimoniali è il prestigio di uno o degli altri ma egli non parla mai di riconoscimento. Il rituale degli OPENING GIFTS è una procedura di riconoscimento nel triplice senso di indentificare l'altro, di accettarlo e onorarlo. Il mutuo riconoscimento come identificazione passa attraverso dei suoni e a un insieme coordinato di gesti e attitudini. Il riconoscimento come accettazione ha luogo attraverso delle posture e procedure di reciprocità ma non ha mai luogo attraverso degli oggetti. Il dono reciproco secondo questo modello non è nient'altro che il gesto d'inizio del riconoscimento reciproco tra esseri umani per la sua caratteristica di essere mediato da una terza cosa, una cosa che viene dal sé, che vale per il sé e ne attesta l'impegno preso.

Aspetti fondamentali dell'antropologia del dono

Relazione politica nel dono cerimoniale

Il dono cerimoniale, come ho detto, è un patto. Con gli opening gifts (procedura di riconoscimento), si conclude un patto attraverso relazioni che alcuni rituali mirano a consolidare. Lo scambio di doni come simboli permette che i gruppi umani siano regolati da una convenzione. Può essere interessante, per chiarire, ricorrere alla teoria della relazione triadica proposta da Pierce, per il quale ogni relazione, implicante due agenti e un oggetto scambiato, presuppone una norma di scambio: non è dunque la somma di due gesti separabili del tipo A dà la cosa O a B e B riceve O da A. Da subito e la cosa scambiata sono, come dice Pierce, definite per legge. Donare è sempre dare qualcosa a qualcuno; questa è una relazione inerente a tutti i verbi detti trivalenti (accordare, fornire, curare, ecc). Il gesto del dono è certo una relazione secondo una legge, ma ancora qualcosa di più: è un impegno secondo una legge. Esso consiste nel darsi a qualcuno attraverso la mediazione di qualcosa.

Conflitto e dono cerimoniale

La procedura del dono cerimoniale, acquista il suo senso solo a partire da un possibile conflitto. Essa deve essere vista come una scommessa rischiosa o come una sfida che consiste nell'offrire per sedurre e infine per legare. Al rischio dell'uno corrisponde il rischio che l'altro si assume nel rispondere, rischiare infatti è, fin dall'inizio, una testimonianza di fiducia.

Reciprocità nel dono cerimoniale

Implicando l'obbligo del dono di risposta, il dono cerimoniale si caratterizza per una reciprocità forte. Secondo l'interpretazione forte, la reciprocità è la risposta di un agente B all'azione di un agente A. Ma allora cosa significa obbligo di rispondere in caso di dono cerimoniale? Non si tratta di una necessità di reazione di ordine fisico né un obbligo giuridico né un'esigenza etica (onore e rispetto).

Pubblicità del dono cerimoniale

Il dono cerimoniale che descrivono le ricerche etnografiche è sempre una procedura che concerne gruppi, anche se ha un luogo attraverso il tramite di figure rappresentative di essi. Questo carattere pubblico è inerente al rituale. Malinowski l'aveva capito quando scrive: "Chiamerò cerimoniale un'azione se 1) è pubblica; 2) è compiuta osservando precise regole formali; 3) ha un'importanza sociologica, religiosa e magica e implica degli obblighi.

Problema del riconoscimento pubblico oggi

Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)Lo scambio pubblico nella società odierna può essere interpretato così: questo riconoscimento è affermato e garantito dalla legge e dall'insieme di istituzioni politiche e giuridiche. Non è dunque sul versante dello scambio di beni che bisogna cercare un'eredità del dono cerimoniale, ma piuttosto sul versante dei diritti e della lotta per i diritti.

Le sfere di riconoscimento

Se è vero che le leggi proclamano i diritti di ciascuno resta da chiedersi dove si possa rinvenire la reciprocità del dono cerimoniale. Possiamo dire che essa rimane nella relazione tra il cittadino ed il potere sovrano. Si avvia così il modello di patto che non smetterà più di ossessionare la relazione politica in Occidente. Questo è vero a un livello istituzionale e formale che non è più, nel nostro caso, solo politico e giuridico, ma include l'attività economica: è questa la prima sfera di riconoscimento. La seconda sfera riguarda i legami di gruppo, le relazioni sociali, la vita comune. Infine nella vita personale - relazioni d'amore e amicizia - appare come rispetto offerto e ricevuto: è la terza sfera del riconoscimento. Potremmo chiamare queste tre sfere: pubblica, comune e privata. Il riconoscimento è reciproco o non è. ANSPACH

Cosa significa ricambiare? Dono e reciprocità

Alla vigilia di Natale di qualche anno fa, Barbara Spinelli ha pubblicato un articolo intitolato "Il dono è senza perché". L'autrice parla di "quel che viene chiamato lo scambio dei doni. Ed è già una stortura, perché nessun dono è dono se viene accostato allo scambio". Uno scambio di doni paradossale è al cuore di uno dei racconti di Natale più famoso negli USA. È intitolato "Il dono dei Magi". Jim e Della sono una giovane coppia innamorata ma molto povera. Della vuole comprare a Jim un regalo di Natale, ma nel corso dell'anno ha messo da parte solo un dollaro e ottanta centesimi. Si decide allora a vendere l'unico tesoro che ha, la sua abbondante capigliatura. Con i venti dollari ottenuti compra il regalo. Quando Jim torna a casa fissa stupito la moglie e Della rivela di aver venduto la propria chioma per il regalo. Jim l'abbraccia e tira fuori il regalo per Della: un set di fermagli di tartaruga per i capelli. Della sognava da tempo di poter avere quei capelli, ma si consola con il regalo. In questo scambio paradossale il primo dono e quello del ritorno si cancellano reciprocamente. Dal punto di vista dell'utilità economica ognuno dei due perde. Ma come insegna Levi Strauss, nello scambio del dono c'è molto di più che non gli oggetti scambiati. In realtà ciascuno guadagna dal punto di vista della relazione, perché disposto a sacrificare qualcosa per l'altro. Il dono è subordinato al principio di reciprocità. SECONDO ESEMPIO = Antonio Fulvi ha intervistato il generale boliviano che ha catturato Che Guevara e che gli ha parlato prima della morte. Secondo il generale, il Che gli disse che al momento della cattura aveva due rolex. Non due Rolex preziosi, ma d'acciaio. Che non c'erano più perché i soldati li avevano rubati durante la cattura. Il generale è indignato. In seguito consegnò gli orologi a una delegazione cubana e Fidel Castro, in segno di gratitudine, gli mandò un Rolex d'oro. Anche questo scambio sembra poco saggio dal punto di vista economico. Ma questo esempio in cui i doni sono scambiati fra nemici mostra la potenza di quello che Mauss chiama lo spirito del dono, questa forza misteriosa che spinge colui che riceve a dare a sua volta. Così lo scambio di dono crea una relazione dove prima non c'era. È questa la differenza essenziale tra il dono e lo scambio economico moderno. Il dono fa nascere una relazione, il pagamento di una merce uccide la relazione sul nascere. Ecco perché sarebbe un errore vedere nel dono una forma mascherata di compravendita. Difficilmente si diventa una persona generosa da soli: la generosità è una cosa che si impara. ENRICO SARNELLI

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.