Documento da Sapienza - Università di Roma su cosa significa donare. Il Pdf esplora il significato del dono e della reciprocità in antropologia culturale, con un focus sugli scambi cerimoniali e le loro implicazioni sociali e politiche, analizzando concetti come conflitto e pubblicità del dono.
Mostra di più9 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Antropologia culturale (Sapienza - Università di Roma) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)docsity Cosa significa donare Scienze Della Comunicazione Università degli Studi di Roma La Sapienza (UNIROMA1) 7 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by; Diango94 (michi.conti94,mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)COSA SIGNIFICA DONARE? HENAFF
La crescente omogeneizzazione delle referenze culturali, la valorizzazione delle scelte individuali, l'affermazione dei modi di vita pongono sempre più gli agenti davanti alla necessità di rapportarsi con gli altri senza poter contare su riti antichi, cioè forme precostituite di accettazione, fiducia e stima reciproca. Ognuno si trova nella situazione di essere un individuo in generale di fronte ad individui in generale. È per questo che diventa urgente reinventare la fiducia nell'altro e costruire le relazioni dei diversi gruppi su nuove basi. Ed è così che si moltiplicano le domande di riconoscimento, proprio in relazione alla mancanza di riconoscimento ed in funzione della nuova fragilità delle appartenenze. La novità oggi è in primo luogo che:
Per identificare il dono reciproco cerimoniale bisogna distinguerlo da altre forme di dono:
Mauss definisce le procedure di scambi di doni come un fatto sociale totale intendendo con questo che un tale fatto ingloba in sé tutte le dimensioni della vita collettiva. Egli mostra che la procedura è costituita da tre momenti indissociabili e obbligatori: dare, ricevere e ricambiare. È uno scambio che non ha nulla di commerciale ed è sempre dono di sé.
Occorre ritornare sulle fonti etnografiche di Mauss.
In questi tre esempi quello che è in gioco è un legame più intenso, è il riconoscimento pubblico accordato e ottenuto.
Mauss riconosce 8 variabili del dono cerimoniale:
Mauss comprende che la natura di questi scambi cerimoniali è il prestigio di uno o degli altri ma egli non parla mai di riconoscimento. Il rituale degli OPENING GIFTS è una procedura di riconoscimento nel triplice senso di indentificare l'altro, di accettarlo e onorarlo. Il mutuo riconoscimento come identificazione passa attraverso dei suoni e a un insieme coordinato di gesti e attitudini. Il riconoscimento come accettazione ha luogo attraverso delle posture e procedure di reciprocità ma non ha mai luogo attraverso degli oggetti. Il dono reciproco secondo questo modello non è nient'altro che il gesto d'inizio del riconoscimento reciproco tra esseri umani per la sua caratteristica di essere mediato da una terza cosa, una cosa che viene dal sé, che vale per il sé e ne attesta l'impegno preso.
Il dono cerimoniale, come ho detto, è un patto. Con gli opening gifts (procedura di riconoscimento), si conclude un patto attraverso relazioni che alcuni rituali mirano a consolidare. Lo scambio di doni come simboli permette che i gruppi umani siano regolati da una convenzione. Può essere interessante, per chiarire, ricorrere alla teoria della relazione triadica proposta da Pierce, per il quale ogni relazione, implicante due agenti e un oggetto scambiato, presuppone una norma di scambio: non è dunque la somma di due gesti separabili del tipo A dà la cosa O a B e B riceve O da A. Da subito e la cosa scambiata sono, come dice Pierce, definite per legge. Donare è sempre dare qualcosa a qualcuno; questa è una relazione inerente a tutti i verbi detti trivalenti (accordare, fornire, curare, ecc). Il gesto del dono è certo una relazione secondo una legge, ma ancora qualcosa di più: è un impegno secondo una legge. Esso consiste nel darsi a qualcuno attraverso la mediazione di qualcosa.
La procedura del dono cerimoniale, acquista il suo senso solo a partire da un possibile conflitto. Essa deve essere vista come una scommessa rischiosa o come una sfida che consiste nell'offrire per sedurre e infine per legare. Al rischio dell'uno corrisponde il rischio che l'altro si assume nel rispondere, rischiare infatti è, fin dall'inizio, una testimonianza di fiducia.
Implicando l'obbligo del dono di risposta, il dono cerimoniale si caratterizza per una reciprocità forte. Secondo l'interpretazione forte, la reciprocità è la risposta di un agente B all'azione di un agente A. Ma allora cosa significa obbligo di rispondere in caso di dono cerimoniale? Non si tratta di una necessità di reazione di ordine fisico né un obbligo giuridico né un'esigenza etica (onore e rispetto).
Il dono cerimoniale che descrivono le ricerche etnografiche è sempre una procedura che concerne gruppi, anche se ha un luogo attraverso il tramite di figure rappresentative di essi. Questo carattere pubblico è inerente al rituale. Malinowski l'aveva capito quando scrive: "Chiamerò cerimoniale un'azione se 1) è pubblica; 2) è compiuta osservando precise regole formali; 3) ha un'importanza sociologica, religiosa e magica e implica degli obblighi.
Document shared on https://www.docsity.com/it/cosa-significa-donare-3/4964619/ Downloaded by: Django94 (michi.conti94.mc@gmail.com) Scaricato da Federico Consoli (f.consoli2001@gmail.com)Lo scambio pubblico nella società odierna può essere interpretato così: questo riconoscimento è affermato e garantito dalla legge e dall'insieme di istituzioni politiche e giuridiche. Non è dunque sul versante dello scambio di beni che bisogna cercare un'eredità del dono cerimoniale, ma piuttosto sul versante dei diritti e della lotta per i diritti.
Se è vero che le leggi proclamano i diritti di ciascuno resta da chiedersi dove si possa rinvenire la reciprocità del dono cerimoniale. Possiamo dire che essa rimane nella relazione tra il cittadino ed il potere sovrano. Si avvia così il modello di patto che non smetterà più di ossessionare la relazione politica in Occidente. Questo è vero a un livello istituzionale e formale che non è più, nel nostro caso, solo politico e giuridico, ma include l'attività economica: è questa la prima sfera di riconoscimento. La seconda sfera riguarda i legami di gruppo, le relazioni sociali, la vita comune. Infine nella vita personale - relazioni d'amore e amicizia - appare come rispetto offerto e ricevuto: è la terza sfera del riconoscimento. Potremmo chiamare queste tre sfere: pubblica, comune e privata. Il riconoscimento è reciproco o non è. ANSPACH
Alla vigilia di Natale di qualche anno fa, Barbara Spinelli ha pubblicato un articolo intitolato "Il dono è senza perché". L'autrice parla di "quel che viene chiamato lo scambio dei doni. Ed è già una stortura, perché nessun dono è dono se viene accostato allo scambio". Uno scambio di doni paradossale è al cuore di uno dei racconti di Natale più famoso negli USA. È intitolato "Il dono dei Magi". Jim e Della sono una giovane coppia innamorata ma molto povera. Della vuole comprare a Jim un regalo di Natale, ma nel corso dell'anno ha messo da parte solo un dollaro e ottanta centesimi. Si decide allora a vendere l'unico tesoro che ha, la sua abbondante capigliatura. Con i venti dollari ottenuti compra il regalo. Quando Jim torna a casa fissa stupito la moglie e Della rivela di aver venduto la propria chioma per il regalo. Jim l'abbraccia e tira fuori il regalo per Della: un set di fermagli di tartaruga per i capelli. Della sognava da tempo di poter avere quei capelli, ma si consola con il regalo. In questo scambio paradossale il primo dono e quello del ritorno si cancellano reciprocamente. Dal punto di vista dell'utilità economica ognuno dei due perde. Ma come insegna Levi Strauss, nello scambio del dono c'è molto di più che non gli oggetti scambiati. In realtà ciascuno guadagna dal punto di vista della relazione, perché disposto a sacrificare qualcosa per l'altro. Il dono è subordinato al principio di reciprocità. SECONDO ESEMPIO = Antonio Fulvi ha intervistato il generale boliviano che ha catturato Che Guevara e che gli ha parlato prima della morte. Secondo il generale, il Che gli disse che al momento della cattura aveva due rolex. Non due Rolex preziosi, ma d'acciaio. Che non c'erano più perché i soldati li avevano rubati durante la cattura. Il generale è indignato. In seguito consegnò gli orologi a una delegazione cubana e Fidel Castro, in segno di gratitudine, gli mandò un Rolex d'oro. Anche questo scambio sembra poco saggio dal punto di vista economico. Ma questo esempio in cui i doni sono scambiati fra nemici mostra la potenza di quello che Mauss chiama lo spirito del dono, questa forza misteriosa che spinge colui che riceve a dare a sua volta. Così lo scambio di dono crea una relazione dove prima non c'era. È questa la differenza essenziale tra il dono e lo scambio economico moderno. Il dono fa nascere una relazione, il pagamento di una merce uccide la relazione sul nascere. Ecco perché sarebbe un errore vedere nel dono una forma mascherata di compravendita. Difficilmente si diventa una persona generosa da soli: la generosità è una cosa che si impara. ENRICO SARNELLI