Documento sull'alimentazione della bovina da latte nelle diverse fasi di lattazione. Il Pdf, di livello universitario e inerente alle Scienze, descrive le esigenze nutrizionali specifiche per ogni fase e l'impatto sull'efficienza produttiva e riproduttiva, con un grafico che supporta la comprensione delle dinamiche.
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LA VACCA PER FASI (ALIMENTAZIONE DELLA BOVINA DA LATTE NELLE DIVERSE FASI DI LATTAZIONE)
La carriera produttiva di una bovina da latte si articola in diverse fasi fisiologiche, ciascuna caratterizzata da specifiche necessità in termini di alimentazione. Questo perché le esigenze nutrizionali degli animali cambiano nelle diverse fasi. Attualmente la carriera produttiva di una bovina da latte ha una durata media di circa 2,5 lattazioni, variabile in funzione della razza, del livello produttivo e delle tecniche di allevamento adottate. La brevità della carriera produttiva delle bovine impone di ottenere la massima efficienza nel corso del breve periodo produttivo. Elevate prestazioni (PRODUTTIVE e RIPRODUTTIVE) sono possibili solo se ci sono adeguati piani alimentari. L'obiettivo principale dell'alimentazione nella vacca da latte è quello di ottimizzare l'efficienza produttiva e riproduttiva degli animali. Il costo di alimentazione incide per il 40-50% sul costo della produzione di latte.
IL RAZIONAMENTO DELLA VACCA PER FASI (l'alimentazione nelle diverse fasi di lattazione) 45- LA VACCA PER IFASI 40- -22 35- 20 30- CONSUMO S.S 18 LATTE kg (4% grasso) 25. .16 20 PRODUZIONE LATTE CONSUMO S.S. kg 10- _12 5 _10 I I - ASCIUTTA 0 10 20 30 40 44 52 SETTIMANE DI LATTAZIONE .14 15 PESO CORPOREO -24
Analizzando la curva di lattazione e l'andamento, nel corso della lattazione stessa e poi dell'asciutta, dell'ingestione alimentare e del peso corporeo della bovina, si nota che la produzione lattea e l'ingestione alimentare crescono dopo il parto (la prima più rapidamente, la seconda più lentamente) per poi diminuire a mano a mano che la lattazione procede (la produzione cala più rapidamente dell'ingestione). Opposto è invece l'andamento del peso corporeo della bovina, in calo nella prima fase della lattazione e poi in progressivo, costante recupero fino alla messa in asciutta. L'interparto può essere suddiviso in quattro fasi che corrispondono a quattro fasi che corrispondono a quattro momenti diversi delle esigenze alimentari e quindi del razionamento della bovina:
45- LA VACCA PER FASI 40- -22 35- -20 I 30- CONSUMO S.S 18 LATTE kg (4% grasso) 25 PRODUZIONE LATTE CONSUMO S.S. kg 10 _12 5 _10 ASCIUTTA I 0 10 20 30 40 44 52 SETTIMANE DI LATTAZIONE _16 20_ .14 15 PESO CORPOREO .24
È il periodo che inizia con il parto ed è il più critico perché la vacca viene dal periodo di asciutta. Inoltre, è il periodo in cui la vacca esprime il suo potenziale produttivo. L'andamento della prima fase di lattazione è fortemente condizionato dalla gestione del periodo di asciutta e soprattutto dalle ultime settimane che precedono il parto. In particolare, le prime 3 settimane dopo il parto sono fortemente a rischio per lo sviluppo di dismetabolie; per questa ragione spesso si fa riferimento all'intero periodo a cavallo del parto come al periodo di transizione o periparto (da 3 settimane prima a 3 settimane dopo il parto). Al fine di gestire correttamente l'alimentazione nel post parto è necessario formare uno specifico gruppo nel quale tenere le bovine nella prima fase della lattazione.
La prima fase di lattazione è il periodo in cui la vacca esprime il proprio potenziale produttivo che si manifesta con il picco di produzione (5^-6^ settimana): una vacca ad alta produzione al picco produce circa 50 kg di latte al giorno, una vacca a media produzione produce circa 38 kg di latte al giorno, una a bassa produzione circa 27 kg di latte al giorno. L'ingestione si sostanza secca, che si riduce nei giorni precedenti il parto, anche a causa dell'ingombro del vitello, e che risulta molto bassa il giorno del parto, riprende a salire nei giorni successivi ma a ritmi più lenti rispetto alla crescita dei fabbisogni perché nella prima fase della lattazione l'animale ha un apparato digestivo in fase di ripresa funzionale e quindi inadeguato a soddisfare le elevate richieste mammarie. Il picco di ingestione viene raggiunto generalmente 12-15 settimane dopo il parto; questo fenomeno determina uno scollamento tra fabbisogni e apporti alimentari, generando una carenza nutrizionale per cui, in questa prima fase, la bovina dimagrisce in quanto ricorre alla mobilizzazione delle riserve corporee, soprattutto adipose. La perdita di peso che è fisiologica se è del 7-8% e non oltre.
Nella prima fase di lattazione c'è da attendersi un livello di ingestione giornaliera inferiore del 25-35% per cui la razione va formulata:
In ogni caso è impossibile coprire con l'alimentazione i fabbisogni energetici per cui il bilancio energetico è negativo. BCS IDEALE nella prima fase: da 2,50 a 3,25
Un dimagrimento pericoloso nella prima fase di lattazione può condurre allo sviluppo di dismetabolie, in particolare la chetosi. Inoltre, un eccessivo dimagrimento comporta anche un allungamento del periodo parto-concepimento per bassa fertilità e del periodo interparto.
45- LA VACCA PER FASI 40- -22 35- -20 I 30- CONSUMO S.S 18 LATTE kg (4% grasso) 25. _16 20_ PRODUZIONE LATTE CONSUMO S.S. kg 10 _12 5 _10 ASCIUTTA 1 0 10 20 30 40 44 52 SETTIMANE DI LATTAZIONE .14 15 PESO CORPOREO 1 -24
A 12-15 settimane di lattazione la bovina arriva al picco di ingestione mentre la produzione di latte è in graduale diminuzione. Il declino della curva di lattazione è intorno al 4-6% al mese. In queste condizioni l'animale recupera il peso e la condizione corporea persi nei primi 2-3 mesi di lattazione. La razione va bilanciata per controllare il declino della curva di lattazione e permettere di riprendere peso in modo lento e graduale. È fondamentale non sovralimentare la vacca rispetto alle risposte produttive e di superare la normale quota aggiuntiva per il doveroso recupero di peso. In questa fase la razione va formulata:
BCS IDEALE nella seconda e terza fase della lattazione: da 3 a 3,50
Fase 4: ASCIUTTA 45- LA VACCA PER FASI 40- -22 35- 20 30- CONSUMO S.S 18 LATTE kg (4% grasso) 25. _16 20_ .14 CONSUMO S.S. kg 10 _12 5 _10 ASCIUTTA 0 10 20 30 40 44 52 SETTIMANE DI LATTAZIONE PRODUZIONE LATTE 15 PESO CORPOREO -24
L'asciutta coincide generalmente con le 8 settimane (variabile da 50-70 giorni) che precedono il parto ed è quel periodo in cui alla vacca viene fatta sospendere la produzione di latte: l'obiettivo è di eliminare la competizione fra lattazione e gravidanza e di permettere alla bovina di ricostituire le proprie riserve corporee (disintossicazione del fegato, ricostituzione del tessuto mammario, delle riserve corporee in sali minerali e vitamine, potenziamento delle difese immunitarie). Periodi inferiori a 50 giorni non consentono una corretta involuzione e recupero della mammella con conseguente produzione di colostro meno ricco di anticorpi e una minore produzione lattea nella lattazione successiva; durate maggiori a 70 giorni espongono al rischio di ottenere animali in condizioni corporee esagerate al momento del parto con rischio di distocia e di sviluppo di dismetabolie nel post partum. L'asciutta è fondamentale per l'ottenimento di una adeguata produzione nella lattazione successiva, di buona vitalità del vitello, nonché di una successiva puntuale fertilità. A circa 2 mesi dal parto la bovina viene trasferita nel gruppo delle vacche asciutte, dove l'alimentazione cambierà radicalmente facilitando la cessazione della produzione lattea. Durante tutta l'asciutta e fino al parto la vacca deve mantenere un BCS intorno a 3-3,5.
L'asciutta presenta alcune fasi delicate: Fase di messa in asciutta (ha una durata di circa 1 settimana). La messa in asciutta (può avvenire in maniera improvvisa o graduale (ad esempio mungendo una volta al giorno e poi a giorni alterni). Quest'ultima modalità viene spesso preferita nel caso di bovine che a due mesi dal parto presentino ancora produzioni lattee superiori ai 20 litri giornalieri. L'asciugatura è favorita dalla somministrazione di razioni molto povere, a base di soli foraggi grossolani. Durante la prima fase dell'asciutta il latte contenuto nella mammella viene riassorbito e il tessuto secernente mammario va incontro ad una involuzione. I grandi cambiamenti a cui è soggetta la mammella rendono questa fase particolarmente rischiosa per quanto riguarda l'insorgere di mastiti. In gran parte delle stalle, alla messa in asciutta, la bovina viene trattata con antibiotici intramammari per ridurre il rischio di infezione mammaria. Alla messa in asciutta, in combinazione ad antibiotici intramammari, vengono spesso impiegati prodotti sigillanti che chiudono il capezzolo per evitare l'entrata di possibili patogeni. Durante l'asciutta le bovine sono generalmente mantenute su lettiera permanente mentre è più rara la stabulazione su cuccette. Nei primissimi giorni dopo la messa in asciutta la razione è in genere costituita solo da foraggi, per favorire la cessazione della produzione lattea. Nella fase successiva viene inserita nuovamente una piccola quota di concentrati, ma il rapporto foraggi:concentrati viene mantenuto molto spostato verso i primi (90:10). In questa fase i fabbisogni sono limitati a quelli di mantenimento della bovina e di accrescimento del feto per cui la razione va formulata:
È importante non far ingrassare le bovine in questa fase perché questo potrebbe causare una riduzione dell'appetito nel post partum con dimagrimento eccessivo.