Slide dall'Università sul Rinascimento, con focus su Leon Battista Alberti. Il Pdf esplora le tappe fondamentali della vita di Alberti e analizza la tipologia del palazzo nobiliare, con particolare attenzione al Palazzo Rucellai, per la materia Arte.
Mostra di più18 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Figlio naturale di Lorenzo Alberti nacque a GENOVA il 18 febbraio 1404. da una RICCA FAMIGLIA FIORENTINA IN ESILIO. Nel 1428 si LAUREA IN DIRITTO A BOLOGNA. Nel 1423 divenne abbreviatore apostolico nel 1434 era al seguito di PAPA EUGENIO IV a FIRENZE (poi Ferrara e poi nuovamente a FIRENZE) per seguire il "Concilio dei Greci". Nel 1443 tornò definitivamente a ROMA dove morì nel 1472.
L'ALBERTI COMPOSE I PRIMI TRE GRANDI TRATTATI DELL' ETA' MODERNA:
Per Alberti il disegno la è una disciplina artistica, non intesa solo come tecnica manuale, ma anche come ricerca intellettuale e culturale. In particolare, nel De pictura l'Alberti si prefiggeva di dare una regola e una sistemazione alle arti figurative, anche attraverso la geometria, e con finalità probabilmente didattiche. Sviluppa i principi della prospettiva Propone una definizione di disegno Sostiene l'importanza della "Composizione", della "Luce" e del "Colore" Lo scopo della PITTURA: imitazione della natura, ricerca della bellezza.
LA BELLEZZA HA LA FACOLTÀ DI PRESERVARE LE OPERE D'ARTE DALLA FORZA DISTRUTTRICE DELL'UOMO.
lincanon ductionem ad fingulas incentis fine di wetimes profequer. Sed in fucofins quanstations transfersis hane medun Janco As Proficionis plani proprima QVADRAN GVLVS · Jundas Gomes Giver Hele Aredam in qua deride Insan unam vertam bone finito 2 cas paris in que vernos fosca quedromeili decada dary lines capur perpendicularony Ttin der & it went drangulo centricus puandias a jacente livre divo quedé divisiones figualas incas duco tino guerra sueño distancia
DE LA STATUE. 83 DELLA SIMMETRIA rofti effopa, deferivendo noiraleiubito incoronal venere, detoffo ficro l'aabbiamo 18 16 It A =71 Minuziosa descrizione circa la realizzazione e l'impiego di uno strumento, chiamato FINITORIUM . E un sistema di proporzionamento armonico del corpo umano, di tipo modulare.Il De Statua si distingue dai due precedenti per la sua brevità, per la minor ambizione teorica e per una certa astrusità di linguaggio. Da rilevare come Alberti, con questo trattato, sia uno dei primi a riconoscere dignità intellettuale alla scultura, prima di allora sempre condizionata dal pregiudizio verso un'attività tanto manuale. Il trattato si compone di 19 capitoli. Alberti parte dalla definizione dell'arte plastica tridimensionale distinguendo la scultura o per via di porre o per via di levare, dividendola secondo la tecnica utilizzata: 1)togliere e aggiungere: sculture con materie molli, terra e cera eseguita dai "modellatori". 2)levare: scultura in pietra, eseguita dagli "scultori" Dopo aver definito che il fine ultimo della scultura è l'imitazione della natura, relativamente al metodo Alberti distingue: 1) la dimensio (misura) che definisce le proporzioni generali ed universali dell'oggetto rappresentato. 2) la finitio (definizione) relativa alla definizione individuale dei particolari dell'oggetto rappresentato. Alberti suggerisce di procedere con uno strumento da lui ideato: il definitor o finitorium, un disco circolare cui è fissata un'asta graduata rotante, da cui pende un filo a piombo. Con esso si può determinare qualsiasi punto sul modello mediante una combinazione di coordinate polari e assiali, rendendo possibile un trasferimento meccanico dal modello (in scala o al naturale al marmo. Sembra anticipare aspetti della modernità industriale ed addirittura della digitalizzazione, visto che il definitor trasformava i punti rilevati sul modello in dati alfanumerici. Infine Alberti propone anche un sistema di proporzionamento armonico del corpo umano, di tipo modulare, contraddicendo in parte l'approccio scientifico e matematico sopra descritto e l'intenzione espressa di dedurre le proporzioni con misurazioni empiriche.
il Capolavoro di ALBERTI scritto in latino e senza disegni, solo alle parole è affidato il ruolo di descrivere e spiegare. Si ispira ai trattati di VITRUVIO anche nella suddivisione in 10 libri. TEMI: il disegno, materiali da costruzione, procedimenti costruttivi, restauro e prevenzione danni degli edifici. Differenze stilistiche con BRUNELLESCHI (colonna e trabeazione - arco e pilastro) VIENE RIDEFINITO IL RUOLO DELL'ARCHITETTO Il trattato fu pubblicato nel 1845 dopo la morte dell'autore.
EONIS BAPTISTE ALBER TI DE RE AEDIFICATORTA .. INCIPIT LEGE FELICITERE VITASET VARI AS ARTES QVE AD VITAM BENE BEATEOVEAGE DAM FACIANT SVMMA INDV STRIA ETDILIGE TIA CONOVISI JAS NOB.5 MA IORES NOSTRI TRADIDERE. Que omnes er li feranr pre fe: quali certart hur tendere de plasimum genza hominu poflint: tamen habere innarum aro, infimim cas intellig polhan fructis uidcantur: Nanq aries quidem alas neceffirate feramur: auaf probam utilitt Aha ucto qued, ranmim circa res coontmi gran ffi mat uefcenter in precio funt qusist ante ha fun arres no eft ut profequar : iprompmu emm sunt; uerum firpoasex ofs maximarum amium numero 1 miillam pruitus inuenies: que no formos rehens sues quofda er propos fines poster contemple tur. Ant fi candem compras ullam que cu bus infinals firzur ca camere nullo pacto pofis: tum. À
L.B. Alberti - Tempio Malatestiano - 1450 - RIMINI
Fu progettato da Leon Battista Alberti su incarico di Sigismondo e Isotta Malatesta, signore di Rimini, come mausoleo per ospitare le tombe di famiglia. Non si tratta di una nuova costruzione, ma è il risultato della trasformazione di una chiesa gotica preesistente (costruita dai frati francescani nel XIII secolo) che si presentava senza transetto e con cappelle laterali coperte da volte a crociera. Alberti concepì una specie di "scatola classica" per contenere e conservare la chiesa gotica, in un involucro di marmo bianco, materiale molto utilizzato all'epoca dei Romani. L'opera di Alberti, non venne però apprezzata dal papa Pio II Piccolomini, più legato al gusto gotico. Egli interpretò il classicismo di Alberti come un'eresia pagana, un'offensiva mescolanza di mitologia e religione. Quando Pio II entra in lite con Sigismondo e nel 1468 fa interrompere la costruzione. Per questo l'opera è rimasta incompiuta: in facciata il timpano non è stato terminato, inoltre mancano la copertura, il transetto e l'abside. All'esterno domina il motivo dell'arco di trionfo derivato dall'Arco di Augusto nella stessa Rimini. In facciata vediamo due archi a tutto sesto laterali ciechi (murati) su stilobate (basamento), affiancati da colonne composite (che uniscono lo stile ionico e corinzio). Al centro l'arco maggiore che inquadra il portale di ingresso. Sul fianco destro dell'edificio il motivo dell'arco ripetuto, deriva dal modello dell'acquedotto romano. Tutti gli archi della fiancata ospitano i sarcofagi degli umanisti della corte malatestiana.
Chiesa del 1000 "Santa Maria in Trivio"chiesa benedettina (Pnmacsaz) Chiesa del 1200 Costnins dri francesenci a dedrati a San francesco 0 Chiesa del 1400 Trasformazione e ampliamento ma'alestisni Chiesa del 1500 Nuzw sobemazione absidale Chiese del 1700 Allra e deinino sistemazione absidale ID. Capela di San Sigismondo Il D. Cappela di San Michele Arcangelo, dosta do Antto III D Cappela detta dei Poeti til $ Cappela di San Couseppe de dnk Mute e delle Arti Bheraf IIS Cappella di San Gaudinzu IS. Cappella dei Martiri, detta * Cela delle Reliquie * Cappella del Coduti 0 Cappella del SS. Sacramento Apertura invernale: 7.50 -12.56 / 15.30 -18(18,50) + Apertura estiva: 9.00 -13 / 15,30 - 12(19) 15 SS. Messe. Domicita 9,30 / 17 / 12,13 / 12.30 Feriali 8,00 / 10,30/ 15 Informazioni: Va IV Novembre. 35 47900 Kimisi Tel. (+39) 0541 51:30
INTERNI HIS
La tipologia del Palazzo nobiliare.Il palazzo nobiliare (abitazione cittadina per ricchi) nasce a Firenze all'inizio del '400. Caratteristiche generali: il suo volume è puro (a forma di parallelepipedo); la facciata è scandita da fasce orizzontali che segnalano i piani dell'edificio (fasce marcapiano), su cui si ripetono finestre in modo regolare; i piani in facciata sono rivestiti in modo diverso: il piano terra ha finestre piccole ed è caratterizzato da una pietra di grosse dimensioni, in rilievo e grezza (non liscia) detta "bugnato" ... man mano che si procede verso l'altro, (piano primo e secondo) le finestre si ingrandiscono e la pietra di rivestimento della parete diventa meno grezza e più piccola. Il tetto poggia su un cornicione finemente decorato, che conclude in modo elegante il palazzo. Il prototipo di tutti i palazzi è Palazzo Rucellai, progettato da Leon battista Alberti, a Firenze.
INE L.B. Alberti - Facciata di Palazzo RUCELLAI - 1452 - FIRENZE
la chiesa benedettina di Sant'Andrea si trova lungo la via principale di Mantova, antion decumano romano. Il duca Ludovico Gonzaga ne aveva affidata la ristrutturazione, nel 1469, all'architetto Antonio Manetti. Fu però Leon Battista Alberti a stilarne il progetto definitivo. impegnandosi nella fabbrica dal 1472. L'importanza attribuita alla chiesa dalla famiglia ducale, è dimostrata dall'allineamento sulla strada principale del portale d'accesso. L'edificio è a croce latina , ad unica navata voltata a botte, affiancata da cappelle rettangolari. All'incrocio con il breve transetto, si imposta la cupola, questa eretta nel Settecento dall'architetto Filippo Juvarra. I riferimenti Per la realizzazione della chiesa, Alberti si ispira alla solennità dell'architettura della Roma imperiale, come si evince, tra l'altro, dalla copertura voltata a botte e cassettonata , desunta dalla Basilica di Massenzio . Peraltro, sappiamo da una lettera spedita dall'Alberti a Ludovico Gonzaga che il riferimento tipologico prescelto era stato il tempio etrusco descritto da Vitruvio nel De architectura. Nella facciata , parallelamente, viene richiamata la struttura dell'arco di trionfo con un solo fornice affiancato da superfici murarie, principio costruttivo e formale utilizzato nell' Arco di Tito a Roma e nell' Arco di Traiano ad Ancona. I progetti dei Gonzaga a Mantova La ristrutturazione della Chiesa di Sant'Andrea si inscrive in un progetto molto più ampio di risistemazione dell'intera città. La struttura del centro storico di Mantova era molto rigida a causa dei vincoli ambientali rappresentati dai laghi del Mincio e da una complessa rete viaria. Di conseguenza, l'unica opportunità di riqualificazione fu quella di inserire nel tessuto urbano nuovi 'segri' monumentali, completamente slegati dagli edifici preesitenti: vennero realizzate, così, la Chiesa di Sant'Andrea e la Chiesa di San Sebastiano , entrambe progettate dall'Alberti. I