Documento dall'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa sulla didattica enattiva. Il Pdf esplora l'interazione tra apprendimento e insegnamento, il ruolo del docente e le problematiche legate alle discipline, alla complessità e al dialogo tra le scienze dell'educazione, con un focus sul lavoro interdisciplinare.
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StuDocu.com Didattica enattiva ( Didattica Generale) Scienze della formazione primaria (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa) StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Teresa Galdo (teresa.galdo@studenti.unisob.na.it)DIDATTICA ENATTIVA Il testo si articola in due parti. La prima riguarda l'analisi dell'interazione tra apprendimento e insegnamento, dell'interazione tra teoria e prassi, del dialogo fra le scienze dell'educazione per arrivare a discutere di didattica come scienza e del ruolo dell'azione e dell'enazione, per chiarire alcuni dubbi epistemici. La seconda parte approfondisce le tematiche dell'azione didattica, della professionalità, della costruzione di dispositivi, facendo riferimento in modo più preciso alla didattica.
INSEGNARE E APPRENDERE La didattica è la scienza dell'insegnamento. Per meglio comprendere questa definizione è necessario indagare sul significato di due termini: insegnare e apprendere. Apprendere è il processo durante il quale il soggetto modifica la propria struttura e la propria rete concettuale, e costruisce nuove relazioni fisiche e mentali. Egli mentre agisce, mette in gioco i concetti che già possiede e li confronta con gli imput che emergono dal vissuto quotidiano; in tal modo costruisce nuove architetture mentali, ovvero apprende. L'apprendimento è processo che si verifica solo con il libero consenso del discente, infatti è una scelta autonoma a spontanea; è un'attività costruttiva della persona e del gruppo e si reifica nell'azione ed è un processo presente durante tutto l'arco della vita. Insegnare invece, è l'attività del docente, il quale predispone una rete di dispositivi, gestisce e organizza l'ambiente didattico all'interno del quale si attuano i processi educativi, operando a fianco degli studenti. Dunque il ruolo dell'insegnante è predisporre l'ambiente per far si che possa realizzarsi l'apprendimento. Per questo motivo i due processi sono rappresentabili come due traiettorie indipendenti che partono da esigenze e motivazioni diverse, fino a sovrapporsi e intrecciarsi in un unico sistema complesso: lo spazio dell'azione didattica. Esso è il luogo dell'attività della produzione di conoscenza e della riflessione in azione. In tale spazio docenti e studenti si mettono in gioco, imparano, collaborano per costruire un mondo comune. Per comprendere meglio ciò che accade in tale spazio, occorre esaminare due prassi: la lezione e il fare insieme. La prima prassi è costituita da uno schema composto nel modo seguente: proposta di un contenuto da parte del docente, esecuzione del compito da parte dell'alunno, riorganizzazione e valutazione finale del compito. Ma tale prassi da sola non descrive ciò che accade a livello relazionale, cognitivo e sociale; per questo è necessario parlare del lavoro comune, del fare insieme, dove docente e studente operano sinergicamente. In questa operazione vi è uno scambio di opinioni, un confronto continuo. Tale azione trasforma i soggetti e il gruppo, in un unico soggetto. This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Teresa Galdo (teresa.galdo@studenti.unisob.na.it)LE DIMENSIONI: per comprendere le trasformazioni che avvengono nel processo di insegnamento- apprendimento occorre tener conto dello spazio dell'azione e del co- emergere delle trasformazioni del sistema; e per analizzare e reazioni esistenti e le trasformazioni del sistema, è necessario introdurre il concetto di dimensione. Iniziamo facendo un es .: osservando da lontano una montagna, essa può essere vista come un sistema complesso, mentre se ci si avvicina, emergono altre dimensioni, altri sistemi con le loro caratteristiche e le loro relazioni: il bosco, il singolo albero, un nido di insetti etc. Se il termine dimensione viene esportato dal mondo fisico a quello dell'educazione, l'analisi dei singoli oggetti (es ogni studente) e dello spazio dell'azione didattica durante la quale i vari soggetti interagiscono (es. la classe) vanno effettuate tendendo conto che esse sono due dimensioni che convivono, interagiscono, ma non possono essere esaminate con modalità lineari perché seguono processi diversi e presentano caratteristiche qualitativamente diverse, per questo vanno analizzati in modo autonomo.
I SISTEMI AUTO-POIETICI: nei modelli classici lo stato successivo di un sistema è connesso a quello precedente da una relazione causale. Ne è un esempio il modello meccanicista proposto da Cartesio, il quale garantisce il processo di causa-effetto, in quanto, in esso le particelle inerti modificano il loro stato per effetto di una successione di urti, e, se si conoscono gli stati iniziali, il loro comportamento è perfettamente prevedibile. Così avviene anche per l'apprendimento, infatti nel modello classico, esso viene considerato come un processo meccanico che non modifica il sistema al suo interno. Se si opera con sistemi complessi e auto-poietici, si considera invece che il comportamento di un evento dipende anche dalle scelte del sistema e dal suo modificarsi durante il processo. In particolare un sistema si definisce auto-poietico, se può modificarsi nell'interazione con l'ambiente in base a proprie leggi interne, se apprende e, in base all'elaborazione delle informazioni ricevute, cambia la sua struttura (sono sistemi non inerti e immutabili, la classe può definirsi un sistema auto-poietico). Lo stato finale non può essere previsto in modo deterministico, solo conoscendo le condizioni di partenza, perché esso dipende da come si evolve il processo. La persona umana è un sistema complesso e auto- poietico. Pertanto l'apprendimento non può essere descritto solo come l'effetto, come il risultato del processo, ma deve essere inteso come un cambiamento che riguarda l'intera persona.
IL DETERMINISMO: perché non è possibile una relazione deterministica tra insegnare e apprendere? Dewey, tra i primi, ha sottolineato l'impossibilità che i concetti possano venire trasmessi dal docente allo studente e assimilati in modo meccanico. Sicuramente è possibile trasmettere informazioni, ma perché esse Scaricato da Teresa Galdo (teresa.galdo@studenti.unisob.na.it)vengano rielaborate e costruiscano un nuovo sapere e una nuova conoscenza stabile e generatrice di nuove modalità di porsi nel mondo, è necessaria una partecipazione attiva e personale dello studente. Apprendere è un atto autonomo e responsabile, è una scelta consapevole; per questo in tale processo lo studente deve avere un ruolo attivo e autonomo. Il superamento di tale approccio determinista è stato facilitato dalle teorie dell'enattivismo, in particolare le teorie sull'accoppiamento strutturale tra sistema e ambiente e la co-emergenza. Qui entrano in gioco le due dimensioni dell'azione didattica: prassi dell'azione e del fare insieme. Nella prima lo studente è il sistema e la classe è l'ambiente. L'attività del docente consiste nel far scattare una perturbazione sperando di attivare negli studenti processi di equilibrazione. Il docente tuttavia non può introdurre la perturbazione tentando di accompagnare la loro auto-trasformazione nella direzione desiderata, trasformazione che essendo dipendente dalla struttura interna dello studente, segue traiettorie diverse in persone diverse. In tale trasformazione, inoltre, la persona si nutre dei suoi vissuti precedenti e li trasforma in esperienza, in sapere, secondo una traiettoria diacronica (ottica diacronica o verticale). Nella seconda prassi, quella del fare insieme, il sistema è costituito dalla classe, ossia dai docenti e dagli studenti, i quali coevolvono e modificano i propri saperi, le loro strutture interne e le loro organizzazioni globali. Nella co -evoluzione si trasforma il sistema nella sua complessità e con esso tutti i componenti del sistema e le loro relazioni. (ottica sincronica- orizzontale). Le due dimensioni si intrecciano e la loro interazione produce un'integrazione degli oggetti dell'ambiente, un'incorporazione di oggetti ai loro corpi, un'in-culturazione, ovvero un'integrazione degli oggetti incorporati nelle loro cultura. I tre processi si reificano nelle due dimensioni e nel loro intrecciarsi.
L'AZIONE DIDATTICA E L'INSEGNAMENTO : nell'azione didattica, in particolare nello spazio - tempo dell'interazione, l'attività del docente può essere descritta come una continua regolazione, più che un'applicazione di principi. Il docente, pur conoscendo teorie e modelli, nell'azione si trova a costruire un equilibrio tra esigenze, vincoli e principi validi. Nella pratica quotidiana il docente, effettua una regolazione tra la necessità dell'applicazione e i tempi a disposizione, le risorse disponibili e gli obiettivi. La regolazione è una delle funzioni principali del docente; e le modalità con cui mette in atto la regolazione deriva dalla professionalità del docente, dal suo habitus professionale. Oggi più che in passato, la realtà complessa, culturale e sociale, richiede docenti professionisti che sappiano architettare proposte didattiche in situazione. Sicuramente essi debbono conoscere teorie e principi, ma la competenza principale consiste proprio nella regolazione, ovvero nella predisposizione di ambienti coerenti con la situazione didattica e nella flessibilità in itinere.
This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Teresa Galdo (teresa.galdo@studenti.unisob.na.it)REGISTA E ATTORE: Il docente opera come un regista quando predispone uno spazio-tempo in cui si attuano i processi educativi, mentre è attore quando abita a fianco di altri attori, cioè gli studenti, la situazione didattica. Durante l'azione il regista non impone il percorso previsto, ma è l'osservatore esterno che sviluppa la riflessione necessaria per comprendere come la situazione complessa stia evolvendo. Il regista dopo l'azione confronta il progetto con la sua attuazione, per valutare se la traiettoria sia complessivamente coerente con la direzione scelta e come questa si connetta con le fasi passate e future. Successivamente diventa attore quando abita a fianco degli studenti tale situazione didattica.
DISCIPLINE, COMPLESSITA' E SCINEZE DELL'EDUCAZIONE LA PARCELLIZZAZIONE: molte problematiche oggi studiate, proprio perché collocate in territori di frontiera tra varie discipline, necessitano di contributi multipli e per questo sono difficilmente circoscrivibili in una sola disciplina o non possono essere affrontate facendo ricorso a una sola area. Esse, richiedono per essere indagate, prospettive plurali prodotte da differenti discipline, senza che esista un'unica epistemologia di riferimento, intendendo per quest'ultima il metodo di ricerca e il linguaggio specifico. II differente quadro propone nuove problematiche: come si relazionano le discipline tra di loro, come si sviluppa un dialogo tra le stesse, come può avvenire la comunicazione tra esperti di settori differenti?
DALLA SCIENZA DELL'ED. ALLE SCIENZE DELL'ED. nel campo dell'educazione alla fine dell'ottocento e nella prima metà del novecento vi era un acceso dibattito tra l'approccio idealista e quello scientifico. Gli idealisti sostenevano che i positivisti assegnavano l'attributo di scienze agli studi sull'educazione e in tal modo dicevano che si negava la specificità dell'umano; i positivisti, al contrario, ritenevano necessario fornire agli studi sull'educazione uno statuto scientifico. In tale dibattito alcuni autori hanno avuto il compito di superare la diatriba presente e di cogliere lo specifico dei processi educativi. Si pensi in particolare, al lavoro di Dewey, che da un lato ha evitato le insufficienze di un approccio tecnici stico e, dall'altro, ha predisposto per l'educazione un approccio sperimentale e radicato nella pratica sociale. Sullo stesso piano si ponevano Claparede, Decroly e in Italia Montessori. Dalla seconda metà del '900 il problema si è modificato a causa dei cambiamenti sociali e culturali che hanno investito il mondo post-bellico. Il cambiamento deriva anche dalle rinnovate esigenze introdotte dalla scuola di massa e dalla necessità di costruire un curriculum organico per la formazione degli insegnanti. La riflessione pedagogico - didattica si è mossa in un contesto sempre più ampio rispetto al passato, coinvolgendo nella sua elaborazione nuove scienze (psicologia, sociologia, biologia, igiene). Da allora la ricerca in educazione focalizza la propria attenzione sul Scaricato da Teresa Galdo (teresa.galdo@studenti.unisob.na.it)