Documento dall'Università Niccolò Cusano su Appunti di Economia Politica di Santiago J. Gahn. Il Pdf analizza l'economia italiana dal 1998 al 2023, esaminando distribuzione del reddito, domanda effettiva e mercato del lavoro, con dati storici e grafici per studenti universitari di Economia.
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di Santiago J. Gahn
DEG LIST HINSON VERBUM NICCOLÒ CUSAN UNIVERSITÀ CUSANO
Come funziona l'Italia da un punto di vista classico-keynesiano? L'idea di questa lezione è esaminare il funzionamento dell'economia italiana da un punto di vista classico-keynesiano.
Come riassunto: La distribuzione del reddito è esogena, determinata da fattori politici, sociali, storici e culturali. Le quantità sono determinate dalla domanda effettiva.
0,61 2500 0,59 2000 0,57 0,55 1500 0,53 1000 0,51 0,49 500 0,47 0,45 0 1980-01-01 1981-01-01 1982-01-01 1983-01-01 1984-01-01 1985-01-01 1986-01-01 1987-01-01 1988-01-01 1989-01-01 1990-01-01 1991-01-01 1992-01-01 1993-01-01 1994-01-01 1995-01-01 1996-01-01 1997-01-01 1998-01-01 1999-01-01 2000-01-01 2001-01-01 2002-01-01 2003-01-01 2004-01-01 2005-01-01 2006-01-01 2007-01-01 2008-01-01 2009-01-01 -Wage Share -Number of Labour Disputes
Negli anni '80 vediamo i lavoratori italiani perdere quota del reddito nazionale. La quota salariale nel PIL passa dal 60% al 50%. Ciò significa che la quota di profitto passa dal 40% al 50%. I grandi beneficiari degli anni '80 sono stati i capitalisti. Vediamo anche come dal 1999 al 2009 la distribuzione rimanga invariata.
Guardando ai dati storici, vediamo un decennio e mezzo di alto "conflitto distributivo" e una quota salariale vicina al 65% in media, e poi dagli anni '80 una perdita assoluta di quota salariale e di conflitto.Appunti di Economia Politica di Santiago J. Gahn
SITÀ DEGLIO LIST UNIVE MEN HINSON VERBUM NICCOLÒ CUSANI CUSANO
6000 70 68 5000 66 64 4000 62 3000 60 58 2000 56 1000 52 0 50 1960 1962 1964 1966 1968 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 2014 2016 2018 2020 2022 2024 -Number of Labour Disputes (CLIO) -Adjusted Wage Share (AMECO)
FRED. - Constant GDP per capita for Italy VIEW MAP 10.0 7.5 5.0 Percent Change from Year Ago 25 0.0 25 -5.0 .7.5 -10.0 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015 2020
Il tasso di crescita dell'economia (pro capite) è sempre più basso. Dal 1960 al 1980, gli anni gloriosi, poi un tasso di crescita modesto fino al 2005, quindi la crescita ... decrescita.
Per quanto riguarda le quantità "a livello", vediamo che il consumo del governo aumenta nel periodo 1998-2009 e poi inizia a diminuire e rimane stabile fino al 2018.
UNIVERSITÀ 54Lo stesso vale per le spese in ricerca e sviluppo.
9.1 9.2 9.3 9.4 9.5 9.6 9.7 96 98 00 02 04 Real Government Investment (G_I) Hanno distrutto gli investimenti reali del governo.
O Q1-1998 Q4-1998 Q3-1999 Q2-2000 Q1-2001 Q4-2001 Q3-2002 Q2-2003 Q1-2004 Q4-2004 Q3-2005 Q2-2006 Q1-2007 Q4-2007 Q3-2008 Q2-2009 Q1-2010 06 Q4-2010 Q3-2011 Q2-2012 Q1-2013 Q4-2013 10 Q3-2014 Q2-2015 Q1-2016 12 Q4-2016 Q3-2017 14 Q2-2018 Q1-2019 Q4-2019 Q3-2020 Q2-2021 Q1-2022 Q4-2022 Q3-2023 20000 40000 60000 80000 100000 120000 di Santiago J. Gahn Appunti di Economia Politica
GOVC .1 UNIVE NICCOLÒ CUSAN VERBUM RSITA D MINIONS .DEGLI S CUSANO UNIVERSITÀ 16 18 08 MENa salire fino al 2019, quando scende con il COVID. Come si vede, la partecipazione al La partecipazione della forza lavoro aumenta fino al 2006, scende fino al 2011 e poi torna O 20000 40000 60000 80000 100000 120000 140000 160000 180000 200000 2008 e del COVID. Le esportazioni aumentano durante tutto il periodo e si notano fortemente le crisi del
0,00 5,00 10,00 15,00 20,00 25,00 30,00 35,00 40,00 Q1-1998 1963 Q3-1998 Q1-1999 1966 Q1-2000 Q3-2000 1969 Q1-2001 Q3-2001 Q1-2002 1972 Q3-2002 Q1-2003 Q3-2003 1975 Q1-2004 Q3-2004 1978 Q3-2005 Q1-2006 1981 Q1-2007 Q3-2007 1984 Q3-2008 Q1-2009 1987 Q3-2009 EXP 1990 Q1-2011 Q3-2011 Q1-2012 1993 Q3-2012 Q1-2013 1996 Q1-2014 Q3-2014 ANO Q3-2015 Q1-2016 2002 Q3-2016 Q1-2017 Q3-2017 2005 Q1-2018 Q3-2018 Q1-2019 2008 Q3-2019 Q1-2020 Q3-2020 Q1-2021 Q3-2021 Q1-2022 Q3-2022 Q1-2023 Q3-2023 CUSANO UNIVERSITÀ Appunti di Economia Politica JOIN MEN SITÀ DEGLI S JINSONY Q1-2015 1999 NICCOLÒ CUSANO VERBUM UNIVE Q3-2013 -Public R&D Italy 2011 2014 2017 Q1-2005 Q3-2006 Q1-2008 Q1-2010 Q3-2010 di Santiago J. Gahn Q3-1999Appunti di Economia Politica di Santiago J. Gahn
vede, la disoccupazione è "anticiclica", diminuisce quando aumenta la produzione e dal 2007 al 2013, e poi diminuisce di nuovo durante il periodo 2013-2023. Come si Il tasso di disoccupazione diminuisce durante tutto il periodo 1998-2007, poi aumenta
52 54 56 58 60 62 64 66 68 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 70,0 80,0 90,0 Q1-1998 Q1-1999 Q4-1998 Q3-1999 Q3-1999 Q3-2000 Q2-2000 Q1-2001 Q1-2001 Q1-2002 Q4-2001 Q3-2002 Q3-2002 Q3-2003 Q2-2003 Q1-2004 Q1-2004 Q3-2004 Q4-2004 Q3-2005 Q3-2005 Q1-2006 Q2-2006 Q1-2007 Q1-2007 Q3-2007 Q4-2007 Q3-2008 Q3-2008 Q1-2009 Q2-2009 Q1-2010 Q1-2010 Q3-2010 Q4-2010 Q3-2011 Q3-2011 Q1-2012 Q2-2012 Q3-2012 Q1-2013 Q3-2013 Q4-2013 Q1-2014 Q3-2014 Q1-2015 Q2-2015 Q3-2015 Q1-2016 Q3-2016 Q4-2016 Q1-2017 Q3-2017 Q1-2018 Q2-2018 Q3-2018 Q1-2019 Q3-2019 Q4-2019 Q1-2020 Q3-2020 Q3-2020 Q1-2021 Q2-2021 Q3-2021 Q1-2022 Q1-2022 Q3-2022 Q4-2022 Q1-2023 Q3-2023 Q3-2023 durante tutto il periodo. Per quanto riguarda l'utilizzo della capacità installata, rimane relativamente stabile
CU LFPR quando diminuiscono i livelli di produzione. lavoro è "prociclica". Aumenta quando aumentano i livelli di produzione e diminuisce
NICCOLÒ CUSAN VERBUM . DEC WIN3ON LIST UNIVERSITÀ CUSANO aumenta quando diminuisce la produzione. Q1-1998 Q3-1998 Q1-2000 Q3-2001 Q1-2003 Q1-2005 Q3-2006 Q1-2008 Q3-2009 Q1-2011 Q1-2013 Q3-2014 Q1-2016 Q3-2017 Q1-2019viceversa.
Non ci addentreremo molto nella distribuzione del reddito perché alla fine sappiamo che è una questione "politica", ma vediamo cosa succede con la disoccupazione e la quota salariale. Vediamo che aumentando la disoccupazione, si riduce la quota salariale e essi. Ora, una volta esaminati i dati, è interessante vedere l'interazione che può esserci tra di
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 Q1-1998 Q4-1998 Q3-1999 Q2-2000 Q1-2001 Q4-2001 Q3-2002 Q2-2003 Q1-2004 Q4-2004 Q3-2005 Q2-2006 Q1-2007 Q4-2007 Q3-2008 Q2-2009 Q1-2010 Q4-2010 Q3-2011 Q2-2012 Q1-2013 Q4-2013 Q3-2014 Q2-2015 Q1-2016 Q4-2016 Q3-2017 Q2-2018 Q1-2019 Q4-2019 Q3-2020 Q2-2021 Q1-2022 Q4-2022 Q3-2023 di Santiago J. Gahn Appunti di Economia Politica
C JOIN UNIVE NICCOLÒ CUSAN VERBUM MEN SITÀ D HINSONS .DEGLIS ANO CUSANO UNIVERSITÀAppunti di Economia Politica di Santiago J. Gahn
A DEGLI S UNIVE MEN HINSON VERBUM NICCOLÒ CUSAN CUSANO
14,0 0,60 12,0 0,58 10,0 0,56 8,0 0,54 6,0 0,52 4,0 0,50 2,0 0,48 0,0 0,46 1990-01-01 1991-01-01 1992-01-01 1993-01-01 1994-01-01 1995-01-01 1996-01-01 1997-01-01 1998-01-01 1999-01-01 2000-01-01 2001-01-01 2002-01-01 2003-01-01 2004-01-01 2005-01-01 2006-01-01 2007-01-01 2008-01-01 2009-01-01 2010-01-01 2011-01-01 2012-01-01 2013-01-01 2014-01-01 2015-01-01 2016-01-01 2017-01-01 -Unemployment -Wage Share
Quindi, se un governo vuole migliorare la distribuzione del reddito verso i lavoratori, il governo dovrebbe fare tutto il possibile per abbassare il tasso di disoccupazione (politica monetaria o fiscale per aumentare la domanda aggregata). Se un governo vuole aumentare il reddito dei capitalisti (come quota del prodotto), dovrebbe aumentare il tasso di disoccupazione e far sentire i lavoratori più deboli.
Per quanto riguarda le quantità, possiamo osservare che l'Italia cresceva molto e bene fino all'inizio degli anni '80, poi cresce meno fino agli anni 2000 e poi decresce o rimane costante. Questo ha una spiegazione. Negli anni '60 fino all'inizio degli anni '80 lo Stato era protagonista nell'economia, non solo la spesa aumentava a tassi elevati di crescita, ma era anche uno Stato che produceva con diverse imprese pubbliche. Questo è rimasto altalenante fino all'inizio degli anni '90. Qui l'Italia entra nel Sistema Monetario Europeo e fissa il cambio con l'euro e inizia a sostenere diverse "regole" che non le permettono tanta libertà nella decisione delle sue finanze pubbliche. La politica fiscale subisce chiaramente tagli (vedi spese in ricerca e sviluppo). In quel periodo, poco alla volta, la disoccupazione inizia a salire fino ad arrivare all'istituzione dell'euro nel '99 dove si inizia a vedere un altro boom economico dove la spesa pubblica, il consumo pubblico aumentano e l'economia cresce, fino alla crisi del 2009 dove di nuovo si fa un aggiustamento fiscale. Quindi, una grande parte della "mancanza di crescita" dell'economia italiana negli ultimi 20 anni viene spiegata dal fatto che si è fatto un aggiustamento della spesa pubblica in investimenti e ricerca e sviluppo. Una riduzione della spesa genera una caduta nell'utilizzo della capacità, meno investimenti, meno accumulo di capitale, un tasso di disoccupazione più alto e una minore partecipazione della forza lavoro.
Alcuni economisti sostengono che il problema italiano sia un problema di debito pubblico. Poiché un deficit fiscale genera un aumento del debito, alcuni economisti ritengono che sia necessario ridurre la spesa pubblica per ridurre il debito pubblico. La realtà è che (in un'economia chiusa) la misura corretta del problema è il rapporto,
UNIVERSITÀ .1Appunti di Economia Politica di Santiago J. Gahn
UNIVE MEN RSITA DEGLI S HINSON VERBUM NICCOLÒ CUSAN UNIVERSITÀ CUSANO
Debito PIL
Nel caso italiano, questo rapporto appare così,
160,000 140,000 120,000 100,000 80,000 60,000 40,000 20,000 0,000 1990-01-01 1991-01-01 1992-01-01 1993-01-01 1994-01-01 1995-01-01 1996-01-01 1997-01-01 1998-01-01 1999-01-01 2000-01-01 2001-01-01 2002-01-01 2003-01-01 2004-01-01 2005-01-01 2006-01-01 2007-01-01 2008-01-01 2009-01-01 2010-01-01 2011-01-01 2012-01-01 2013-01-01 2014-01-01 2015-01-01 2016-01-01 2017-01-01
Almeno con i dati che partono dal 1990, vediamo che il debito pubblico come % del PIL passa dal 100 al quasi 140 dal 1990 al 1994, poi scende fino a 100 prima della crisi del 2008 e poi aumenta nuovamente fino a stabilizzarsi intorno al 140 per il 2017. Ora, da cosa dipende questo rapporto?
Debito PIL
Sebbene il numeratore dipenda chiaramente dall'esito fiscale del governo (se riscuote più o meno di quanto spende), il denominatore dipende dal PIL. E il PIL, a sua volta, dipende dalla spesa pubblica effettiva.
Una cosa che vale la pena notare è che questo rapporto Debito si riduce (migliora) quando l'economia cresce e aumenta (peggiora) quando l'economia non cresce.
PIL
Vediamo questi dati: