Documento dal Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia sui tumori delle ghiandole salivari e introduzione alla chirurgia ricostruttiva del volto. Il Pdf descrive epidemiologia, eziopatogenesi, anatomia chirurgica della parotide e stadiazione TNM, con illustrazioni e tabelle esplicative per studenti universitari.
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Pag. 1 a 18 Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Chirurgia Maxillo-Facciale e Plastica #5 - prof. Sozzi - Tumori delle ghiandole salivari e Introduzione alla chirurgia ricostruttiva del volto Chirurgia Maxillo-Facciale e Plastica #5 Tumori delle ghiandole salivari e Introduzione alla chirurgia ricostruttiva del volto Prof. Sozzi - 2/11/23 - Autori e Revisori: Annachiara Ravasi e Alessandro Colao Per completezza la sbobina è stata integrata con quella dello scorso anno, senza riportare le integrazioni in corsivo in modo da facilitare la lettura.
I tumori delle ghiandole salivari sono particolarmente rari (circa il 3% dei tumori, in Italia circa 40 casi per milione, 9-10 casi maligni per milione) e hanno caratteristiche dal punto di vista clinico inizialmente molto simili tra di loro, ma si differenziano poi dal punto di vista dell'andamento clinico e della prognosi. In questa sede sono molto più frequenti i tumori benigni rispetto ai maligni. Data la rarità sono tutti tumori in cui non c'è nessun dato noto riguardo a fattori eziologici e fattori predisponenti.
Le ghiandole salivari si dividono in:
In ordine di frequenza vengono colpite:
O il 20% dei casi da tumore di Warthin (chiamato anche cistoadenolinfoma, in realtà più che di un tumore si tratta di una disembriogenia), mioepiteliomia, adenoma a cellule basali, lipoma, oncocitoma, ... Nelle ghiandole salivari, soprattutto nella parotide, ci sono altre strutture come vasi, nervi, linfonodi che possono dare origine anche loro a tumori come linfangioma, emangioma, patologia stomatologica, piuttosto che metastasi linfonodali.
Il rischio di malignità della patologia dipende molto dalla sede del tumore, si ha in ordine crescente:
L'eziopatogenesi di questi tumori non è nota. Se nel carcinoma orale esistono importanti fattori predisponenti (fumo, alcol), in questa categoria di tumori non ci sono né fattori predisponenti né fattori eziologici: non è quindi noto il motivo della trasformazione in senso neoplastico. Ci sono due ipotesi a riguardo, di cui quella più accreditata è che la trasformazione avvenga a carico di una cellula totipotente progenitrice, visto che nella maggior parte dei casi si è in presenza di istotipi misti, con una trasformazione contemporanea in senso aberrante sia di una linea mesenchimale (connettivale) che di una linea epiteliale. Una cosa abbastanza tipica e peculiare di questi tumori è il fatto che sono tumori misti: per esempio la forma più maligna in assoluto è il carcinosarcoma.Pag. 2 a 18 Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - Chirurgia Maxillo-Facciale e Plastica #5 - prof. Sozzi - Tumori delle ghiandole salivari e Introduzione alla chirurgia ricostruttiva del volto
Le ghiandole salivari sono di tipo esocrino tubulo-acinoso; considerando l'unità fondamentale ciascuna sua porzione può dar origine a un tipo di tumore (si considerano solo le forme principali):
Acinus Intercalated Duct Striated Duct Excretory Duct Pisomorphic Adenoma Warthin's Tumor Oncocytoma Oncocytic Carcinoma Monomorphic Adenoma Acinio Cell Carcinoma Adenoid Cratic Carcinoma Polymorphous Low-Grade Adenocarcinoma Epimyorpitnear carcinoma Salivary Duct Carcinoma Papillary and Non-Papillary Adenocarcinoma Hinh-Grada Mucoenidermoid Carcinoma Squamous Cell Carcinoma Oncocytic Carcinoma High-Grade Carcinoma ex Pleomorphic Adenoma
La parotide è la ghiandola più coinvolta da questi tumori, prevalentemente da patologia benigna, ma che richiede comunque un trattamento prettamente chirurgico, con associabile trattamento medico solo con scopo adiuvante o palliativo. La chirurgia della parotide è condizionata dalla presenza di:
Questa è una sezione sul piano assiale della loggia parotidea, la quale ha una forma piramidale con la base laterale e l'apice mediale. Si possono vedere anche il muscolo massetere, la mandibola, anteriormente il muscolo pterigoideo interno e posteriormente il muscolo sternocleidomastoideo il trapezio. Medialmente si trova lo spazio latero-faringeo che può essere suddiviso in due porzioni: una pre-stiloidea e una retro-stiloidea; questa suddivisione è molto importante dal punto di vista anatomico e diagnostico perché nello spazio retro- stiloideo si trovano la carotide interna e la giugulare interna. Si possono vedere anche la tonsilla palatina e l'orofaringe. Per quanto rari i tumori che coinvolgono l'apice della piramide tendono ad avere un'estensione maggiore verso l'orofaringe piuttosto che verso la cute; quindi, tumori dell'apice solo tardivamente danno clinicamente una tumefazione visibile.
H 18 0 C 16 2 D 1 5 17. 14. .6 F E 8
Molti di questi tumori nelle fasi iniziali sono clinicamente indolenti e difficilmente distinguibili in assenza di una valutazione anatomopatologica, si ha un aspetto di tumefazione spesso assolutamente indolente; quello che cambierà sarà la velocità di crescita e l'interessamento di varie strutture, tra cui in particolare i nervi o i linfonodi. Dunque, più che mai i tumori delle ghiandole salivari richiedono una diagnosi integrata tra clinica, radiologia e anatomia patologica. La maggior parte dei tumori si trovano nella parotide e originano quasi tutti con una tumefazione. La diagnosi differenziale deve essere fatta soprattutto tra patologie caratterizzate da una tumefazione; in particolare tra:
In alcuni casi si sviluppa in tempi più o meno rapidi una paralisi facciale, che sarà più caratteristica di una lesione maligna, perché infiltrativa; la patologia benigna è espansiva e quindi, anche se di grandi dimensioni, difficilmente determinerà un danno neurologico, il nervo anche in questo caso si espande ma non in modo acuto, quindi non interrompendo la sua funzione. La presenza di flogosi associata è più caratteristica di una lesione infiammatoria o di una lesione neoplastica maligna, perché la necrosi porta a flogosi. Il dolore è caratteristico di una lesione infiammatoria o di una lesione maligna; le lesioni benigne sono sempre indolenti, a meno che alcune non siano lesioni con una componente cistica che si sovrainfetta. L'associazione con una metastasi laterocervicale è caratteristica di una lesione maligna. Anche la difficoltà nell'apertura della bocca è data principalmente da lesioni infiltrative, per la vicinanza con i muscoli masticatori e la mandibola; lesioni benigne difficilmente, anche se di grandi dimensioni, danno problemi di apertura della bocca.