Le città di fondazione nel Medioevo: crisi e ripresa urbana in Europa

Documento sulle città di fondazione nel Medioevo. Il Pdf esamina la crisi e la ripresa urbana in Europa, con focus su Francia, penisola Iberica e Italia. Vengono analizzati modelli urbanistici specifici come Quercy, Cascina, Bientina e Pontedera, utili per lo studio della Storia a livello universitario.

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19 pagine

21/4/20
Le città di fondazione nel Medioevo
L’Europa occidentale aveva vissuto nei primi secoli del Medioevo una crisi dell’armatura
urbana, con una profonda ruralizzazione dell’economia e delle dinamiche di popolamento.
Questo fenomeno si esaurisce intorno alla fine del X secolo, e da questo momento in poi si
verifica una significativa inversione di tendenza: non solo le città esistenti tornano di nuovo a
crescere, ma al tempo stesso si assiste anche alla fondazione di nuove città.
Non si tratta di grandi città, ma di piccoli centri a vocazione agricola che vengono fondati per
riunire le popolazioni destinate a mettere a coltura le terre recuperate alla produzione agricola.
Si tratta di un fenomeno che
caratterizza tutta l’Europa,
meno la fascia centrale.
L’espressione più
importante di questo
fenomeno si ha nella
Francia sud-occidentale, ma
avviene anche in altre
regioni, come ad esempio
nell’area a est del fiume
Elba, tra gli attuali confini di
Germania e Polonia, dove si
verifica una vera e propria
colonizzazione, nella
penisola gallese e anche nella penisola italiana, dove esisteva una rete di centri urbani molto
diffusa fin dall’epoca romana, che viene però ampliata con numerosi centri di nuova
fondazione, specialmente in Toscana, Piemonte e Lombardia.
Un altro fenomeno, parallelo ma di natura leggermente diversa, è quello a cui si assiste nella
penisola Iberica, dove la fondazione di nuovi centri è legata al processo di Reconquista dei
territori che nel corso dell’Alto Medioevo erano stati conquistati da popolazioni islamiche.
Una delle caratteristiche fondamentali di questi centri è che non si tratta di un fenomeno di
controllo militare del territorio. Questo non significa che non vi siano casi in cui questi centri
sono nati anche con intenti fortificatori del territorio, ma sono casi residuali e limitati. La
maggior parte di questi centri nascono privi di una cinta muraria, o con una fortificazione
leggera: l’obiettivo non era quello di offrire un controllo del territorio, quanto piuttosto quello
di diventare snodo di un sistema di produzione e distribuzione di prodotti agricoli.
Molti di questi centri vengono quindi fondati attraendo popolazioni che provengono da altri
luoghi, principalmente dalla campagna, attraverso esenzioni fiscali e privilegi per chi vi si
sarebbe stabilito.
Francia sud-occidentale
L’epicentro del fenomeno, o
meglio l’area in cui il fenomeno
si esprime quantitativamente in
maniera più significativa, è
quello del sud-ovest francese,
corrispondente all’Aquitania e
al Poitou (pwa'tu). Si tratta di
un’area che era rimasta per
molti secoli con una densità di
popolamento molto bassa, in
cui c’erano aree che erano
state agricole in età romana e
poi abbandonate, e che quindi
si prestavano molto bene ad
essere riprese per fini agricoli.
Tra il XII e soprattutto il XIII secolo si assiste al confronto tra due potentati: la corona di Francia
e la corona di Inghilterra, che aveva una diretta influenza su molte aree del territorio francese
(Normandia, ma anche molte aree nel cosiddetto “Midi” francese (il Mezzogiorno francese), in
particolare l’Aquitania, che era un territorio feudale dei re d’Inghilterra, la famiglia dei
Plantageneti.
Questi centri non vengono in realtà fondati in rapporto a questo confronto, ma il confronto
porta alla necessità di riorganizzare questi territori.
Il fenomeno delle cosiddette “
bastides
è stato ampiamente studiato in Francia, e i centri sono
stati classificati in base alla loro configurazione materiale secondo alcuni modelli:
- Modello del Quercy
Si tratta di un modello
estremamente semplice, che si
basa sul tracciamento di una
strada principale che attraversa
l’intero articolato e una serie di
strade minori dall’andamento
tendenzialmente ortogonale alla
strada principale, che formano degli isolati stretti e lunghi che potremmo definire, con una
definizione antica, “a strigas”: insulae cioè strette e lunghe con il lato corto sul percorso
principale
È il caso ad esempio di Caylus, in Occitania.

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Anteprima

Le città di fondazione nel Medioevo

21/4/20 L'Europa occidentale aveva vissuto nei primi secoli del Medioevo una crisi dell'armatura urbana, con una profonda ruralizzazione dell'economia e delle dinamiche di popolamento. Questo fenomeno si esaurisce intorno alla fine del X secolo, e da questo momento in poi si verifica una significativa inversione di tendenza: non solo le città esistenti tornano di nuovo a crescere, ma al tempo stesso si assiste anche alla fondazione di nuove città.

Non si tratta di grandi città, ma di piccoli centri a vocazione agricola che vengono fondati per riunire le popolazioni destinate a mettere a coltura le terre recuperate alla produzione agricola. Si tratta di un fenomeno che caratterizza tutta l'Europa, meno la fascia centrale. L'espressione più importante di questo fenomeno si ha nella Francia sud-occidentale, ma avviene anche in altre regioni, come ad esempio nell'area a est del fiume Elba, tra gli attuali confini di Germania e Polonia, dove si verifica una vera e propria colonizzazione, nella = penisola gallese e anche nella penisola italiana, dove esisteva una rete di centri urbani molto diffusa fin dall'epoca romana, che viene però ampliata con numerosi centri di nuova fondazione, specialmente in Toscana, Piemonte e Lombardia.

Attiva Windc sa a Impostaz Un altro fenomeno, parallelo ma di natura leggermente diversa, è quello a cui si assiste nella penisola Iberica, dove la fondazione di nuovi centri è legata al processo di Reconquista dei territori che nel corso dell'Alto Medioevo erano stati conquistati da popolazioni islamiche.

Una delle caratteristiche fondamentali di questi centri è che non si tratta di un fenomeno di controllo militare del territorio. Questo non significa che non vi siano casi in cui questi centri sono nati anche con intenti fortificatori del territorio, ma sono casi residuali e limitati. La maggior parte di questi centri nascono privi di una cinta muraria, o con una fortificazione leggera: l'obiettivo non era quello di offrire un controllo del territorio, quanto piuttosto quello di diventare snodo di un sistema di produzione e distribuzione di prodotti agricoli.

Molti di questi centri vengono quindi fondati attraendo popolazioni che provengono da altri luoghi, principalmente dalla campagna, attraverso esenzioni fiscali e privilegi per chi vi si sarebbe stabilito.Francia sud-occidentale

L'epicentro del fenomeno

L'epicentro del fenomeno, o meglio l'area in cui il fenomeno si esprime quantitativamente in maniera più significativa, è quello del sud-ovest francese, corrispondente all'Aquitania e al Poitou (pwa'tu). Si tratta di un'area che era rimasta per molti secoli con una densità di popolamento molto bassa, in cui c'erano aree che erano state agricole in età romana e poi abbandonate, e che quindi si prestavano molto bene ad essere riprese per fini agricoli.

Libourne Bordeaux Lalinde Puyguilhem Monsegur Villeréal Eymet Villefranche du Périgord - Montflanquin Fondations anglaises o O Laparade Cahors ondations Raymond VII . Labastide-Castel-Amouroux Villeneuve-sur-Lot Fondations françaises A Villefranche de Queyran Agen Castelsagrat Fondations seigneurales A Lavardac A Molières Donzac Dunes Verlhac- Tescou Angeville Labastide- St-Pierre Albi Cordes-Tolosanes Auch Pimbo Gimont Toulouse Villenouvelle - Villefranche de Laura Pau Calmont Boussens Villeneuve de Rivière Gaillac- Toulza Lignairolle Passa a Impost Montjoie en Couserans o

Tra il XII e soprattutto il XIII secolo si assiste al confronto tra due potentati: la corona di Francia e la corona di Inghilterra, che aveva una diretta influenza su molte aree del territorio francese (Normandia, ma anche molte aree nel cosiddetto "Midi" francese (il Mezzogiorno francese), in particolare l'Aquitania, che era un territorio feudale dei re d'inghilterra, la famiglia dei Plantageneti.

Questi centri non vengono in realtà fondati in rapporto a questo confronto, ma il confronto porta alla necessità di riorganizzare questi territori.

Il fenomeno delle cosiddette " bastides" è stato ampiamente studiato in Francia, e i centri sono stati classificati in base alla loro configurazione materiale secondo alcuni modelli:

Modello del Quercy

  • Modello del Quercy Si tratta di un modello estremamente semplice, che si basa sul tracciamento di una strada principale che attraversa l'intero articolato e una serie di strade minori dall'andamento 1 tendenzialmente ortogonale alla strada principale, che formano degli isolati stretti e lunghi che potremmo definire, con una definizione antica, "a strigas": insulae cioè strette e lunghe con il lato corto sul percorso principale È il caso ad esempio di Caylus, in Occitania.

Mondilhan Ribouisse o Septfonds Tournon d'AgenaisPiuttosto presto questo schematico modello viene superato dalla definizione di un modello più complesso, pensato per centri di maggiori dimensioni e da maggiori vocazioni di carattere commerciale.

Modello di Montauban

  • Montauban N Z R A Tar- - > T ·TESCOU 0 50 100 m Questo modello più articolato lo si può osservare per la prima volta, sempre nella prima metà del XII secolo, a Montauban, non distante da Caylus, fondata nel 1144 dal conte di Tolosa. In questa città troviamo molti dei caratteri essenziali delle bastides francesi, a cominciare dalla grande piazza, un vasto spazio vuoto porticato (come spesso nelle bastides) praticamente al centro dell'abitato. Questa piazza è definita da due coppie di strade parallele ed è pertanto una "piazza a lati chiusi", cioè vi si accede solo dagli angoli. Si tratta di una grande piazza di mercato, a dimostrazione dell'impronta commerciale che dovevano possedere questi centri. Montauban è dunque un centro pensato accuratamente dal punto di vista urbanistico in relazione al suo carattere socio-economico. Un'ulteriore dimostrazione del carattere prettamente commerciale della città sta nel rapporto tra la grande piazza e le chiese, in particolare la cattedrale (in basso a destra): non solo, cosa strana in un centro medievale, non si trova nella piazza, ma è persino collocata in una posizione eccentrica e con l'ingresso rivolto ad un'altra direzione. Le funzioni quindi sono collocate in una scala gerarchica che potremmo definire anomala.

Modello di Gimont

  • Modello di Gimont Non tutti i centri dopo la fondazione di Montauban seguono il modello delineato da questa città. Un altro schema piuttosto diffuso prende il nome dal centro più importante ed antico informato a questo tipo di organizzazione, ovvero Gimont (ma altri centri sono Saint-Sauvy e Saint Lys). Anche in questo caso compare una grande piazza centrale, ma mentre a Montauban la piazza è a lati chiusi, in questo caso la piazza ha due lati completamente attraversati dal percorso principale.Questo modello può dunque essere definito un ibrido tra il modello del Quercy, a spina di pesce, e il caso di Montauban, in cui c'è una focalizzazione della funzione della piazza.

Modello guascone

  • Modello guascone Già dalla fine del XII secolo gli schemi si evolvono e soprattutto involvono centri di dimensioni più rilevante. Molti di questi schemi vengono applicati nella regione della Guascogna, altra area della Francia sud-occidentale a lungo contesa tra francesi ed inglesi. In questa regione si sviluppa un modello estremamente preciso, caratterizzato da una notevole regolarità di scansione dell'orditura stradale, incentrato su una piazza di notevoli dimensioni con portici che la circondano, di forma quadrata o rettangolare. Il tessuto è quindi caratterizzato da grandi insulae e il nucleo di base è costituito dalla piazza e otto isolati: è un sistema che consente facilmente una espansione con la reiterazione degli stessi moduli, e quindi la possibilità di costituire una vera e propria città. Due dei centri più importanti di questo modello sono Grenade-sur-Garonne e Cologne.

Modello aquitano

  • Modello aquitano Il modello aquitano è apparentemente molto simile a quello guascone, ma presenta una differenza interessante, che riguarda il tessuto che affaccia direttamente sulla piazza: si tratta di un tessuto urbano distinto, non facente parte dello stesso isolato, e che di conseguenza assume un valore ancor più rilevante. Viene sancita quindi un'ulteriore gerarchizzazione degli spazi urbani che vede la piazza ancor più enfatizzata. In quasi tutti questi centri le chiese occupano una posizione marginale, e non sono quasi mai affacciate sulla piazza: distanti dalla piazza, oppure vi si affacciano timidamente con un solo spigolo. Questo rapporto sarebbe stato impossibile anche solo per la presenza di portici che circondando la piazza la definiscono come uno spazio ad angoli chiusi.I centri più importanti concepiti secondo il modello aquitano sono Monflaquin, Miramont de Guyenne e Laparade.

I centri visti finora non sono caratterizzati da una perfezione geometrica, cioè si basavano su schemi di massima. In alcuni casi si assiste però ad una vera e propria perfezione geometrica:

Modello di Tournay

  • Tournay Presenta una grandissima piazza quadrata, probabilmente concepita per una struttura insediativa molto più ampia. Tuttavia vennero realizzate due sole file di case intorno alla piazza. Bisogna infatti considerare che non è sempre facile dar vita a centri del genere, in quanto bisogna convincere la popolazione a risiedervi (e quindi ad essere controllate): non sempre i favori che vengono concessi sono sufficienti a garantire attrattività.

Modello di Marciac

  • Marciac Marciac, città aquitana fondata nel 1288, è una delle espressioni più importanti di questo fenomeno, dal punto di vista proprio della progettazione urbanistica ed in particolare per la sua coerenza progettuale. La sua struttura deriva proprio dal modello aquitano: quattro percorsi principali, due paralleli che attraversano il centro da nord-ovest a sud-est, e altri due che invece lo attraversano da nord-est a sud- ovest, che corrono lungo il centro e si incrociano secondo angoli retti: nel punto di incrocio si colloca lo spazio vuoto della piazza porticata. Al centro vi è una struttura lignea, una tettoia, cioè la loggia del mercato. Tutto attorno vi sono insulae di forma rettangolare e la chiesa è nuovamente in "seconda fila" La piazza non è dunque altro che un modulo di una orditura regolare lasciato libero. Si può dunque parlare di una aspirazione ad una regolarità geometrica di impianto. Tuttavia quando si ragiona sulla configurazione geometrica di questi centri bisogna tener presente come realmente questi centri venissero realizzati, cioè con corde e picchetti, utilizzati per stabilire gli allineamenti rettilinei: un sistema che lasciava quindi grande margine di errore.

Modello di Monflaquin

  • Monflaquin Monflaquin è un centro ancora oggi ben conservato, attraverso il quale si denotano i capisaldi di questi modelli: grande piazza quadrata al centro dell'insediamento molto regolare e posizione eccentrica della chiesa, orientata peraltro in maniera anomala.

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