Caligola: Politica Assolutistica, Riforme Economiche e Istituzionali

Slide su Caligola che esplora il suo regno, la politica assolutistica e le riforme economiche e istituzionali. Il Pdf, adatto a studenti di scuola superiore che studiano Storia, approfondisce vari aspetti del suo governo, contestando l'idea della sua pazzia.

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19 pagine

CALIGOLA
Gaio Giulio Cesare Germanico
CALIGOLA
Caligola, Nerone e Domiziano (NON) erano pazzi

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Anteprima

Caligola: Gaio Giulio Cesare Germanico

Gaio Giulio Cesare GermanicoCALIGOLA Caligola, Nerone e Domiziano (NON) erano pazziCRONOLOGIA

Nascita e Morte di Caligola

NASCITA/MORTE: Antium 12 d. C./Roma 41 d. C. IMPERO: 37 - 41 d. C.FAMIGLIA

Famiglia di Caligola

FAMIGLIA: madre: Agrippina maggiore (figlia di Agrippa e Giulia maggiore) / padre: Germanico (figlio di Druso maggiore) MATRIMONIO: ebbe quattro mogli ( Giunia Claudilla, Livia Orestilla, Lollia Paolina, già sposata a Publio Memmio Regolo e Milonia Cesonia, dalla quale ebbe una figlia che chiamò Giulia Drusilla in onore della sorella deceduta).FORMAZIONE

Formazione e Infanzia di Gaio Giulio Cesare Germanico

Gaio Giulio Cesare Germanico è uno di quei rari personaggi la cui vita risulta storicamente significativa fin dai suoi primi anni: egli si trovò realmente immerso, con un proprio ruolo individuale, in situazioni straordinarie che ebbero una valenza storica e dovettero anche influire sensibilmente sulla sua formazione. Nato ad Anzio il piccolo Gaio lasciò il tepore del Mediterraneo a poco meno di due anni per trasferirsi con la madre in Germania. Fu lo stesso Augusto ad organizzare il suo viaggio , facendo sì che Agrippina ed il bambino si ricongiungessero felicemente con Germanico. L'imperatore tuttavia morì in quella stessa estate, dopo aver aggiunto Gaio ed i suoi due fratelli nel proprio testamento, chiamandoli "Cesari" e lasciando loro una parte dell'eredità . Nel frattempo il bambino era divenuto la mascotte dei legionari che, inteneriti nel vederlo andare in giro vestito e calzato come loro, gli avevano attribuito l'affettuoso nomignolo di Caligola . Lo speciale legame che si era così stabilito risulto determinante per disinnescare il successivo ammutinamento delle legioni, poiché fu proprio la presenza del piccolo Gaio a far recedere i soldati dalla loro ostinata ribellione. Ristabilita la disciplina, Germanico condusse nell'arco di tre anni una serie di impegnative operazioni belliche oltre il Reno. Pochi mesi dopo essere rientrato a Roma ed aver partecipato con i fratelli, proprio a bordo del cocchio del padre, alla celebrazione del trionfo di Germanico, Gaio iniziò a vivere - fra 5 e 7 anni - una nuova esperienza che lo coinvolse in modo talmente diretto che gli sarebbe stato poi impossibile perderne la memoria. Egli fu infatti, ancora una volta, il solo dei suoi fratelli ad accompagnare suo padre nella missione di quest'ultimo nelle province d'Oriente. L'anno seguente, Germanico si recò ad Alessandria per un'emergenza provocata dalla carestia e ne approfitto per visitare l'Egitto navigando sul Nilo, portando forse con sé il piccolo Gaio o comunque fornendogli fascinose descrizioni al suo ritorno. Poco dopo, tuttavia, egli cadde improvvisamente malato ed in breve tempo si spense. Rimasto orfano di padre all'età di 7 anni, Gaio subì un'inattesa mutazione della propria vita. I successivi dodici anni Gaio li trascorse a Roma, prima con sua madre, fino a quando Seiano non la fece cadere in disgrazia insieme ai due figli maggiori, privandoli uno dopo l'altro della libertà; poi passò nella casa dell'Augusta Livia, sua bisnonna, e, alla morte di questa, nella casa della nonna Antonia, ove ebbe occasione di stringere dei legami di conoscenza e d'affetto con un gran numero di personaggi di sicuro interesse per la futura politica romana. Infine a 19 anni venne chiamato da Tiberio a Capri, dove egli trascorse i successivi sei anni, avendo un contatto ininterrotto con il mare e con le navi. In tutto quel periodo egli dovette necessariamente mantenere il più severo autocontrollo per non dare alcun appiglio a chi gli avrebbe volentieri fatto seguire la sorte dei due fratelli maggiori; nel contempo egli non si privò di divertimenti attraenti per la sua età, ma fu anche estremamente diligente nel completare la propria preparazione culturale, traendo da Tiberio molti insegnamenti utili, in positivo ed in negativo.SUCCESSIONE

Successione di Caligola

Dopo la morte di Tiberio, avvenuta il 16 marzo 37, il Senato ne annullo il testamento, che lasciava la guida dell'impero a Caligola e a Tiberio Gemello, nipote del defunto imperatore, sostenendo che al momento della stesura Tiberio fosse insano di mente e proclamò Imperator Caligola il 18 marzo 37. Caligola salì al potere con l'appoggio di tutti: Senato, esercito e popolo. Le ragioni di questa approvazione sono varie: la sua giovane età (25 anni all'avvento), la popolarità del padre, la lunghezza del regno di Tiberio (23 anni), l'infanzia trascorsa negli accampamenti, la sfortuna della sua famiglia, la parentela sia con Augusto che con Marco Antonio e la sua devozione verso i familiari.ASSOLUTISMO

Assolutismo di Caligola

Si pensava che Caligola avrebbe proseguito la politica del padre, Germanico, ma non fu così. Il breve impero di Caligola fu caratterizzato da ripetuti massacri degli oppositori, e da atti che tendevano a una continua umiliazione della classe senatoria. Caligola si comportava in modi assai strano che lo identificarono come "pazzo" e le fonti antiche videro in lui un esempio di "pazzia sanguinaria". Secondo le fonti storiografiche nomino senatore il proprio cavallo Incitatus, ma è evidente che con questa nomina voleva semplicemente sottolineare il proprio totale disprezzo per il Senato: infatti con una battuta dichiarò che avrebbe potuto nominare il proprio cavallo come senatore, essendo questo più capace dei senatori stessi. Altri racconti attestano che aveva frequenti e pericolosi attacchi d'ira: Tacito racconta che durante un banchetto Caligola improvvisamente scoppiò a ridere, un commensale che sedeva con lui gliene chiese il motivo e Caligola rispose che stava pensando alla sua morte, e lo fece uccidere. Caligola adottò una politica di assolutismo monarchico, con l'intenzione di diventare un sovrano cui si rendevano onori divini sul modello delle monarchie orientali, esasperando il noto processo di divinizzazione degli imperatori defunti. Caligola assunse atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse eretto un tempio. Egli si rese popolarissimo con elargizioni alla plebe e costosi giochi circensi. Se gli imperatori prima di lui avevano scelto, almeno nella parte occidentale dell'impero, di mantenere i legami con le tradizioni repubblicane del potere romano, egli virò sensibilmente verso oriente (si disse che volesse trasferire la capitale ad Alessandria d'Egitto, come voleva il suo bisnonno Marco Antonio), verso una forma di potere assoluto a quel tempo ancora sconosciuto in Italia, anticipando in tal modo un'abitudine frequente tra gli imperatori romani a partire dal III secolo d.C., e facendo capire di voler instaurare una vera e propria monarchia. Stando alle fonti, Caligola al culmine del suo regno avrebbe voluto essere proclamato dio. Nel 38 fece introdurre una propria statua nei luoghi di culto di tutte le religioni dell'impero, comprese le sinagoghe, come ad Alessandria d'Egitto. Potrebbe trattarsi dell'ennesima manifestazione di follia, o di una subdola politica per aumentare il proprio potere presso i popoli ellenistici, abituati da tempo a considerare il loro sovrano una divinità. Insomma, il tentativo religioso di un principe giovane di mantenere il potere con tutti i mezzi. Questo, comunque, provocò molto scontento, soprattutto, presso quelle popolazioni che già avevano problemi con la semplice autorità civile di Roma senza contare quella religiosa, per esempio i Giudei, che scatenarono moti di rivolta molto pesanti. Secondo Svetonio, che lo accusa di nefandezze, omicidi e massacri in maniera forse eccessiva (secondo lo storico, Caligola aveva il volto "orribile e ripugnante", cosa che non emerge affatto da nessun ritratto e nessun'altra descrizione, e ha fatto pensare ad un suo intento peggiorativo e propagandistico della vita da lui raccontata), la condotta di Caligola peggiorò notevolmente dopo una grave malattia che lo aveva colpito nel 38, seguita dalla morte dell'amatissima sorella Giulia Drusilla. Sono state ipotizzate dagli studiosi moderni, come causa di ciò e degli sbalzi d'umore, allucinazioni, insonnia e paranoie di cui soffriva secondo il biografo, oltre a disturbi mentali veri e propri, patologie come l'epilessia, l'ipertiroidismo e il saturnismo (avvelenamento da piombo dovuto al vino conservato in otri di questo metallo, per addolcirlo), una malattia attribuita anche a Tiberio durante la vecchiaia.[7][8][9] È anche possibile che le sue stranezze fossero solamente una mossa politica per esplicitare il proprio disprezzo per il Senato.oPOLITICA ECONOMICA

Politica Economica di Caligola

Caligola rispetto il testamento di Tiberio, nonostante fosse stato annullato formalmente dal Senato, e diede quanto stabilito a tutti. Non vanno dimenticati gli enormi banchetti e feste varie organizzate per tenere buono e calmo il popolo. A tutto questo si aggiunsero, tuttavia, diverse stravaganze, citate dagli storici contemporanei, come la stalla del suo cavallo tutta in avorio e marmo, i due milioni di sesterzi donati a un auriga e il milione donato a Livio Geminio (che giurò di aver visto Drusilla salire in cielo e conversare con gli dei Alla morte di Tiberio nelle casse del fiscus romano c'erano 2.700.000.000 di sesterzi che Caligola spese in un anno circa. Alcune delle spese sostenute dal nuovo imperatore furono inevitabili: elargizioni varie al popolo, all'esercito, ai pretoriani (a cui diede un donativo doppio rispetto a quello promesso da Tiberio, 2000 sesterzi a testa[12]) e ai regni vassalli di Roma (dette 100.000.000 di sesterzi ad Antioco IV di Commagene). Abolisce la tassa sulle compravendite. Anche allo scopo di migliorare la situazione economica Caligola, come molti altri imperatori successivi, esproprio il patrimonio di molti senatori accusandoli di tramare contro la sua persona (accusa non sempre falsa). Gli storici moderni tendono a sminuire le voci che parlano di dissesto finanziario delle casse statali, così come presentato dalle fonti antiche, poiché non si spiegherebbe né la diminuzione del peso fiscale avvenuto sotto il suo regno, né quella avvenuta sotto il suo immediato successore.oAMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA E RIFORME ISTITUZIONALI

Amministrazione Giudiziaria e Riforme Istituzionali

Amministrazione Giudiziaria

Diversi furono gli atti interessanti di Caligola:

  • l'abolizione, nel primo anno di governo, della legge di lesa maestà, una legge molto odiata dai senatori, reintrodotta però nel 39.

Riforme Istituzionali

  • Interessante anche il progetto, attuato nel 38 di restituire ai comizi e alle magistrature, almeno formalmente, le antiche prerogative, con la conseguenza diretta che il popolo eleggeva i magistrati

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