Return To Play Calcio: infortuni, recupero e prevenzione

Documento di Appunti universitari sul Return To Play Calcio. Il Pdf, utile per lo studio autonomo, analizza le tipologie di infortuni più frequenti, i fattori di rischio e le fasi del recupero, con un focus su tendinopatie d'Achille e caviglia, nell'ambito dell'Educazione fisica.

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RETURN TO PLAY CALCIO
Nel calcio, sport di squadra ad alta intensità, gli infortuni rappresentano una delle maggiori sfide per
l’area performance. Il ruolo del preparatore atletico è cruciale non solo nella prevenzione, ma anche
nella gestione del recupero funzionale e del percorso di Return to Play (RTP).
Tipologie di infortuni più frequenti nel calcio
Gli infortuni muscolari sono i più prevalenti, in particolare alle unità muscolari biarticolari come
ischiocrurali e gastrocnemio. Seguono quelli legamentosi (es. LCA, collaterali) e da overuse
(tendinopatie, pubalgia).
Fattori di rischi:
Intrinseci: età, precedenti infortuni, deficit di forza o mobilità, asimmetrie funzionali,
livello di fatica.
Estrinseci: carichi acuti eccessivi, superfici dure, calzature inadeguate, assenza di warm-up
specifico.
Il carico di lavoro è una variabile chiave: uno squilibrio tra carico acuto e cronico può aumentare il
rischio di lesioni (Gabbett, 2016).
Fasi del Return to Play Il RTP non è un momento, ma un processo graduale (Ardern et al., 2016),
composto da:
Return to Training (RTT): l’atleta inizia esercitazioni controllate, individuali o a bassa
intensità.
Return to Sport (RTS): riprende le attività con il gruppo, ma in modo parziale e monitorato.
Return to Performance (RTPf): raggiunge i livelli di performance pre-infortunio e il rischio
di recidiva è ridotto.
Ruolo del preparatore atletico
Durante tutto il percorso, il preparatore ha una funzione ponte tra area medica e staff tecnico. Nello
specifico:
Valutazioni funzionali: utilizzo di test come NordBoard, CMJ, Hop test, Y-Balance test per
monitorare recupero e asimmetrie.
Monitoraggio dei carichi: con strumenti come GPS, RPE, wellness questionnaire.
L’obiettivo è modulare lo stress meccanico, fisiologico e psicologico.
Programmazione del carico: progressivo reinserimento dei carichi in base alla risposta
individuale dell’atleta, seguendo il principio dell’individualizzazione e della specificità.
Prevenzione delle recidive: introduzione precoce di esercizi neuromuscolari e preventivi
già nella fase di RTT (es. FIFA 11+, esercizi eccentrici, core stability).
Modelli decisionali utili
Utilizzo di framework come il StARRT Model (Strategic Assessment of Risk and Risk Tolerance)
per decidere il ritorno in campo, considerando:
Stato clinico
Requisiti sport-specifici
Fattori psicologici e contestuali (motivazione, pressione del contesto)
Prevenzione a lungo termine
Una volta rientrato in campo, il lavoro del preparatore continua con:
Rieducazione post-infortunio integrata nella routine di squadra
Analisi periodica del carico (acute:chronic workload ratio)
Lavoro integrato con tecnico e medico per gestione delle rotazioni e del minutaggio
Il preparatore atletico non è solo un esecutore di esercizi, ma è una figura centrale
nella gestione dell’atleta infortunato. Il suo compito è integrare dati oggettivi,
osservazioni sul campo e collaborazione multidisciplinare per garantire non solo il
ritorno allo sport, ma il ritorno alla performance e la riduzione del rischio di recidiva.
IL CICLO DEL PASSO è la sequenza di movimenti che si ripetono mentre si corre, ed è suddiviso
in due fasi principali:
1. Fase di appoggio (stance phase)
È il momento in cui il piede è a contatto con il suolo. Rappresenta circa il 40% del ciclo della corsa
(meno rispetto al cammino, dove è circa il 60%).
Si suddivide in 3 sottofasi:
Contatto iniziale (heel strike): il tallone o l’avampiede tocca il terreno.
Fase di carico (mid-stance): il peso del corpo si sposta sopra il piede, che assorbe l’impatto.
Spinta (toe-off): il piede si stacca dal suolo grazie all’estensione di anca, ginocchio e
caviglia.
Qui lavorano molto i muscoli estensori (glutei, quadricipiti, tricipite surale).
2. Fase di volo (swing phase)
È la fase in cui entrambi i piedi sono staccati da terra, assente nel cammino. Rappresenta circa il
60% del ciclo.

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Anteprima

RETURN TO PLAY CALCIO

Nel calcio, sport di squadra ad alta intensità, gli infortuni rappresentano una delle maggiori sfide per l'area performance. Il ruolo del preparatore atletico è cruciale non solo nella prevenzione, ma anche nella gestione del recupero funzionale e del percorso di Return to Play (RTP).

Tipologie di infortuni più frequenti nel calcio

Gli infortuni muscolari sono i più prevalenti, in particolare alle unità muscolari biarticolari come ischiocrurali e gastrocnemio. Seguono quelli legamentosi (es. LCA, collaterali) e da overuse (tendinopatie, pubalgia).

Fattori di rischi

  • Intrinseci: età, precedenti infortuni, deficit di forza o mobilità, asimmetrie funzionali, livello di fatica.
  • Estrinseci: carichi acuti eccessivi, superfici dure, calzature inadeguate, assenza di warm-up specifico.

Il carico di lavoro è una variabile chiave: uno squilibrio tra carico acuto e cronico può aumentare il rischio di lesioni (Gabbett, 2016).

Fasi del Return to Play

Il RTP non è un momento, ma un processo graduale (Ardern et al., 2016), composto da:

  • Return to Training (RTT): l'atleta inizia esercitazioni controllate, individuali o a bassa intensità.
  • Return to Sport (RTS): riprende le attività con il gruppo, ma in modo parziale e monitorato.
  • Return to Performance (RTPf): raggiunge i livelli di performance pre-infortunio e il rischio di recidiva è ridotto.

Ruolo del preparatore atletico

Durante tutto il percorso, il preparatore ha una funzione ponte tra area medica e staff tecnico. Nello specifico:

  • Valutazioni funzionali: utilizzo di test come NordBoard, CMJ, Hop test, Y-Balance test per monitorare recupero e asimmetrie.
  • Monitoraggio dei carichi: con strumenti come GPS, RPE, wellness questionnaire. L'obiettivo è modulare lo stress meccanico, fisiologico e psicologico.
  • Programmazione del carico: progressivo reinserimento dei carichi in base alla risposta individuale dell'atleta, seguendo il principio dell'individualizzazione e della specificità.
  • Prevenzione delle recidive: introduzione precoce di esercizi neuromuscolari e preventivi già nella fase di RTT (es. FIFA 11+, esercizi eccentrici, core stability).Modelli decisionali utili

Utilizzo di framework come il StARRT Model (Strategic Assessment of Risk and Risk Tolerance) per decidere il ritorno in campo, considerando:

  • Stato clinico
  • Requisiti sport-specifici
  • Fattori psicologici e contestuali (motivazione, pressione del contesto)

Prevenzione a lungo termine

Una volta rientrato in campo, il lavoro del preparatore continua con:

  • £ Rieducazione post-infortunio integrata nella routine di squadra
  • Analisi periodica del carico (acute:chronic workload ratio)
  • Lavoro integrato con tecnico e medico per gestione delle rotazioni e del minutaggio

Il preparatore atletico non è solo un esecutore di esercizi, ma è una figura centrale nella gestione dell'atleta infortunato. Il suo compito è integrare dati oggettivi, osservazioni sul campo e collaborazione multidisciplinare per garantire non solo il ritorno allo sport, ma il ritorno alla performance e la riduzione del rischio di recidiva.

IL CICLO DEL PASSO

IL CICLO DEL PASSO è la sequenza di movimenti che si ripetono mentre si corre, ed è suddiviso in due fasi principali:

Fase di appoggio (stance phase)

È il momento in cui il piede è a contatto con il suolo. Rappresenta circa il 40% del ciclo della corsa (meno rispetto al cammino, dove è circa il 60%). Si suddivide in 3 sottofasi:

  • Contatto iniziale (heel strike): il tallone o l'avampiede tocca il terreno.
  • Fase di carico (mid-stance): il peso del corpo si sposta sopra il piede, che assorbe l'impatto.
  • Spinta (toe-off): il piede si stacca dal suolo grazie all'estensione di anca, ginocchio e caviglia.

Qui lavorano molto i muscoli estensori (glutei, quadricipiti, tricipite surale).

Fase di volo (swing phase)

È la fase in cui entrambi i piedi sono staccati da terra, assente nel cammino. Rappresenta circa il 60% del ciclo.Si suddivide in:

  • Fase di recupero iniziale (early swing): il piede si solleva da terra, ginocchio e anca iniziano la flessione.
  • Fase di mezzo (mid-swing): il piede passa sotto il corpo, con massima flessione dell'anca e flessione dorsale del piede.
  • Preparazione all'appoggio (late swing): il ginocchio si estende e il piede si prepara al nuovo contatto.

Qui lavorano i muscoli flessori (ileopsoas, ischiocrurali in fase eccentrica, tibiale anteriore).

Differenze tra corsa e cammino

Aspetto Cammino Corsa Appoggio Sempre un piede a terra Presente fase di volo Durata fase di ~60% ~40% appoggio Contatto iniziale Tacco Tacco o avampiede Forze di impatto Basse Elevate (fino a 3x il peso corporeo) La tecnica di corsa può variare (avampiede, mesopiede, tallone) e influenzare il ciclo stesso, l'economia del movimento e il rischio di infortuni.

Contestualizzazione del ciclo della corsa nel calcio

Tipo di azione: corsa situazionale e multidirezionale

Nel calcio, la corsa non è lineare né costante, ma:

  • alterna camminata, corsa lenta, scatti e cambi di direzione,
  • si svolge in spazi stretti o ampi, in base alla posizione e al contesto tattico,
  • avviene con o senza palla, e spesso sotto pressione.

Questo comporta continue variazioni nel ciclo della corsa, che può essere:

  • corsa frontale (accelerazione, sprint),
  • corsa laterale o retro (copertura, marcatura),
  • corsa con frenata e ripartenza (transizioni),
  • corsa con cambi di direzione (dribbling, pressing).

Tempi di corsa nel calcio

Il calcio prevede tempi di gioco intermittenti, e l'atleta alterna:

  • sforzi brevi e intensi (scatti di 5-7 secondi),
  • a fasi di recupero attivo (camminata, corsa leggera)

Secondo studi sul calcio d'élite:

  • Un calciatore percorre 9-13 km a partita,
  • Effettua in media 1000-1400 cambi di attività,
  • Gli scatti coprono solo il 10-15% del tempo totale, ma sono determinanti.

Implicazioni sul ciclo della corsa

Nel calcio:

  • il tempo di appoggio è ridotto negli sprint (fase di spinta rapida),
  • la fase di volo è accentuata negli scatti massimali,
  • IL modello biomeccanico è spesso alterato da:
    • presenza del pallone,
    • £ terreno di gioco (erba naturale/sintetica),
    • contatto fisico con avversari,
    • stanchezza e reattività neuromuscolare.

Perché è importante studiarlo nel calcio

  • Per prevenire infortuni (fasi di spinta e frenata sovraccaricano tendini/articolazioni),
  • Per ottimizzare la performance specifica (scatto, decelerazione, ripartenza),
  • Per adattare allenamenti funzionali, basati su:
    • analisi della tecnica di corsa (anche video),
    • potenziamento muscolare mirato (isquiocrurali, glutei, polpacci),
    • coordinazione e rapidità.

Ciclo della corsa, infortuni e chinesiologia applicata allo sport

Fasi della corsa e infortuni correlati

Nel ciclo della corsa distinguiamo due fasi principali:

  • Fase di appoggio (stance): maggior carico articolare e muscolare.
  • Fase di volo (swing): vulnerabilità a traumi indiretti per squilibri muscolari o carenze propriocettive.

Infortuni frequenti:

  • Fase di appoggio: fascite plantare, lesioni meniscali, tendinopatie achillee, distorsioni di caviglia, sindromi femoro-rotulee.
  • Fase di volo: stiramenti o strappi ai flessori della coscia, infortuni da overuse.

Gesti tecnici di base nel calcio + tecnica del portiere

I principali gesti tecnici (calcio, corsa, frenata, salto, cambio di direzione) generano carichi variabili su caviglia, ginocchio e anche. Per i portieri si aggiungono:

  • Tuffi e parate -> sollecitazione spalle, polsi e anche.
  • Rialzata rapida -> coinvolgimento catena posteriore e core.
  • Blocchi a terra e lanci -> rischio per spalla e gomito.

Muscoli coinvolti nella corsa e nelle lesioni

  • Tricipite della sura: importante nella spinta -> funzione protettiva secondaria verso il LCA grazie al controllo del movimento di ginocchio e caviglia.
  • Gluteo medio e grande: stabilizzano il bacino e il ginocchio -> un deficit può portare a valgismo dinamico (fattore di rischio per il LCA).
  • Retto dell'addome: fondamentale per la trasmissione delle forze tra arti inferiori e tronco -> instabilità del core = alterazioni nel controllo motorio.
  • Flessori della coscia (ischiocrurali): azione protettiva sull'LCA contrastando l'iperestensione e l'anteriorizzazione della tibia.

Rottura del LCA: come avviene?

  • Prevalentemente senza contatto, in movimenti come:
    • cambio di direzione improvviso,
    • arresto rapido con decelerazione,
    • atterraggio da salto con carico errato (valgo + rotazione).
  • Importanza dei flessori: agiscono come freni attivi contrastando la traslazione anteriore della tibia.

Contatto vs non contatto

  • Da contatto: causati da impatto diretto (contrasto, caduta).
  • Da non contatto diretto: movimento volontario sbagliato (atleta attivo).
  • Da non contatto indiretto: alterazioni posturali, propriocettive, fatica muscolare.

Perché sono importanti per il chinesiologo?

  • Gli infortuni da non contatto sono modificabili -> possiamo intervenire su:
    • forza muscolare,controllo neuromotorio, coordinazione, propriocezione e prevenzione ..

Caviglia: infortuni e gestione

Lesioni tipiche: distorsione laterale, lesioni legamentose (LCL), fratture da stress, tendinopatie peronee. Distorsione:

  • Inquadramento chinesiologico: valutazione dell'instabilità funzionale (propriocettiva) e/o meccanica (anatomica).
  • Instabilità funzionale: sensazione di "caviglia che scappa" -> lavorare su equilibrio, controllo neuromuscolare.
  • Instabilità meccanica: lassità legamentosa -> possibile indicazione ortopedica.

Return to play (RTP):

  • Deve essere progressivo e individualizzato.
  • No allenamento con caviglia: gonfia, dolorante e c on movimenti limitati.
  • Attenzione a:
    • qualità dell'appoggio,
    • forza di eversori/inversori,
    • £ reattività ai cambi di direzione.

Ginocchio

  • Infortuni comuni: LCA, menischi, sindrome rotulea, tendinopatia rotulea.
  • Approccio chinesiologico:
    • Rinforzo selettivo di quadricipite e ischiocrurali.
    • Valutazione del controllo dell'allineamento (evitare valgismo dinamico).
    • Lavoro propriocettivo e neuromuscolare.

Fascite plantare

  • Dolore nella zona plantare, soprattutto al mattino.
  • Spesso dovuta a: sovraccarico, calzature inadeguate,accorciamento della catena posteriore.
  • Intervento: esercizi di allungamento tricipite surale e fascia plantare, rinforzo intrinseci del piede, controllo del carico.

GPS: La Groin Pain Syndrome

La Groin Pain Syndrome (GPS), o sindrome del dolore inguinale, è una condizione clinica complessa e multifattoriale che colpisce principalmente atleti, in particolare calciatori, rugbisti, tennisti e hockeisti. È spesso legata a sovraccarichi funzionali e movimenti ripetitivi di adduzione, rotazione e calci.

Definizione

È un dolore cronico a carico della regione inguinale, spesso difficile da diagnosticare e trattare per la sovrapposizione di strutture anatomiche coinvolte e per la possibile coesistenza di più lesioni.

Classificazione (secondo la Doha Agreement 2015)

La Groin Pain Syndrome può essere classificata in 5 categorie principal. CAUSE: infortuni retto addome, infortuni adduttori, illeopsoas ORIGINE TRAUMATICA O FUNCIONAL OVERLOAD? Origine traumatica: un gesto tecnico del calcio che comporta immediatamente un dolore agli adduttori oppure un cambio di direzione FUNCIONAL OVERLOAD: insidiosi o progressivo STRESS RIPETUTO. Se in un atleta (sport di squadra o individuale), nella nostra valutazione complessiva, ha una scarsa mobilità (a carico in extrarotazione dell'anca destra o sinistra) potrebbe comportare l'essere predisposto all'insorgenza di una sindrome retto-adduttoria.

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