Documento da Università su Teoria delle Dipendenze delle Risorse. Il Pdf, un utile strumento per lo studio universitario di Economia, esplora la gestione delle risorse e le strategie organizzative, come MBO e le strutture a matrice e a rete, evidenziando l'importanza dell'adattamento organizzativo.
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Nel contesto dell'organizzazione aziendale, uno dei temi centrali è capire come e perché le imprese si strutturano in un certo modo, e quali sono le risorse che influenzano le loro scelte strategiche e organizzative; Uno strumento utile per interpretare tutto questo è la teoria della dipendenza dalle risorse. La teoria della dipendenza organizzativa aziendale è la teoria alla base della quale l'organizzazione impara a minimizzare la dipendenza da altre organizzazioni per acquisire le risorse scarse che esistono nell'ambiente. Inoltre, l'organizzazione seve trovare il modo di influenzarle per renderle disponibili
Queste risorse possono essere
Tuttavia, spesso queste risorse sono controllate da soggetti esterni all'organizzazione: fornitori, istituzioni, clienti, partner, concorrenti. Questo significa che l'impresa, per accedere a tali risorse, deve gestire relazioni e interdipendenze, e lo fa anche adattando la propria struttura e il proprio comportamento.
Si parla quindi di una logica di teoria di sistemi aperto ambientale dove l'organizzazione è collegata dalle altre organizzazioni per propria sopravvivenza.
Le risorse possono essere quindi di due modi:
GANT nel 1991 individua 6 categorie di risorse:
Secondo tale divisione le risorse in base alla categoria a cui appartengono, sono più o meno flessibili a seconda della loro capacità di essere convertire in un'altra risorsa di un'altra categoria (es: risorse umane -> risorse organizzative).
Una risorsa crea valore nel caso in cui essa è: RICHIESTA, SCARSA e INIMITABILE (difficile da trovare per i concorrenti) inoltre, le risorse possiedono un valore strategico. Non tutte le risorse possiedono lo stesso valore ma, sta al manager riuscire a identificare quelli sono le risorse su cui puntare a livello di STRATEGIA aziendale (*) -> Social Roy (come appaio agli occhi degli altri)(le COMPETENZE sono differenti dalle risorse e si dividono in DISTINTIVE o CORE; esse principalmente sono l'insieme di capacità, conoscenze, abilità e processi che un'azienda possiede e utilizza per creare valore e ottenere un VANTAGGIO COMPETITIVO = Saper fare)
Competenza e risorse sono interconnesse e si influenzano reciprocamente; le RISORSE sono gli asset che un'impresa possiede mentre, le COMPETENZE sono il modo in cui le risorse vengono combinate.
Per gestire la dipendenza delle risorse, è possibile utilizzare varie strategie INTER-ORGANIZZATIVE (*) Le aziende tendono a scegliere la strategia inter-organizzativa che offra la massima riduzione dell'incertezza. Parliamo quindi di due tipi di strategia:
INTER - organizzativa = quindi parliamo di più aziende (anche di piccola dimensione) che si uniscono tramite la creazione di RELAZIONI. Vi sono due formi principali di interdipendenza che creano incertezza: interdipendenza simbiotica (quella tra org e fornitori e distributori) e interdipendenza competitiva (relazioni tra org e org)
Le strategie inter-organizzative utili a gestire le interdipendenze simbiotiche sono 4 (dalla più informale a formale):
Piu è formale l'accordo, più forte è prescrittivi sono i collegamenti e più rigido è il controllo sull'attività esercitata in comune. All'aumentare dell'incertezza, le organizzazioni scelgono alleanze più formali per proteggere l'accesso alle risorse: Contratto a lungo termine, Network (insieme di persone regolati da accordi e non da una gerarchia)
Anche le strategie per la gestione delle interdipendenze competitive sono 4 (dalla più informale alla più formale)
INTRA - organizzative = della singola dentro sé stessa. Le strategie per la gestione di tale organizzazione possono essere declinate su diversi livelli: a Livello Business, a Livello Corporate (es: Calzedonia) e a Livello Funzionale (aree di competenza - insieme di persone con stesse competenze).
Negli ultimi decenni, però, è cambiato radicalmente il concetto stesso di "risorsa critica". Con la globalizzazione, la digitalizzazione e l'aumento della complessità nei mercati, è diventato evidente che non sono più solo le risorse fisiche o finanziarie a determinare il successo di un'impresa, ma soprattutto le risorse intangibili.
Le organizzazioni riescono a sopravvivere perché i loro manager prendono decisioni efficaci basandosi su competenze ed esperienze. Tuttavia, uno degli elementi chiave per garantire la competitività di un'azienda nel lungo periodo e la capacità di apprendere e adattarsi continuamente (FLESSIBILITA*).
Parliamo quindi di Apprendimento Organizzativo che è il processo attraverso cui i membri e i manager dell'organizzazione migliorano le loro capacità di comprendere e gestire il contesto aziendale.
Con il passare del tempo l'idea di apprendimento si è evoluta creando: la Learning Organization e la Knowledge - creating company
(Teoria di James March - Teoria sui metodi di apprendimento: Esplorazione e Sfruttamento e su diversi livelli: Individuale, Gruppo, Organizzativo, Inter-Organizzativo e può essere: Interno ed Esterno)
La conoscenza si è imposta quindi come la risorsa più importante. Ed è su questa base che si fondano due teorie fondamentali: Knowledge-Based View e la Resource Based View
Secondo questa prospettiva, l'impresa non è solo un contenitore di risorse da coordinare, ma un sistema che produce, combina, conserva e trasferisce conoscenza, ed è proprio questa capacità a determinare il suo vantaggio competitivo.
Ma cosa si intende esattamente per "conoscenza"? È importante distinguere due tipi principali:
Un'impresa che riesce a valorizzare la conoscenza tacita è in grado di sviluppare innovazione, risolvere problemi complessi e differenziarsi dalla concorrenza in modo difficilmente imitabile. Infatti, la conoscenza - soprattutto quella tacita - è difficile da replicare e quindi rappresenta una fonte sostenibile di vantaggio competitivo, secondo la logica della Resource-Based View, di cui la Knowledge Based View è un'evoluzione.
Se accettiamo che la conoscenza sia la risorsa centrale per il successo dell'impresa, allora diventa fondamentale gestirla attivamente. E qui entra in gioco il Knowledge Management, cioè l'insieme di strategie e pratiche volte a raccogliere, organizzare, condividere e sfruttare la conoscenza all'interno dell'azienda.
Il knowledge management non è solo un fatto tecnico (come avere un buon database), ma è soprattutto una questione culturale e organizzativa: riguarda il modo in cui le persone interagiscono, apprendono, collaborano. Un sistema di Knowledge ben strutturato permette all'azienda di:
Le organizzazioni posso adottare due tipi di approcci:
Le principali attività del knowledge management includono:
Un esempio concreto potrebbe essere un'azienda tecnologica che ha molti ingegneri esperti vicini alla pensione: se non attiva processi di trasferimento della conoscenza, rischia di perdere un capitale intangibile enorme. Al contrario, se crea occasioni strutturate di mentoring, affiancamento, documentazione di buone pratiche, sta facendo knowledge management in modo efficace.
Il Knowledge Managment è essenziale per le organizzazioni moderne, in quanto permette di raccogliere, organizzare e applicare la conoscenza in modo strategico. Tuttavia, la gestione della conoscenza deve affrontare sfide come Bias Cognitivi, L'inerzia organizzativa e la difficoltà di bilanciare innovazione e ottimizzazione. La capacità di prendere decisioni è fondamentale per la sopravvivenza e la crescita dell'organizzazione; tuttavia, il processo decisionale è influenzato da dinamiche di gruppo che possono ostacolare la qualità delle scelte strategiche.
Il processo di apprendimento organizzativo può essere stimolato attraverso 3 strategie principali: