Teoria delle Dipendenze delle Risorse e della Conoscenza: strategie organizzative

Documento da Università su Teoria delle Dipendenze delle Risorse. Il Pdf, un utile strumento per lo studio universitario di Economia, esplora la gestione delle risorse e le strategie organizzative, come MBO e le strutture a matrice e a rete, evidenziando l'importanza dell'adattamento organizzativo.

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19 pagine

Da lezione 14 a lezione 30
TEORIA DELLE DIPENDENZE DELLE RISORSE
Nel contesto dell’organizzazione aziendale, uno dei temi centrali è capire come e perché le imprese si
strutturano in un certo modo, e quali sono le risorse che influenzano le loro scelte strategiche e
organizzative; Uno strumento utile per interpretare tutto questo è la teoria della dipendenza dalle risorse.
La teoria della dipendenza organizzativa aziendale è la teoria alla base della quale l’organizzazione
impara a minimizzare la dipendenza da altre organizzazioni per acquisire le risorse scarse che esistono
nell’ambiente. Inoltre, l’organizzazione seve trovare il modo di influenzarle per renderle disponibili
Queste risorse possono essere
materiali (come le materie prime),
finanziarie (come i capitali), umane (competenze e lavoro),
oppure informative e tecnologiche.
Tuttavia, spesso queste risorse sono controllate da soggetti esterni all’organizzazione: fornitori,
istituzioni, clienti, partner, concorrenti. Questo significa che l’impresa, per accedere a tali risorse, deve
gestire relazioni e interdipendenze, e lo fa anche adattando la propria struttura e il proprio
comportamento.
Si parla quindi di una logica di teoria di sistemi aperto ambientale dove l’organizzazione è collegata dalle
altre organizzazioni per propria sopravvivenza.
Le risorse possono essere quindi di due modi:
Tangibili (Capitale, Risorse finanziarie, Risorse Umane...) tutto ciò che è possibile inserire
all’interno del bilancio
Intangibili (Conoscenze, Capacità Cognitive, FIDUCIA* e VALORI) esse sono quelle che incidono
maggiormente sul vantaggio competitivo.
GANT nel 1991 individua 6 categorie di risorse:
Finanziarie
Fisiche
Tecnologiche
Reputazionali
Umane
Organizzative
Secondo tale divisione le risorse in base alla categoria a cui appartengono, sono più o meno flessibili a
seconda della loro capacità di essere convertire in un’altra risorsa di un’altra categoria (es: risorse
umane -> risorse organizzative).
Una risorsa crea valore nel caso in cui essa è: RICHIESTA, SCARSA e INIMITABILE (difficile da trovare per i
concorrenti) inoltre, le risorse possiedono un valore strategico.
Non tutte le risorse possiedono lo stesso valore ma, sta al manager riuscire a identificare quelli sono le
risorse su cui puntare a livello di STRATEGIA aziendale (*) -> Social Roy (come appaio agli occhi degli altri)
(le COMPETENZE sono differenti dalle risorse e si dividono in DISTINTIVE o CORE; esse principalmente
sono linsieme di capacità, conoscenze, abilità e processi che un’azienda possiede e utilizza per creare
valore e ottenere un VANTAGGIO COMPETITIVO = Saper fare)
Competenza e risorse sono interconnesse e si influenzano reciprocamente; le RISORSE sono gli asset
che un’impresa possiede mentre, le COMPETENZE sono il modo in cui le risorse vengono combinate.
Per gestire la dipendenza delle risorse, è possibile utilizzare varie strategie INTER-ORGANIZZATIVE (*) Le
aziende tendono a scegliere la strategia inter-organizzativa che offra la massima riduzione
dell’incertezza. Parliamo quindi di due tipi di strategia:
INTER - organizzativa = quindi parliamo di più aziende (anche di piccola dimensione) che si uniscono
tramite la creazione di RELAZIONI. Vi sono due formi principali di interdipendenza che creano incertezza:
interdipendenza simbiotica (quella tra org e fornitori e distributori) e interdipendenza competitiva
(relazioni tra org e org)
Le strategie inter-organizzative utili a gestire le interdipendenze simbiotiche sono 4 (dalla più informale a
formale):
Reputazione = FIDUCIA, un’org gode del rispetto e della fiducia dei suoi pari per il suo modo di
operare.
Cooptazione = FARE GRUPPO, stakeholder o chi altro entrano a far parte della amministrazione
interna all’org.
Alleanza strategica (JOINT VENTURES) = ACCORDO delineato da contratto che impegna due
aziende a condividere le risorse fino al RAGGIUNGIMENTO DI UNO SCOPO COMUNE (= join
ventures)
Piu è formale l’accordo, più forte è prescrittivi sono i collegamenti e più rigido è il controllo
sull’attività esercitata in comune.
All'aumentare dell’incertezza, le organizzazioni scelgono alleanze più formali per proteggere
l’accesso alle risorse: Contratto a lungo termine, Network (insieme di persone regolati da
accordi e non da una gerarchia)
Fusione e acquisizione = azienda sola che ingloba tutto, non parliamo più di scambio TRA
organizzazione ma si ha uno scambio NELL’organizzazione (riduzione dei prezzi di transazione e
abbreviazione dei tempi di transazione)
Anche le strategie per la gestione delle interdipendenze competitive sono 4 (dalla più informale alla più
formale)
Collusione e cartelli = accordo segreto tra concorrenti, per condividere informazioni a scopo
ingannevole o illecito
Collegamento con soggetti terzi = (es. Confindustria)
Punto 3 e 4 uguali alle interdipendenze simbiotiche
INTRA - organizzative = della singola dentro stessa. Le strategie per la gestione di tale organizzazione
possono essere declinate su diversi livelli: a Livello Business, a Livello Corporate (es: Calzedonia) e a
Livello Funzionale (aree di competenza - insieme di persone con stesse competenze).
A livello Corporate = riguarda grandi aziende con più Business Unit
A Livello Business = stabilisce come l’azienda
2. IL PASSAGGIO ALLA KNOWLEDGE THEORY

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Anteprima

Teoria delle Dipendenze delle Risorse

Nel contesto dell'organizzazione aziendale, uno dei temi centrali è capire come e perché le imprese si strutturano in un certo modo, e quali sono le risorse che influenzano le loro scelte strategiche e organizzative; Uno strumento utile per interpretare tutto questo è la teoria della dipendenza dalle risorse. La teoria della dipendenza organizzativa aziendale è la teoria alla base della quale l'organizzazione impara a minimizzare la dipendenza da altre organizzazioni per acquisire le risorse scarse che esistono nell'ambiente. Inoltre, l'organizzazione seve trovare il modo di influenzarle per renderle disponibili

Risorse e Controllo Esterno

Queste risorse possono essere

  • materiali (come le materie prime),
  • finanziarie (come i capitali), umane (competenze e lavoro),
  • oppure informative e tecnologiche.

Tuttavia, spesso queste risorse sono controllate da soggetti esterni all'organizzazione: fornitori, istituzioni, clienti, partner, concorrenti. Questo significa che l'impresa, per accedere a tali risorse, deve gestire relazioni e interdipendenze, e lo fa anche adattando la propria struttura e il proprio comportamento.

Si parla quindi di una logica di teoria di sistemi aperto ambientale dove l'organizzazione è collegata dalle altre organizzazioni per propria sopravvivenza.

Tipologie di Risorse

Le risorse possono essere quindi di due modi:

  • Tangibili (Capitale, Risorse finanziarie, Risorse Umane ... ) tutto ciò che è possibile inserire all'interno del bilancio
  • Intangibili (Conoscenze, Capacità Cognitive, FIDUCIA* e VALORI) esse sono quelle che incidono maggiormente sul vantaggio competitivo.

Categorie di Risorse secondo Gant (1991)

GANT nel 1991 individua 6 categorie di risorse:

  • Finanziarie
  • Fisiche
  • Tecnologiche
  • Reputazionali
  • Umane
  • Organizzative

Secondo tale divisione le risorse in base alla categoria a cui appartengono, sono più o meno flessibili a seconda della loro capacità di essere convertire in un'altra risorsa di un'altra categoria (es: risorse umane -> risorse organizzative).

Valore Strategico delle Risorse

Una risorsa crea valore nel caso in cui essa è: RICHIESTA, SCARSA e INIMITABILE (difficile da trovare per i concorrenti) inoltre, le risorse possiedono un valore strategico. Non tutte le risorse possiedono lo stesso valore ma, sta al manager riuscire a identificare quelli sono le risorse su cui puntare a livello di STRATEGIA aziendale (*) -> Social Roy (come appaio agli occhi degli altri)(le COMPETENZE sono differenti dalle risorse e si dividono in DISTINTIVE o CORE; esse principalmente sono l'insieme di capacità, conoscenze, abilità e processi che un'azienda possiede e utilizza per creare valore e ottenere un VANTAGGIO COMPETITIVO = Saper fare)

Competenza e risorse sono interconnesse e si influenzano reciprocamente; le RISORSE sono gli asset che un'impresa possiede mentre, le COMPETENZE sono il modo in cui le risorse vengono combinate.

Strategie Inter-Organizzative

Per gestire la dipendenza delle risorse, è possibile utilizzare varie strategie INTER-ORGANIZZATIVE (*) Le aziende tendono a scegliere la strategia inter-organizzativa che offra la massima riduzione dell'incertezza. Parliamo quindi di due tipi di strategia:

INTER - organizzativa = quindi parliamo di più aziende (anche di piccola dimensione) che si uniscono tramite la creazione di RELAZIONI. Vi sono due formi principali di interdipendenza che creano incertezza: interdipendenza simbiotica (quella tra org e fornitori e distributori) e interdipendenza competitiva (relazioni tra org e org)

Gestione delle Interdipendenze Simbiotiche

Le strategie inter-organizzative utili a gestire le interdipendenze simbiotiche sono 4 (dalla più informale a formale):

  • Reputazione = FIDUCIA, un'org gode del rispetto e della fiducia dei suoi pari per il suo modo di operare.
  • Cooptazione = FARE GRUPPO, stakeholder o chi altro entrano a far parte della amministrazione interna all'org.
  • Alleanza strategica (JOINT VENTURES) = ACCORDO delineato da contratto che impegna due aziende a condividere le risorse fino al RAGGIUNGIMENTO DI UNO SCOPO COMUNE (= join ventures)

Piu è formale l'accordo, più forte è prescrittivi sono i collegamenti e più rigido è il controllo sull'attività esercitata in comune. All'aumentare dell'incertezza, le organizzazioni scelgono alleanze più formali per proteggere l'accesso alle risorse: Contratto a lungo termine, Network (insieme di persone regolati da accordi e non da una gerarchia)

  • Fusione e acquisizione = azienda sola che ingloba tutto, non parliamo più di scambio TRA organizzazione ma si ha uno scambio NELL'organizzazione (riduzione dei prezzi di transazione e abbreviazione dei tempi di transazione)

Gestione delle Interdipendenze Competitive

Anche le strategie per la gestione delle interdipendenze competitive sono 4 (dalla più informale alla più formale)

  • Collusione e cartelli = accordo segreto tra concorrenti, per condividere informazioni a scopo ingannevole o illecito
  • Collegamento con soggetti terzi = (es. Confindustria)
  • Punto 3 e 4 uguali alle interdipendenze simbiotiche

Strategie Intra-Organizzative

INTRA - organizzative = della singola dentro sé stessa. Le strategie per la gestione di tale organizzazione possono essere declinate su diversi livelli: a Livello Business, a Livello Corporate (es: Calzedonia) e a Livello Funzionale (aree di competenza - insieme di persone con stesse competenze).

  • A livello Corporate = riguarda grandi aziende con più Business Unit
  • A Livello Business = stabilisce come l'azienda

Il Passaggio alla Knowledge Theory

Negli ultimi decenni, però, è cambiato radicalmente il concetto stesso di "risorsa critica". Con la globalizzazione, la digitalizzazione e l'aumento della complessità nei mercati, è diventato evidente che non sono più solo le risorse fisiche o finanziarie a determinare il successo di un'impresa, ma soprattutto le risorse intangibili.

Apprendimento Organizzativo e Flessibilità

Le organizzazioni riescono a sopravvivere perché i loro manager prendono decisioni efficaci basandosi su competenze ed esperienze. Tuttavia, uno degli elementi chiave per garantire la competitività di un'azienda nel lungo periodo e la capacità di apprendere e adattarsi continuamente (FLESSIBILITA*).

Parliamo quindi di Apprendimento Organizzativo che è il processo attraverso cui i membri e i manager dell'organizzazione migliorano le loro capacità di comprendere e gestire il contesto aziendale.

Con il passare del tempo l'idea di apprendimento si è evoluta creando: la Learning Organization e la Knowledge - creating company

  • Learning Organization = (circolazione di conoscenze) è un tipo di organizzazione che sviluppa strategie e pratiche per generare conoscenze e migliorare continuamente le proprie routine, adattandosi in modo efficace ai cambiamenti dell'ambiente esterno. La conoscenza deve essere quindi condivisa, sperimentata e applicata per migliorare le performance.
  • Knowledge Work = è il protagonista di tale processo: attraverso la sua interazione con colleghi, clienti e fornitori contribuisce alla circolazione delle conoscenze, rafforzando la posizione dell'azienda nel mercato

(Teoria di James March - Teoria sui metodi di apprendimento: Esplorazione e Sfruttamento e su diversi livelli: Individuale, Gruppo, Organizzativo, Inter-Organizzativo e può essere: Interno ed Esterno)

Knowledge-Based View e Resource Based View

La conoscenza si è imposta quindi come la risorsa più importante. Ed è su questa base che si fondano due teorie fondamentali: Knowledge-Based View e la Resource Based View

  • Knowledge based View: La conoscenza è vista come una risorsa strategica che deve soddisfare quattro criteri per generare un vantaggio competitivo: deve creare valore, essere scarca, difficile da imitare e difficile da sostituire.
  • Resource Based View: Sostiene che la conoscenza è la risorsa più importante per un'organizzazione; essa è: Valutabile, Scarsa, Difficile da imitare e Non sostituibile

Secondo questa prospettiva, l'impresa non è solo un contenitore di risorse da coordinare, ma un sistema che produce, combina, conserva e trasferisce conoscenza, ed è proprio questa capacità a determinare il suo vantaggio competitivo.

Tipi di Conoscenza

Ma cosa si intende esattamente per "conoscenza"? È importante distinguere due tipi principali:

  • Conoscenza esplicita: è codificabile, formalizzabile, facilmente trasmissibile. Può essere scritta in manuali, database, documentazione. È quella più visibile e trasferibile.
  • Conoscenza tacita: è personale, esperienziale, spesso inconscia. È difficile da esprimere a parole, ma fondamentale per il know-how operativo. È legata alle competenze, all'intuito, alla capacità di affrontare situazioni complesse. Spesso risiede nelle persone, non nei documenti.

Un'impresa che riesce a valorizzare la conoscenza tacita è in grado di sviluppare innovazione, risolvere problemi complessi e differenziarsi dalla concorrenza in modo difficilmente imitabile. Infatti, la conoscenza - soprattutto quella tacita - è difficile da replicare e quindi rappresenta una fonte sostenibile di vantaggio competitivo, secondo la logica della Resource-Based View, di cui la Knowledge Based View è un'evoluzione.

Knowledge Management: Gestione della Conoscenza

Se accettiamo che la conoscenza sia la risorsa centrale per il successo dell'impresa, allora diventa fondamentale gestirla attivamente. E qui entra in gioco il Knowledge Management, cioè l'insieme di strategie e pratiche volte a raccogliere, organizzare, condividere e sfruttare la conoscenza all'interno dell'azienda.

Importanza del Knowledge Management

Il knowledge management non è solo un fatto tecnico (come avere un buon database), ma è soprattutto una questione culturale e organizzativa: riguarda il modo in cui le persone interagiscono, apprendono, collaborano. Un sistema di Knowledge ben strutturato permette all'azienda di:

  • Rispondere tempestivamente ai cambiamenti esterni
  • Evitare la dispersione delle competenze
  • Facilitare la collaborazione tra i dipendenti
  • Ottimizzare il processo decisionale

Approcci al Knowledge Management

Le organizzazioni posso adottare due tipi di approcci:

  • Approccio basato sulla codificazione (codificazione e formalizzazione delle conoscenze): la conoscenza viene raccolta, strutturata e immagazzinata in database accessibili ai dipendenti. Tale metodo risulta efficace dal punto di vista burocratico ma rigido in situazioni in cui e richiesta una flessibilità / creatività)
  • Approccio basato sulla personalizzazione (trasferimento tacito e interpersonale): la conoscenza non viene archiviata in database, ma si diffonde tramite interazioni dirette tra individui (es: brainstorming, reti informali di scambio, mentorship ... ). Tale approccio risulta efficace in aziende che operano in contesti altamente dinamici in cui la richiesta è flessibile e creativa

Attività del Knowledge Management

Le principali attività del knowledge management includono:

  • Creazione della conoscenza: attraverso la formazione, la ricerca e sviluppo, l'esperienza sul campo, le interazioni tra dipendenti e team.
  • Condivisione della conoscenza: favorire il dialogo, il lavoro in team, le comunità di pratica, l'affiancamento tra senior e junior, e l'uso di piattaforme collaborative.
  • Utilizzo della conoscenza: non basta avere conoscenze, bisogna saperle usare per prendere decisioni, innovare prodotti e processi, risolvere problemi.
  • Conservazione della conoscenza: strutturare archivi, database, documentazione per evitare la dispersione, soprattutto quando le persone lasciano l'azienda.

Un esempio concreto potrebbe essere un'azienda tecnologica che ha molti ingegneri esperti vicini alla pensione: se non attiva processi di trasferimento della conoscenza, rischia di perdere un capitale intangibile enorme. Al contrario, se crea occasioni strutturate di mentoring, affiancamento, documentazione di buone pratiche, sta facendo knowledge management in modo efficace.

Sfide e Strategie del Knowledge Management

Il Knowledge Managment è essenziale per le organizzazioni moderne, in quanto permette di raccogliere, organizzare e applicare la conoscenza in modo strategico. Tuttavia, la gestione della conoscenza deve affrontare sfide come Bias Cognitivi, L'inerzia organizzativa e la difficoltà di bilanciare innovazione e ottimizzazione. La capacità di prendere decisioni è fondamentale per la sopravvivenza e la crescita dell'organizzazione; tuttavia, il processo decisionale è influenzato da dinamiche di gruppo che possono ostacolare la qualità delle scelte strategiche.

Il processo di apprendimento organizzativo può essere stimolato attraverso 3 strategie principali:

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