Marlene e Lee Canter: il metodo della disciplina assertiva in psicologia

Slide dall'Università su Marlene e Lee Canter. La Pdf descrive il metodo della "Assertive Discipline", le caratteristiche dell'insegnante assertivo e non assertivo, e la definizione di assertività in ambito educativo per la materia di Psicologia.

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MARLENE E LEE CANTER
MARLENE E LEE CANTER
Ideano un metodo chiamato Assertive Discipline
Il modello sollecita gli insegnanti a prendere coscienza dei loro diritti, rende
giustizia del faticoso lavoro educativo in aula, troppo spesso sottovalutato dalla
società e anche dalle maggiori correnti di pensiero che si sono occupate della
gestione efficace della classe.
Gli autori delineano dei diritti che sono i pilastri per costruire un processo
educativo significativo per tutti (insegnanti e studenti).

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Anteprima

Marlene e Lee Canter: Assertive Discipline

  • Ideano un metodo chiamato Assertive Discipline
  • Il modello sollecita gli insegnanti a prendere coscienza dei loro diritti, rende giustizia del faticoso lavoro educativo in aula, troppo spesso sottovalutato dalla società e anche dalle maggiori correnti di pensiero che si sono occupate della gestione efficace della classe.

. Gli autori delineano dei diritti che sono i pilastri per costruire un processo educativo significativo per tutti (insegnanti e studenti).

Diritti degli Insegnanti

  • È possibile operare in modo significativo in campo scolastico solamente rispettando i diritti degli insegnanti. Quali sono?
  • Diritti dei docenti:
  • Decidere le regole di una vita di classe in grado di favorire un clima ottimale per l'apprendimento;
  • Pretendere dagli allievi il rispetto delle norme stabilite;
  • Esigere da parte degli studenti un comportamento maturo, adeguato ad una vita di classe comunitaria;
  • Essere appoggiati nell'azione educativa dai dirigenti scolastici;
  • Avere il consenso ed il pieno sostegno da parte delle famiglie.

Diritti degli Alunni

  • Il diritto di vivere in un ambiente sereno;
  • il diritto di incontrare un insegnante disponibile;
  • il diritto di conoscere le regole della classe;
  • il diritto di apprendere e di essere aiutati nei momenti di difficoltà;
  • il diritto di conoscere le conseguenze sia positive che negative delle proprie scelte comportamentali.

Stili di Insegnamento

  • Gli insegnanti influenzano in maniera rilevante gli allievi, le loro motivazioni all'apprendimento e il comportamento in classe più o meno rispettoso delle regole di convivenza civile.
  • Tre tipologie di insegnanti:
  • Insegnante ostile
  • Insegnante non assertivo
  • Insegnante assertivo

Insegnante Ostile

  • Approccio rigido e diretto nelle modalità relazionali
  • Opera come se gli studenti fossero avversari da sottomettere
  • Nessuna relazione o calore

Insegnante Non Assertivo

  • Incapace di comunicare agli studenti i propri obiettivi e voleri
  • Non è in grado di imporsi con personalità e autorevolezza
  • Minaccia conseguenze, ma non le mette in atto
  • La sua autorità è così spesso sfidata

Insegnante Assertivo

  • Le comunicazioni sono chiare e precise
  • Lo studente si rende conto di avere davanti una persona con autorevolezza
  • Messaggi semplici ed efficaci
  • Regole definite, condivise e rispettate
  • I comportamenti positivi vengono rinforzati, quelli negativi affrontati
  • L'allievo si fida del docente e in classe si crea un'atmosfera serena
  • I bisogni vengono soddisfatti

Cos'è l'Assertività?

  • Il termine "assertività" indica uno stile comportamentale caratterizzato dalla possibilità di scegliere liberamente come agire, in relazione ai propri desideri e bisogni e contemporaneamente nel rispetto dei diritti delle altre persone.
  • Spesso, nelle relazioni interpersonali, gli individui possono collocarsi nelle posizioni estreme del:
  • Comportamento passivo: si abdica ai propri bisogni e alle proprie opinioni per privilegiare quelli degli altri
  • Comportamento aggressivo: il perseguimento dei propri obiettivi viene portato avanti a prescindere o addirittura a spese delle altre persone.

Cos'è l'Assertività?

Persona aggressiva Persona passiva E' attenta solo agli altri Non raggiunge i propri obiettivi Permette che siano violati i propri diritti Lascia che gli altri decidano per lei Tende ad essere inibita ed ansiosa Persona assertiva E' attenta solo a se stessa Raggiunge i propri obiettivi a spese degli altri Prevarica Utilizza metodi coercitivi Tende ad essere ostile ed irata E' attenta a sé e agli altri Raggiunge i propri obiettivi senza offendere o prevaricare Si fa rispettare senza prevaricare Utilizza metodi motivanti e gratificanti E' equilibrata nel rapporto con gli altr

L'Assertività a Scuola: Esempio

Si trova in sala professori. Un suo collega vede che lei sta correggendo dei compiti e che è teso a completare l'attività prima di riprendere la lezione. Malgrado ciò, la interrompe, desiderando commentare con lei l'andamento dell'ultima riunione collegiale. Lei non gradisce l'interruzione e vorrebbe posticipare la discussione. A. Sto correggendo i compiti, ma se il problema di cui mi vuoi parlare è davvero urgente, parliamone ora. Vorrà dire che mi porterò il lavoro a casa. B. Non puoi davvero pretendere che smetta di corregge i compiti per sentire le solite cose ci si dicono di queste riunioni collegiali! C. Sarei davvero contento di commentare con te l'ultima riunione. Ma come vedi, sono impegnato nella correzione dei compiti, che voglio terminare prima di riprendere le lezioni. Perché non ci sentiamo tra un paio di ore?

L'Assertività a Scuola: Esempio Pratico

Si trova in sala professori. Un suo collega vede che lei sta correggendo dei compiti e che è teso a completare l'attività prima di riprendere la lezione. Malgrado ciò, la interrompe, desiderando commentare con lei l'andamento dell'ultima riunione collegiale. Lei non gradisce l'interruzione e vorrebbe posticipare la discussione. A. Sto correggendo i compiti, ma se il problema di cui mi vuoi parlare è davvero urgente, parliamone ora. Vorrà dire che mi porterò il lavoro a casa. Stile passivo. B. Non puoi davvero pretendere che smetta di corregge i compiti per sentire le solite cose ci si dicono di queste riunioni collegiali! Stile aggressivo. C. Sarei davvero contento di commentare con te l'ultima riunione. Ma come vedi, sono impegnato nella correzione dei compiti, che voglio terminare prima di riprendere le lezioni. Perché non ci sentiamo tra un paio di ore? Stile assertivo.

L'Assertività in Classe

  • Il lavoro dell'insegnante è centrato sulla relazione: è infatti nella "cornice" del rapporto con gli allievi che si realizzano la trasmissione di conoscenze e la crescita culturale e umana.
  • Nel rapporto quotidiano con i propri allievi l'insegnante non è solo trasmettitore di conoscenza, il suo modo di comunicare e di rapportarsi con la classe viene osservato e valutato dagli alunni che possono così apprezzare o criticare determinate modalità interattive e, in maniera consapevole o inconsapevole, valutarle o integrarle nel proprio repertorio comportamentale.

Attività

  • Leggete le situazioni e indicate se le risposte seguono lo stile passivo, aggressivo o assertivo.

I Diritti Assertivi

  1. Diritto di agire allo scopo di garantire la propria dignità, la propria felicità e soddisfazione, di raggiungere i propri scopi e progetti senza violare i diritti degli altri
  2. Diritto di chiedere aiuto
  3. Diritto di chiedere informazioni
  4. Diritto di dire No senza sentirsi in colpa
  5. Diritto di dire Non So
  6. Diritto di sbagliare
  7. Diritto di cambiare idea
  8. Diritto di prendersi il tempo necessario prima di dare una risposta
  9. Diritto di fare meno di quello che è il proprio limite dell'umanamente possibile
  10. Diritto di avere e manifestare sentimenti ed emozioni
  11. Diritto di sentirci bene con noi stessi indipendentemente dalle condizioni di altri

Strategie di Comunicazione

  • Uso della prima persona: consiste nel comunicare all'altro i propri pensieri, sentimenti, opinioni, bisogni, al fine di far sapere cosa si sta provando e in che situazione ci si trova. Si esprime la propria realtà interiore, e non una valutazione, o un giudizio sull'altro.

Messaggi in Prima Persona Positivi

Possono contribuire a rafforzare il rapporto, perché comunicano sentimenti positivi e descrivono come ci sentiamo in relazione al comportamento dell'altro; fanno sentire l'altro persona apprezzata e riconosciuta. Esempio: al posto di dire "sei stato molto bravo" dire "apprezzo e mi fa molto piacere il fatto che sei riuscito a terminare il compito senza error".

Messaggi in Prima Persona Dichiarativi

Esprimono sentimenti, convinzioni, opinioni personali; permettono una conoscenza reciproca più profonda, e aiutano ad evitare malintesi. Esempio: "oggi sono un po' stanco, faccio fatica a darti l'aiuto che viene richiesto", "per me è molto importante che rispettiamo gli orari".

Messaggi in Prima Persona Preventivi

Mettono l'altro a conoscenza dei nostri bisogni futuri, e lo mettono della condizione di collaborare con noi, prevedendo perciò un possibile problema o conflitto Esempio: "nella prossima riunione avrei bisogno di terminare l'orario perché ho un appuntamento". in

Strategie: Uso della Prima Persona

  • Uso della prima persona: consiste nel comunicare all'altro i propri pensieri, sentimenti, opinioni, bisogni, al fine di far sapere cosa si sta provando e in che situazione ci si trova. Si esprime la propria realtà interiore, e non una valutazione, o un giudizio sull'altro.

Messaggi in Prima Persona di Confronto

Servono ad affrontare situazioni di conflitto, comunicando all'altro, nel caso in cui ci sentiamo feriti od ostacolati dal suo comportamento, i nostri bisogni, nella speranza che egli cambi comportamento. In questi casi occorre esprimere con chiarezza le proprie esigenze, attribuendo però a se stessi l'esperienza, tramite un messaggio in prima persona, senza colpevolizzare o giudicare l'altro, ma facendogli conoscere i propri bisogni e opinioni. In questi casi si può utilizzare una modalità comunicativa detta "Messaggio lo di confronto", composto in tre parti: 1) descrizione oggettiva, non valutativa, del comportamento che non accettiamo; Esempi: "Stai parlando a voce alta (descrizione oggettiva), non riesco a farmi 2) esposizione degli effetti concreti e tangibili che quel comportamento ha sul nostro lavoro; 3) i sentimenti che proviamo a riguardo; ascoltare dai tuoi compagni .. così mi sarà difficile terminare la lezione che avevo programmato (esposizione degli effetti concreti sul nostro lavoro); sto facendo molta fatica (espressione dei sentimenti)." Rispetto ai sentimenti provati, è importante valutare se è opportuno manifestarli in un dato contesto. In questo caso è possibile che si stiano provando sentimenti di rabbia, disagio, frustrazione. Bisogna valutare la situazione e decidere cosa e come esprimerli. Altre volte invece, il comportamento dell'altro può, a nostro avviso, avere conseguenze negative per egli stesso, e saranno queste conseguenze che noi segnaleremo. Ad esempio: "arrivare tardi alla lezione tutti i giorni, ti impedisce di condividere con gli insegnanti e i compagni parte delle lezioni; questo potrebbe causarti delle difficoltà nel capire le cose che stai studiando o nel sapere quello che devi fare per la prossima volta." Questo tipo di messaggio lascia all'altro la libertà di decidere se modificare o meno il suo atteggiamento o comportamento. Nel caso in cui riteniamo utile segnalare il possibile comportamento adeguato dovremo farlo sotto forma di desiderio o di invito, e non di ordine o comando.

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