Slide dall'Università su Marlene e Lee Canter. La Pdf descrive il metodo della "Assertive Discipline", le caratteristiche dell'insegnante assertivo e non assertivo, e la definizione di assertività in ambito educativo per la materia di Psicologia.
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. Gli autori delineano dei diritti che sono i pilastri per costruire un processo educativo significativo per tutti (insegnanti e studenti).
Persona aggressiva Persona passiva E' attenta solo agli altri Non raggiunge i propri obiettivi Permette che siano violati i propri diritti Lascia che gli altri decidano per lei Tende ad essere inibita ed ansiosa Persona assertiva E' attenta solo a se stessa Raggiunge i propri obiettivi a spese degli altri Prevarica Utilizza metodi coercitivi Tende ad essere ostile ed irata E' attenta a sé e agli altri Raggiunge i propri obiettivi senza offendere o prevaricare Si fa rispettare senza prevaricare Utilizza metodi motivanti e gratificanti E' equilibrata nel rapporto con gli altr
Si trova in sala professori. Un suo collega vede che lei sta correggendo dei compiti e che è teso a completare l'attività prima di riprendere la lezione. Malgrado ciò, la interrompe, desiderando commentare con lei l'andamento dell'ultima riunione collegiale. Lei non gradisce l'interruzione e vorrebbe posticipare la discussione. A. Sto correggendo i compiti, ma se il problema di cui mi vuoi parlare è davvero urgente, parliamone ora. Vorrà dire che mi porterò il lavoro a casa. B. Non puoi davvero pretendere che smetta di corregge i compiti per sentire le solite cose ci si dicono di queste riunioni collegiali! C. Sarei davvero contento di commentare con te l'ultima riunione. Ma come vedi, sono impegnato nella correzione dei compiti, che voglio terminare prima di riprendere le lezioni. Perché non ci sentiamo tra un paio di ore?
Si trova in sala professori. Un suo collega vede che lei sta correggendo dei compiti e che è teso a completare l'attività prima di riprendere la lezione. Malgrado ciò, la interrompe, desiderando commentare con lei l'andamento dell'ultima riunione collegiale. Lei non gradisce l'interruzione e vorrebbe posticipare la discussione. A. Sto correggendo i compiti, ma se il problema di cui mi vuoi parlare è davvero urgente, parliamone ora. Vorrà dire che mi porterò il lavoro a casa. Stile passivo. B. Non puoi davvero pretendere che smetta di corregge i compiti per sentire le solite cose ci si dicono di queste riunioni collegiali! Stile aggressivo. C. Sarei davvero contento di commentare con te l'ultima riunione. Ma come vedi, sono impegnato nella correzione dei compiti, che voglio terminare prima di riprendere le lezioni. Perché non ci sentiamo tra un paio di ore? Stile assertivo.
Possono contribuire a rafforzare il rapporto, perché comunicano sentimenti positivi e descrivono come ci sentiamo in relazione al comportamento dell'altro; fanno sentire l'altro persona apprezzata e riconosciuta. Esempio: al posto di dire "sei stato molto bravo" dire "apprezzo e mi fa molto piacere il fatto che sei riuscito a terminare il compito senza error".
Esprimono sentimenti, convinzioni, opinioni personali; permettono una conoscenza reciproca più profonda, e aiutano ad evitare malintesi. Esempio: "oggi sono un po' stanco, faccio fatica a darti l'aiuto che viene richiesto", "per me è molto importante che rispettiamo gli orari".
Mettono l'altro a conoscenza dei nostri bisogni futuri, e lo mettono della condizione di collaborare con noi, prevedendo perciò un possibile problema o conflitto Esempio: "nella prossima riunione avrei bisogno di terminare l'orario perché ho un appuntamento". in
Servono ad affrontare situazioni di conflitto, comunicando all'altro, nel caso in cui ci sentiamo feriti od ostacolati dal suo comportamento, i nostri bisogni, nella speranza che egli cambi comportamento. In questi casi occorre esprimere con chiarezza le proprie esigenze, attribuendo però a se stessi l'esperienza, tramite un messaggio in prima persona, senza colpevolizzare o giudicare l'altro, ma facendogli conoscere i propri bisogni e opinioni. In questi casi si può utilizzare una modalità comunicativa detta "Messaggio lo di confronto", composto in tre parti: 1) descrizione oggettiva, non valutativa, del comportamento che non accettiamo; Esempi: "Stai parlando a voce alta (descrizione oggettiva), non riesco a farmi 2) esposizione degli effetti concreti e tangibili che quel comportamento ha sul nostro lavoro; 3) i sentimenti che proviamo a riguardo; ascoltare dai tuoi compagni .. così mi sarà difficile terminare la lezione che avevo programmato (esposizione degli effetti concreti sul nostro lavoro); sto facendo molta fatica (espressione dei sentimenti)." Rispetto ai sentimenti provati, è importante valutare se è opportuno manifestarli in un dato contesto. In questo caso è possibile che si stiano provando sentimenti di rabbia, disagio, frustrazione. Bisogna valutare la situazione e decidere cosa e come esprimerli. Altre volte invece, il comportamento dell'altro può, a nostro avviso, avere conseguenze negative per egli stesso, e saranno queste conseguenze che noi segnaleremo. Ad esempio: "arrivare tardi alla lezione tutti i giorni, ti impedisce di condividere con gli insegnanti e i compagni parte delle lezioni; questo potrebbe causarti delle difficoltà nel capire le cose che stai studiando o nel sapere quello che devi fare per la prossima volta." Questo tipo di messaggio lascia all'altro la libertà di decidere se modificare o meno il suo atteggiamento o comportamento. Nel caso in cui riteniamo utile segnalare il possibile comportamento adeguato dovremo farlo sotto forma di desiderio o di invito, e non di ordine o comando.