Documento di Formazione professionale in Psicologia sui suggerimenti per la strutturazione. Il Pdf offre linee guida per organizzare spazi, tempi, contenuti e comunicazione, fornendo strumenti pratici per facilitare l'insegnamento e ridurre i comportamenti problematici legati all'ansia.
Mostra di più19 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
pag. 1
Il disturbo dello spettro autistico porta i bambini che ne sono affetti ad assumere molti
comportamenti bizzarri, che rendono particolarmente difficile l'inserimento scolastico e non
facilitano l'insegnamento. Molte di queste bizzarrie derivano anche da un problema di percezione
del mondo che ci circonda.
Per aiutare gli insegnanti a gestire al meglio questa "speciale normalità" viene proposta la
presente scheda, che vuole offrire suggerimenti anche pratici e concreti per consentire di
strutturare al meglio lo spazio, il tempo ed i contenuti dell'insegnamento. Questo perché in un
mondo caotico che non riesce a decifrare ed a capire, il bambino autistico si sente molto confuso e
spaesato, risultando perciò bloccato. Nella pianificazione del processo educativo di questi bambini
risulta quindi molto importante ridurre il disordine e trovare il modo opportuno di presentare gli
stimoli. Una corretta strutturazione di tempi e spazi, una graduale preparazione del bambino
autistico ed una strategia di comunicazione efficacemente strutturata consentiranno infine di
educarlo anche alla gestione degli imprevisti.
Cosa significa strutturare? Strutturare significa organizzare in modo preciso e dettagliato le attività
ed i materiali da proporre, gli spazi di lavoro ed i tempi di esecuzione e riposo.
Perché strutturare? Il fine della strutturazione deve essere quello di rendere chiaro, evidente e
quindi comprensibile ciò che chiedo al bambino. Il metodo di lavoro basato sulla strutturazione
permette di limitare i comportamenti problematici, che spesso derivano dall'ansia di non sapere
cosa fare, come e quando farlo. Con la strutturazione si vuole cercare di superare le limitazioni
comunicative e sensoriali dei bambini autistici.
Che requisiti deve avere la strutturazione? Per impostare al meglio il lavoro educativo con il
bambino autistico, la strutturazione deve rispondere a questi requisiti : visibilità, chiarezza,
essenzialità, concretezza, comprensibilità, prevedibilità, ma non rigidità. La strutturazione deve
essere flessibili, cioè deve essere costruita in funzione dei bisogni e del livello di sviluppo del
singolo soggetto, e deve essere idonea ad essere modificata in ogni momento.
Inoltre è bene sempre ricordare che la strutturazione NON deve mai essere fine a se stessa, ma
deve sempre rappresentare solo un mezzo per aiutare una persona che si trova in difficoltà a
causa della propria impossibilità a comunicare. Ricordiamo infatti che alla base del disturbo
autistico ci sono un deficit di comunicazione e una cecità sociale, che si traducono in mancanza di
intuizione e in una generalizzata difficoltà nell'interazione sociale.
In primo luogo dobbiamo adattare opportunatamente l'ambiente in considerazione delle
caratteristiche specifiche del singolo soggetto autistico, per favorire la sua abilità di
apprendimento.
Entrando a scuola, è opportuno che il bambino venga accolto da un ambiente semplice e
prevedibile, fruibile e chiaro, e soprattutto pulito dal punto di vista sensoriale: è fondamentale
fare in modo che siano presenti sul tavolo di lavoro solo i materiali necessari allo svolgimento delle
attività ed eventuali supporti visivi per la comunicazione: la presenza di ogni altro oggetto non
necessario confonde, distrae e riduce l'attenzione del bambino. L'ambiente deve essere inoltre
ordinato, silenzioso e privo di ogni inutile fonte di distrazione. È anche doveroso essere puliti nel
fornire aiuto gestuale, cioè usare solo gesti molto significativi.
La strutturazione dello spazio dell'alunno con autismo ha quindi il fine di:
In particolare, sin dal primo giorno di scuola è bene fornirgli queste informazioni:
Dove può appoggiare e disporre lo zainetto e le sue cose.
A tal fine è bene ricorrere a parole scritte e contrassegni. I segnali devono essere evidenti,
stabiliti, appresi e costanti.
Dove trova e dove deve riporre il materiale dopo averlo usato.
È utile dare indicazioni visive sul contenuto di armadietti e cassettini mettendo l'etichetta
con il nome e/o la foto sugli armadietti e i contenitori contenenti i materiali del bambino.
Qual è il suo banco e qual è il suo posto di lavoro.
Particolare attenzione è bene prestare all'identificazione del banco destinato al bambino
autistico. Il suo posto deve rimanere sempre lo stesso e deve essere immediatamente
riconoscibile. Sul suo banco è opportuno incollare il nome del bambino accompagnato da
una sua foto.
NOME
foto
banco scolastico
2
Invece, l'angolo di lavoro deve essere organizzato con un banco rivolto verso la parete e
deve essere affiancato da due scaffali su cui disporre il materiale da eseguire (a sinistra) ed
il materiale completato (a destra). L'organizzazione sinistra/destra è una regola che facilita
l'abitudine "inizio a sinistra e termino a destra" agevolando l'apprendimento della scrittura
e lettura alfabetica dei paesi occidentali. Al contempo tale organizzazione consente agli
adulti di riferimento di predisporre il lavoro sempre allo stesso modo, senza modifiche che
potrebbero sconcertare un ragazzo con autismo.
Si vuole qui richiamare il fatto fondamentale che le forme di strutturazione devono essere
altamente personalizzate quindi scelte e realizzate in modo da attirare l'attenzione
dell'alunno e da essere per lui interessanti; per quanto possibile devono rispondere ai suoi
interessi o devono contribuire a farne sorgere di nuovi. Si analizzi l'esempio
dell'organizzazione "sinistra/destra" qui sotto riportato:
TRAN
Per un ragazzo che ama i mezzi di trasporto, questo è un modo di presentare un esercizio
che può risultare molto accattivante: il vassoio su cui è posto il lavoro da seguire viene
presentato come un vagoncino di un treno. Sul vagoncino ci sono delle automobiline e dei
garage in cui esse devono essere riposte abbinandole per colore. Una volta riposte in
garage tutte le auto, il vagoncino scivola sui binari e entra sotto una galleria, che nasconde
il contenitore per riporre i vassoi con i lavori finiti.
Dove svolgerà le lezioni e le attività che si tengono in altri spazi.
Per facilitare l'individuazione di questi luoghi (palestra, aula informatica, aula di lingua
straniera, mensa, wc, ... ) è bene usare parole scritte e immagini. La definizione e la
marcatura degli spazi deve necessariamente essere mantenuta costante nel tempo.
Dove non può entrare.
È necessario evidenziare anche visivamente gli spazi in cui il bambino non può entrare. Ad
esempio, è possibile usare il colore rosso: delimitare con uno scotch rosso le aree in cui
non può accedere, apporre cartelli di colore rosso sulle porte che non può aprire.
3
Stop
Dove poter riposare/rilassarsi
L'attività didattica di un soggetto autistico deve essere periodicamente interrotta da
un'attività piacevole. Si dovrà quindi predisporre un'area all'interno dell'ambiente
scolastico in cui il bambino possa rilassarsi saltando sul trampolino (attività
particolarmente gradita a tali soggetti), piuttosto che dondolare su di un'amaca o su di una
sedia a dondolo. Può essere anche utile organizzare all'interno dell'aula o in altri ambienti
comuni una "zona di decompressione": una zona all'interno della classe dove l'alunno può
concedersi una breve pausa dagli impegni scolastici. Tale zona non deve mai ricordare una
punizione né all'alunno ne ai suoi compagni, come nell'esempio qui sotto in cui tale area è
stata allestita a mezzo di una sedia in cui l'alunno può concedersi una breve "vacanza" dai
periodi di attività.
PEANT
Dove attendere
Nell'arco della giornata scolastica si presentano momenti in cui occorre "attendere":
attendere in fila per la mensa, attendere il proprio turno, etc.
Attendere è una delle situazioni più difficili per i ragazzi autistici e deve essere
attentamente insegnata. Una buona strutturazione può essere un prezioso aiuto: è
4
possibile quindi predisporre degli spazi in cui si attende: può trattarsi di una sedia o di un
riquadro disegnato per terra, ad esempio. Occorre che la destinazione di quella porzione di
spazio sia ben definita e che vi siano indicazioni visive sulle regole per l'attesa; per
aumentare la capacità di attesa si può collocare nello spazio qualche attività piacevole che
può essere svolta (ad esempio un puzzle, un gioco con il tablet o con il cellulare).
E' bene, almeno all'inizio, far comprendere che occorre un tempo di attesa utilizzando, ad
esempio, un semaforo: quando il semaforo è rosso si attende, quando diventa verde si va
oltre nell'attività (oppure è il turno giusto, oppure si può entrare, ... )
Come è emerso lavorando con bambini con disturbo dello spettro autistico, è molto importante
usare parole scritte, contrassegni e immagini. È opportuno che tutti gli spazi siano chiari e
visivamente delimitati. Ciò permette al bambino di sapere con precisione ciò che ci si aspetta da
lui in ogni luogo. È necessario inoltre che ogni spazio sia dedicato esclusivamente ad una singola e
specifica attività (dobbiamo creare lo spazio per il lavoro individuale, lo spazio per il lavoro di
gruppo, lo spazio per il riposo, ... ); così il bambino autistico si orienta da solo e raggiunge presto
una autonomia di movimento. In tal modo, vengono sfruttati al massimo i punti di forza del
soggetto autistico: buone abilità visive e ottima memoria associativa.
Ricordiamo sempre la testimonianza di Temple Grandin "lo penso in immagini. Le parole sono
come una seconda lingua per me. lo traduco le parole ( ... ) in filmati a colori, completi di suono, che
scorrono come una videocassetta nella mia mente."
Anche le regole di condotta possono essere tradotte in rappresentazioni visive. E' importante
che tali regole riguardino tutti (e non soltanto l'allievo con autismo), che siano chiare, poche, alla
portata dell'alunno nelle condizioni attuali e rappresentate in modo comprensibile. Ad esempio, al
disegno di un'aula con i banchi occupati dagli alunni correliamo la raffigurazione del divieto di
entrare ("quando i bambini sono in classe
->NON entro") ed al disegno di un'aula vuota
colleghiamo la raffigurazione del bambino che entra ("quando i bambini non sono in classe
-> entro"). È opportuno usare sempre disegni molto schematici e chiari, magari usando una croce di
colore rosso da porre sopra la raffigurazione dell'azione che si vuole negare o vietare.
Oltre alla strutturazione dello spazio, i soggetti con autismo traggono vantaggio dalla
strutturazione del tempo. Le persone con autismo vivono spesso in una realtà in cui non hanno
accesso alle informazioni che permettono di rispondere a semplici domande quali: "che cosa
succederà dopo?" "per quanto tempo devo rimanere in questo posto a fare questa attività?" "per
quanto tempo dovrò attendere?". Sono domande che anche noi soggetti normotipici ci poniamo e
la nostra tranquillità interiore dipende molto dalla capacità di fornire risposta a queste domande.
Non avere accesso a tali informazioni significa sperimentare un modo imprevedibile, che getta il
5