Il linguaggio non verbale: comunicazione e psicologia, Appunti

Documento dalla Scuola Superiore Europea di Counseling sul linguaggio non verbale. Il Pdf esplora la comunicazione non verbale, analizzando i quattro canali comunicativi: cinesica, prossemica, paraverbale e digitale. Questi appunti di Psicologia, utili per l'Università, approfondiscono la postura, il contatto corporeo e la gestualità delle mani come espressioni di stati emotivi e intenzioni.

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19 pagine

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Il linguaggio non
Verbale
A cura della dott.ssa Giulia Frattini
Psicopedagogista Counselor Professionale
Esperto Età evolutiva e Disturbi Comportamento alimentare
Cell. 3201461111 email : paolajul@libero.itr
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La comunicazione non verbale è un processo in divenire , che
comprende tutti gli eventi comunicativi personali che non sono la
parola parlata o scritta. Consente di avere una visione globale per
creare ipotesi sul vissuto inespresso verbalmente dal soggetto.
Svolge quindi, un ruolo fondamentale per la comprensione di quello
che la persona vuole o non vuole comunicare all’esterno. Secondo gli
studi di Argyle(1974) La comunicazione non verbale, per ciò che
concerne i suoi rapporti con la comunicazione verbale si può
schematizzare nelle seguenti categorie:
Ripetizione :la comunicazione non verbale ripete ciò che viene
detto con le parole;
Contraddizione : il messaggio non verbale può contraddire
quello verbale, in questo caso bisogna dare più credito al primo;
Sostituzione : il comportamento non verbale è utilizzato al
posto della comunicazione verbale;
Complementazione:La comunicazione non verbale modifica e
integra quella verbale, completandola.
Accentuazione: la comunicazione non verbale accentua parti
del messaggio;
Regolazione : la comunicazione non verbale regola il flusso
della comunicazione tra persone che partecipano all’interazione.
o Paul Watzlawick nel suo libro "Pragmatica della comunicazione
umana"afferma che :
La comunicazione non verbale comprende 4 canali
comunicativi gesti e movimenti del corpo o di parti di esso
come l’ espressione del viso, (cinesica),
o gestione attuata con il proprio corpo degli spazi comunicativi
(prossemica e postura),
o le inflessioni della voce, la sequenza, il ritmo e la
cadenza delle stesse parole (c. paraverbale )
o la digitale (toccamenti delle mani e del corpo)
La comunicazione non verbale svolge diverse importanti funzioni
nel comportamento sociale dell’uomo. Ad esempio può essere
considerata :
un “linguaggio di relazione”,

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Anteprima

La comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale è un processo in divenire , che comprende tutti gli eventi comunicativi personali che non sono la parola parlata o scritta. Consente di avere una visione globale per creare ipotesi sul vissuto inespresso verbalmente dal soggetto. Svolge quindi, un ruolo fondamentale per la comprensione di quello che la persona vuole o non vuole comunicare all'esterno. Secondo gli studi di Argyle(1974) La comunicazione non verbale, per ciò che concerne i suoi rapporti con la comunicazione verbale si può schematizzare nelle seguenti categorie:

  • Ripetizione :la comunicazione non verbale ripete ciò che viene detto con le parole;
  • Contraddizione : il messaggio non verbale può contraddire quello verbale, in questo caso bisogna dare più credito al primo;
  • Sostituzione : il comportamento non verbale è utilizzato al posto della comunicazione verbale;
  • Complementazione:La comunicazione non verbale modifica e integra quella verbale, completandola.
  • Accentuazione: la comunicazione non verbale accentua parti del messaggio;
  • Regolazione : la comunicazione non verbale regola il flusso della comunicazione tra persone che partecipano all'interazione.

o Paul Watzlawick nel suo libro "Pragmatica della comunicazione umana"afferma che : La comunicazione non verbale comprende 4 canali comunicativi gesti e movimenti del corpo o di parti di esso come l'espressione del viso, (cinesica),

  • gestione attuata con il proprio corpo degli spazi comunicativi (prossemica e postura),
  • le inflessioni della voce, la sequenza, il ritmo e la cadenza delle stesse parole (c. paraverbale )
  • la digitale (toccamenti delle mani e del corpo)

La comunicazione non verbale svolge diverse importanti funzioni nel comportamento sociale dell'uomo. Ad esempio può essere considerata :

  • un "linguaggio di relazione",
  • mezzo primario per segnalare i mutamenti di qualità nello svolgimento delle relazioni interpersonali;
  • come mezzo principale per esprimere e comunicare le emozioni;
  • ha uno speciale valore simbolico che esprime atteggiamenti circa l'immagine di sé e del proprio corpo e partecipa alla presentazione di sé agli altri.

Essa sostiene e completa la comunicazione verbale ; fornisce elementi per interpretare il significato delle espressioni verbali; funge da "canale di dispersione" in quanto lascia filtrare più facilmente contenuti profondi dell'esperienza dell'individuo; svolge una funzione di regolazione dell'interazione.

Basi della comunicazione non verbale

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE HA 2 BASI FONDAMENTALI:

  • una base fisica , relativa alla comunicazione degli animali ;
  • Una base culturale relativa all'ambiente di nascita o di vita.

«Lo studio del sistema di comunicazione degli animali inferiori , dovrebbe aiutare l'uomo a capire meglio i suoi stessi sistemi» HUBER e MABLE FRINGS Secondo Argyle (1991) l'unica differenza che tra gli animali e gli esseri umani è che, mentre gli animali conducono «l'intera loro vita sociale per mezzo della comunicazione non verbale» gli esseri umani utilizzano anche il linguaggio. Negli animali : La sessualità innesca una serie di comportamenti : - produzione di segnali chimici o visivi o tattili di riconoscimento, -movimenti di corteggiamento che possono durare giorni ed infine la copulazione. Anche il comportamento affiliativo è di notevole importanza all'interno delle società animali, in quanto serve a ad instaurare e stabilire contatti di cooperazione e di aiuto sociale: gli animali si puliscono, giocano, si scambiano saluti, addirittura «abbracciandosi e stringendosi la mano « (Argyle, 1991). All'opposto troviamo i segnali di sottomissione, che seguono la legge del più forte; gli animali dominanti hanno la priorità di un territorio, le femmine preferite, il cibo più appetibile, la possibilità di cacciare gli altri maschi presenti. Uno dei segnali più forti è quello in cui il membro dominante «mima» una copula col membro sottomesso per dimostrare tutto il suo valore.

Segnali di identità negli animali

Gli animali hanno sviluppato organi di senso molto precisi che permettono la codifica e la decodifica dei segnali di identità che variano da specie a specie:

  • gli uccelli , gli insetti e i pesci utilizzano segnali acustici ;
  • i pesci delle profondità marine utilizzano segnali visivi come i colori del proprio corpo;
  • i primati hanno delle posture e gesti propri della loro specie.

La danza delle api

Un meccanismo di comunicazione per trasmettere notizie sulla fonte di cibo è la DANZA DELLE API .Come meccanismo di comunicazione ,l'ape utilizza : se il cibo è abbastanza vicino , esegue una danza circolare, senza specificare la direzione; se invece la distanza è maggiore, l'ape esegue una danza a forma di otto, l'asse della danza indica la direzione del cibo e. più lenta è la danza , più grande è la distanza.

Linguaggio non verbale ed emozioni

Il primo autore che ha discusso ed analizzato il legame tra emozioni ed espressioni , è stato Darwin , per lui le risposte emotive sono "risposte adattive dell'organismo nei confronti dell'ambiente". Di volta in volta , dunque , le emozioni sono state considerate costrutti strutturati su diverse componenti: cognitive, di attivazione fisiologica, espressivo- motoria, motivazionale, soggettiva. Tutti gli autori , sono comunque concordi nell'affermare che, lo strumento più idoneo per esprimere le emozioni è la comunicazione non verbale, in quanto le affinità tra il fenomeno emotivo ed il fenomeno comunicativo sono innumerevoli: spontaneità, sincerità, pervasività, immediatezza ecc. Gainotti afferma che :«le emozioni fondamentali fanno parte del nostro patrimonio genetico e che i meccanismi di base che le sottendono , sono inscritti nel Sistema nervoso centrale come schemi senso -motori preformati e dotati di un certo grado di autonomia funzionale» . William James 1884 afferma che: Provare un'emozione è IL RISULTATO della percezione che una persona ha delle proprie reazioni corporee e motorie »

Le emozioni di base

Dalla rassegna di Ekman (1972-1982 ) le emozioni di base risultano: GIOIA- RABBIA - PAURA - TRISTEZZA - DISGUSTO - DISPREZZO INTERESSE - SORPRESA Izard aggiunge: TENEREZZA-VERGOGNA-COLPA. Frijda ( 1990 ) ci fa notare che ... «Il repertorio delle risposte emozionali contiene un gruppo di modalità di risposta della specie» Pertanto «possiamo vedere le vere espressioni facciali, come elementi di sistemi comportamentali» e quindi la definizione di EMOZIONE può essere « quella di attivazione di questi sistemi , definito da Frijda « modalità di disposizione all'azione».

Componenti delle emozioni

BATTACCHI (1988) distingue nelle emozioni :

  • Risposte fisiologiche;
  • Risposte tonico - posturali ;
  • Risposte motorio- strumentali;
  • Risposte motorio-espressive ;
  • Componenti esperienziali soggettive.

Il volto è il canale privilegiato per l'espressione delle emozioni ; la mimica facciale infatti, essendo più diretta e pervasiva , ha un impatto immediato sull'interazione . Sguardo Il comportamento visivo rappresenta un elemento primario delle relazioni interpersonali e le sue molteplici funzioni possono essere indicative del comportamento , del carattere, dello status delle persone.

Segnali emotivi interiori

Segnali che indicano uno specifico stato emotivo interiore sono: le sopracciglia distese e la bocca rivolta all'insù (sorriso) sono segnali di piacere;le palpebre abbassate e il tono muscolare ridotto comunicano segnali di tristezza;gli occhi ben aperti, le sopracciglia sollevate e l'incremento dell'attività muscolare comunicano una generale attivazione, come attenzione,interesse, ascolto. La paura si manifesta con: bocca semiaperta con gli angoli verso il basso; occhi sbarrati, aperti e fissi; sopracciglie avvicinate; fronte aggrottata, cioè solcata da rughe; muscoli all'interno del viso in tensione con espressione statica per qualche istante. La rabbia si manifesta con: aggrottare violento delle sopracciglia; scoprire o digrignare i denti oppure stringere fortemente le labbra, sporgendole; gli occhi appaiono fiammeggianti, con sguardo fisso e forma angolosa; sulla fronte si formano rughe verticali; corrugamenti; il resto del corpo può tendersi fino all'immobilità o accentuare l'attività motoria. L'attività cardiaca e la circolazione sono alterate. La faccia arrossisce e le vene del collo si dilatano; anche la respirazione viene alterata; il torace si gonfia e le narici fremono. La tristezza Si manifesta in questo modo: tutti i lineamenti si allungano , la postura assume la caratteristica fisionomia dell'accasciamento, con gli arti che pendono lungo il corpo; sembra quasi che il corpo tenda a scomparire ; le rughe sulla fronte assumono una caratteristica forma a ferro di cavallo; le sopracciglia sono leggermente corrugate ; aumenta la pressione arteriosa e la decelerazione o l'aumento della frequenza cardiaca. L'imbarazzo si manifesta con: rossore del viso; movimenti dello sguardo; le persone tendono ad abbassare gli occhi o distogliere lo sguardo che diventa irregolare e sfuggente; risolini e sorrisetti accompagnati da gesti, come coprirsi la bocca o microcomportamenti di automanipolazione; la temperatura corporea aumenta e anche la tensione muscolare ; i vasi sanguigni si dilatano. Il disprezzo si manifesta con: fossetta ad un angolo delle labbra e lieve innalzamento dello stesso angolo, arricciamento del naso e movimento della bocca tendente a spingere le labbra in avanti; si manifestano anche cambiamenti nella direzione dello sguardo, nell'apertura degli occhi, nella posizione del capo e del tronco , nelle variazioni intonazionali della voce. A tal proposito Ekman, pioniere nello studio delle emozioni e delle espressioni facciali, identifica delle "microespressioni" e ritiene che queste siano affidabili nello scoprire le bugie. Inoltre studiando le espressioni facciali e le corrispondenti emozioni distingue tra: espressioni volontarie, che sono elicitate da emozioni non realmente sentite. Esse sono caratterizzate da maggior espressività nella parte sinistra del volto - espressioni involontarie che rivelano emozioni realmente provate. Si presentano perché il movimento dei muscoli facciali è automatico. Per riuscire ad interpretare correttamente i segnali del volto non dobbiamo confondere l'espressione del viso con l'emozione provata.

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