Adolescenza, devianza e creatività: analisi dei fenomeni giovanili

Slide sull'adolescenza, devianza e creatività. Il Pdf esplora la devianza giovanile, i gruppi violenti e il ruolo della famiglia, distinguendo percorsi di sviluppo normali e patologici. Questo Pdf di Psicologia, utile per l'Università, analizza i fattori di rischio familiari e la diffusione della responsabilità.

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19 pagine

ADOLESCENZA
devianza e
creativita
DOTT.SSA FRANCA TARANTINO
2020
DEVIANZA GIOVANILE

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Anteprima

ADOLESCENZA

devianza

P

Creativita'

DOTT.SSA FRANCA TARANTINO

2020DEVIANZA GIOVANILECYBERBULLISMO

Cyberbullismo

  • Cyberbullismo: è una forma di bullismo condotto attraverso strumenti telematici, come ad esempio tramite in internetsexting
  • Sexting: derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi elettronici), è un neologismo utilizzato per indicare l'invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare o tramite altri mezzi informaticihikikomori
  • Hikikomori: letteralmente "stare in disparte, isolarsi", dalle parole hiku "tirare" e komoru "ritirarsi" è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura. Il termine hikikomori si riferisce sia al fenomeno sociale in generale, sia a coloro che appartengono a questo gruppo sociale. Il fenomeno, già presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa

MONE

Sinh tốdisturbi del comportamento alimentare

Disturbi del comportamento alimentare (DCA)

  • disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un' alterazione delle abitudini alimentari e da un'eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l'adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile

Dipendenze

  • La genesi della dipendenza: la disponibilità della droga, l'uso di droghe da parte dei coetanei, un ambiente familiare di violenze fisiche e psicologiche, la presenza di disturbi mentali nei familiari e soprattutto nello stesso adolescente. Queste condizioni favoriscono l'insorgenza della dipendenza anche al di fuori dell'adolescenza
  • È il cervello dell'adolescente responsabile della tendenza di tutti gli adolescenti a sperimentare l'uso delle droghe e del rapido passaggio dall'uso sporadico a quello regolare di una droga, e da questo alla dipendenza. Le aree del cervello (sotto la corteccia) che controllano comportamenti importanti per la sopravvivenza dell'individuo e della specie (cibo, sesso, lotta) e le emozioni ad essi collegate hanno completato la loro maturazione all'inizio dell'adolescenza, mentre le aree della corteccia prefrontale (situata sopra i nostri occhi) che controllano le conseguenze delle nostre azioni e decidono sull'opportunità di azioni impulsive o pericolose si modellano durante l'adolescenza e raggiungono la completa maturazione al termine di questa, spesso non prima dei 22 anni.
  • La conseguenza di questo squilibrio tra le capacità decisionali e l'impulso a compiere azioni rischiose e svantaggiose è una caratteristica generale dell'adolescenza

Comportamento antisociale

  • Secondo Morize e Kazemian (2015), questo comportamento coinvolge non solo azioni criminali, ma anche comportamenti socialmente devianti che vanno contro le regole stabilite socialmente, tra cui impulsività, conflitti con autorità, opposizione e aggressività

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SOCIAL

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Gruppi violenti

  • Nel mettere in atto comportamenti antisociali e violenti, il gruppo dei pari gioca un ruolo fondamentale.
  • In questi gruppi, i leader del gruppo, non sono coloro che possiedono abilità sociali particolarmente rilevanti, ma sono adolescenti che hanno un minore senso di colpa rispetto ai coetanei, cosa che consente di mettere in atto determinati comportamenti antisociali o violenti, facendo da apripista per gli altri membri del gruppo (funzione iniziatoria).
  • Altri due fenomeni sono rilevanti: la diffusione della responsabilità e della deindividuazione. In particolare, la diffusione della responsabilità si riferisce a un atteggiamento di un individuo, all'interno di un gruppo, che, a seguito di una condotta trasgressiva o violenta, si sente personalmente meno responsabile. Con il termine deindividuazione si intende quel processo per cui un individuo che agisce in gruppo tende a non considerarsi come singolo, ma come un membro del gruppo relativamente anonimo. Tale fenomeno conduce gli individui a considerarsi meno identificabili e meno responsabili per il proprio comportamento.

SI AL ROG

Adolescenti violenti e famiglia

Le famiglie che rappresentano un fattore di rischio per la messa in atto di condotte antisociali presentino alcune caratteristiche:

  • a. un insufficiente controllo educativo, tipico di uno stile trascurante/rifiutante e permissivo. Queste famiglie pongono pochi o nessun limite, per cui i figli tendono a porsi precocemente in maniera conflittuale
  • b. famiglie iperprotettive, in cui i genitori hanno difficoltà a riconoscere la crescente autonomia dei figli
  • c. episodi ricorrenti di violenza domestica nella coppia genitoriale favoriscono una predisposizione alla violenza, che può essere concepita dai figli come una forma accettata di risoluzione dei conflitti interpersonali

La "crisi adolescenziale"

La "crisi adolescenziale" : si caratterizza invece per la sua valenza dinamica e positiva di momento di riorganizzazione e di svolta nel processo di sviluppo di un individuo. Lo sviluppo umano è collocato all'interno del ciclo di vita: il cambiamento e lo sviluppo non sono limitati al periodo iniziale della vita, ma riguardano tutta l'esistenza, dal momento che tutte le funzioni psichiche subiscono mutamenti evolutivi incessanti lungo l'intero della vita (Baltes e Reese, 1986; Oliverio, 2003)

L'adolescenza non è dunque necessariamente caratterizzata da oscillazioni estreme e comportamenti devianti e, perciò, questi non devono essere sottovalutati ed ascritti alla fase che la persona sta attraversando. Non sempre, infatti, si tratta di segni transitori: a volte essi possono preannunciare importanti disadattamenti psichiatrici in età adulta. Il criterio che permette di distinguere i percorsi di sviluppo normali da quelli patologici non è pertanto quello fenomenologico e comportamentale, bensì quello temporale di transitorietà o al contrario di persistenza.

Non esistono percorsi fissi e uguali per tutti.I percorsi di sviluppo adolescenziali vanno considerati come il risultato di una complessa interazione di un individuo concreto, dotato di specifiche capacità cognitive, caratteristiche personali e una propria storia, con un particolare contesto sociale nel quale il soggetto svolge un ruolo attivo (De Vit e Van der Veer, 1991)

L'azione dell'adolescente non è mai priva di senso e non è solo il risultato delle semplici pressioni ambientali. Essa è autoregolata, ha obiettivi e scopi precisi, e serve per esprimere valori e convinzioni, per risolvere problemi e per costruire una propria identità. In altre parole, la maggior parte dei comportamenti adolescenziali risulta da scelte tra alternative, basate su valori e credenze sottoposte ad un controllo personale, in relazione alle regole sociali... BISOGNI DEGLI ADOLESCENTI ...

Bisogni degli adolescenti

  • Essere «accompagnati nel cambiamento» (fisico, relazionale, di struttura mentale , desideri e bisogni)
  • Essere «accompagnati nel processo di costruzione dell'identità» (individuazione e socializzazione)
  • Necessità del gruppo «come foresta»
  • Ricerca dell'autonomia (attraverso la ricerca e la sperimentazione)

Occorre pertanto andare oltre la forma esteriore di un comportamento per comprendere quali obiettivi un adolescente si propone di raggiungere con quell'azione: ciò significa che comportamenti apparentemente simili possono avere scopi molto diversi (ad esempio, per un adolescente l'impegno nello studio può essere messo in atto per compiacere i genitori, in una relazione di dipendenza, o può essere lo strumento per raggiungere una maggiore autonomia attraverso il successo scolastico) e comportamenti molto diversi possono avere obiettivi simili (l'affermazione di sé può realizzarsi attraverso comportamenti pericolosi e ad alto rischio, come l'uso di droghe, o con comportamenti socialmente utili, come l'impegno a favore degli altri) (Silbereisen, Eyferth e Rudinger, 1986)

In adolescenza, in particolare, i comportamenti a rischio consentono al ragazzo di mettere alla prova le proprie abilità e competenze, di concretizzare i livelli di autonomia e controllo raggiunti e di sperimentare nuovi stili di comportamento (Palmonari, 1997). L'assunzione del rischio e la sperimentazione aiutano gli adolescenti a raggiungere indipendenza, maturità e a strutturare una propria identità. Tuttavia, tale assunzione di rischio può portare a mettere in atto comportamenti estremamente dannosi per la salute propria e altrui

Meccanismi psicologici e percezione del rischio

L'indagine sui meccanismi psicologici coinvolti nei comportamenti pericolosi ha dimostrato che alcuni fenomeni risultano essere particolarmente rilevanti per la percezione, e quindi l'attuazione, del rischio: l'ottimismo irrealistico e la sensation seeking

L'ottimismo irrealistico é un bias cognitivo ( pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel giudizio, tendenza a creare la propria realtà soggettiva) che produce una sottostima del rischio che si corre personalmente rispetto a una generica persona media (Weinstein, 1980). La sensation seeking (Zucherman, 1971) può essere descritta come il grado di novità e intensità di sensazioni ed esperienze che una persona ricerca attivamente. Alti livelli di sensation seeking definiscono una preferenza per esperienze nuove ed intense e sono correlati con l'attuazione di comportamenti sessuali precoci e non protetti, l'uso di droga e alcol e altri comportamenti a rischio

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