Patologie dell'apparato digerente: esofagiti, tumori, gastriti e celiachia

Documento del Prof. S. Missiroli su patologie dell'apparato digerente. Il Pdf, di livello universitario e materia Biologia, esplora le funzioni motorie, secretorie, assorbitive e ormonali, i processi digestivi di proteine, zuccheri e lipidi, e approfondisce il malassorbimento e la celiachia.

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19 pagine

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Patologia II e fisiopatologia, Lezione N 27, 15/11/2024
Prof. S. Missiroli
Patologie dell’apparato digerente
Durante la lezione verranno trattate alcune patologie dell’apparato digerente, in particolare quelle legate
all’esofago, dello stomaco e dell’intestino; si tratterà quindi di esofagiti da reflusso, tumori all’esofago e allo
stomaco, malattie infiammatorie dello stomaco (gastrite acuta e cronica), ulcera peptica e malattia celiaca.
L’apparato digerente ha diverse funzioni:
1. Funzione motoria: progressione unidirezionale del contenuto alimentare per atti parzialmente
volontari (masticazione e defecazione) e riflessi involontari.
2. Funzione secretiva: gli enzimi presenti a livello dell’apparato digerente digeriscono enzimaticamente
gli alimenti.
3. Funzione di assorbimento: i prodotti della digestione vengono assorbiti, passano nel sangue e,
tramite la vena porta, giungono al fegato per le funzioni metaboliche (le alterazioni dell’assorbimento
sono correlate a patologie come nel caso della malattia celiaca).
4. Funzione ormonale: secrezione di ormoni fondamentali per alcune funzioni cellulari da parte di
cellule presenti nelle mucose.
La principale funzione secretiva riguarda il succo gastrico: composto da acqua, elettroliti, acido cloridrico
(HCl), muco, pepsinogeni, lipasi, fattore intrinseco (FI); ogni giorno ne vengono prodotti circa 3L che si
riverserà poi nel duodeno.
Oltre al succo gastrico nel duodeno si riversano:
Le secrezioni delle ghiandole duodenali di Brunner;
La bile, tramite il dotto coledoco;
Il succo pancreatico, tramite il dotto di Wirsung.
Processi digestivi
Sono processi che avvengono a step; in particolare abbiamo:
Digestione delle proteine: le proteine inizialmente vengono idrolizzate tramite proteasi del succo
gastrico in peptoni; questi ultimi vengono idrolizzati da proteasi del succo pancreatico a peptidi. I
peptidi a loro volta vengono scissi da peptidasi intestinali ad amminoacidi che verranno assorbiti dalle
cellule delle mucose. Nella digestione delle proteine intervengono altri enzimi: peptine, tripsine a
carico di stomaco e intestino. Il prodotto finale è appunto l’amminoacido.
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Digestione degli zuccheri: questo processo richiede l’intervento di amilasi, in particolare quella
salivare e pancreatica. I polisaccaridi, tramite l’intervento di queste amilasi vengono scissi in
disaccaridi che a loro volta vengono scissi da altri enzimi (lattasi, maltasi e saccarasi) e vengono
idrolizzati a monosaccaridi.
Digestione dei lipidi: il processo inizia nel duodeno (i lipidi, quindi, attraversano esofago e stomaco
senza essere intaccati) dove agiscono i sali biliari che vanno a formare le micelle (particelle contenenti
trigliceridi, colesterolo). I Sali biliari permettono l’emulsione e quindi la digestione meccanica delle
gocce di grasso. Queste, in seguito, possono scivolare lungo l’apparato digerente dove interverrà la
lipasi pancreatica che andrà a svolgere la vera propria digestione chimica fino ad ottenere acidi grassi,
monogliceridi e colesterolo (utilizzati dalle cellule per espletare le funzioni cellulari).
N.B: E’ fondamentale la presenza di Sali biliari che
permettono la formazione di micelle contenenti
acidi grassi, monogliceridi, trigliceridi e colesterolo.
I Sali biliari vengono riutilizzati per formare nuove
micelle.
Processo di assorbimento
Nello stomaco vengono assorbiti alcool ed alcuni farmaci.
Nell’intestino tenue avviene l’assorbimento dei prodotti della digestione per la presenza valvole
conniventi, villi e microvilli che permettono di aumentare enormemente la superficie di assorbimento
(aumentata di 500-600 volte).
Nel colon viene assorbita una piccola aliquota di acqua.

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Anteprima

Patologie dell'apparato digerente

Durante la lezione verranno trattate alcune patologie dell'apparato digerente, in particolare quelle legate all'esofago, dello stomaco e dell'intestino; si tratterà quindi di esofagiti da reflusso, tumori all'esofago e allo stomaco, malattie infiammatorie dello stomaco (gastrite acuta e cronica), ulcera peptica e malattia celiaca. L'apparato digerente ha diverse funzioni:

  1. Funzione motoria: progressione unidirezionale del contenuto alimentare per atti parzialmente volontari (masticazione e defecazione) e riflessi involontari.
  2. Funzione secretiva: gli enzimi presenti a livello dell'apparato digerente digeriscono enzimaticamente gli alimenti.
  3. Funzione di assorbimento: i prodotti della digestione vengono assorbiti, passano nel sangue e, tramite la vena porta, giungono al fegato per le funzioni metaboliche (le alterazioni dell'assorbimento sono correlate a patologie come nel caso della malattia celiaca).
  4. Funzione ormonale: secrezione di ormoni fondamentali per alcune funzioni cellulari da parte di cellule presenti nelle mucose.

La principale funzione secretiva riguarda il succo gastrico: composto da acqua, elettroliti, acido cloridrico (HCl), muco, pepsinogeni, lipasi, fattore intrinseco (FI); ogni giorno ne vengono prodotti circa 3L che si riverserà poi nel duodeno.

Oltre al succo gastrico nel duodeno si riversano:

  • Le secrezioni delle ghiandole duodenali di Brunner;
  • La bile, tramite il dotto coledoco;
  • Il succo pancreatico, tramite il dotto di Wirsung.

Processi digestivi

Sono processi che avvengono a step; in particolare abbiamo:

  • Digestione delle proteine: le proteine inizialmente vengono idrolizzate tramite proteasi del succo gastrico in peptoni; questi ultimi vengono idrolizzati da proteasi del succo pancreatico a peptidi. I peptidi a loro volta vengono scissi da peptidasi intestinali ad amminoacidi che verranno assorbiti dalle cellule delle mucose. Nella digestione delle proteine intervengono altri enzimi: peptine, tripsine a carico di stomaco e intestino. Il prodotto finale è appunto l'amminoacido.

1· Digestione degli zuccheri: questo processo richiede l'intervento di amilasi, in particolare quella salivare e pancreatica. I polisaccaridi, tramite l'intervento di queste amilasi vengono scissi in disaccaridi che a loro volta vengono scissi da altri enzimi (lattasi, maltasi e saccarasi) e vengono idrolizzati a monosaccaridi.

  • Digestione dei lipidi: il processo inizia nel duodeno (i lipidi, quindi, attraversano esofago e stomaco senza essere intaccati) dove agiscono i sali biliari che vanno a formare le micelle (particelle contenenti trigliceridi, colesterolo). I Sali biliari permettono l'emulsione e quindi la digestione meccanica delle gocce di grasso. Queste, in seguito, possono scivolare lungo l'apparato digerente dove interverrà la lipasi pancreatica che andrà a svolgere la vera propria digestione chimica fino ad ottenere acidi grassi, monogliceridi e colesterolo (utilizzati dalle cellule per espletare le funzioni cellulari).

000085 PROTEINE ZUCCHERI GRASSI Polisaccaridi (Proteasi nel succo gastrico) Grande goccicia da grasso Amilasi pancreation (Idrolisi) Peptoni Emulsione (Proteasi nel succo pancreatico) Ditaccans · Bile Lipasi pancreatica Enzimi dell'ortutto a spazzola (saccarasi, lattasi multas) Mrofel (digestione chimica) Monosaccard (Peptidasi intestinali) (Idrolisi) Aminoacidi N.B: E' fondamentale la presenza di Sali biliari che permettono la formazione di micelle contenenti acidi grassi, monogliceridi, trigliceridi e colesterolo. I Sali biliari vengono riutilizzati per formare nuove micelle.

Digestione dei lipidi

  • Nel tenue i Sali biliari della bile emulsionano i lipidi alimentari formando micelle
  • I trigliceridi (TG) sulla superficie delle micelle vengono degradati da lipasi pancreatiche ed enterocitarie ad acidi grassi e monogliceridi
  • Esteri del colesterolo vengono degradati da colinesterasi
  • Acidi grassi, monogliceridi e colesterolo si mescolano alla porzione liposolubile dei sali biliari, portando alla formazione di micelle miste
  • Le micelle miste trasportano i lipidi alla superficie degli enterociti per l'assorbimento.
  • I Sali biliari vengono riutilizzati

Processo di assorbimento

  • Nello stomaco vengono assorbiti alcool ed alcuni farmaci.
  • Nell'intestino tenue avviene l'assorbimento dei prodotti della digestione per la presenza valvole conniventi, villi e microvilli che permettono di aumentare enormemente la superficie di assorbimento (aumentata di 500-600 volte).
  • Nel colon viene assorbita una piccola aliquota di acqua.

2 digestione meccanica Piccole gocciole da grasso (Idrolisi) Peptidi Add grassi Monogliceridi GliceroloModalità di assorbimento

  • Il malassorbimento è correlato ad alcune patologie;
  • Assorbimento delle proteine: i prodotti di digestione delle proteine quindi aa, dipeptidi e tripeptidi (ottenuti dall'intervento delle peptidasi) sono assorbiti dagli enterociti con un meccanismo di trasporto attivo contemporaneo all'entrata di sodio.
  • Assorbimento dei lipidi: gli acidi grassi nelle micelle miste entrano negli enterociti per diffusione (i sali biliari invece vengono riciclati per eseguire ulteriori trasporti e formazione di ulteriori micelle). Nel citoplasma degli enterociti gli acidi grassi vengono esterificati con il glicerolo formando trigliceridi (TG). I trigliceridi verranno legati ad apoproteine formando chilomicroni che verranno riversati poi nel sangue.
  • Assorbimento dei carboidrati: questo processo prevede 2 tipi di trasporto: o Il trasporto del fruttosio avviene nell'enterocita avviene per diffusione facilitata;
  • Il trasporto di glucosio e galattosio avviene contemporaneamente all'entrata di sodio nell'enterocita nella base apicale; il passaggio nel liquido extracellulare (ovvero nella parte basale) avviene per diffusione semplice secondo gradiente. Quindi, la perdita del glucosio a livello basale crea un gradiente che causa un richiamo di glucosio nell'enterocita.

Na GLUCOSIO ATP GLUCOSIO Na+ K ADP GLUCOSIO Fig. 24.7. Schema del trasporto di glucosio o galattosio nella cellula intestinale.

Funzione endocrina/ormonale

Nella mucosa del tratto GI (gastrointestinale) sono presenti delle cellule, che originano dalla cresta neurale, chiamate cellule entero-endocrine o cellule APUD (amine precursor uptake and decarbossilation); esse secernono vari tipi di ormoni coinvolti nella secrezione gastrica, di insulina, glucagone, enzimi pancreatici, secrezione pancreatica, danno senso di sazietà ... Le alterazioni di sintesi o secrezione di questi ormoni sono correlate alla comparsa di condizioni patologiche a carico dell'apparato GI (malassorbimento, ulcera duodenale).

OLEAMMONI GASTROINTESTINALI Gastrina + secrezione gastrica + trofismo mucosa gastrica Secretina + secrezione pancreatica secrezione gastrica - effetto della gastrina CCK (colecistochinina) + contrazione della cistifellea Somatostatina - secrezione di gastrina + secrezione enzimi pancreatici + trofismo pancreas esocrino · svuotamento gastrico + senso di sazietà GIP e GLP-1 + secrezione di insulina - Secrezione di glucagone Amylina + senso di sazietà -secrezione di glucagone Grelina Secreto a stomaco vuoto + fame Motilina + complessi motori migranti VIP (peptide intestinale vasoattivo) vasodilatazione

Patologie dell'esofago

Vedremo ora, partendo dall'esofago, le patologie correlate all'apparato gastrointestinale.

3Disordini della motilità esofagea (la muscolatura esofagea è importante perché permette il movimento del cibo dalla bocca verso lo stomaco) possono portare a:

  • ACALASIA: incapacità di rilassamento dello sfintere esofageo inferiore che comporta l'assenza di peristalsi esofagea; la conseguenza, soprattutto negli anziani, è la formazione di diverticoli (quindi di estroflessioni dell'esofago) per l'accumulo di cibo. L'acalasia è una patologia a eziogenesi sconosciuta; apparentemente sono coinvolti fattori genetici. Si tratta, inoltre, di una patologia infiammatoria cronica con coinvolgimento delle cellule T. La patologia si verifica soprattutto negli anziani per perdita del tono della muscolatura.
  • ERNIA IATALE: dislocazione di parte dello stomaco nel torace. Possiamo riconoscerne 2 tipi:

Acalasia Esofago Stomaco Emia iatale da scivolamento Diaframma Ernia iatale paraesofagea Stomaco

  • ERNIA DA SCIVOLAMENTO: si verifica nell'85/90 % dei casi; spesso è asintomatica. Si verifica lo scivolamento di una porzione dello stomaco al di sopra del diaframma (trattandosi di un muscolo, con l'età si rilassa). Nel caso in cui la patologia dovesse presentare dei sintomi, si può trattare con dei farmaci; l'intervento chirurgico non è previsto (a differenza dell'ernia paraesofagea in cui si ricorre all'intervento chirurgico).
  • ERNIA PARAESOFAGEA: dislocazione toracica di una porzione di fondo gastrico che si posiziona lateralmente all'esofago. È molto più rara; le condizioni che favoriscono la comparsa di questa tipologia di ernia sono: l'invecchiamento e la gravidanza (in caso di carico da parte del feto che si appoggia su questa zona). Questa tipologia di ernia può favorire il reflusso gastroesofageo (infiammazione del tratto gastro-esofageo).
  • SCLERODERMIA: fibrosi sistemica di numerosi organi; non è una patologia correlata strettamente all'esofago, bensì può colpire qualsiasi segmento del tratto GI. La fibrosi prevede l'ispessimento della parete degli organi con aumento della rigidità di questi ultimi.
  • DIVERTICOLI estroflessioni dell'esofago comuni nei soggetti anziani (età >60 anni, principalmente nella popolazione maschile); se molto grandi costituiscono un punto in cui si possono accumulare notevoli quantità di cibo.

Processi infiammatori dell'esofago

  • MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO (MRGE): patologia che si verifica frequentemente in soggetti a partire dai 40 anni per riduzione dei meccanismi anti-reflusso: con l'invecchiamento, quindi, si verifica il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore. Questo processo 4

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