LE DINASTIE IMPERIALI DEL I E II SECOLO D.C.
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192
Giulio-claudia
principato adottivo
Flavia
Antonini
Nel III secolo la fase più florida dell'impero romano era ormai un ricordo, già verso la fine
del II secolo era evidente l'inizio di una profonda crisi interna all'impero romano che poi
esploderà nel secolo successivo.
III SECOLO: IL SECOLO DELLA GRANDE CRISI
La crisi colpisce vari ambiti tutti collegati tra loro:
- politico: indebolimento del senato e strapotere dell'esercito (composto
soprattutto da contadini-soldato* e anche da mercenari di origine germanica)
- economico: minore resa agricola dei terreni, diffusione del latifondo e del
colonato (definizione a pag. 119), diminuzione della forza lavoro (molti
contadini* sono arruolati per lunghi periodi), crisi dell'artigianato, contrazione
dei commerci nelle province, svalutazione della moneta e aumento
dell'inflazione (definizione a pag. 120), aumento della disoccupazione
- sociale: crescita della pressione fiscale e impoverimento delle fasce più
deboli (+ sfiducia nelle istituzioni), epidemie e carestie, calo demografico,
brigantaggio e pirateria, incursioni di popoli stranieri (barbari)
- culturale: diffusione del cristianesimo e minore importanza della cultura
greco-latina e dell'Italia, perdita dell'identità romana e del senso di
appartenenza ad un unico impero
VEDI MAPPA A PAGINA 121
COSA SUCCEDE NELL'IMPERO DOPO LA MORTE DI COMMODO?
- Avvelenato Commodo (vittima di una congiura nel 192) e finita la
dinastia degli Antonini inizia un anno di instabilità: lotte interne
per la successione + pressione dei barbari sui confini + crisi dei
costumi tradizionali con la diffusione del cristianesimo
- I pretoriani ormai controllano l'impero tanto da mettere all'asta il
titolo di imperatore (le legioni però non sono favorevoli)
- Il senato ormai ha perso ogni autorità: avviene il consolidamento
della monarchia assolutistica
- Questa situazione finisce nel 193 d.C. quando il generale delle
legioni della Pannonia Superiore Lucio Settimio Severo riuscì a
sconfiggere gli altri generali e divenne imperatore.
INIZIA LA DINASTIA DEI SEVERI (193-235 d.C.)
SETTIMIO SEVERO (193-211 D.C.)
Era di origine provinciale (attuale Libia) e aveva passato la vita nell'esercito, salito al
potere si preoccupò di:
- RAFFORZARE L'ESERCITO e CONCEDERE PRIVILEGI E DONAZIONI AI
SOLDATI -> conseguenze: tracollo delle finanze statali
- RAFFORZARE L'ECONOMIA:
- dimezzò la percentuale di argento nelle monete -> conseguenze: perdita di potere
d'acquisto e crescita dell'inflazione
- istituì l'annona militare: i proprietari terrieri dovevano consegnare allo Stato una
parte del raccolto che sarebbe servita come cibo (grano, carne, olio, vino, ecc.) per
l'esercito (tributo fisso annuale) -> conseguenze: i contadini abbandonano le
campagne e aumento dell'urbanesimo
- FAVORIRE LE PROVINCE: indeboli sempre di più il senato, aumentò il
decentramento di Roma e la sua perdita di importanza favorendo la cultura orientale
e le province orientali
- DARE NUOVO VIGORE ALLA POLITICA ESTERA con la guerra in Oriente contro i
Parti e la difesa dei confini in Britannia ottenne buoni risultati
CARACALLA (211-217 D.C.)
- Alla morte di Settimio Severo governarono insieme i suoi due figli maschi: Caracalla e
Geta -> seconda DIARCHIA
- I rapporti tra i due non erano buoni e il maggiore, Caracalla, approfitto del sostegno
che aveva ottenuto a Roma, e fece uccidere il fratello e i suoi sostenitori
POLITICA INTERNA
- Fece elargizioni ai soldati e al popolo e feste che richiedevano notevoli risorse fiscali
conseguenze: aumento delle tasse (soprattutto a carico dell'aristocrazia senatoria)
- Promulgò il cosiddetto «Editto di Caracalla» (Constitutio Antoniniana) nel 212 d.C.
- estendeva la cittadinanza romana a quasi tutti gli abitanti liberi dell'impero (diritti +
doveri cioè pagare le tasse)
- portò così a compimento il processo di romanizzazione dei popoli dell'impero
uniformando la lingua, i culti, le leggi e le tradizioni (anche se il suo vero scopo era
quello di aumentare il numero dei contribuenti): RATIFICA DEL PROCESSO DI
INTEGRAZIONE E FINE DEL PRIMATO DEGLI ITALICI
ELIOGABALO (218-222 D.C.)
- Caracalla fu ucciso dai suoi soldati in Oriente durante una spedizione contro i Parti
nel 217 (su istigazione del prefetto del pretorio che si fece nominare imperatore)
- Seguirono lotte civili che portarono sul trono diversi generali
- Dopo l'uccisione dell'ultimo di essi, i militari scelsero Marco Aurelio Antonino
detto Eliogabalo, nipote di Caracalla di soli 14 anni che fu una marionetta nelle
mani delle donne della famiglia: si instaura una sorta di matriarcato
- Ben presto però il suo comportamento anticonformista destò scalpore e si rivelò
inadeguato al governo (cerimonie esotiche, consultava maghi, ecc.)
- Nel 222 d.C. fu assassinato, su ordine della nonna, dai pretoriani che gettarono il
suo cadavere del Tevere e ne proclamarono la damnatio memoriae
ALESSANDRO SEVERO
222-235 D.C.
MASSIMINO «IL TRACE»
- Divenne imperatore il cugino Alessandro Severo, anch'egli molto giovane (13 anni) che
fu aiutato nel governo dalla nonna e dalla mamma
- Cercarono un maggiore appoggio del senato: passò alla storia come un imperatore
rispettoso della tradizione romana anche se era appassionato di varie religioni soprattutto
i culti orientali
- Il crescente peso politico del senato indispettì l'esercito che non apprezzava questo
imperatore per la mancanza di doti militari. Fu assassinato con la madre durante una
ribellione scoppiata al confine settentrionale -> con lui finì la dinastia dei Severi
- L'esercito nominò imperatore un semplice centurione analfabeta, dotato di grandi doti
militari, di nome Massimino «il Trace»: egli regno per 3 anni inimicandosi il senato
(non si era neanche recato a Roma per l'incoronazione ufficiale) che cospirando contro di
lui lo fece uccidere nel 238.
seguì un periodo di ANARCHIA MILITARE (238-284): ci furono 21 imperatori, quasi
tutti generali nominati dalle proprie legioni (alcuni in contemporanea), che furono uccisi o
deposti perché incapaci di governare un impero ormai troppo difficile da controllare
LA CRISI ERA ORMAI ESPLOSA
Cinquant'anni di ANARCHIA MILITARE
In questa situazione ingestibile ci furono i primi due gravi sfondamenti del limes:
- da nord-est la tribù germanica dei Goti oltrepassò il Danubio e dilagò in Grecia;
- da sud-est i Parti (dinastia dei Sasanidi) dilagarono nella provincia romana di Siria.
La drammatica situazione dell'Impero venne salvata da una nuova generazione di uomini
di guerra di grande valore: gli imperatori provenienti dall'Illiria (oggi Dalmazia).
BRITANNIA
OCEANO
Reno
GERMANIA LIBERA
ATLANTICO
Danubio
GALLIA
PANNONIA
DACIA
MAR NERO
SPAGNA
DALMAZIA
TRACIA
GALAZIA
MACEDONIA
Tigri
ASIA
REGNO
DEI
PARTI
SIRIA
Eufrate
AFRICA
MAR MEDITERRANEO
GIUDEA
ARABIA
CIRENAICA
EGITTO
Sede di una legione
DESERTO DEL SAHARA
Nilo
Roma
MAURETANIA
SCHEMA: CRISI DEL III SECOLO
premesse
CAUSE
CONSEGUENZE a breve e lungo temine
difficoltà
nella difesa
del limes
mancanza
di denaro
crisi
economica
continue
guerre
mancanza di
manodopera
instabilità
politica
ruolo
dominante
dell'esercito
anarchia
militare
crisi
politica
CRISI ECONOMICA E DEMOGRAFICA
spese militari
e amministrative
svalutazione
e inflazione*
crisi
commerci -
riduzione
delle
esportazioni
Invasioni e
ribellioni
crescente
prelievo fiscale
sparizione
della piccola
proprietà
terriera -
torna il
latifondo
crescente
impegno
militare
carestie e
pestilenze
crisi
dell'agricoltura e
diminuzione
della
popolazione
crisi
delle città
e progressivo
abbandono
guerre
e devastazioni
diminuzione
della
produzione -
aumento dei
prezzi*
INTANTO LE MINACCE ESTERNE CONTINUANO
Nella seconda metà del III secolo d.C., mentre la crisi interna era al suo apice, la
situazione sui confini era sempre più grave per le invasioni di:
- Goti: popoli di origine scandinava che erano migrati verso sud, zona del mar Nero
(divisi in Ostrogoti - Goti orientali, e Visigoti - Goti occidentali)
- Franchi e Sassoni: popolazioni di origine germanica provenienti dalle regioni
settentrionali oltre il fiume Reno
- Alamanni e Burgundi: popolazioni germaniche provenienti dalle regioni centrali
tra il fiume Reno e il Danubio
- Vandali: popolazioni germaniche provenienti dal centro Europa
- Unni: popolazioni nomadi di origine mongola provenienti dalla Siberia meridionale
- Sasanidi: popolazione di origine persiana proveniente dall'attuale Iran
VEDI CARTINA A PAG. 132
DIOCLEZIANO (284-305 D.C.)
- Generale di origine illirica
- Eletto imperatore nel 284 d.C., finisce l'anarchia
- Capì che per risolvere la situazione esterna doveva
prima sistemare i problemi interni evitando rivolte e
instabilità politica
- Consolidò il potere dell'imperatore liberandolo
dall'influenza dell'esercito
- Creò una corte e un apparato di funzionari che
governassero in stretta connessione con
l'imperatore (dominus): DOMINATO
- Accentrò il potere legislativo nelle mani del solo
imperatore: ASSOLUTISMO MONARCHICO
Le risposte alla crisi: le RIFORME di Diocleziano
ambito
problema
riforme
politico
- instabilità
- scarsa autorità della figura
imperiale
- istituzione del DOMINATO (dominus
ac deus)
amministrativo
- controllo del territorio
e del fisco
- ampliamento della burocrazia (di
fatto sostituisce il senato e le
magistrature)
- diminuzione n. soldati per legione
ma aumento n. legioni
- creazione di reparti speciali:
limitanei (truppe di confine) e
comitatus (truppe da
combattimento)
economico
- inflazione
- svalutazione
- mancanza di proventi fissi e
regolari
- nuovo sistema di tassazione
iugatio-capitatio (pag. 137)
- editto dei prezzi (301 d.C.):
calmiere per prezzi e onorari
- divieto di abbandonare l'attività
militare
- diminuita efficienza
dell'esercito e eccessivo potere
ai generali
- TETRARCHIA
- divisione in diocesi a loro volta divise
in province (a capo un dux per la
difesa e un prefetto per
l'amministrazione civile)
LA DIVISIONE TETRARCHICA DELL'IMPERO ROMANO
Nel 293 l'impero fu diviso in 12 diocesi (composte da più province) riunite in 4
PREFETTURE (vedi cartina a pag. 137):
- Prefettura italico-africana - capitale Milano: Massimiano (Augusto)
- Prefettura d'Oriente - capitale Nicomedia: Diocleziano (Augusto)
- Prefettura delle Gallie - capitale Treviri: Costanzo Cloro (Cesare)
- Prefettura illirica - capitale Sirmio: Galerio (Cesare)
- Ogni Augusto nomina il proprio Cesare (figura subordinata) che alla sua morte ha
il dovere di succedergli: si evitano problemi di successione
- Tale divisione facilita il governo dell'impero ormai troppo esteso per essere
centralizzato su Roma
- Con questa divisione si sancisce definitivamente la fine del predominio dell'Italia e
di Roma: le nuove capitali sono scelte per la loro posizione strategica