L'Impero Bizantino e il Monachesimo: economia e dispute teologiche

Slide sull'Impero Bizantino e il Monachesimo. Il Pdf esplora l'Impero d'Oriente, la sua dinamica economia e le principali dispute teologiche, utile per la materia Storia nella Scuola superiore.

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19 pagine

L’IMPERO BIZANTINO E IL
MONACHESIMO
Cap 8
1. L’IMPERO D’ORIENTE
Mentre lImpero d’Occidente si sgretolava,
quello d’Oriente resisteva alla pressione dei
popoli barbari, mostrava dinamismo ec onomico
e non subiva alcun calo decisivo della
popolazione.
COESIONE INTERNA e CAPACITA’ DI
RESISTENZA AL NEMICO ESTERNO ne hanno
garantito la sopravvivenza e la prosperità.

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L'IMPERO BIZANTINO E IL MONACHESIMO

Cap 81. L'IMPERO D'ORIENTE

. Mentre l'Impero d'Occidente si sgretolava, quello d'Oriente resisteva alla pressione dei popoli barbari, mostrava dinamismo economico e non subiva alcun calo decisivo della popolazione.

  • COESIONE INTERNA e CAPACITA' DI RESISTENZA AL NEMICO ESTERNO ne hanno garantito la sopravvivenza e la prosperità.

UNHI ATLANTICO VANDALI Ad unyppoli IMPERO D'ORIENTE CaragireI MOTIVI DELLA SOLIDITA' DELL'IMPERO BIZANTINO

  • La pressione barbarica fu minore;
  • Il comando delle legioni fu sempre affidato a uomini fedeli esclusivamente all'imperatore;
  • Non ci fu una politica di inserimento dei barbari entro i confini (in cambio di difesa) ma un'azione di contenimento;
  • L'imperatore era una forte guida politica, era un sovrano assoluto.

Gli imperatori d'Oriente, consapevoli dell'eredità dello splendore romano, promossero un rilancio della tradizione latina, assicurarono una rinascita della cultura e della lingua greca (sostituirà il latino) e difesero la religione cristiana (fattore di unità e coesione sociale).I fattori elencati, seppur diversi tra loro, si fusero nell'Impero orientale dando origine a un'originale cultura, quella BIZANTINA.

  • Nel VI secolo l'Impero d'Oriente o Impero bizantino comprendeva:
    • In Europa: i territori dal Danubio all'Adriatico;
    • In Asia: Turchia, Siria, Libano, Israele e parte della Giordania (Medio Oriente);
    • In Africa: Egitto e una parte della Libia.

ATLANTICO MANDAMI lymtori Ad unopol IMSPERO D'ORIENTE

IL RUOLO DELL'IMPERATORE D'ORIENTE

  • L'imperatore, in Oriente, era effettivamente la guida suprema dello Stato: né la grande aristocrazia ne i militari ne avevano intaccato l'autorità anche grazie a un'efficiente burocrazia (proveniente dal ceto medio e legata da fedeltà al solo imperatore).
  • Il sovrano d'Oriente aveva il potere civile e quello religioso.
  • Il 1º imperatore d'Oriente ricevette la Corona direttamente dal Patriarca (il vertice di una comunità cristiana, al di sopra dei vescovi). Tale rituale sancì l'INVESTITURA sacra del potere civile (pag. 163; subordinazione della legislazione ecclesiastica rispetto al volere imperiale e una progressiva perdita di autonomia della Chiesa d'Oriente).
  • L'imperatore era, dunque, il detentore di un potere assoluto, sacro e inviolabile (proveniva direttamente da Dio).

LA DINAMICITA' DELL'ECONOMIA BIZANTINA

Agricoltura:

  • Si mantenne la piccola proprietà terriera;
  • Si introdussero nuove tecniche colturali;
  • Concimazione sistematica del terreno;
  • Rimboschimento delle foreste;
  • Bonifiche;
  • Controllo acque dei fiumi.
  • Abbondanza di prodotti da Asia e Africa.

COMMERCIO:

  • Dopo il collasso dell'Impero occidentale, quello orientale divenne padrone degli scambi commerciali nel Mediterraneo;
  • Importazione della seta dalla Cina e, poi, dei bachi: da importatore a esportatore del prodotto;
  • Dai Balcani e dall'Egitto arrivavano metalli preziosi, grano e vetro;
  • Dalla Spagna la lana ...

I prodotti venivano lavorati e rivenduti come oggetti di lusso.

LE DISPUTE TEOLOGICHE NEL MONDO BIZANTINO

  • In passato c'era stato l'arianesimo.
  • Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo ci fu una disputa attorno alla natura di Cristo (umana e divina). Il primo a gettare le fondamenta di tale dibattito, che durerà secoli, fu Nestorio, patriarca di Costantinopoli. Sosteneva che ci fossero due nature (NESTORIANESIMO).
  • Di contro il MONOFISISMO (una sola natura, quella divina). Tale dottrina, seppur di natura religiosa, metteva in discussione l'autorità dell'imperatore: riconoscendo la sola natura divina si indeboliva che il potere umano-imperiale derivava direttamente da Dio.

LO SCISMA DELLA CHIESA D'ORIENTE

  • Per combattere il monofisismo si convocò il Concilio a Calcedonia (451 d. C.): papa Leone I Magno affermò l'esistenza di due nature in Cristo, distinte ma inseparabili. Tale dottrina venne riconosciuta quale ORTODOSSIA (giusta opinione), le altre dottrine erano eretiche. Nonostante ciò, il monofisismo continuò a esistere per secoli.
  • Nel 482 d. C. l'imperatore Zenone tento di conciliare le due dottrine (monofisismo e cattolicesimo) ufficialmente per la pace nell'Impero, ufficiosamente perché voleva contendere l'autorità assoluta al papa. Poi designò 2 vescovi monofisiti (scavalcò il papa).
  • Si arrivò allo scontro aperto e si generò la prima separazione (SCISMA) tra chiesa d'Oriente e chiesa d'Occidente. Tale separazione durò solo 30 anni ma gettò le basi per un conflitto tra impero e papato.

2. GIUSTINIANO E LA RESTAURATIO IMPERII

  • Divenne imperatore nel 527 d. C. Fu affiancato dalla moglie Teodora.
  • Era convinto che si dovesse ripristinare l'antico splendore di Roma riunificando l'Impero.
  • Limitò l'indipendenza dell'aristocrazia e sottopose i suoi funzionari a un rigido controllo.
  • Ribadì l'idea della sacralità dell'imperatore (da qui in poi chiamato basileus).
  • Per ottenere l'appoggio del vescovo di Roma cercò di eliminare ogni residuo di paganesimo (non ci riuscì).

CORPUS IURIS CIVILIS (DIRITTO CIVILE)

  • O Codice giustiniano. Per secoli fu punto di riferimento per i giuristi di tutto l'occidente.
  • Il progetto di Giustiniano partiva dall'assunto che la vita sociale era regolata dal diritto.
  • Questa grandiosa opera, curata dal giurista Triboniano e dallo stesso Giustiniano, fu terminata nel 533 d. C.
  • Le sue leggi restarono in vigore per ben 1300 anni!
  • Era diviso in 4 parti:
    • Principi generali del diritto romano;
    • Pareri dei giuristi classici più noti;
    • Leggi emanate dai precedenti imperatori;
    • Leggi promulgate da Giustiniano.

IL PROGETTO POLITICO-TERRITORIALE: RICONQUISTARE LA PENISOLA ITALICA.

  • Giustiniano diede avvio a un'imponente campagna militare per la riconquista sotto l'insegna cristiana e orientale di tutti i territori occidentali.
  • Tale progetto comportò una guerra contro i Regni romano-barbarici e, soprattutto contro gli Ostrogoti di Teodorico stanziati sul suolo italico.
  • N.b. L'Impero orientale aveva conferito agli Ostrogoti solo l'incarico di governare la Penisola come suoi funzionari, non ne riconobbe mai la sovranità.

LA GUERRA GRECO-GOTICA

  • Giustiniano affido al generale Belisario il compito di riconquistare la corona e i territori italici occupati dagli Ostrogoti.
  • Sconfitti i Vandali in Africa settentrionale, Belisario sbarco in Sicilia per risalire la Penisola e combattere contro il re ostrogoto Vitige: fu l'inizio della guerra greco-gotica.
  • Vitige fu fatto prigioniero e gli Ostrogoti elessero Totila che riunì l'intero popolo Goto e riconquistò gran parte della penisola. Egli promise la libertà a contadini e servi e l'estinzione dei loro debiti; vietò i massacri nelle città conquistate ... in tal modo si assicuro le simpatie dei cittadini romani.
  • Una pestilenza colpì l'esercito di Belisario che fu richiamato in patria.
  • Il conflitto riprese nel 550 d. C. Narsete (nuovo generale bizantino) sconfisse Totila che morì in battaglia. Il suo esercito capitolò poco dopo.

Nel 554 la parte meridionale della Spagna fu strappata ai Visigoti, seppur per pochi anni. Il progetto di una restaurazione degli antichi confini dell'impero in parte era stato raggiunto.

- Alessandria L'impero bizantino nel 554 d.C.

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA GRECO-GOTICA

  • L'Italia fu annessa all'Impero ma declassata al rango di semplice provincia. La grande ARISTOCRAZIA FONDIARIA fu sottoposta all'oneroso regime fiscale delle altre province (non ebbe vantaggi dalla fedeltà dimostrata all'imperatore); i servi della gleba, liberi per poco tempo dopo Totila, tornarono alle vecchie condizioni. Le condizioni economiche della penisola erano disastrose.
  • Giustiniano promulgò nella penisola la PRAMMATICA SANZIONE: eliminava tutti i provvedimenti ostrogoti in campo politico, economico e sociale, imponendo leggi e usi bizantini.
  • Diverso il suo atteggiamento verso la Chiesa di Roma: a esse fu attribuito quel ruolo che un tempo deteneva l'ARISTOCRAZIA SENATORIA. In particolare ai vescovi venne concesso un maggior potere politico, ad es. il diritto di eleggere i governatori delle province.
  • Ravenna fu ancora una volta capitale e sede dell'Esarca (governatore che amministrava i territori occidentali per conto dell'imperatore).

UN IMPERO ESTESO, MA INDEBOLITO

  • L'enorme impiego di armi e soldati causò un grande sforzo economico cui si cercò di sopperire con un duro fiscalismo che colpì tutte le classi sociali.
  • L'Impero bizantino aveva esteso i suoi domini ma non la sua potenza: ne approfittarono le popolazioni limitrofe.
    • I Persiani devastarono la Siria e l'Armenia;
    • gli Slavi imperversarono sulle coste balcaniche;
    • i Longobardi occuparono il nord Italia;
    • i Visigoti si ripresero i territori spagnoli.

IL MONACHESIMO ORIENTALE E OCCIDENTALE

IN ORIENTE: LA SCELTA DI UNA VITA SPIRITUALE

Fondato sulla scelta di vivere la propria spiritualità lontano dalla società ebbe, all'inizio, una forma EREMITICA. Un isolamento volontario accompagnato da un percorso di ASCESI MISTICA e da mortificazioni corporali (pag. 161). Furono considerati dei saggi o degli eletti a cui rivolgersi per consigli e /o benedizioni. In seguito si affianco anche la forma CENOBITICA, vivere in piccoli gruppi chiusi e disciplinati da rigide regole. La prima comunità cenobitica nacque in Egitto nel 300 d. C. circa. All'interno del suo monastero vi era un abate: era una guida e si occupava di far applicare le regole.

IN OCCIDENTE: LAVORO E PREGHIERA

  • Si diffuse maggiormente la forma cenobitica. Essa si diffuse in Provenza, Irlanda e Italia ma assunse, anche, un forte impegno missionario per Evangelizzare i nuovi regni romano-barbarici. Ad es. Patrizio, monaco britannico, che convertì l'Irlanda; Agostino prima e Colombano poi che evangelizzarono la Britannia. Quest'ultimo fondò, inoltre, diversi monasteri in Francia e, in Italia, quello di Bobbio.
  • SAN BENEDETTO DA NORCIA: trasformò un'antica torre pagana in monastero (a Montecassino). Elaborò la sua Regola. Innanzitutto 3 principi: povertà, castità e carità. Il suo motto era ORA ET LABORA.

IL MONASTERO

  • Complesso autosufficiente costituito da: biblioteca, oratorio, cucina, forno, mulino, orto, dormitorio, officine, cimitero.
  • I monaci, oltre a pregare, coltivavano la terra e preparavano il pane, studiavano e ricopiavano i testi classici, commentandoli e custodendoli nelle biblioteche (amanuensi che salvaguardarono il patrimonio culturale).
  • Il monastero era, quindi, un luogo di preghiera e un punto di riferimento economico. Grazie a nuove tecniche agricole e all'aumento delle terre coltivabili concesse dai monasteri ai coloni, la popolazione iniziò a concentrarsi presso essi dato che vi trovavano cibo, protezione e lavoro.

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