Documento dall'Università degli Studi Roma Tre su Leggere in Digitale - Didattica della lettura. Il Pdf esplora l'evoluzione della lettura digitale in Italia, i risultati di indagini internazionali come PIRLS e PISA, e le implicazioni dell'introduzione dei libri digitali nelle scuole per l'apprendimento universitario.
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Leggere in Digitale - Didattica
della lettura
Didattica Pedagogica
Universita degli Studi Roma Tre
18 pag.
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Downloaded by: Missy98 (olgaq98@icloud.com)Leggere in digitale
Lo sviluppo della tecnologia e dell'informatica ha introdotto anche in Italia nuove pratiche di lettura
con testi digitali interattivi e dinamici. Le diverse pratiche di lettura (stampa, digitale) possono
integrarsi fra loro in contesti formali e informali al fine di offrire una varietà di scelta e stimolarlo
portandolo a esplorare percorsi differenti.
E' necessario stimolare e promuovere nuove pratiche per il piacere della lettura soprattutto in questo
periodo, visto che gli ultimi dati INSTAT dimostrano un progressivo calo di lettori dal 2010 al 2014
che riporta ai dati drammatici del 2002. (c'era stata una crescita graduale fino al 2010 che sembrava
destinata a crescere) Il dato è preoccupante se messo in confronto con gli altri paesi europei.
Nel 2010 il 46, 8% diceva di leggere almeno un libro all'anno, nel 2014 la percentuale è scesa in
maniera rilevante arrivando al 41,4 %.
Leggere e comprendere ciò che si legge è una competenza di base che garantisce l'apprendimento
permanente (lifelonglearning). Le persone che non posseggono questa abilità si trovano in difficoltà
nello svolgere soprattutto un ruolo attivo nella società. Nel libro "Senza Sapere"(2014- dai dati
OCSE relative alle competenze degli adulti) il 70% della popolazione non possederebbe neppure
quelle che vengono definite competenze base, quei requisiti minimi per l'esercizio della cittadinanza
attiva e vivere consapevolmente nel XXI. Il problema più grande nel nostro paese è l'ignoranza dice
Solimine, essa impedisce lo sviluppo della nostra nazione. Rischiamo di diventare un popolo senza
cultura che non ha gli strumenti base per acquisire info, verificare e comprendere i dati e assumere
decisioni consapevolmente. Il nostro è un paese che vede forte il rischio di analfabetismo di ritorno
(De Mauro- "La cultura degli Italiani , 2010)
Nei dati del 2015 emerge che la diminuizione di lettori in età scolare contribuisce significativamente
al calo della lettura generale. Nel 2015, i giovani lettori tra i 6-10 anni passano dal 52,5% del 2010 al
44%. E dal 65,4% al 52,1% in ragazzi tra 11 e 14 anni.
Secondo i dati legge di più (soprattutto tra i 6-14 anni) chi ha genitori lettori ma purtroppo in Italia
quasi una famiglia su 10 non ha alcun libro in casa.
E' interessante prendere in considerazione l'indagine internazionale del PIRLS del 2011 per
approfondire la lettura nella fascia di età scolare che valuta l'abilità di lettura al quarto anno di
scuola primaria. In Italia vengono rilevati buoni risultati superiori alla media dei paesi partecipanti
(Svezia, Germania, Portogallo, Israele) soprattutto buona abilità di comprensione all'età di 9 anni. I
bambini italiani mostrano inoltre di riuscire meglio alla lettura per ricavare informazioni (espositiva)
rispetto alla lettura per fruire di un'esperienza letteraria (narrativa) a differenza dei coetanei
internazionali. Questo dimostra che già da piccoli gli italiani sono più orientati verso un tipo di
lettura funzionale rispetto che quella rivolta al piacere. Da questa indagine gli insegnanti potrebbero
proporre un approccio alla lettura che non sia solo strumentale ma anche sullo sviluppo del piacere e
della motivazione, dimensioni indispensabili per continuare a leggere anche fuori dal contesto
scolastico.
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Downloaded by: Missy98 (olgaq98@icloud.com)Le domande proposte nelle prove PIRLS per valutare i livelli di competenza della lettura degli
studenti prende in considerazione 4 processi di elaborazione delle informazioni:
Gli alunni italiani ottengono punteggi superiori alla media nazionale nel 3 punto che è anche uno
dei livelli più complessi, dimostrando di raggiungere una comprensione e una consapevolezza
maggiore e all'uso integrato di strategie metacognitive.
L'indagine rileva un altro dato interessante: non emergono differenze tra maschi e femmine. La
situazione cambia quando il target delle indagini passa dai 9 al 15 anni.
I dati dell'indagine PISA dell'OCSE rilevano che nella lettura gli studenti italiani rimangono
sotto il punteggio medio internazionale. Una variabile discriminante deriva dalla posizione
geografica, tipo di scuola e dal genere.
L'indagine PISA sottolinea l'importanza di estendere gli apprendimenti anche in formato digitale
infatti nel 2012 si hanno i primi risultati riferiti all'innovazione introdotta con testi in formato
digitale: in questa analisi l'italia si trova in una posizione media rispetto anche agli altri paesi.
I Dati statistici suggeriscono che nei prossimi anni dovremmo porre attenzione al problema del
"ILLETTERALISMO": quell'involuzione che si verifica quando le persone perdono nel tempo la
capacità di leggere e comprendere, nonostante abbiano ricevuto l'istruzione.
Gli insegnanti sono chiamanti a prestare attenzione e innovare la proposta didattica al fine di
evitare ciò e rendere solida la competenza della lettura.
Nelle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola nell'infanzia e del primo ciclo di
istruzione del 2012 vengono definiti i traguardi formativi da raggiungere a conclusione del
primo ciclo di istruzione, nel pieno rispetto dell'autonomia.
La lettura deve essere vista come:
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Per capire se i docenti tengono in considerazione queste indicazioni è stato rivolto un
questionario rivolto agli insegnanti di scuola primaria per rilevare le pratiche di
insegnamento nel quale operano: il libro di testo rimane il riferimento principale per
l'80% dei casi. Si conferma l'arretratezza in termini di innovazione didattica rispetto
agli altri paesi. Solo il 24% degli insegnanti ha un computer da utilizzare in classe, l'uso
di software è sotto i livelli internazionali.
Con il D.M 781 del 27/09/2013 viene avviata l'introduzione graduale nel sistema scolastico nazionale dei
libri in versione digitale o mista. Il Miur ha proposto un monitoraggio costante dell'andamento delle
adozioni di questi libri, inoltre vengono definite le caratteristiche dei libri nella versione cartacea che
cambiano alla luce dei contenuti digitali integrativi, vengono descritte le piattaforme e i dispositivi sui quali
è possibile fruire e le modalità del loro uso.
Tra i nuovi dispositivi Hardware vengono distinti i dispostivi
PERSONALI di FRUIZIONE: Tablet, e reader, smartpone.
COLLETTIVI di FRUIZIONE: Lim, videoproiettori.
Gli insegnanti sono chiamati a scegliere i materiali in cui è garantita la massima qualità dei linguaggi
utilizzati sotto l'aspetto visivo, iconico, audio, video). Lavorare su più livelli che coinvolgono diversi canali
comunicativi
£
trasforma anche la scuola che passa dalla riproduzione e trasmissione di saperi
(alfabetizzazione) ad una più complessa sfida di insegnare come leggere e comprendere testi multimodali
che utilizzano linguaggi diversificati.
L'altra raccomandazione riguarda la didattica: i docenti devono realizzare attività educative diversificate
(individuale, cooperativo, a coppie, per gruppi di allievi)
Con il termine Reading Literacy ci si riferisce oltre alla capacità di leggere e decodificare il testo anche alla
capacità di padroneggiare la struttura testuale e linguistica, abilità metacognitive che prevendono la capacità
di mettere in atto strategie orientate ad uno specifico obiettivo di cui il lettore ha consapevolezza.
CAPITOLO II
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In Italia, la prima fase di sviluppo dell'editoria digitale avviene negli anni '90. Si dibatte sulla
possibilità di sostituire il cartaceo all' e-book alla fiera del Libro di Torino nel 2001. Con E-book ci
riferiamo ad un libro in formato digitale consultabile principalmente mediante lettori specifici
dedicati. La loro origine viene fatta risalire agli anni '70 dall'informatico Michael Hart.
(Primo romanzo e-book è pubblicato nel 1987)
Ricordiamo anche gli :
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