Insegnare storia nella scuola primaria: didattica e indicazioni nazionali

Documento dall'Università degli Studi di Padova su Insegnare storia nella scuola primaria. Il Pdf esplora la didattica della storia, le indicazioni nazionali del 2004, 2007 e 2012, le competenze chiave europee e le finalità della storia come disciplina per il grado universitario di Storia.

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Libro Insegnare storia nella scuola primaria... (Panciera)
Storia Antica e Medievale e Didattica della Storia (Università degli Studi di Padova)
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Anteprima

DIDATTICA DELLA STORIA

Docente: Riccardo Bianchi - CFU: 4+4 Insegnare storia nella scuola primaria e dell'infanzia di Walter Panciera

La storia oggi

La storia non è il passato La storia come indagine prende piede nel V sec. a.C. in Grecia, con Erodoto di Alicarnasso e Tucidide di Atene. Già da prima c'era comunque un processo di ricerca storica:

  • nell'annalistica (=registrazione di eventi degni di ricordi)
  • nella mitologia (=proiezione in un tempo indeterminato e lontano di memorie ed epopee, generalmente legate alla trasmissione del ricordo per soddisfare il bisogno di identità e coesione. "Storia" deriva dal greco: "historein" = indagare, e consiste in:

- collocare degli EVENTI in un TEMPO e in uno SPAZIO ben precisi - accertare (per quanto possibile) congruità e credibilità delle TESTIMONIANZE La storia offre un nuovo approccio per la comprensione dei fenomeni che riguardano l'uomo. Diventa una MODALITÀ NAZIONALE PER RICOSTRUIRE IL PASSATO. La storia ha subito le trasformazioni della società, senza perdere i caratteri fondanti.

Specificità dell'approccio storico

Il processo di conoscenza storica è in continuo divenire. La storia, come disciplina, è la somma delle risposte che gli studiosi hanno via via fornito in merito ai problemi riguardanti il divenire delle società. Dalla seconda metà del XX secolo indagine allargata "nuova storia", con ossatura della disciplina

Finalità della storia

"Nuova storia": nuovo oggetto, nuove finalità MA strumenti già affinati. Essa indica la comprensione dei fatti umani, delle motivazioni, delle scelte, dei percorsi intrapresi "DELL'ALTRO". Ciò che conta è la ricostruzione e la spiegazione razionale del fenomeno. [2] il lettore poi si farà giudizi e convinzioni personali! La "Nuova storia" diventa

  • palestra di tolleranza palestra di rigore concettuale onestà intellettuale

La "Nuova storia" non è il passato, ma ciò che conferisce senso al presente alla luce del passato, e viceversa. È una via per la crescita della tolleranza.

I generi storiografici

La storia è una disciplina unitaria e coerente, ma si suddivide in tipologie di approccio.

La STORIA GENERALE

È il genere più praticato. Vi rientrano i manuali scolastici che fanno sintesi estrema, ma che non coincidono con la storia tout-court. È una rappresentazione sistematica dei percorsi e dei cambiamenti che hanno riguardato l'umanità dalla preistoria ad oggi, organizzata secondo il principio sequenziale e formata dalle principali conoscenze a cui si è pervenuti. Il principio ordinatore è costituito dai rapporti istituzionali e politici. Questo tipo di storia è in ASTRATTO, poiché è una sorta di enciclopedia del passato. Nella realtà è un insieme di conoscenze e nessi che trovano sintetica trattazione nelle grandi opere storiografiche complessive (es. manuali). Per questa tipologia esiste un indice concreto, che corrisponde ai programmi ministeriali di insegnamento. Attualmente però si compone di partizioni troppo vaste e pretenziose sul piano dei contenuti, che inducono a usare il manuale come strumento di lavoro e didattico unico.

La STORIA GLOBALE (World History)

L'attuale critica più importante è che questa tipologia è essenzialmente eurocentrica.

  • Negli anni '60 in USA nasce il canone NON eurocentrico.
  • 1996: attraverso i National Standards si guarda a un multiculturalismo, collegato ai fenomeni di globalizzazione La storia globale offre un approccio interessante e fecondo, MA di difficile adozione concreta. NON ci sono infatti strumenti di base, né un canone condiviso. Si rischiano pertanto un eccesso di semplificazione e un approccio deterministico. Servono pertanto modelli di sviluppo alternativi, in cui venga evidenziata la centralità delle reti di scambio (culturale e tecnologico), per una migliore comprensione della globalizzazione. EPPURE il punto di vista è inevitabile. Si tende infatti a preferire la conoscenza della propria civiltà e del proprio Paese. Serve invece uno sforzo per dedicare più attenzione alla storia di civiltà e Paesi extraeuropei.

La STORIA NAZIONALE

Nessuna storia si forma senza una propria storia nazionale. La funzione della storia nazionale è di proiettare nel passato i necessari schemi identitari, che conquistano così una patina di vetustà e irreversibilità. Questa tipologia di storia mira a evidenziare personaggi ed episodi che certificano i valori originari della nazione, così da rivendicarne le legittimità. La storiografia romantica dell'Ottocento vede nel popolo le caratteristiche peculiari che diventano tratto fondante dello Stato - Nazione.

Le STORIE SETTORIALI (o SPECIALI)

Emerge la necessità di isolare gruppi di fenomeni di particolare rilevanza e complessità. Gli storici analizzano dunque specifici aspetti di una civiltà, e creano delle specializzazioni all'interno della ricerca principale. Le storie settoriali si distinguono dunque per

  • l'oggetto, ossia per la concreta problematica osservata.
  • l'interdisciplinarità di strumenti, concetti, linguaggi

Esistono buone opere di sintesi che ne facilitano l'approccio sul piano didattico, perché rompono gli schemi della periodizzazione attraverso percorsi interdisciplinari. Esempi di storia settoriale: storia economica, storia d'impresa, storia della famiglia, storia della medicina, storia della scienza, storia della cultura materiale, storia dell'alimentazione ...

STORIA DELLE DONNE e GENDER HISTORY

NON è settoriale! Riguarda il corpo, la sessualità, la prostituzione, la contraccezione, la maternità e temi socioculturali (es. la stregoneria e la sua repressione). Appare negli anni '60 per merito del movimento femminista. Dagli anni '80 non solo donne, MA il gender inteso in senso più ampio. Si tratta di un NUOVO APPROCCIO complessivo della storia dell'umanità. 1977: pubblicazione di "Did women have a renaissance?", che diede una forte espansione alla gender history. I temi, generalmente, sono:

  • subalternità femminile
  • storia del sesso maschile (riletta alla luce delle relazioni tra i sessi e dell'evoluzione dei meccanismi socioculturali di formazione dell'identità)
  • orientamento sessuale

STORIA LOCALE

Dal punto di vista scientifico non esiste (ogni storia è inserita in un luogo). Rappresenta un sottoinsieme della storia di una civiltà, che incrocia una o più storie settoriali a seconda della specificità del luogo. Di per sé è un concetto ambiguo, MA la sua percezione è in scala inferiore alla storia nazionale. Rimanda a una dimensione più ampia di una civiltà.

  • Piano del METODO: stimola la capacità di fare scelte tematiche significative attraverso fonti adatte e riferimenti riconoscibili.
  • Piano dei CONTENUTI propone una più precisa conoscenza delle relazioni esistenti tra uomo e territorio. Piano FORMATIVO: può contribuire all'educazione civica, al rispetto per l'ambiente, alla formazione dell'identità. Vanno tenuti sempre presenti i legami con dimensioni più ampie, quali il concetto di PERCEZIONE DELLA STORIA (locale regionale nazionale europea [] globale) il capire che l'IDENTITÀ SOCIALE è fatta di differenze / asimmetrie / parallelismi / percorsi condivisi

I generi storiografici

Il RAPPORTO CON IL PRESENTE e le IPOTESI DI RICERCA

Le domande d'indagine nascono sempre dal presente (sensibilità culturali o esigenze). Sono sempre seguite da ipotesi di lavoro SENZA soluzioni precostituite. A volte le domande d'indagine nascono da

  • osservazione diretta della realtà presente o di un'evidenza quotidiana [ questo spinge a un viaggio a ritroso per cercare risposte (la conoscenza diventa un processo di sviluppo in chiave diacronica)
  • concetti più astratti o problematiche più complesse
  • mera curiosità culturale, con ricadute concrete che serviranno da base per altre applicazioni La ricerca deve essere connotata da serietà, onestà intellettuale, rigore metodologico, consenso della comunità scientifica internazionale, ed avviene con la presenza di alcuni elementi fondamentali:

analisi delle FONTI disponibilità dello STORICO a seguire criticamente i suggerimenti concretezza, valore, profondità

Cosa sono le fonti

Le FONTI sono resti del passato che acquisiscono senso attraverso

  1. riordino
  2. interpretazione
  3. ricostruzione dei legami logici che hanno con altre fonti Esse includono ogni elemento materiale e immateriale adatto a fornire risposte ai problemi e alle domande che vengono proposte da una ricerca storica. Le fonti possono essere
  • PRIMARIE o dirette: testimonianze di qualsiasi genere che vengono dal passato
  • SECONDARIE o indirette: quando la storiografia sull'argomento è già esistente e le conoscenze sono già acquisite grazie a lavori di ricerca e ricostruzione precedenti La critica delle fonti avviene mediante un'analisi in 4 fasi: 1) decifrazione 2) esame del contenuto (SEMPRE assieme o dopo la decifrazione) 3) prova dell'autenticità (in linea di massima oggi non è difficile smascherare un documento falso) 4) definizione del grado di attendibilità tramite comparazione con altre fonti

Lo sguardo della storia

È essenziale capire come mai le cose sono andate in un certo modo. Consiste in un'abitudine a cercare in profondità e con rigore le ragioni delle cose. La distanza temporale o geografica che caratterizza lo sguardo della storia garantisce:

  • distacco emotivo
  • oggettività
  • ampia documentazione (non a disposizione dei contemporanei del periodo osservato)
  • conoscenza degli esiti (ad es. l'esito di una guerra)

Il tempo storico e la periodizzazione

La linearità del tempo storico si rende NECESSARIA per una misurazione condivisa del tempo. Da questo concetto si declinano attività fondamentali nella scuola dell'infanzia e primaria. Prerequisiti dello studio della storia sono, infatti: leggere l'ora, tenere un calendario, contare i secoli ... ) DATAZIONE: operazione di base sulla linea del tempo storico

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