Documento sulla fitoterapia per il controllo del peso corporeo. Il Pdf esplora il sovrappeso e l'obesità, descrivendo piante medicinali come Efedra, Quercia Marina e Garcinia, con meccanismi d'azione e controindicazioni. Questo Pdf di Biologia per l'Università, offre un'analisi dettagliata degli effetti sulla termogenesi e a livello periferico.
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Il Ministero della Salute definisce l'obesità come uno dei principali problemi mondiali di salute pubblica, caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, che comporta il raggiungimento di un peso pari a più del 20% del proprio peso ottimale; al contrario, il sovrappeso è considerato un eccesso di peso, compreso tra il 10 e il 20% rispetto al peso ottimale. I fattori scatenanti l'incremento incontrollato di peso possono essere molteplici, e qualora siano dovuti ad alimentazione scorretta, ipercalorica e attività fisica, esso è considerato prevenibile; tuttavia, esistono anche altri fattori meno controllabili, tra cui fattori genetici e fisiologici, oltre all'ereditarietà, stile di vita sedentario, uso di alcuni farmaci, gravidanza.
Obesità e sovrappeso portano sintomi in acuto come insonnia, apnee notturne, vene varicose, artrosi, dermatiti, ecc ... ma ciò che è più pericoloso non solo i sintomi in acuto, ma l'aumento dei fattori di rischio per patologie secondarie, metaboliche, come diabete di tipo II, o cardiocircolatorio, come dislipidemie e ipertensione.
La diagnosi di obesità e sovrappeso viene condotta principalmente sull'indice di massa corporea, e si calcola dividendo il peso in kg per il quadrato dell'altezza in metri. Secondo l'OMS una persona in sovrappeso ha un indice di massa corporea che va tra 25 a 29.99, mentre un obeso lo ha superiore o uguale a 30.
Tra gli approcci di trattamento ad oggi disponibili per sovrappeso e obesità bisogna ricordare diete, farmaci, dispositivi medici, chirurgia, e prodotti a base di piante medicinali, sebbene spesso il paziente non ricordi che il tutto deve comunque seguire, di accompagno, un cambio nello stile di vita, con un'alimentazione adeguata e varia, esercizio fisico non necessariamente da svolgere in palestra, regolare e di intensità moderata, ecc ...
Tuttavia, sulla base della paura degli effetti indesiderati dei farmaci e della chirurgia, o considerando il fallimento di pregressi approcci di trattamento/controllo dell'obesità e del sovrappeso, molti utenti si rivolgono ad altri prodotti di automedicazione costituiti da piante medicinali, che però dovrebbero essere impiegate con una certa accortezza, considerando che oltre ad avere dubbia efficacia nel controllo del peso corporeo potrebbero anche essere responsabili a lungo termine di effetti indesiderati anche gravi. In questa lezione verranno riportate le piante medicinali più utilizzate e/o più importanti in termini di sicurezza/efficacia, suddivise sulla base del principale meccanismo d'azione.
Iniziamo ad analizzare le piante medicinali che stimolano il metabolismo, la lipolisi e la termogenesi. Tra di esse troviamo l'Efedra, l'Arancio Amaro, la Quercia Marina, la Garcinia, la Hoodia, la Caralluma, il Mate e il Guaranà.Spedra
Nome e descrizione - Ephedra Sinica. Fa parte della famiglia delle Efedracee, ed è un arbusto sempreverde originario dell'Asia Centrale, dove è nota col nome di "Ma huang".
Droga e contenuto - la droga è rappresentata dalle parti aeree, che contengono soprattutto
Meccanismo d'azione e marker - il meccanismo d'azione dell'efedra è relazionabile alla presenza di efedrina. Essa è un agonista adrenergico ad azione mista, cioè un'ammina simpaticomimetica, che provoca la liberazione di noradrenalina, immagazzinata nelle terminazioni nervose, stimolando direttamente i recettori adrenergici in modo non selettivo, e inducendo
Effetti sulla termogenesi - stimolando i recettori beta 3 adrenergici, nel tessuto adiposo, l'efedrina converte la scissione dei grassi in energia e calore (termogenesi). L'efedrina è quindi in grado di ridurre la lipogenesi, cioè la conversione dei carboidrati in grassi, e di indurre lipolisi per termogenesi.
Effetti a livello periferico - stimolando altri recettori adrenergici, l'efedrina può indurre vasocostrizione, stimolando il miocardio e il SNC, in cui induce broncodilatazione (tanto che, una volta, l'impiego etnobotanico dell'efedra era legato ad infiammazioni, raffreddori comuni e attacchi asmatici). Agendo sul SNC essa può agire a livello centrale anche per diminuire l'assunzione del cibo, e ridurre lo svuotamento gastrico a livello periferico
In vivo, gli estratti acquosi di efedra hanno dimostrato di migliorare la risposta all'insulina da parte dei tessuti, aumentando il senso di sazietà, e di diminuendo i livelli di glucosio, l'assunzione di cibo e del peso corporeo.
L'efedra e l'efedrina sono state studiate in associazione alla caffeina ed è emerso che la riduzione del peso corporeo a breve termine è modesta (1 kg al mese in più rispetto al placebo, a seconda che si tratti di efedra, efedrina e/o all'associazione di quest'ultima con la caffeina) ed è associata all'aumento di rischio di patologie psichiatriche e problemi cardiovascolari. Tutti gli studi disponibili hanno durata limitata nel tempo (non più di 6 mesi).
Effetti indesiderati - relativamente alla sicurezza d'impiego, l'efedra è tra le droghe vegetali che ha creato più problemi al mondo, in quanto è stata responsabile di moltissimi effetti avversi cardiovascolari, come ictus, ipertensione, ecc ... ) e centrali (psicosi, tremori, ansia). Nel 2004 è avvenuto il suo ritiro in commercio da FDA, a seguito di casi di morte, tra i quali quello di un famoso giocatore di baseball, avvenuto nel 2003.
Molti studi clinici o in vitro, inoltre, indicano che l'efedrina potrebbe essere potenzialmente epatotossica, perché crea danno mitocondriale a livello delle cellule epatiche, inducendo la formazione di ROS, e quindi stress ossidativo.
la vendita di efedra è proibita: il ministero della salute ha vietato ai medici di poter prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti efedrina e, per la pseudoefedrina, in quantitativi superiori ai 2,4 g. Negli USA, FDA consente l'uso di massimo 24 mg di efedrina al giorno, dosaggio nettamente inferiore a quello degli studi clinici. Infatti, gli effetti termogenici attribuiti all'efedrina senza incorrere in effetti indesiderati si verificano con l'assunzione di 20 mg due volte al giorno, quindi di 40 mg in tutto.arancio amaro
Nome e descrizione - Citrus Aurantium. È un albero delle regioni subtropicali. Di tale genere e specie esistono due varietà, la varietà dulcis, cioè dolce, e quella amara. Il Citrus Aurantium varietà amara è quella che a noi interessa, perché viene impiegato nel controllo del peso corporeo; al contrario, la varietà dolce è impiegata nei fenomeni di inappetenze come alimento, la cui droga è il succo, dolce appunto.
Droga e meccanismo d'azione - la droga è costituita dalla buccia del frutto immaturo. Tale frutto è più piccolo rispetto che nella varietà dolce e la buccia presenta superficie rugosa ed è rossa-arancione a maturità. Il succo è amaro. La buccia contiene
Impiego - dopo il divieto dell'utilizzo di efedrina negli integratori alimentari, l'arancio amaro viene impiegato come suo sostituto, per il contenuto in sinefrina, che è simile all'efedrina ma con un profilo di sicurezza migliore, visto che in preclinica la sicurezza sembra essere assicurata fino a 5000 mg di sinefrina. L'arancio amaro entra, quindi, spesso a far parte di preparazioni galeniche magistrali con dosaggio stabilito a cura del medico prescrittore, sebbene ad oggi termini di efficacia non sembra ancora una droga consigliabile nel promuovere la perdita di peso.N.b! L'arancio amaro è tra quelle piante medicinali, presenti in integratori alimentari e prodotti erboristici, soggette a disposizioni specifiche, tra cui l'apporto giornaliero di sinefrina, che non deve superare i 30 mg al giorno, corrispondenti a circa 800 mg del fitocomplesso del citrus aurantium, con un titolo del 4% di tale sostanza.
Controindicazioni - da quanto emerge, la sicurezza d'impiego alle dosi sopra riportate sembra accettabile, e gli effetti collaterali più comuni comprendono ipertensione, tachicardia, dolore al petto, dispnea, cefalea, insonnia, ansia, problemi dermatologici e gastrointestinali. Molti degli effetti indotti dalla sinefrina sono simili a quelli dell'efedrina, soprattutto se consumati a dosi superiori a 100 mg al giorno o in combinazione con caffeina. Esso è quindi controindicato nei casi di vasculopatie, ipertensione, ecc ... e in gravidanza e allattamento. Ne è sconsigliata l'assunzione anche al di sotto dei 12 anni di età.