Documento sui lieviti nella fermentazione alcolica. Il Pdf, utile per lo studio universitario in Scienze, esplora il ruolo dei lieviti, i tipi più comuni come Saccharomyces e Kloeckera apiculata, e i fattori fisico-chimici che influenzano il processo.
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Sono eucarioti, appartenenti al regno dei funghi (o Eumiceti). Sono unicellulari, eterotrofi, per la crescita e la nutrizione dipendono interamente dal mosto. Sopravvivono in ambiente anaerobico, sfruttando composti ossidabili come gli zuccheri. Sono diversi tra loro per:
Si riproducono:
La curva della crescita microbica durante la fermentazione alcolica si suddivide in quattro fasi:
La fermentazione è un processo che avviene in assenza di ossigeno, da cui i microrganismi ricavano l'energia per sopravvivere. Le sostanze prodotte nei processi fermentativi risultano tossiche per gli organismi che le hanno create e, quando superano una certa concentrazione, impediscono ogni attività metabolica e la loro stessa sopravvivenza. Nella fermentazione alcolica, questo prodotto è l'alcol etilico.
Nella pratica della vinificazione si osserva che c'è:
Le varie specie di lieviti, come detto, hanno un diverso potere alcoligeno in funzione della capacità che hanno di produrre alcol senza rimanere intossicati da questo. Ve ne sono alcuni, detti ad alto potere alcoligeno, che riescono a produrre un'alta quantità di alcol in presenza di eccesso di zuccheri, senza rimanerne intossicati. La fermentazione alcolica del mosto d'uva inizia per azione dei lieviti apiculati ed è molto intensa, tuttavia questi non arrivano a produrre grandi quantità di alcol etilico, perché non sopravvivono a una gradazione alcolica maggiore del 4% v/v. Tra questi la specie che presenta il più alto potere alcoligeno è la Kloeckera apiculata.
Quando la concentrazione di alcol nel mosto aumenta ulteriormente, i lieviti apiculati rimangono intossicati dall'alcol da loro stessi prodotto e muoiono. Questi, nel processo fermentativo, verranno rimpiazzati dai lieviti ellittici, che hanno dimensione maggiore e sopportano livelli più alti di alcol. Tra gli ellittici la specie più attiva e conosciuta è il Saccharomyces cerevisiae. I lieviti ellittici, dopo aver preso il sopravvento sugli apiculati, rimangono attivi per tutta la durata della fermentazione, finché non si raggiunge una gradazione alcolica massima per loro intorno al 14% v/v. Qualora si abbiano elevate concentrazioni di zucchero, o si debbano produrre vini ad alta gradazione alcolica oppure si deve operare in condizioni anomale (blocco fermentativo) e quindi c'è la necessita di praticare una ripresa di fermentazione in presenza di un tasso alcolico superiore al 12-14% v/v, è necessario l'utilizzo dei lieviti oviformi. Tra gli oviformi c'è una specie altamente alcoligena, che resiste anche a gradazioni superiori ai 14° e fino a 18°V. Gli oviformi, di cui il più noto è il Saccharomyces bayanus, utilizzati anche nella spumantizzazione. La concentrazione di alcol si esprime in millilitri di alcol contenuti in 100 millilitri di mosto o di vino (% vol/vol, ovvero % v/v).
Questo tipo di fermentazione avviene sostituendo la flora microbica naturalmente presente nel mosto con lieviti selezionati in laboratorio e opportunamente inoculati nel mosto da fermentare, in modo da favorire le fermentazioni desiderate. È necessario che i lieviti selezionati siano inoculati in numero e in condizioni di forza riproduttiva tali da superare ogni competitività con i lieviti presenti naturalmente. Durante l'innesto è opportuna l'aggiunta di scorze di lieviti morti oppure di sali ammonici, che ne stimolano la riproduzione e l'attività. Per l'inoculo di lieviti selezionati si può utilizzare:
I vantaggi di questa tecnica sono:
L'inoculo di lieviti selezionati non è tuttavia privo di inconvenienti:
È una particolare tecnica di selezione dei lieviti responsabili della fermentazione. Consiste in due passaggi:
I lieviti necessitano per vivere di sostanze inorganiche quali sali minerali, sostanze azotate quali aminoacidi e azoto elementare, vitamine e altri fattori di crescita inoltre necessitano di energia che ricavano dal processo di fermentazione e di ossidazione, dalla disponibilità di tutti questi fattori i lieviti costruiscono il loro organismo che noi utilizziamo per i nostri scopi.
In tempi relativamente recenti, si è potuto constatare che i S. Cerevisiae, al di sopra di una certa concentrazione di zuccheri, prediligono la fermentazione alcolica anche in presenza di ossigeno. Dal momento che il mosto d'uva è molto ricco di glucosio e fruttosio, tale fenomeno è predominante, al punto che oggi si ritiene che la respirazione cellulare sia completamente inibita in questo mezzo.
Le cellule del lievito necessitano di azoto per poter sintetizzare proteine e grassi indispensabili allo scopo di replicare nuove cellule figlie. Inoltre, l'azoto è utile perché i lieviti possano sintetizzare quelle proteine che hanno la funzione di trasporto del glucosio. Inoltre la mancanza di azoto favorisce la produzione di mercaptani, composti maleodoranti con soglia bassissima di percezione olfattiva. In generale l'uva fornisce quantitativi di APA, in misura generalmente sufficiente. Se si verifica carenza di APA, è opportuna un'aggiunta nei tempi e modi più appropriati stabiliti dall'enologo.
La selettività della membrana citoplasmatica di ogni cellula è la condizione fondamentale per portare a termine la fermentazione alcolica degli zuccheri. Essa dipende dalla sua fluidità e dalla sua resistenza. La membrana infatti, deve permettere il passaggio delle sostanze a cui è consentito e deve opporre resistenza a quelle che la membrana esclude selettivamente.