Documento da Orizzonte Scuola Formazione su Psicologia Cognitiva: Seconda Generazione Cognitivista. Il Pdf, utile per l'Università in Psicologia, esplora le teorie di Ausubel, Miller e Köhler, analizzando l'evoluzione del cognitivismo e il suo impatto sull'apprendimento.
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"Se dovessi condensare in un unico principio l'intera psicologia dell'educazione direi che il singolo fattore più importante che influenza l'apprendimento sono le conoscenze che lo studente già possiede. Accertatele e comportatevi in conformità col vostro insegnamento" (David Ausubel, 1968)
La particolare attenzione al contesto del vissuto umano costituisce il paradigma psicologico di studiosi come: Ausubel, Piaget, Rumelliart, e Norman. Sono questi studiosi a considerare fondamentale l'interazione con l'ambiente, così tanto che intendono la cognizione come un processo organizzativo che si autoregola attraverso una continua relazione tra uomo e ambiente: l'accento non è posto più sul comportamento esterno al soggetto ma sui processi interni, sugli atteggiamenti e sugli stati mentali. Il cognitivismo di seconda generazione articola il suo impianto teorico attorno al concetto di persona legata inscindibilmente alla sua dimensione biologica, alla sua storia evolutiva, al suo contesto sociale, a quello culturale e a quello tecnologico.
A livello educativo le ricadute sono molteplici. In particolare quelle della corrente cognitivista che va sotto il nome di costruttivismo, che affonda le sue radici nell'opera di studiosi come Dewey, Vygotsky, Piaget.
Il costruttivismo segna il passaggio da un approccio oggettivistico ad uno soggettivistico. Il primo è centrato sul contenuto da apprendere, come dato al di fuori del soggetto, da travasare nel miglior modo possibile nella mente dello studente; l'approccio soggettivistico è centrato su chi apprende e sull'idea che la conoscenza non sia un dato separabile dal soggetto che apprende, ma che ogni sapere sia un sapere personale, frutto della ricostruzione personale e delle proprie esperienze. Di qui il ruolo di docente come facilitatore di processo, l'attenzione all'apprendimento attivo, alla collaborazione, all'apprendimento in contesto (situated learning).Se le origini delle teorie dell'apprendimento erano improntate su una logica strettamente comportamentista oggi la tendenza in atto è quella di seguire le logiche cognitiviste più o meno moderate. Resta comunque difficile incrementare i principi del costruttivismo che presenta punti che sono oggetto di studio ancora aperti e aprono la possibilità a diverse discordanze.
David Ausubel propone un organizzatore propedeutico o informatore efficace che premette allo studente di richiamare e trasferire pregresse conoscenze a nuove informazioni che gli vengono presentate1. Questa teoria è basata sull'idea che l'apprendimento sia facilitato se l'allievo può aggiungere significato alle nuove informazioni. Se può essere stabilita una correlazione tra nuove informazioni e conoscenze precedentemente acquisite, l'esperienza dell'apprendimento diventa più significativa per l'allievo.
Da questo momento in poi la nuova informazione può considerarsi appresa. Quella dell'organizzatore propedeutico non è una strategia adoperata dall'allievo ma usata dall'insegnante. In sostanza l'organizzatore propedeutico potrebbe essere un breve e generico discorso preparato dall'insegnante, prima di presentare il nuovo materiale, per introdurre la lezione. Ecco alcune caratteristiche basilari:
Sebbene la locuzione "organizzatore propedeutico" sia stata originariamente introdotta da Ausubel, la nozione è stata fatta oggetto di significative riformulazioni. Con la teoria dello schema, impostasi come principale modello della comprensione del testo, Rumelhart ha ulteriormente sviluppato il concetto di schema. Secondo Rumelhart, uno schema è una struttura di dati per la rappresentazione di generici contenuti della memoria. Gli schemi sono pacchetti di informazione, e 1 Cfr. D. Ausubel, Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, Franco Angeli, Milano 2004.la teoria dello schema riguarda la maniera in cui questi pacchetti sono rappresentati e di come la rappresentazione faciliti l'uso della conoscenza in modo specifico.
Esisterebbero, dunque, schemi rappresentanti la nostra conoscenza riguardo a tutti i concetti: gli oggetti sottostanti, situazioni, eventi, sequenze di eventi, azioni e sequenze di azioni. La teoria degli schemi tenta di spiegare la nostra capacità di far fronte ai continui mutamenti dell'ambiente. Ovviamente, non ogni circostanza ci appare nuova ed insolita. Siamo capaci di riconoscere rapidamente gli elementi noti ed i patterns (schemi, appunto) nel mondo che ci circonda. Questo ci mette in grado di comportarci correttamente in ambienti diversi come una lezione di storia, un ristorante o un incrocio in una strada affollata in un paese straniero.
Sviluppata da Novak intorno agli anni '60 la tecnica delle mappe concettuali si basa sulle teorie di Ausubel, il quale aveva evidenziato l'importanza delle pre-conoscenze per l'apprendimento di nuovi concetti2.
Se l'apprendimento implica l'assimilazione di nuovi concetti entro strutture cognitive già esistenti, allora possiamo anche ipotizzare la costruzione di mappe concettuali che formalizzino la conoscenza strutturata, ovvero il modo in cui i vari concetti sono interconnessi tra di loro all'interno di un determinato dominio conoscitivo. Le mappe sono un modello di come noi organizziamo e applichiamo le conoscenze. Possono essere categorizzate, connettive, associative, specificative o divise in categorie, ad esempio di tipo causale o temporale.
Una mappa evidenzia i saperi di una persona permettendole di guardarsi in profondità e capire le proprie conoscenze. Rende cioè esplicito e conscio ciò che è spesso implicito. Punto focale della costruzione delle mappe è la loro dinamicità intrinseca, per cui, in differenti contesti e in tempi diversi, le rappresentazioni possono essere molto diverse. Le mappe toccano alcuni degli elementi centrali delle tecnologie didattiche e dell'apprendimento. Assumendo che le tecnologie didattiche hanno lo scopo di rendere più efficace il processo formativo, le mappe, che sono strumenti di rappresentazione tematica, innalzano da un lato la nostra comprensione su come gli studenti organizzano ed usano le loro conoscenze, dall'altro aumentano gli strumenti di autovalutazione dei processi di apprendimento. Le mappe concettuali fanno parte di quegli strumenti cognitivi che aiutano 2 Per un approfondimento sull'uso delle mappe concettuali si veda: J. D. Novak, Costruire mappe concettuali. Strategie e metodi per utilizzarle nella didattica, Centro Studi Erikson, Trento 2012; Idem, L'apprendimento significativo. Le mappe concettuali per creare e usare la conoscenza, Centro Studi Erikson, Trento 2001.e supportano il processo di pensiero di chi ne fa uso, in quanto è molto difficile costruire delle rappresentazioni significative senza riflettere profondamente sulle informazioni possedute.
Una mappa rappresenta un territorio. Essa viene organizzata visivamente su un piano, in scala diversa, attraverso un sistema di simboli grafici e informazioni verbali e numeriche.
Nella mappa concettuale la conoscenza diviene il territorio ed essa la modalità visiva di rappresentarlo. Le mappe, dunque, costituiscono uno strumento per: interpretare conoscenze, rielaborare informazioni e trasmettere dati attraverso la visualizzazione dell'oggetto della comunicazione, dei concetti principali, dei legami che essi stabiliscono e quindi costituiscono un percorso del ragionamento. L'uomo conosce attraverso la sua struttura cognitiva che interagendo con l'ambiente crea conoscenza.
Questa interazione avviene mediante apprendimento significativo che ha luogo se:
L'apprendimento avviene mediante assimilazione di nuovi concetti e proposizioni entro la cornice di quelli esistenti nella mente del discente. Le conoscenze già in possesso dello studente sono il singolo fattore più importante che influenza l'apprendimento; il docente deve scoprirle e organizzare, di conseguenza, il suo insegnamento. Esistono per Novak diversi modelli di mappe concettuali in grado di rendere visibile ciò che la mente, al suo interno, è stata in grado di elaborare attraverso un sistema cognitivo che sono la rappresentazione grafica di ciò che un soggetto conosce di un certo argomento, evidenziano le pre-conoscenze e le teorie ingenue del soggetto e possono essere il punto di partenza per lo sviluppo di "mappe esperte". Queste rappresentano uno Strumento utile all'alunno per:
Strumento utile all'insegnante per:
Vi sono diverse tipologie di mappe:
" ... una mappa mentale consiste in una parola o idea principale; attorno a questa parola centrale si associano 5-10 idee principali relazionate con questo termine. Di nuovo si prende ognuna di questeparole ed ad essa si associano 5-19 parole principali relazionate con ognuno di questi termini. Ad ognuna di queste idee discendenti se ne possono associare tante altre". (Buzan T., Buzan B., 1993)
Le mappe mentali hanno una struttura radiale: il concetto appare al centro e da esso si diramano concetti correlati ed associati dei quali non viene specificato il senso (relazioni logico-associative - modello associazionista).
"Le mappe sono rappresentazioni spaziali di idee e delle loro interrelazioni nella memoria e permettono a chi apprende di correlare ciò che stanno studiando attraverso network multidimensionali di concetti e di descrivere la natura delle relazioni tra essi ... " (Jonassen D.H., Reevers T.C, 1996)
La mappa concettuale è la rappresentazione visiva di concetti, espressi in forma sintetica e racchiusi in figure geometriche, collegati tra loro da frecce che esplicitano le relazioni attraverso parole - legame (modello teorico connessionista); essa sintetizza e mostra la struttura dell'informazione.