Documento dall'Università sulla schizofrenia e i disturbi dello spettro della schizofrenia. Il Pdf di Psicologia, adatto per l'Università, esplora la definizione, l'epidemiologia, i criteri diagnostici e le opzioni terapeutiche, inclusi i farmaci antipsicotici e le terapie psicosociali, con riferimenti alla Legge Basaglia.
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LA SCHIZOFRENIA E I DISTURBI DELLO SPETTRO DELA SCHIZOFRENIA Premessa: c'è un forte elemento di stigmatizzazione, di stigma, nei di confronti dei disturbi mentali e da sempre, anche storicamente, la schizofrenia si accompagna all'evento classico della pazzia: del matto, cioè della persona che si comporta in maniera alienante o diversa dal resto della popolazione. Ora ovviamente questo concetto sta un po' scendendo nel corso del tempo e si sta un po' trattando perché intanto i farmaci sono molto efficaci e quindi garantiscono una qualità di vita e di funzionamento piuttosto regolati.
DEFINIZIONE: È una malattia infiammatoria del cervello, anche su base organica (quindi non potrebbe essere trattata diversamente dalle altre malattie neurologiche o organiche). Come per tutti gli altri disturbi, non tutte le forme di schizofrenia rientrano alla definizione classica da DSM dei criteri, quindi, vengono descritti:
La schizofrenia e altri disturbi psichiatrici sono noti da sempre - sono disturbi storici che esistono da sempre, mentre per altri disturbi psichiatrici (soprattutto disturbi di comportamento alimentare) c'è un po' il dubbio e il dibattito sul fatto che siano disturbi creati dalla società moderna. La schizofrenia e la psicosi c'è sempre stata e c'è oggi in tutto il mondo, un po' più presente nei centri urbanizzati ma per una questione di agglomerazione; quindi, è sempre stata studiata sin dall'antichità - ci sono reperti del 15° e 16º secolo.
Con la legge n. 180 del 1978, nota come Legge Basaglia, furono aboliti in Italia gli ospedali psichiatrici ed istituiti i servizi di igiene mentale, per la cura ambulatoriale dei malati di mente. Questo fece dell'Italia un paese pioniere nel riconoscere i diritti del malato. " ... la cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile. Dieci, quindici, vent'anni fa era impossibile che un manicomio potesse essere distrutto. Magari i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi di prima, io non lo so, ma a ogni modo noi abbiamo dimostrato che si può assistere la persona folle in un altro modo, e la testimonianza è fondamentale. Non credo che il fatto che un'azione riesca a generalizzarsi voglia dire che si è vinto. Il punto importante è un altro: è che ora si sa che cosa si può fare. Noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere, perché è il potere che vince sempre. Noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare".
LEGGE BASAGLIA: legge 180 del 1978 che ha cambiato la storia della psichiatria in Italia - con cui furono aboliti i manicomi (ospedali psichiatrici) ed istituiti i servizi di igiene mentale per la cura ambulatoriale dei malati di mente. Tale legge fece dell'Italia un Paese pioniere del riconoscere i diritti del malato.Gli ospedali unicamente psichiatrici ancora esistono in Svizzera, negli USA e in Gran Bretagna. In Italia invece tutto ciò è stato abolito nel '78 perché erano fortemente discriminanti e fortemente stigmatizzanti, erano soltanto dei centri di ricovero dove la terapia era molto approssimativa, non c'erano farmaci veri e propri, era più che altro una psichiatria di contenimento sociale. Tale legge introdusse la chiusura dei manicomi, cioè da quel giorno furono chiusi, non si accettavano più nuovi ricoveri e man mano che venivano dimessi i pazienti chiusero e aprirono i reparti ospedalieri > i reparti di psichiatria in ospedale sono stati introdotti dal 1978. Questo ha permesso a una persona che soffre di un disturbo mentale di essere trattato come tutti gli altri, quindi andare al pronto di soccorso, essere ricoverato, dimesso, trasferito in un altro reparto, si può chiedere una consulenza di un gastroenterologo, di un cardiologo, cosa che prima era impossibile fare. Inoltre, è stato introdotto il TSO: trattamento sanitario obbligatorio > misura di contenimento medico e farmacologico messa in atto in caso di grandi momenti di agitazione o di scompenso quando non è possibile fare nient'altro. Quindi questa può essere utile anche a tenerla a mente perché è una legge estremamente famosa che non è stata più modificata da allora ma che è ancora estremamente attuale e che ci ha permesso oggi di essere abbastanza moderni.
Tornando alla storia della psichiatria pura, uno dei padri fondatori della schizofrenia fu Kraepelin, alla fine dell'Ottocento, valutò che alcuni pazienti che si ammalavano di schizofrenia avevano un vissuto estremamente giovanile, avevano un progressivo decadimento con una condizione che somigliava molto alle demenze. Mentre di demenza ci si ammala intorno a 60 - 70 anni, questi pazienti si ammalavano in età giovanile e poi progredivano in maniera cronica recidivante - per questo la definì demenza precoce. Questa è una valenza solo storica che oggi non esiste più, non si trova nei manuali e permette di capire perché alcuni pazienti psicotici sembrano dementi; ma si tratta di un paziente con una demenza o con una schizofrenia? Un paziente psichiatrico o un paziente neurologico? Le due forme nel cronico, nel lungo tempo, si sovrappongono e in parte succede anche per il disturbo bipolare. Oggi per fortuna è rarissimo vedere questo perché interveniamo molto prima - i farmaci modificano questo decorso, lo migliorano, non abbiamo più pazienti con la diagnosi di demenza. Kraepelin per primo identificò questa grande malattia di natura psichiatrica simile a degli eventi neurologici e ha distinto due profili clinici di insanità:
Cenni storici E. Bleuler (1911) Sintomi fondamentali : Alterazione funzioni associative autismo , alterazioni affettive, ambivalenza ..... "Disturbo delle associazioni": schizofrenia spaltung (= mente divisa) Demenza precoce Psicosi maniaco depressiva Demenza Paranoide Schizofrenia semplice Sintomi accessori: allucinazioni e deliri, variazioni della memoria, del linguaggio e della scrittura ...
Non tutti i pazienti schizofrenici hanno un andamento come quello individuato da Kraepelín, e non tutte le malattie puberali potevano essere considerate schizofrenia. Nel 10% dei casi il paziente aveva un decorso positivo senza progressivo deterioramento: nella schizofrenia semplice nel senso di Bleuler, la sintomatologia prevalenteè quella dell'inaridimento dei sentimenti e l'inadeguatezza affettiva. Nel 1911 Bleuler - in Svizzera, a Zurigo - modificò il nome di Demenza Precoce e iniziò a valutarla come schizofrenia - nome misto tra il latino e il tedesco che significa mente-mista, mente frammentata, che è l'altro grande elemento che appare evidente come un paziente schizofrenico - cioè è come se tutte le funzioni psichiche fossero frammentate tra di loro, andassero ognuno per i fatti loro. Ha usato per primo il termine schizofrenia per indicare la scissione che si verificava tra pensiero, emozione e comportamento nei pz, inducendo il concetto di:
Quindi non è come un ritardo mentale, il disturbo bipolare, una demenza ma è come tutte queste cose messe insieme > ci sono allucinazioni visive, c'è un eloquio disorganizzato, c'è un pensiero disorganizzato, c'è un disorientamento spazio-temporale. Ricordare queste due cose, più la legge Basaglia, che ha un valore anche culturale nel nostro paese.
DEFINIZIONE La schizofrenia è un disturbo psicotico, rappresenta un disturbo cronico-intermittente, più o meno simile alla definizione di disturbo bipolare, che può arrestarsi o regredire non permettendo tuttavia una completa guarigione. Disturbo intermittente perché ci possono essere varie fasi di ricadute o di recidive o di stabilizzazione ed esattamente come nel disturbo bipolare, l'intervento farmacologico ha lo scopo di allungare lo stato di benessere e ridurre sia l'intensità che la frequenza delle ricadute.
Definizione di Schizofrenia Funzionalità psichica Coscienza del corpo Coscienza Psicosi Auto-consapevolezza Decorso cronico - intermittente, che può arrestarsi o regredire non permettendo tuttavia una completa guarigione Panalara Dissociazione (disturbi diassociativi) Memoria Cognizione Identificata da tre componenti fondamentali: Stato di coscienza Contusione Attenzione Viglarda faltato confusionale) -trasformazione della realtà, (deliri ed allucinazioni) -impoverimento ideoaffettivo ( alogia, abulia, apatia ed asocialità) -disorganizzazione (pensiero, l'eloquio e comportamento) Funzionalà S.H.C. La personalità del paziente non forma un tutt'uno relativamente armonico e coerente ma vari momenti, modi di essere, pensieri, desideri, comportamenti contrastanti tra di loro si mescolano in un miscuglio illogico ed apparentemente senza senso, in realtà c'è sempre una logica , ma non è basata sul principio di identità e di causa-effetto. Questo determina bizzarria (essere insolito, strano, paradossale), stranezza, impenetrabilità (difficoltà di comprensione), ambivalenza (sentimenti opposti contemporaneamente verso la stessa persona o situazione) dello schizofrenico.