Introduzione alla filosofia: epistemologia e postmodernità

Documento di Università su Introduzione Alla Filosofia. Il Pdf esplora concetti chiave dell'epistemologia, come il verificazionismo e il falsificazionismo di Popper, e analizza la postmodernità attraverso il pensiero di Lyotard, Nietzsche e Heidegger, per la materia Filosofia.

Mostra di più

20 pagine

INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA
1. ARGOMENTI A PIACERE
LA SCIENZA E IL METODO SCIENTIFICO (EPISTEMOLOGIA)
Introduzione
Durante il periodo del Covid-19 abbiamo avuto problemi nell’informazione:
Gli scienziati non sapevano spiegare le loro conoscenze in maniera accessibile.
La popolazione non sapeva nulla di ciò che si parlava
In più si è avuto lo sviluppo di teorie pseudo-scientifiche. È necessario che ci parla si
spieghi bene, è un suo dovere; non è la popolazione che deve “sforzarsi” di
comprendere ciò che si dice.
Come si distingue un’affermazione scientifica da una non scientifica? Questa
problematica è attualissima ma già Feyerabend, in una sua famosa intervista, aveva
affrontato il problema. Analizziamo 2 affermazioni:
1. Astrologia: Il Sole in Pesci in trigono per gli Scorpione di novembre
grandi energie
2. Astronomia: I materiali rocciosi rappresentano circa lo 0.44% della massa di
materia da cui è formato il Sole.
Perché l’affermazione 1 è scientifica e la 2 no? Per dare una risposta dobbiamo uscire
dallo schema: l’astrologia fa parte di uno schema simbolico-relazionale (magico),
quello dell’astronomia allo schema matematico-geometrico.
Il punto chiave non è l’asserzione in sé, bensì il contesto di cui fa parte. È nel 1600
che si ha l’accantonamento dello schema simbolico (es. Marte che influisce sulla
circolazione perché entrambi sono rossi) a favore di uno schema matematico.
Epistemologia del ‘900
Agli inizi del ‘900 si cerca di “purificare” il linguaggio attraverso la logica formale,
cercando di eliminare le ambiguità. È da qui che parte la riflessione epistemologica.
Il Circolo di Vienna (Neopositivismo logico) dibatte per stabilire i criteri grazie ai
quali possiamo definire scientifica oppure no un’asserzione.
Schlick (verificazionismo)
Un’affermazione è scientifica se è possibile verificarla empiricamente (non
necessariamente si devono avere gli strumenti per provarlo).
Un’affermazione scientifica (anche se falsa) è “la superficie del pianeta che orbita
intorno ad Alfa Centauri è ricoperta di gorgonzola” mentre non è scientifica
l’affermazione “sulla cruna di un ago ci sono non meno di 50 angeli”.
1
Quindi per essere scientifica non conta la veridicità quanto la verificabilità. Ciò
che scientifico ha senso, ciò che non è scientifico non ha senso (si elimina ciò che è
metafisico).
Critica al verificazionismo: il principio di verificabilità non è verificabile
empiricamente, quindi è senza senso.
Popper
Critica all’induttivismo
Popper critica l’induttivismo, la tendenza, cioè di inferire asserzioni universali da
asserzioni singolari/particolari (dal particolare al generale). Non si può conoscere la
verità di un’asserzione universale attraverso l’esperienza.
Per rendere le inferenze induttive accettabili dovremmo stabilire un principio di
induzione: per Karl Popper questo principio conduce facilmente a contraddizioni
logiche. Inoltre deve essere un’asserzione universale; quindi tentando di giustificarlo
con l’esperienza permangono le stesse problematiche.
Per Popper le teorie non sono mai verificabili empiricamente, ma è necessario un
nuovo approccio, il falsificazionismo.
Falsificazionismo
Per invalidare una legge universale basta un unico controesempio. Se ancora non si
è trovato un caso in cui la legge non vale, non per questo si può dire che è
logicamente vera (si può dire solo che per ora la riteniamo vera).
Per Popper è necessario cambiare mentalità: dobbiamo sostituire il criterio di
verificabilità con quello della possibile falsificazione; una teoria è scientifica se
stabilisce quali sono i criteri che potrebbero invalidarla. Le teorie ermeneutiche-
interpretative (teologia, marxismo, filosofia) per Popper non sono scientifiche perché
non sono falsificabili.
L’ambito della scoperta (o dello sviluppo di teorie) non conta in relazione alla
scientificità ma si interessa unicamente del passo successivo, cioè della possibile
falsificabilità.
È quindi necessario ricorrere a proposizioni singolari (asserzioni-base), dedotte dalla
nostra ipotesi, che possano essere facilmente confrontabili con l’esperienza. Se
l’esperienza conferma la deduzione l’ipotesi è detta corroborata, altrimenti è detta
falsificata.
Cosa differenzia Popper dal convenzionalismo? Il convenzionalista sceglie per
convenzione le teorie e spesso utilizza stratagemmi per continuare a sostenerle
nonostante risultino a prima vista falsificate. Per essere falsificazionisti si deve
rinunciare all’utilizzo di tali sistemi.
Critica al falsificazionismo: Duhem (ripreso di Quine), già prima di Popper, diceva
che nel
falsificazionismo c’è un errore di fondo; se la teoria non funziona non
informazioni su quale delle ipotesi di partenza sia sbagliata (esempio dello
svolgimento delle espressioni).
2

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

ARGOMENTI A PIACERE

LA SCIENZA E IL METODO SCIENTIFICO (EPISTEMOLOGIA)

Introduzione Durante il periodo del Covid-19 abbiamo avuto problemi nell'informazione:

  • Gli scienziati non sapevano spiegare le loro conoscenze in maniera accessibile.
  • La popolazione non sapeva nulla di ciò che si parlava

In più si è avuto lo sviluppo di teorie pseudo-scientifiche. È necessario che ci parla si spieghi bene, è un suo dovere; non è la popolazione che deve "sforzarsi" di comprendere ciò che si dice. Come si distingue un'affermazione scientifica da una non scientifica? Questa problematica è attualissima ma già Feyerabend, in una sua famosa intervista, aveva affrontato il problema. Analizziamo 2 affermazioni:

  1. Astrologia: Il Sole in Pesci in trigono per gli Scorpione di novembre dà grandi energie
  2. Astronomia: I materiali rocciosi rappresentano circa lo 0.44% della massa di materia da cui è formato il Sole.

Perché l'affermazione 1 è scientifica e la 2 no? Per dare una risposta dobbiamo uscire dallo schema: l'astrologia fa parte di uno schema simbolico-relazionale (magico), quello dell'astronomia allo schema matematico-geometrico. Il punto chiave non è l'asserzione in sé, bensì il contesto di cui fa parte. È nel 1600 che si ha l'accantonamento dello schema simbolico (es. Marte che influisce sulla circolazione perché entrambi sono rossi) a favore di uno schema matematico.

Epistemologia del '900

Agli inizi del '900 si cerca di "purificare" il linguaggio attraverso la logica formale, cercando di eliminare le ambiguità. È da qui che parte la riflessione epistemologica. Il Circolo di Vienna (Neopositivismo logico) dibatte per stabilire i criteri grazie ai quali possiamo definire scientifica oppure no un'asserzione.

Schlick (verificazionismo)

Un'affermazione è scientifica se è possibile verificarla empiricamente (non necessariamente si devono avere gli strumenti per provarlo). Un'affermazione scientifica (anche se falsa) è "la superficie del pianeta che orbita intorno ad Alfa Centauri è ricoperta di gorgonzola" mentre non è scientifica l'affermazione "sulla cruna di un ago ci sono non meno di 50 angeli". 1Quindi per essere scientifica non conta la veridicità quanto la verificabilità. Ciò che scientifico ha senso, ciò che non è scientifico non ha senso (si elimina ciò che è metafisico). Critica al verificazionismo: il principio di verificabilità non è verificabile empiricamente, quindi è senza senso.

Popper

Critica all'induttivismo

Popper critica l'induttivismo, la tendenza, cioè di inferire asserzioni universali da asserzioni singolari/particolari (dal particolare al generale). Non si può conoscere la verità di un'asserzione universale attraverso l'esperienza. Per rendere le inferenze induttive accettabili dovremmo stabilire un principio di induzione: per Karl Popper questo principio conduce facilmente a contraddizioni logiche. Inoltre deve essere un'asserzione universale; quindi tentando di giustificarlo con l'esperienza permangono le stesse problematiche. Per Popper le teorie non sono mai verificabili empiricamente, ma è necessario un nuovo approccio, il falsificazionismo.

Falsificazionismo

Per invalidare una legge universale basta un unico controesempio. Se ancora non si è trovato un caso in cui la legge non vale, non per questo si può dire che è logicamente vera (si può dire solo che per ora la riteniamo vera). Per Popper è necessario cambiare mentalità: dobbiamo sostituire il criterio di verificabilità con quello della possibile falsificazione; una teoria è scientifica se stabilisce quali sono i criteri che potrebbero invalidarla. Le teorie ermeneutiche- interpretative (teologia, marxismo, filosofia) per Popper non sono scientifiche perché non sono falsificabili. L'ambito della scoperta (o dello sviluppo di teorie) non conta in relazione alla scientificità ma si interessa unicamente del passo successivo, cioè della possibile falsificabilità. È quindi necessario ricorrere a proposizioni singolari (asserzioni-base), dedotte dalla nostra ipotesi, che possano essere facilmente confrontabili con l'esperienza. Se l'esperienza conferma la deduzione l'ipotesi è detta corroborata, altrimenti è detta falsificata. Cosa differenzia Popper dal convenzionalismo? Il convenzionalista sceglie per convenzione le teorie e spesso utilizza stratagemmi per continuare a sostenerle nonostante risultino a prima vista falsificate. Per essere falsificazionisti si deve rinunciare all'utilizzo di tali sistemi. Critica al falsificazionismo: Duhem (ripreso di Quine), già prima di Popper, diceva che nel falsificazionismo c'è un errore di fondo; se la teoria non funziona non dà informazioni su quale delle ipotesi di partenza sia sbagliata (esempio dello svolgimento delle espressioni). 2Il falsificazionismo non può essere utilizzato in modo dogmatico, bensì pragmatico.

Dagli anni '60 in poi

Successivamente, negli anni '60, si ha una rivalutazione dell'approccio logico alla scienza. La scienza esiste in relazione a coloro che chiamiamo "scienziati"; quindi, entra in gioco il fattore umano, ma anche storico.

Bachelard

Introduce il tema dell'Ostacolo epistemologico, che va superato per raggiungere ciò che è scientifico superando i bias personali. I rimedi sono:

  • Dimensione sociale della scienza (rapporto tra scienziati)
  • Appoggio sulla matematica

Kuhn

Per Kuhn la scienza va guardata anche in relazione agli scienziati che la producono: non è solo un'impresa logica ma anche storica. Il progresso della scienza avviene attraverso alcune fasi:

  1. Teoria
  2. Fase normale: paradigma comunemente accettato nella comunità scientifica.
  3. Fase di crisi: evidenze osservative che mettono in crisi il paradigma tradizionale.
  4. Fase rivoluzionaria: si confrontano più paradigmi alternativi (fase creativa)
  5. Fase di cambiamento di paradigma: fra le varie alternative ne emerge una che diventa il nuovo paradigma standard.

La scienza, quindi, acquisisce un carattere ciclico.

Feyerabend

Elabora la teoria dell'anarchia epistemologica: ogni scienziato deve essere libero di agire come vuole, non esiste un solo metodo scientifico. Lo scienziato deve essere un "ribelle". La scienza progredisce attraverso un lavoro "ad albero". Da varie metodiche e dal confronto emergono teorie che divengono poi modelli standard. Qual è la differenza tra standard e regole?

  • Standard: criteri che consentono di articolare un giudizio su una teoria scientifica. Non si può pretendere che gli altri adottino gli stessi criteri.
  • Regole: norme che tutti devono rispettare (un anarchico epistemologico non le può accettare).

QUESTIONI DI GENERE

Excursus storico

L. Irigaray: Etica della differenza sessuale La differenza sessuale è il problema del nostro secolo (per Heidegger ogni secolo ha un problema centrale). L'autrice parla di "una fecondità ancora non avvenuta". 3Lucia Vantini: Genere (2015) Attorno alla parola "genere" è in corso un vero e proprio conflitto simbolico, politico e pratico. Durante il '900 la questione femminile/femminista si è evoluta e necessita di modificazioni nelle relazioni e nei rapporti sociali. Per secoli le donne erano "recluse" in pochi ambiti, mentre negli ultimi 50 anni sono state presenti in gran parte degli ambiti sociali; ciò significa formazione, partecipazione sia a livello sociale che ecclesiale e teologico. Solo dopo il Concilio Vaticano II l'insegnamento della teologia è stato aperto ai laici e alle donne. Una riflessione complessa e lunga La questione del genere ha radici estese e profonde, che hanno la loro origine nella Rivoluzione Francese. Tradizionalmente si pone l'origine di questo movimento di emancipazione femminile in Olympe de Gouges, scrittrice che redige "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" (1797), ironizzando sul documento semi-omonimo, secondo lei, rivolto unicamente agli uomini. Per le sue posizioni e critiche all'establishment è stata ghigliottinata. Un altro personaggio, contemporaneo, in Inghilterra è Mary Wollstonecraft che scrisse nel 1792 Rivendicazione dei diritti della donna. In USA i movimenti femministi spesso si conciliano con quelli abolizionisti che lottano contro la schiavitù; un importante esponente è Elisabeth Cady Stanton, promotrice della Bibbia della donna, un tentativo di esegesi biblica che punta il dito contro la lettura maschilista utilizzata per relegare la donna ad un ruolo di inferiorità rispetto all'uomo (per lei è una strumentalizzazione). Parole chiave: abolizionismo, emancipazione della donna e parità di diritti. A tutto ciò si collega l'onda di proteste che chiedono il suffragio universale (le donne vogliono partecipare al voto). I primi sviluppi e risultati di questo movimento chiedono uguaglianza di diritti (famiglia, lavoro, indipendenza economica, eredità ... ). Si fa attenzione a non eliminare le differenze oggettive, ma a darne una nuova lettura:

  • Virginia Woolf
  • Simone de Beauvoir: "donna non si nasce, si diventa" (importanza del dato culturale nella percezione di sé). La differenza c'è e non va negata, ma va interpretata.

Più recentemente Luce Irigaray, e in Italia il gruppo veronese Diotima, portano avanti una filosofia delle differenze: le differenze si generano in un universo simbolico che non va abolito, bensì ripensato. Domande cruciali sono "perché a parità di competenze continua un dominio maschile nella società?". 4Le differenze si utilizzano solo per discriminare; dietro l'Uomo neutro c'è solo il maschio (cultura dell'uno e non del due). Ciò porta ad una denuncia del patriarcato, dell'androcentrismo, e il soggetto femminile tende a considerarsi parziale. Dagli anni '60 si ha uno spostamento del focus dalla donna ad un orizzonte più ampio di differenze. Fioriscono quindi i "gender studies": come si generano le differenze e quali sono le conseguenze? Si rileggono quindi le discipline scientifiche con nuovi "occhiali".

Gender

Il termine fa la sua prima apparizione negli anni '70 nel saggio The Traffic in Women: Notes on the Political Economy of Sex di G. Rubin. Questo termine però ha varie sfumature di significato: è importante non accostarsi a questo termine con pregiudizio. È importante precisare che questo termine, in inglese, non ha lo stesso significato di "genere" in italiano: in inglese si riferisce unicamente alla differenza specifica che però non è biologica (per questo c'è il termine sex = sesso). In gender c'è un'interpretazione/aspettativa culturale del termine sex. Il termine gender esprime il fatto che questa differenza biologica è sempre vissuta all'interno di un contesto culturale e sociale. Il termine gender è articolato in almeno 3 aree di significato:

  • Specificazione dell'identità psicologica: ciò si sviluppa negli anni '50 in relazione alle persone transessuali. Riguarda la "percezione di sé" e quindi il riconoscimento o meno nel proprio sesso biologico (sex). Uno psicologo riteneva che l'individuo nascesse con un'identità sessuale neutra che veniva poi plasmata dalla società. Caso di un bambino che ha subito un'amputazione del pene durante la circoncisione che è stato cresciuto come femmina; si è ribellato e successivamente suicidato.
  • Orientamento sessuale: risposta agli stimoli sessuale, quindi come la persona orienta i suoi desideri sessuali.
  • Ruolo sociale: ruolo che la società impone in relazione al genere, in quanto ha un'idea di maschile e femminile alla quale l'individuo si deve conformare.

Si hanno 3 direzioni di sviluppo:

  • Gayle Rubin: la differenza sessuale biologica (sex) è sempre interpretata dal contesto socio-culturale-politico-religioso (gender). Sono 2 concetti che si specificano reciprocamente. Si critica il determinismo biologico che per secoli ha causato un modello sociale di "oppressione e potere".
  • R. Connell e C. Saraceno: al centro c'è l'aspetto sociologico e l'aspetto gender in relazione al potere (strumentalizzazione della biologia). Sviluppo dagli anni '70 dei "gender studies" e dagli anni '80 dei "men studies".
  • Judith Butler: teorizza una lettura estremizzata più da chi la legge che da lei, ma comunque discutibile: il gender è staccato dal sex; si ha una decostruzione delle differenze biologiche e della comprensione culturale. L'identità non è definita a priori né dalla biologia, né dal genere, bensì è soggetta a infinite 5

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.