Roma: le Guerre Civili, Silla e le sue riforme

Slide da Scuola superiore su Roma: le Guerre Civili. Il Pdf esplora le guerre civili romane del I secolo a.C., dalla guerra sociale alla prima guerra civile con Silla, analizzando i cambiamenti politici e sociali introdotti.

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ROMA:
LE GUERRE CIVILI
I secolo a.C.
Parte Prima
Il nuovo secolo si inaugura, per Roma, con una «guerra sociale» (socius in latino
significa «alleato»), nata dal malcontento degli alleati italici che si vedono
esclusi dal diritto alla cittadinanza, nonostante la loro assidua partecipazione
alle guerre di conquista romana. Questa guerra dura poco, dal 90 all’88 a.C.,
ma è durissima. Termina con l’estensione della cittadinanza agli insorti.
Diritto di cittadinanza
Il riconoscimento
dell’appartenenza alla comunità
statale, caratteristica degli uomini
liberi, comporta:
1 godimento di diritti quali
sposarsi, commerciare, votare.
2 essere eletti alle magistrature
repubblicane;
3 diritto/dovere di prestare
servizio militare.

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Anteprima

Le guerre civili a Roma

ROMA: LE GUERRE CIVILI I I secolo a.C. Parte PrimaIl nuovo secolo si inaugura, per Roma, con una «guerra sociale» (socius in latino significa «alleato»), nata dal malcontento degli alleati italici che si vedono esclusi dal diritto alla cittadinanza, nonostante la loro assidua partecipazione alle guerre di conquista romana. Questa guerra dura poco, dal 90 all'88 a.C., ma è durissima. Termina con l'estensione della cittadinanza agli insorti.

Diritto di cittadinanza

  • Il riconoscimento dell'appartenenza alla comunità statale, caratteristica degli uomini liberi, comporta:
    • 1 godimento di diritti quali sposarsi, commerciare, votare. 2 essere eletti alle magistrature repubblicane; 3 diritto/dovere di prestare servizio militare.

Guerre civili e crisi politica

  • Dopo la vicenda dei Gracchi, la vita politica romana continua la sua spirale di violenta crisi. Lo scontro tra i due partiti, gli ottimati contro i popolari -i primi rappresentanti dei nobili e degli interessi del senato, i secondi che si battono per migliorare le condizioni del popolo e portare avanti le istanze dei cavalieri-diviene guerra civile, cioè una lotta intestina in cui cittadini romani combattono fra loro.
  • Tre sono le guerre civili (per convenzione):
  1. Prima guerra civile: Mario contro Silla (88-82 a.C.)
  2. Seconda guerra civile: Pompeo contro Cesare (49-45 a.C. circa)
  3. Terza guerra civile: Ottaviano contro Antonio (44-31 a.C.)

Prima guerra civile (88-82 a.C.)

I generali Gaio Mario (popolare) e Lucio Cornelio Silla (ottimate) si scontrano. Mario è homo novus, grande capo militare, capace di entusiasmare per le sue vittorie; ha molto seguito: può contare sulla fedeltà del suo esercito fatto di proletari. Il pericolo è che i soldati siano più fedeli al proprio comandante che a Roma stessa.MARIO E SILLA

Silla e i popolari

Silla, già ufficiale di Mario durante la guerra numidica (contro Giugurta), è un nobile romano che ha, anch'egli, seguito e popolarità: oltre alla fiducia del suo esercito, gode dell'appoggio del senato, in un momento in cui a Roma prevalgono le decisione dei popolari rispetto agli ottimati.

  • I popolari, infatti, puntano alla guerra contro Mitridate, re del Ponto, acerrimo nemico di Roma, sovrano dell'Anatolia.
  • Silla sostiene, invece, gli interessi dell'oligarchia nobiliare non favorevole allo scontro.

Scontro e ascesa di Silla

Lo scontro avviene comunque: la prima guerra mitridatica (88-85 a.C.) scoppia quando Mitridate viene attaccato e sconfitto dal re di Bitinia Nicomede, alleato di Roma. Il senato, allora, incarica Silla di portare avanti le operazioni militari, ma, grazie a un blocco sociale antioligarchico voluto dal tribuno Sulpicio Rufo, viene votata una legge che consegna a Mario la guida dell'esercito per la spedizione contro Mitridate.

  • Silla non accetta la decisione dei comizi e convince i suoi soldati a muovere contro la stessa Roma, occupando con forza la città. Seguono anni di lotte sanguinose. Si succedono fughe, confische di beni, omicidi: in una prima fase prevale Mario e tale sorte tocca agli ottimati. Morto questi, sotto il suo successore Cinna, prevale e vince Silla, il che porta alla morte i nemici popolari. Silla diviene il nuovo padrone di Roma, nell'82, facendosi proclamare dittatore, non per sei mesi, ma a tempo indeterminato.

Il dittatore Silla e i suoi interventi

  • Silla usa il suo enorme potere in un primo momento per eliminare fisicamente gli avversari politici: 5000 i nomi che figurano nelle liste di proscrizione, tra cui il giovanissimo Caio Giulio Cesare.
  • Amplia il numero dei senatori, portandolo a 600, ma includendo i rappresentanti dei cavalieri e delle più importanti famiglie italiche di fresca cittadinanza.
  • Sposta il pomerio (spazio sacro contiguo alle mura della città che non può essere superato da uomini in armi) fino ai fiumi Magra e Rubicone, che dividono la Gallia cisalpina dall'Italia peninsulare. Viene depotenziato il tribunato della plebe, togliendo il potere di veto e l'esclusione dal cursus honorum.

L'ascesa di Pompeo Magno (106-48 a.C.)

  • Gneo Pompeo viene definito «Magno» dai suoi soldati dopo aver contribuito a sconfiggere Mario in Africa. Sostiene Silla con truppe reclutate privatamente; dopo la morte di questi, orienta la sua politica verso posizioni più moderate e più vicine ai popolari.
  • Il senato lo apprezza perché il generale contribuisce in modo decisivo, insieme a Licinio Crasso, a domare la rivolta degli schiavi scoppiata in una scuola di gladiatori di Capua e guidata dal coraggioso Spartaco (73 a.C.), un gladiatore trace che intende riportare nelle terre di origine un gran numero di schiavi gladiatori; altro motivo che giustifica la meritata fama sta nella capacità di Pompeo di salvare Roma anche dal pericolo dei pirati che danneggiano i commerci nel Mediterraneo. L'apice del suo potere avviene quando affronta, in una nuova e decisiva guerra, Mitridate, sconfiggendolo nel 63 a.C. e conquistando Ponto e Siria (con la Giudea).

Ritratto di Pompeo Magno

L'ascesa di Cesare (100-44 a.C.)

  • Caio Giulio Cesare nasce nel 100 a.C. da padre di origine patrizia e madre senatoria, ma plebea. Si dice che gli Iulii siano discendenti di Venere, tramite Iulo (o Ascanio), figlio dell'eroe troiano Enea e fondatore di Alba Longa.
  • E' un parente di Mario. Come anti-sillano, diventa presto figura di spicco presso i popolari. Grazie all'appoggio del ricchissimo Licinio Crasso, console insieme a Pompeo nel 70 a.C., Cesare accede alle cariche più importanti del cursus honorum molto velocemente: edile nel 65, pontefice massimo nel 63, pretore nel 62. Nel 62 a.C., al rientro a Roma, Pompeo, carico di onori e ricchezze, scioglie il suo esercito a Brindisi, limitandosi a chiedere al senato la ratifica dei provvedimenti da lui presi in Oriente e la concessione di terre ai suoi veterani, come da prassi. Nonostante il fastoso trionfo organizzato per lui, il senato gli nega le richieste.

Busto di Caio Giulio Cesare

Primo triumvirato

Nel 60 a.C. Pompeo, deluso e amareggiato, si allea con Cesare e con il ricchissimo Crasso, impegnandosi ad aiutarsi l'un l'altro per poter insieme dominare lo stato. Questo patto, stretto tra privati cittadini, viene poi chiamato primo triumvirato: tres (tre) e viri (uomini). Cesare vuole sostegno per la nomina a console nell'anno successivo; Pompeo la ratifica delle sue richieste; Crasso, influente presso gli ambienti dei cavalieri e dei popolari e ostile al senato, intende spartirsi con gli altri due i principali centri di potere di Roma.

Il console Cesare conquista la Gallia

  • 59 a.C .: Cesare viene eletto console. Fa approvare la distribuzione delle terre ai veterani di Pompeo e riduce il costo degli appalti in Asia per favorire i cavalieri, che Crasso protegge. Per sé sceglie la carica di proconsole della Gallia.
  • 58-50 a.C .: Cesare assume, come proconsole, il comando della Gallia Cisalpina (Italia settentrionale) e della Gallia Narbonese (Francia meridionale). Negli otto anni successivi, egli conduce una serie di campagne contro le tribù celtiche che abitano la parte libera della Gallia, conquistandola per intero. In seguito, si spinge oltre la Manica, fino in Britannia, regione sconosciuta fino ad allora ai romani e immaginata ricchissima. In Gallia si accende una ribellione guidata da Vercingetorige: Cesare trionfa ad Alesia (52 a.C.), così da avere saldamente tutta la Gallia, dal Mediterraneo alla Manica, dall'Atlantico al Reno.

La Gallia ai tempi di Cesare Tamigi britanni Londinium (Londra) belgi germani Reno oceano Atlantico veneti Lutezia (Parigi) Alesia (52 a.C.) suebi Loira galli elvezi Danubio Burdigala (Bordeaux) Lugdunum (Lione) germani aquitani Gallia Narbonese Narbona Marsiglia Genova Lucca mar Adriatico Roma mar Tirreno € Contro elvezi e suebi (58 a.C.) Domini romani € Contro i galli belgi (57 a.C.) mar Mediterraneo Conquiste di Cesare € Contro i galli veneti e aquitani (56 a.C.) Battaglia decisiva € Contro britanni e germani (55-54 a.C.)

La seconda guerra civile (49-45 a.C.)

Cesare può contare, grazie alla gloria militare, su un esercito agguerrito, ben addestrato, fedelissimo al suo generale. Il senato gli intima di abbandonare la provincia e di sciogliere l'esercito. Il senato, a Roma, è in allarme perché teme che Cesare conquisti il potere con la forza. Con Crasso deceduto in guerra, Pompeo teme lo stesso esito.

  • Cesare sa che se avesse superato il Rubicone (limite stabilito ai tempi di Silla come invalicabile) con il suo esercito, sarebbe esplosa un'altra guerra civile. All'inizio tenta l'accordo per presentare la sua candidatura a console per l'anno successivo. 49 a.C .: Il senato e Pompeo rifiutano le richieste. Cesare varca il Rubicone con l'esercito, pronunciando le famose parole «alea iacta est» e marcia su Roma, dichiarando guerra al senato e a Pompeo, che gli si è rivoltato contro.

CAESAR/VS/POMPEIUS Padus f. GALLIA CISALPINA .... Caesar Genua Pompeius O ORavenna Ariminum Nicaea Luca O Ancona Iguvium OAuximum ·Cingulum Arretium OFirmum Tiberis f. CamerinumO PICENUM MARE ADRIATICUM CORSICA ROMA Corfinium Ostia O Luceria O MARE TYRRHENUM Capua O Neapolis Brundisium SARDINIA 49 a.C. dal Rubicone a Corfinio Rubicon Pisaurum Fanum Fortunae ILLYRICUM O Asculum o Aleria o Olbia

FIG .: CESARE NEL MOMENTO IN CUI ATTRAVERSA IL RUBICONE HCOHH

Conseguenze della seconda guerra civile

  • Pompeo abbandona Roma per raggiungere l'Oriente, lasciando di fatto la città nelle mani di Cesare, ormai nemico pubblico del senato. Cesare, prima si assicura il dominio dell'Italia e della Spagna, per non essere attaccato alle spalle. Vi riesce senza incontrare resistenza: tranquillizza i ceti più ricchi, impedisce al suo esercito di saccheggiare, promettendo laute ricompense a guerra finita. In Spagna si guadagna la fiducia delle legioni di Pompeo stanziate lì.
  • 48 a.C .: Inseguito l'esercito di Pompeo in Oriente, lo annienta a Farsàlo, in Tessaglia.
  • Pompeo chiede rifugio al re d'Egitto Tolomeo XIII, suo alleato, che lo farà uccidere a tradimento, per ingraziarsi Cesare vincitore. Cesare, disapprovando il gesto, pone sul trono la sorella maggiore di Tolomeo, Cleopatra, alla quale si lega sentimentalmente. Poi, in modo fulmineo (da qui la frase «veni, vidi, vici»), doma una nuova ribellione nel Ponto e sconfigge gli ultimi sostenitori di Pompeo a Tapso (46) in Africa, e a Munda (45), in Spagna. Cesare, padrone di Roma, ha dimostrato che solo gli eserciti stabiliscono il destino della res publica.

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