L'impianto del vigneto: normativa, epoca e scelta della varietà

Documento sull'impianto del vigneto. Il Pdf fornisce una guida dettagliata sulla normativa vigente, l'epoca ottimale e la scelta della varietà, utile per la formazione professionale. Tratta argomenti come la frigoconservazione delle barbatelle e l'adattamento al suolo e al clima.

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20 pagine

LIMPIANTO DEL VIGNETO
NORMATIVA
In data 31/12/2015 è cessata l'applicazione del sistema transitorio dei diritti di impianto o di reimpianto dei vigneti. Il sistema dei diritti viene
sostituito d al sistema delle autorizzazioni come specificato nel regolamento (UE) n. 1308/2013. Tale sistema è entrato in vigore a partire dal
01/01/2016 e sarà valido fino al 31/12/2030.
L'autorizzazione è concessa ai produttori che decidono di estirpare un vigneto regolare e ne fanno esplicita richiesta all'organo competente.
L'autorizzazione, di pari superficie a quella estirpata, non sarà trasferibile ad altra azienda e potrà essere utilizzata solamente dall'azienda che la
detiene salvo casi di successione (anche anticipata), di fusione o di scissione (circolare AGEA n. 49 del 01/02/2016).
In Europa LOCM vino (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo), lorgano che disciplina il comparto vitivinicolo, sia per quanto riguarda le
norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende del settore, ha adottato due regolamenti in materia di autorizzazioni per
gli impianti viticoli (regolamenti autorizzazioni impianti viticoli): il regolamento delegato 273/2018 e dii esecuzione 274/2018.
Le domande per le autorizzazioni vanno presentate in via telemamatica (allinterno del SIAN) nel periodo tra il 15 febbraio ed il 31 marzo di
ogni anno in modalità telematica.
Le autorizzazioni, se disponibili (si ricorda che ogni anno la superficie nazionale autorizzabile da destinare a nuovi impianti è solo l1% della
superficie vitata nazionale riscontrata alla data del 31 luglio dellanno precedente) dovranno essere rilasciate dalle Regioni entro il 1 giugno dellanno
in cui sono richieste. Esse avranno validitàtriennale.
Ladozione dei nuovi criteri di priorità è rimessa alla discrezionalità di ogni singola Regione.
Il Veneto, soglia massima 1 ettaro, assegna 0,4 punti in più sia ai nuovi impianti di montagne che a quelli con pendenza ed altri 0,6 punti a chi
impianta un vigneto bio.

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Anteprima

L'IMPIANTO DEL VIGNETO

NORMATIVA

In data 31/12/2015 è cessata l'applicazione del sistema transitorio dei diritti di impianto o di reimpianto dei vigneti. Il sistema dei diritti viene sostituito dal sistema delle autorizzazioni come specificato nel regolamento (UE) n. 1308/2013. Tale sistema è entrato in vigore a partire dal 01/01/2016 e sarà valido fino al 31/12/2030. L'autorizzazione è concessa ai produttori che decidono di estirpare un vigneto regolare e ne fanno esplicita richiesta all'organo competente. L'autorizzazione, di pari superficie a quella estirpata, non sarà trasferibile ad altra azienda e potrà essere utilizzata solamente dall'azienda che la detiene salvo casi di successione (anche anticipata), di fusione o di scissione (circolare AGEA n. 49 del 01/02/2016). In Europa L'OCM vino (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo), l'organo che disciplina il comparto vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende del settore, ha adottato due regolamenti in materia di autorizzazioni per gli impianti viticoli (regolamenti autorizzazioni impianti viticoli): il regolamento delegato 273/2018 e dii esecuzione 274/2018. Le domande per le autorizzazioni vanno presentate in via telemamatica (all'interno del SIAN) nel periodo tra il 15 febbraio ed il 31 marzo di ogni anno in modalità telematica. Le autorizzazioni, se disponibili (si ricorda che ogni anno la superficie nazionale autorizzabile da destinare a nuovi impianti è solo l'1% della superficie vitata nazionale riscontrata alla data del 31 luglio dell'anno precedente) dovranno essere rilasciate dalle Regioni entro il 1 giugno dell'anno in cui sono richieste. Esse avranno validità triennale. L'adozione dei nuovi criteri di priorità è rimessa alla discrezionalità di ogni singola Regione. Il Veneto, soglia massima 1 ettaro, assegna 0,4 punti in più sia ai nuovi impianti di montagne che a quelli con pendenza ed altri 0,6 punti a chi impianta un vigneto bio.

UVO

UNITA' VITATA OMOGENEA (vigneto)

impianto di viti con caratteristiche agronomiche e di coltivazione omogenee, impiantate senza alcuna interruzione fisica, coltivato da un unico conduttore, che interessa una o più particelle catastali. Il vigneto si compone di un'area produttiva" e di "aree di servizio": dalla somma delle due si ottiene l'area complessiva del vigneto.

Area produttiva

lunghezza di ciascun filare moltiplicata per l'interfila, ad esclusione dei filari laterali per i quali si tiene conto solo di metà interfila.

Aree di servizio

le testate si calcolano come metà della larghezza della capezzagna, sino ad un massi mo di 3 m. Per le fasce laterali, se fungono da aree di servizio, si procede come per le testate, altrimenti si calcola la metà della larghezza dell'interfila.

TESTATA 1 Lunghezza FILARE 1 FILARE n FASCIA LATERALE 1 Lunghezza filari FASCIA LATERALE 2 AREA PRODUTTIVA AREA DI SERVIZIO Profondità TESTATA 2

STANCHEZZA DEL TERRENO

Attendere almeno uno o due anni prima di procedere al nuovo impianto e adibendo la superficie a prato o a coltura cerealicola. Nel caso vi sia la necessità di reimpiantare cercare di allontanare la maggior quantità possibile di radici dal suolo attraverso ripetuti passaggi con l'estirpatore. Questa operazione è importante in quanto le radici possono essere sede d'ospiti fungini (rosellinia, fusarium verticillium ecc.), di virus che si si trasmettono tramite nematodi, d'essudati radic li (es. tossine) ed altro, tutti con azione deprimente lo sviluppo dei futuri apparati radicali e di conseguenza delle giovani piante. Sempre nel caso del ristoppio (pronto reimpianto del vigneto), ha dato buoni risultati irrorare la vegetazione immediatamente dopo la vendemmia, con una soluzione al 1-2% di glifosate attendendo almeno 2-3 mesi prima dello spianto. Ad ogni modo, è fondamentale cambiare il portainnesto (non utilizzando il 420A, particolarmente sensibile alla stanchezza del terreno) ed evitare che i filari cadano esattamente nella stessa posizione dei precedenti. L'impianto a seguire subito dopo lo spianto è meglio tollerato nei suoli molto sciolti e ricchi di scheletro, nei quali l'accumulo delle sostanze nocive è inferiore.

ESTIRPAZIONE (in caso di reimpianto)

Si inizia con l'eliminazione (estirpo) totale del vigneto esistente compreso di radici, pali testata, pali rompi-tra o, fili e tu gli accessori presente , in modo da lasciare il terreno libero per poter preparare il nuovo impianto. Quest'operazione può essere eseguita sia manualmente che con l'aiuto di mezzi meccanici.

PREPARAZIONE DEL TERRENO

Qualora si debba procedere a dei livellamenti o a delle sistemazioni più consistenti, è importante evitare di sconvolgere la naturale successione degli orizzonti, per non ridurre drasticamente la fertilità agronomica, chimica e biologica del suolo. E quindi buona norma operare prima lo "scortico" e, una volta eseguiti i lavori di sistemazione, ridistribuire uniformemente il suolo, per evitare stentati avvii di vegetazione e lenti sviluppi. Una volta sistemata la superficie in modo definitivo, devono essere evitate lavorazioni profonde, tipo il tradizionale scasso a 80-100 cm, che inevitabilmente riporterebbe in superficie terreno poco evoluto e poco fertile. E invece da preferire una ripuntatura a 100 cm di profondità, eseguita ogni 2-3 m ed in modo ortogonale (in pratica, a croce) seguita, nel caso vi sia da interrare della sostanza organica, da un'aratura superficiale (40 cm) o da una zappettatura; altrimenti può esser sufficiente, soprattutto nei terreni di medio impasto, far seguire alla ripuntatura una erpicatura.

DRENAGGIO E LOTTA ALL'EROSIONE

La vite soffre in modo evidente dell'eccesso di umidità nel suolo; gli interventi che permettono un rapido smaltimento dell'acqua in esubero consentono di ridurre o impedire i fenomeni di erosione e creano un ambiente all'attività radicale.

  • Per i terreni di collina diventa importante la semina e/o la conservazione del cotico erboso che impedisce il ruscellamento superficiale dell'acqua cui si accompagna il trasporto delle particelle terrose; si evita, inoltre, l'eccesso di umidità dei punti di accumulo dell'acqua. A questo fine, i filari devono avere però una giusta lunghezza (max 80-100 m) e una giusta pendenza.
  • Per i terreni di pianura sono indispensabili le sistemazioni idrauliche tradizionali (baulature e scoline), oppure i più moderni sistemi di drenaggio tubolare sotterraneo, preceduti da un livellamento della superficie; impianto di drenaggio che permette di ridurre le zone improduttive e di utilizzare il sistema per interventi irrigui di soccorso (subirrigazione).

ANALISI CHIMICO-FISICA DEL SUOLO

L'analisi del terreno permette di rilevare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche di un suolo ed elaborarle per ottenere delle indicazioni utili per esaltare la fertilità. Affinché questo sia possibile, deve essere raccolto un campione della superficie nella zona dove maggiormente si trovano gli apparati radicali. All'interno di un appezzamento, evitando le zone di bordo e comunque non più esteso di un paio di ettari, vengono raccolti diversi saggi del suolo utilizzando una trivella che dovrebbe scavare fino a una profondità in genere di una quarantina di centimetri. Alla fine, tutti i saggi vengono riuniti e mescolati accuratamente, estraendo dal tutto il campione di circa un chilogrammo. Si procede così all'analisi fisica, che consiste nella determinazione della tessitura del terreno e nell'osservazione della sua struttura. Successivamente si passa all'analisi chimica, che consiste nella determinazione della concentrazione dei principali macroelementi, come azoto, fosforo, potassio, calcio.

O Punto di prelievo Area di campionamento

CONCIMAZIONE DI FONDO

La concimazione ottimizza l'interazione tra vigneto e suolo; essa ha lo scopo sia di migliorarne l'abitabilità che di modificare le caratteristiche nutrizionali del terreno, soddisfacendo così le necessità nutrizionali della vite. In questo processo vengono forniti al terreno i principali elementi minerali che servono per lo sviluppo e per la produzione delle piante: azoto, fosforo e potassio. L'azoto rientra nel processo metabolico e influisce sulla crescita della pianta (sviluppo vegetativo) e sul grado di maturità della bacca, favorendo inoltre anche la formazione delle gemme e l'allegagione. Il fosforo favorisce i processi di trasferimento energetico dentro le cellule e tra gli organi della vite, dando anche i profumi al vino. Mentre il potassio regola i flussi idrici all'interno della pianta; esso è un agente osmotico molto importante nello scambio ionico e soprattutto nella traspirazione, in quanto controlla l'apertura degli stomi. Nell'impianto del vigneto, l'apporto di concime si aggira intorno ai 6 ql a ettaro.

SQUADRO E PICCHETTAMENTO

Con lo squadro vengono stabiliti i confini dell'impianto e tracciati i filari con uno spago, individuando la posizione di piante e pali, con lo scopo di garantire anche un perfetto allineamento lungo il filare per non creare intralci alla meccanizzazione. Lo squadro ideale è quello che permette il perfetto allineamento di pali e piante in tutte le direzioni. Una volta definiti i filari, si procede a picchettare i punti in cui dovranno essere messi a dimora le piante e i pali. Al momento del trapianto, il punto preciso in cui mettere a dimora la pianta è individuato tramite un'asta. Così, dopo aver terminato il picchettamento, viene eseguito un conteggio in campo, al fine di determinare con precisione il quantitativo di barbatelle e pali necessari.

POSA IN OPERA

  • PALI DI TESTATA E INTERMEDI: con una trivella o manualmente o meccanicamente si realizza un primo foro intorno ai 20-30 cm di profondità e, successivamente, con l'ausilio di una macchina battipalo si arrivare a una profondità definitiva di circa 50 cm. Su un ettaro di vigneto vengono messi in opera circa 80 pali di testata di 3 metri di altezza e circa 700 pali intermedi di 2,50 m di altezza.
  • DI FILO DI FERRO IN ZINCO: Dopo aver fatto i buchi per le barbatelle, occorre stendere i fili di metallo. Il primo filo, detto "filo portante", si posiziona a un'altezza di circa 80-100 cm e sarà quello sul quale poggerà il capo a frutto. A intervalli di circa 30-35 cm dal filo portante (di 2,50 mm di spessore) si montano il binario centrale (di 1,80 mm di spessore) e il filo superiore (di 2,50 mm di spessore), la cui funzione principale sarà quella di contenere la vegetazione e farla crescere verso l'alto. E' necessario che quest'ultimi siano quanto più tesi possibile e di fissare il filo nelle asole del palo intermedio per dargli la stessa linearità. Su un ettaro di vigneto vengono messi in opera circa 475 kg di filo di 1,80 mm di spessore e circa 475 kg di filo di 1,80 mm di spessore.

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