Filosofia Morale: vita umana, etica e pensiero di Immanuel Kant

Documento di Università sulla Filosofia Morale, esplorando la vita umana come vita morale e le sfide etiche attuali. Il Pdf approfondisce la "Critica della ragion pratica" di Kant, analizzando libertà, legge morale e autonomia della ragione, utile per studenti di Filosofia.

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FILOSOFIA MORALE
CAPITOLO PRIMO
Vita morale
1. La vita umana come vita morale
La FILOSOFIA MORALE è la teoria della praca morale, cioè una speculazione sull’agire anché le
nostre azioni siano giuste e orientate al bene, e quindi su cos’è il bene, qual è la legge, la norma da seguire
per realizzarlo.
ETICA e MORALE hanno diversa emologia, ma sono considera sinonimi. Con ETICA soprauo si
intende la struura della losoa morale mentre con MORALE si fa riferimento alle istanze di fondo.
Quindi MORALE è l’insieme di valori, di norme e di costumi di un individuo e di un gruppo; ETICA invece
è la speculazione losoca sul comportamento umano, cioè la disciplina della morale.
ANTROPOLOGIA ETICA è la losoa morale. Ma la losoa non crea la morale poiché è già presente
nella vita della persona, è nel suo agire, ma il compito della losoa morale è comprendere qual è il suo
contributo all’esperienza morale, cosa può dare all’agire dell’uomo.
La dimensione morale riguarda tu, e tu i momen della nostra vita. La morale deve essere sempre
costante, non solo quando bisogna prendere delle decisioni. È una condizione universale, la condoa
morale qualica un uomo.
L’uomo si deve porre delle domande, quando ha a che fare soprauo con le altre persone. Lessere
umano, soggeo avo e responsabile, è anche un essere morale, non deve decidere solo per razionalità
ma la moralità deve qualicare le sue azioni. Quindi chiamiamo FILOSOFIA MORALE o ETICA
quell’insieme di riessioni che i losohanno espresso sull’esperienza morale, che traano araverso la
speculazione losoca e una metodologia, la vita morale. Il moralista in assoluto è Kant.
E quindi la morale allude al comportamento, al costume, al modo di agire degli uomini: la losoa morale si
chiede quale dovrebbe essere il suo comportamento, per dire che è una buona vita, un agire degno.
Nessuno di noi può dire di non agire moralmente, cioè le nostre azioni hanno sempre un peso nella vita
nostra e degli altri, un peso storico perché la vita dell’uomo è faa di azioni, n da quando comprende
cos’è il bene e il male fa delle scelte che condizionano la propria vita e quella degli altri, anche sconosciu.
2. Domande di oggi
Nel mondo morale auale c’è un paradosso: da un lato si rimanda all’eca per quesoni fondamentali della
vita e dell’altro invece si prende ao della crisi della ragione moderna derivata dall’ouscamento
dell’evidenze eche e che impedisce soluzioni universalmente acceate.
Quindi nella società odierna c’è una problemaca legata all’ETICA: un relavismo dei valori, non
adandoci alla losoa morale, ci diamo di ciò che la scienza dice e può fare, ritenendolo lecito.
Faori all’origine di questo paradosso maturano nella ricerca scienca e tecnologica. Quindi
l’illuminismo dà spazio alla ragione succede poiché la scienza supera l’illuminismo e inizia a dilagare il
relavismo vuoto di valori. Dunque, non è la scienza ad essere sbagliata, ma l’uso che ne fa l’uomo.
Bisogna chiarire come l’uomo deve ulizzarla: ciò che è sciencamente possibile, a volte non è
ecamente acceabile.
L’identà personale dell’umano rischia di andare smarrita: nessuna epoca come l’auale, ha avuto nozioni
così numerose e svariate sull’uomo, a presentare il suo sapere in modo così ecace, a comunicarlo in modo
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rapido e facile. Mai l’uomo ha assunto un aspeo così problemaco come ai nostri giorni. Dell’uomo
conosciamo tuo l’embrione e il DNA ma se dobbiamo denirlo, non lo sappiamo denire. Cè uno
spaesamento esistenziale. Alcuni asseriscono che è la nostra società occidentale ad aver perso i valori,
invece nella cultura orientale ancora conservano questo senso dell’uomo e dell’umano.
Il post-modernismo (congedo dalla modernità), fruo dell’indebolimento della ragione, invita a smizzare
quell’unicazione di schemi onnicomprensivi, altre corren invitano la losoa ad abbandonare una
pretesa fondava, insomma ci sono varie teorie e corren losoche che vedremo in seguito. Oggi
comunque viviamo un momento di crisi dei valori e del pensiero, lo vediamo da ciò che accade nella
società
Questo clima culturale segna la morale e il costume collevo, più si allargano gli spazi di libertà, più si
riduce l’ethos condiviso.
Qualsiasi azione che noi compiamo ha un risvolto verso gli altri.
Oggi si dà importanza all’AUTENTICITÀ PSICOLOGICA: ciò che conta non è quello che si fa ma come
ci si sente nel farlo (dare più peso a come ci si sente, piuosto che a ciò che si fa). Il narcisismo fa
tramontare l’uomo pubblico; l’inmismo è trao isnvo di una società incivile. Segni di narcisismo ed
egoismo sono eviden nelle società in cui piuosto che procreare si preferisce prendere con sé un animale
che impegna meno e si gessce con minor faca.
Verso ne 800 - inizi 900 viene messo in discussione il valore della RAGIONE CLASSICA, non si crede
più ad una verità assoluta, unica. A questa si sostuisce un insieme di valori, una molteplicità di
prospeve, e una pluralità di pun di vista, quindi si entra nel RELATIVISMO. Darwin e la sua teoria
dell’evoluzionismo scardina l’idea di un essere umano al centro dell’universo, la nascita è determinata dal
caso e dall’imprevedibilità
Quindi Darwin era l’occasione per coloro che volevano dare una spallata alla religione e aermare che
tuo era dovuta al caso. Abbiamo parlato anche del GRANDE PARADIGMA DELL’OCCIDENTE:
aerma Morin, losofo dei nostri tempi (102 anni), che ci sia stata una roura, una separazione nea tra il
sapere umanisco e scienco e questo ha portato un disagio e una fraura epistemologica (della
conoscenza, quindi gnoseologica) causata dal paradigma cartesiano. Cartesio introduce la dualità tra
materia e anima, e poi spiega tuo rivolgendosi alla matemaca araverso cui spiega anche il corpo
concepito come un meccanismo.
Questo porta la fraura fra ciò che è veramente l’uomo, e quindi il sapere umanisco, e quello che invece
dice la scienza.
Assoluzzando i principi della logica deduvo-identaria-aristotelica:
il REALISMO GNOSEOLOGICO = l’identà tra realtà, pensiero e linguaggio. Ques principi della
logica aristotelica hanno investo l’intera sovrastruura sociale inuenzando la ricerca scienca
all’organizzazione polica e culturale e quindi ciò ha determinato lo sviluppo del dualismo moderno tra
soggeo e oggeo come lente che vede e interpreta il mondo.
Tale divisione si è estesa negli spazi più profondi dell’esistenza complessiva e nell’inmità dell’uomo.
HUSSERL ha aermato: per essere sapiente, non si può limitare la conoscenza al solo aspeo
scienco, perché deve riguardare tuo il resto, con la stessa aenzione, deve dare importanza a tuo,
per non creare dei domini di competenza, un eccesso specialisco. Il rischio che si corre: dimencare che è
fruo di una costruzione eurisca (ipotesi e metodologia di una ricerca di nuovi risulta). Quindi la
superiorità di un sapere scienco spesso non ene conto della totalità della conoscenza mentre dovrebbe
aprire e cogliere gli ogge nelle loro relazioni e contes.
Per MARGARET il problema eco della società moderna è dovuto al fao che si sono sviluppate
organizzando il pensiero e azione sullo schema logico-dualista soggeo-oggeo o mezzo-scopo

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Anteprima

FILOSOFIA MORALE

Vita morale

1. La vita umana come vita morale
La FILOSOFIA MORALE è la teoria della pratica morale, cioè una speculazione sull'agire affinché le
nostre azioni siano giuste e orientate al bene, e quindi su cos'è il bene, qual è la legge, la norma da seguire
per realizzarlo.
ETICA e MORALE hanno diversa etimologia, ma sono considerati sinonimi. Con ETICA soprattutto si
intende la struttura della filosofia morale mentre con MORALE si fa riferimento alle istanze di fondo.
Quindi MORALE è l'insieme di valori, di norme e di costumi di un individuo e di un gruppo; ETICA invece
è la speculazione filosofica sul comportamento umano, cioè la disciplina della morale.
ANTROPOLOGIA ETICA è la filosofia morale. Ma la filosofia non crea la morale poiché è già presente
nella vita della persona, è nel suo agire, ma il compito della filosofia morale è comprendere qual è il suo
contributo all'esperienza morale, cosa può dare all'agire dell'uomo.
La dimensione morale riguarda tutti, e tutti i momenti della nostra vita. La morale deve essere sempre
costante, non solo quando bisogna prendere delle decisioni. È una condizione universale, la condotta
morale qualifica un uomo.
L'uomo si deve porre delle domande, quando ha a che fare soprattutto con le altre persone. L'essere
umano, soggetto attivo e responsabile, è anche un essere morale, non deve decidere solo per razionalità
ma la moralità deve qualificare le sue azioni. Quindi chiamiamo FILOSOFIA MORALE o ETICA
quell'insieme di riflessioni che i filosofi hanno espresso sull'esperienza morale, che trattano attraverso la
speculazione filosofica e una metodologia, la vita morale. Il moralista in assoluto è Kant.
E quindi la morale allude al comportamento, al costume, al modo di agire degli uomini: la filosofia morale si
chiede quale dovrebbe essere il suo comportamento, per dire che è una buona vita, un agire degno.
Nessuno di noi può dire di non agire moralmente, cioè le nostre azioni hanno sempre un peso nella vita
nostra e degli altri, un peso storico perché la vita dell'uomo è fatta di azioni, fin da quando comprende
cos'è il bene e il male fa delle scelte che condizionano la propria vita e quella degli altri, anche sconosciuti.

Domande di oggi

2. Domande di oggi
Nel mondo morale attuale c'è un paradosso: da un lato si rimanda all'etica per questioni fondamentali della
vita e dell'altro invece si prende atto della crisi della ragione moderna derivata dall'offuscamento
dell'evidenze etiche e che impedisce soluzioni universalmente accettate.
Quindi nella società odierna c'è una problematica legata all'ETICA: un relativismo dei valori, non
affidandoci alla filosofia morale, ci fidiamo di ciò che la scienza dice e può fare, ritenendolo lecito.
Fattori all'origine di questo paradosso maturano nella ricerca scientifica e tecnologica. Quindi
l'illuminismo dà spazio alla ragione succede poiché la scienza supera l'illuminismo e inizia a dilagare il
relativismo vuoto di valori. Dunque, non è la scienza ad essere sbagliata, ma l'uso che ne fa l'uomo.
Bisogna chiarire come l'uomo deve utilizzarla: ciò che è scientificamente possibile, a volte non è
eticamente accettabile.
L'identità personale dell'umano rischia di andare smarrita: nessuna epoca come l'attuale, ha avuto nozioni
così numerose e svariate sull'uomo, a presentare il suo sapere in modo così efficace, a comunicarlo in modo
1rapido e facile. Mai l'uomo ha assunto un aspetto così problematico come ai nostri giorni. Dell'uomo
conosciamo tutto l'embrione e il DNA ma se dobbiamo definirlo, non lo sappiamo definire. C'è uno
spaesamento esistenziale. Alcuni asseriscono che è la nostra società occidentale ad aver perso i valori,
invece nella cultura orientale ancora conservano questo senso dell'uomo e dell'umano.
Il post-modernismo (congedo dalla modernità), frutto dell'indebolimento della ragione, invita a smitizzare
quell'unificazione di schemi onnicomprensivi, altre correnti invitano la filosofia ad abbandonare una
pretesa fondativa, insomma ci sono varie teorie e correnti filosofiche che vedremo in seguito. Oggi
comunque viviamo un momento di crisi dei valori e del pensiero, lo vediamo da ciò che accade nella
società
Questo clima culturale segna la morale e il costume collettivo, più si allargano gli spazi di libertà, più si
riduce l'ethos condiviso.
Qualsiasi azione che noi compiamo ha un risvolto verso gli altri.
Oggi si dà importanza all'AUTENTICITÀ PSICOLOGICA: ciò che conta non è quello che si fa ma come
ci si sente nel farlo (dare più peso a come ci si sente, piuttosto che ciò che si fa). Il narcisismo fa
tramontare l'uomo pubblico; l'intimismo è tratto istintivo di una società incivile. Segni di narcisismo ed
egoismo sono evidenti nelle società in cui piuttosto che procreare si preferisce prendere con sé un animale
che impegna meno e si gestisce con minor fatica.
Verso fine 800 - inizi 900 viene messo in discussione il valore della RAGIONE CLASSICA, non si crede
più ad una verità assoluta, unica. A questa si sostituisce un insieme di valori, una molteplicità di
prospettive, e una pluralità di punti di vista, quindi si entra nel RELATIVISMO. Darwin e la sua teoria
dell'evoluzionismo scardina l'idea di un essere umano al centro dell'universo, la nascita è determinata dal
caso e dall'imprevedibilità
Quindi Darwin era l'occasione per coloro che volevano dare una spallata alla religione e affermare che
tutto era dovuta al caso. Abbiamo parlato anche del GRANDE PARADIGMA DELL'OCCIDENTE:
afferma Morin, filosofo dei nostri tempi (102 anni), che ci sia stata una rottura, una separazione netta tra il
sapere umanistico e scientifico e questo ha portato un disagio e una frattura epistemologica (della
conoscenza, quindi gnoseologica) causata dal paradigma cartesiano. Cartesio introduce la dualità tra
materia e anima, e poi spiega tutto rivolgendosi alla matematica attraverso cui spiega anche il corpo
concepito come un meccanismo.
Questo porta la frattura fra ciò che è veramente l'uomo, e quindi il sapere umanistico, e quello che invece
dice la scienza.
Assolutizzando i principi della logica deduttivo-identitaria-aristotelica:
il REALISMO GNOSEOLOGICO = l'identità tra realtà, pensiero e linguaggio. Questi principi della
logica aristotelica hanno investito l'intera sovrastruttura sociale influenzando la ricerca scientifica
all'organizzazione politica e culturale e quindi ciò ha determinato lo sviluppo del dualismo moderno tra
soggetto e oggetto come lente che vede e interpreta il mondo.
Tale divisione si è estesa negli spazi più profondi dell'esistenza complessiva e nell'intimità dell'uomo.
HUSSERL ha affermato: per essere sapiente, non si può limitare la conoscenza al solo aspetto
scientifico, perché deve riguardare tutto il resto, con la stessa attenzione, deve dare importanza a tutto,
per non creare dei domini di competenza, un eccesso specialistico. Il rischio che si corre: dimenticare che è
frutto di una costruzione euristica (ipotesi e metodologia di una ricerca di nuovi risultati). Quindi la
superiorità di un sapere scientifico spesso non tiene conto della totalità della conoscenza mentre dovrebbe
aprire e cogliere gli oggetti nelle loro relazioni e contesti.
Per MARGARET il problema etico della società moderna è dovuto al fatto che si sono sviluppate
organizzando il pensiero e azione sullo schema logico-dualista > soggetto-oggetto o mezzo-scopo
2influenzando l'apprendimento o i legami umani che acquistano fisionomia di mezzo o di scopo, in cui l'altro
diviene un mezzo per realizzare i fini dell'ego. Ricordiamo BUBER che diceva che c'era un'intenzionalità
quindi a seconda di come io vedo la relazione può diventare strumentale > io- esso oppure relazione
vera > io-tu. La società e le relazioni non sono più nella dimensione io-tu ma in quella del mezzo-scopo, la
persona è scopo per raggiungere i miei fini.
FROMM in Essere e avere affermava: il mio rapporto con il mondo è di possesso e proprietà, tale per cui
io aspiro a impadronirmi di ciascuno e di ogni cosa, me compreso (nella modalità esistenziale dell'avere). lo
mi posseggo, il corpo è mio, e ne faccio ciò che voglio; oppure il considerare l'altro uno strumento del
proprio piacere: non c'è più il concetto di persona, manca il rispetto e il dare dignità all'altro.
Il legame tra SCIENZA e TECNICA ha dato vita a un circolo vizioso in cui la scienza è al servizio della tecnica
e non viceversa. Ma ci deve essere anche una filosofia dietro la scienza. Tutto ciò che l'uomo fa, pone delle
domande: perché la scienza dice ciò? Qual è l'obiettivo? Non può essere solo strumentale la scienza. La
scienza deve governare la tecnica e non viceversa.
La scienza deve fare il suo percorso, anche la filosofia è una scienza, non possiamo bloccare la scienza.
Abbiamo un disorientamento morale per questa separazione che porta a uno sdoppiamento della moralità
comporta il fatto che più possibilità, più libertà abbiamo, meno sappiamo cosa fare.
Quindi l'etica è messa in crisi da tutte quella miriade di possibilità che ci sono. L'etica non è al passo
rispetto all'evoluzione tecnologica.
La mentalità si sta dilatando e il rapporto tra vita e riflessione morale è messo in discussione. Oggi la sfera
etica è una scelta possibile. La conseguenza di questo fenomeno è la perdita dei confini tradizionali, di
identità sociale, di una visione della vita umana orientata verso un fine prestabilito. Ne deriva uno
sdoppiamento tra sfera privata e sfera pubblica, la nascita di una cultura dell'autorealizzazione e
dell'autenticità che alimenta l'INDIVIDUALISMO.
Il lato oscuro dell'individualismo si accompagna alla libertà intesa come autodeterminazione che sfocia nel
liberalismo della neutralità. Significa che una società liberale deve essere neutrale: nessuno può sindacare
su cosa significa vivere una vita degna di essere vissuta. Quando l'attenzione è posta sull'aspetto psicologico
quindi non conta quello che si fa ma come ci si sente nel farlo, questo aumenta il narcisismo che è alla base
del tramonto dell'uomo pubblico.
. L'intimismo è distintivo di una società incivile. La chance di vita di una società dipende da un
bilanciamento tra i vincoli di identità personale fatta di appartenenza, relazioni sociali e le scelte possibili
davanti a un ventaglio di beni disponibili. Quindi la scelta è importante, su questi due fattori ci deve essere
bilanciamento perché vincoli senza opzioni sono oppressione, non ho la libertà, quindi è bene che la legge
ci sia e non va discussa perché ognuno deve essere libero di scegliere secondo coscienza, però deve essere
anche ben compresa da chi la utilizza (no come anticoncezionale).
È giusto che la legge ci sia: una persona deve essere libera, nessuno può intervenire sulla coscienza
di un altro.
Nell'aumentare delle opzioni viene meno il cemento sociale e aumentano disorientamento e anomia.

  • Il paradigma illuministico assegnava alla ragione il compito di dominare la natura in nome dei diritti
    umani imprimendo un impulso emancipativo al processo storico.
  • Il paradigma romantico invitava in nome del primato del sentire a ricercare una vocazione morale
    modulabile secondo la propria autenticità espressiva.

Due correnti apposte: l'ILLUMINISMO col primato della ragione, il ROMANTICISMO con la filosofia
che mette l'accento sul sentimento. Questi due modelli sovrapposti creano da una parte rapporti lunghi e
dall'altra rapporti corti.
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