Linguistica Italiana: Morfologia flessiva e lessicale, Università di Ferrara

Slide dall'Università degli Studi di Ferrara su Linguistica Italiana: Morfologia flessiva e lessicale. Il Pdf, adatto a studenti universitari di Lingue, esplora la struttura interna delle parole, i processi di derivazione e composizione, con esempi di suffissi e la loro produttività.

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20 pagine

a.a. 2024/25
LINGUISTICA ITALIANA
(L-FIL-LET/12)
1-FORME E STRUTTURE DELL’ITALIANO
Lezione 2 Morfologia flessiva e lessicale.
Derivazione e composizione
Fabio Romanini Linguistica italiana
2 Morfologia flessiva e lessicale
La MORFOLOGIA studia la struttura interna delle parole.
Lelemento di analisi è il MORFEMA, cioè il più piccolo elemento dotato di significato
(solo grammaticale, in questo caso) di cui si compongano le parole.
Il MORFO è la parte fonologica del morfema; il morfema è invece l’unità di significato
(anche soltanto grammaticale). A un morfo possono corrispondere due o più morfemi:
per es. alber-i, in cui -i significa ‘maschile’ e ‘plurale.
Esistono morfemi lessicali e morfemi grammaticali, i primi oggetto di interesse della
morfologia lessicale, i secondi della morfologia flessiva

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Università degli Studi di Ferrara a.a. 2024/25

LINGUISTICA ITALIANA
(L-FIL-LET/12)

Forme e Strutture dell'Italiano: Morfologia Flessiva e Lessicale

Lezione 2 - Morfologia flessiva e lessicale.
Derivazione e composizioneLa MORFOLOGIA studia la struttura interna delle parole.
L'elemento di analisi è il MORFEMA, cioè il più piccolo elemento dotato di significato
(solo grammaticale, in questo caso) di cui si compongano le parole.
Il MORFO è la parte fonologica del morfema; il morfema è invece l'unità di significato
(anche soltanto grammaticale). A un morfo possono corrispondere due o più morfemi:
per es. alber-i, in cui -i significa 'maschile' e 'plurale'.
Esistono morfemi lessicali e morfemi grammaticali, i primi oggetto di interesse della
morfologia lessicale, i secondi della morfologia flessiva
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Caratteristiche della Lingua Italiana: Flessione e Allomorfi

La caratteristica di far corrispondere più morfemi a un morfo identifica la lingua italiana
come lingua FLESSIVA. In altre lingue, dette AGGLUTINANTI (per es. turco o giapponese), il
rapporto è di uno-a-uno.
Esistono poi allomorfi: per es., nel paradigma del v. venire si hanno forme con dittongo
(vieni, viene) e forme monottongate (vengo, venite). Questi allomorfi hanno distribuzione
complementare e si dicono condizionati (non liberi).
Fino all'Ottocento la lingua italiana era invece ricca di polimorfismi, cioè di allomorfi liberi:
egli, lui, esso, elli, el, e', ello, gli, desso. Oppure le forme verbali amarono, amaro, amarno,
amorno, amorono.
L'impulso alla riduzione dei doppioni origina dagli studi di Manzoni sul testo dei Promessi
sposi.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Tipologia Linguistica e Trasformazioni dal Latino all'Italiano

Considerandone la TIPOLOGIA LINGUISTICA, nella morfologia della lingua italiana sono
compresenti strati antichi, flessivi e sintetici, e innovazioni di epoca romanza, di tipo
analitico. È quindi avvenuta una
«trasmigrazione di funzioni dalla morfologia flessiva (interna alla parola) alla morfosintassi
(cioè alla combinazione di due o più elementi tradizionalmente considerati come parole
distinte)». (Pieroni 2010)
Dal latino all'italiano si è perso il sistema dei casi, cioè dei morfemi che segnalavano la
funzione logica della parola nella frase. In italiano si sono verificati riaggiustamenti sintattici,
cioè l'irrigidimento dell'ordine normale delle parole - SVO nella nuova lingua,
tendenzialmente SOV ma molto più libero in latino. Inoltre sono nati nuovi tempi verbali
(per es. il passato prossimo) e anche nuovi modi (il condizionale).
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Morfologia Nominale, Aggettivale e Verbale

Morfologia nominale. Flessione per numero.
Morfologia aggettivale. Flessione per numero e genere. Modalità del plurale.
L'assegnazione del genere ai nomi inanimati è arbitraria: in it. il sole, la luna; in ted. die Sonne,
der Mond.
La morfologia verbale richiede la flessione di tempo, modo e persona (singolare o plurale,
dunque anche del numero).
I modi del verbo italiano sono 7, di cui 4 finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale,
imperativo) e 3 indefiniti (infinito, gerundio, participio). Il MODO è l'atteggiamento del
parlante verso l'enunciato.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Uso Modale dei Tempi Verbali e Aspetto

I modi sono generalmente legati a proprietà semantiche ben definite; ma è possibile
anche un uso modale dei tempi verbali (es. futuro epistemico: hanno bussato alla porta:
sarà Marco).
La possibilità di distinguere tra azioni concluse e non concluse è l'ASPETTO. L'aspetto non
è codificato morfologicamente in italiano (non ci sono marche aspettuali): esistono però
strutture perifrastiche (cioè analitiche), come quella progressiva (sto/stavo guidando).
La struttura progressiva indica un'azione non conclusa, e dunque non è compatibile con i
verbi perfettivi (*stetti guidando), che indicano un'azione delimitata nel tempo.
Alcuni interfissi verbali informano su modalità e hanno un valore aspettuale tenue: studi-
acchi-are, cant-icchi-are, gioch-erell-are ecc.
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Morfologia Lessicale: Derivazione e Composizione

La morfologia lessicale rende possibile l'ampliamento del lessico mediante procedure di
DERIVAZIONE e COMPOSIZIONE. Circa un terzo del vocabolario di base dell'italiano è il
risultato di queste procedure di neoformazione lessicale (diventa la metà se consideriamo
il lessico esteso dell'italiano).
DERIVAZIONE = aggiunta di un affisso a una parola base. Gli affissi prendono il nome di
PREFISSI se precedono la base, o di SUFFISSI se la seguono. Esistono alcuni INTERFISSI, per
i verbi valutativi o per quelli incoativi latini (alcuni della terza coniugazione italiana: fin-isc-
o, cap-isc-o, ecc.).
Diversamente dalla prefissazione, la suffissazione opera un cambio di categoria
grammaticale. Inoltre può essere ricorsiva, cioè una parola suffissata può accogliere un
ulteriore suffisso e cambiare nuovamente di categoria (per es .: organo > organizzare >
organizzazione).
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Produttività dei Suffissi: Formazione di Verbi

PRODUTTIVITÀ DEI SUFFISSI
Formazione di verbi

  • N -> V: - are, -eggiare, -izzare, -ificare (cliccare, tinteggiare, computerizzare, pietrificare);
  • A -> V: - are, -eggiare, -izzare, -ificare (calmare, caldeggiare, socializzare, sanificare)
    Per entrambi i casi è possibile la creazione di verbi parasintetici, ottenuti con la
    contemporanea prefissazione e suffissazione di una base nominale o aggettivale: s-bandier-
    are, ap-punt-ire, al-larg-are, di-magr-ire, ecc.

Produttività dei Suffissi: Formazione di Nomi

Formazione di nomi

  • V -> N: - zione/-mento, -tore/trice, -aggio, -ura, -anza/-enza, -ìo (commutazione,
    trasferimento, pensatore, lavatrice, pattinaggio, filatura, distanza, permanenza, mormorio)
    (segue)

(segue)

  • A -> N: - ezza, -ìa, -izia, -anza/-enza, -ismo/-esimo (stanchezza, pazzia, pigrizia,
    baldanza, pazienza, comunismo, feudalesimo).
  • N -> N: - aio/-aia, -iere/-iera, -ista (fioraio/-a, panettiere/-a, dentista), -eria, -ificio, -
    aio, -ile (fioreria, pastificio, pollaio, porcile), -ale, -ario, -iere, -iera (pedale,
    vocabolario, pallottoliere, teiera), -ata, -eria (armata, fanteria).
    Alcune derivazioni nominali sono dette a suffisso zero. In molti casi si tratta parole
    della burocrazia, come collaud-o, ma non soltanto: per es. biograf-o. Alla desinenza
    dell'origine è sostituita una vocale detta segnacaso (che indica soltanto numero e
    genere della parola).
    Fabio Romanini - Linguistica italiana
    2 - Morfologia flessiva e lessicale

Produttività dei Suffissi: Formazione di Aggettivi

Formazione di aggettivi:

  • V -> A: - bile, -evole, -ivo (calcolabile, pieghevole, corrosivo).
  • N -> A: - are, -ale, -esco, -ico, -oso, -istico/-astico, -ese/-ino (lineare, promozionale,
    poliziesco, mitico, giocoso, enigmistico, perifrastico, ferrarese, triestino).
    La vitalità dei suffissi si misura con il criterio della produttività: un suffisso è più produttivo se
    nascono nuove parole che ne fanno uso.
  • - oso è un suffisso particolarmente produttivo, e può dare origine a nuove parole usate
    anche per scopi scherzosi. Per es. * risparmioso, o il recente petaloso, creato da un
    bambino pieno di fantasia linguistica. Non può essere applicato a una base verbale o
    aggettivale (*mangioso, *rapidoso), ma la pubblicità ha usato anche questa via (inzupposo,
    comodoso);
  • - ata dà origine a parole di diversa connotazione semantica: improvvisata, studiata,
    manata, americanata.
    Fabio Romanini - Linguistica italiana
    2 - Morfologia flessiva e lessicale

è comodosa è sciccosa è risparmiosa
è scattosa
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Jumbo Jet. Morsoso, succhioso, leccoso.
Motta
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

Prefissoidi, Suffissoidi e Prefissazione

Nelle lingue speciali possono essere usati prefissoidi e suffissoidi, cioè parole greche o
latine che svolgono una funzione morfologica. Se unite insieme, si dicono confissi:
glottologia, sociopatia, ecc.
La PREFISSAZIONE non modifica la categoria grammaticale, ma aggiunge alla base
informazioni di natura:

  • spazio/temporale, relativa a anteriorità (anticamera, preistoria), posteriorità
    (retromarcia, postcomunismo), opposizione (controrivoluzione), ulteriorità
    (ultraconservatore, oltreoceano, transgenico), superiorità (soprannumero),
    inferiorità (sottoposto, ipovedente), esteriorità (fuoricampo), interiorità
    (introspezione);
  • intensiva: arciprete, extravergine, ipermercato;
  • negativa: immorale, illegale, sleale, discontinuo;
  • ecc.
    Fabio Romanini - Linguistica italiana
    2 - Morfologia flessiva e lessicale

Alterazione e Lessicalizzazione

L'ALTERAZIONE è una procedura di suffissazione che non da luogo a derivati veri e propri,
ma offre la valutazione del parlante riguardo a una parola, o all'oggetto indicato.
Si può avere una valutazione sulle dimensioni, tramite accrescitivi o diminutivi
(quadernone, fogliettino), sulla bellezza/simpatia oppure bruttezza/degrado (amichetto,
tesoruccio, e ragazzaccio, quartieraccio).
L'alterato può avere fortuna e diventare una parola stabile del lessico. Avviene allora una
LESSICALIZZAZIONE. Per es .: finestrino, rosone, fiorino e fioretto (che hanno indotto a
creare un nuovo diminutivo di fiore combinando due suffissi: fiorellino).
Fabio Romanini - Linguistica italiana
2 - Morfologia flessiva e lessicale

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