La decorazione della Cappella Sistina
Storia dell' Arte
Prof.ssa Rosaria SiragusaLa decorazione della
Cappella Sistina
- La Cappella Sistina venne
realizzata tra il 1477 e il 1480 per
volontà di papa Sisto IV della Rovere.
La Cappella doveva ospitare le
riunioni del conclave e le liturgie
della corte .La decorazione delle
pareti si sviluppa su tre registri
orizzontali: in quello inferiore sono
dipinti finti drappi, nel registro
mediano i dodici riquadri affrescati
con Storie di Mosè e Storie di Cristo,
in quello superiore finte nicchie tra
le finestre, ospitanti ritratti di papi.
Su queste si impostano le lunette
dipinte da Michelangelo raffiguranti
gli Antenati di Cristo (sopra, Lunetta
di Ezechias, Manasses, Amon). Esse
hanno la funzione di connettere i
soggetti delle pareti e quelli della
volta.
Il programma iconografico della volta
- Prima dell'intervento Michelangiolesco
la Cappella Sistina presentava alle pareti
una splendida decorazione
quattrocentesca opera dei pittori
Perugino, Botticelli,
Signorelli, Ghirlandaio. La volta invece
era ecorata, secondo un'usanza
medievale con un prezioso rivestimento
in blu lapislazzuli disseminato di stelle
d'oro
- La volta michelangiolesca completava il
ciclo della cappella illustrando le Storie
della Genesi, il primo libro della Bibbia:
- La Creazione di Adamo ed Eva
- Il peccato originale
- La vita di Noè con il diluvio universale e
altri episodi
- Nel 1508 Giulio II affidò a Michelangelo la decorazione della
volta, La volta si sviluppa su una superficie su-periore a 1000
metri quadrati e contiene circa 300 figure. Vi è raffigurata
l'umanità ante legem (precedente alla Rivelazione della legge
divina), la storia dell'umanità, dalla Creazione del mondo al
Peccato originale, fino al riscatto attraverso la venuta di Cristo. da
collegare al ciclo sottostante con le Storie di Mosè e di Cristo.
- Michelangelo concepisce una grande struttura architettonica
dipinta, fortemente aggettante, formata da cinque coppie di archi
ribassati, collegati tra loro da una robusta trabeazione.
- Questa isola il settore centrale e delimita i troni con i Veggenti,
posti tra le vele entro finti pilastri: ne deriva uno spazio illusorio
che, pur partendo dall'impianto strutturale della Cappella, ne
modifica l'assetto in termini monumentali.
- Michelangelo iniziò i lavori nel maggio 1508, utilizzando un
ponteggio sospeso agganciato alle pareti. All'inizio si avvalse di
alcuni collaboratori, ma i biografi ci dicono che molto presto egli
rinunciò ad aiuti che non fossero di tipo strettamente pratico
lavorando sostanzialmente in solitudine. I lavori furono conclusi
nell'ottobre 1512.
Michelangelo dipinge la volta
Michelangelo dipinge la volta a partire dalla parete
d'ingresso, seguendo un ordine contrario a quello
della narrazione biblica: dalle "storie umane"
(realizzate prima del settembre 1509, quando i lavori
vennero interrotti per un anno, alle "storie divine",
relative alla Creazione.
Le prime scene presentano un numero elevato di figure
che si muovono entro ambientazioni paesaggistiche
procedendo verso il racconto delle origini, le scene si
fanno più essenziali e ariose, di potente forza
comunicativa.
Questo processo di semplificazione, già evidente in
passaggi come il Peccato originale e la Cacciata dal
Paradiso Terrestre, si accentua nelle parti relative alle
Storie della Creazione
Poche, grandi figure dai colori più luminosi e
contrastati sono poste su sfondi appena accennati:
sono queste a definire lo spazio, attraverso le posizioni
imponenti e dinamiche, scorciate e pluridirezionali.
Dio separa la luce dalle tenebre conclude il percorso
con il primo gesto della Creazione: secondo l'idea
neoplatonica, esso rappresenta l'inizio della lotta tra il
Bene e il Male.
Le Storie della Genesi: temi iconografici
- L'intelaiatura architettonica dipinta che
suddivide la volta svolge la funzione di collegare le
scene bibliche e le figure isolate, ordinandole
secondo un preciso svolgimento narrativo e
simbolico.
- A. il settore centrale comprende nove riquadri
con Storie della Genesi, dalla Creazione del
mondo al Diluvio Universale; i riquadri hanno due
differenti dimensioni: più grandi in
corrispondenza delle vele, più piccoli sopra ai
troni con i Veggenti. I riquadri minori sono
affiancati da finti medaglioni bronzei e da quattro
Ignudi, seduti sui pilastri che inquadrano i troni.
- B. Sui pennacchi tra le vele, che assumono
forma di troni, siedono dodici Veggenti (cinque
Sibille e sette Profeti); essi collegano il mondo
ante e post legem.
- C. Nei quattro pennacchi angolari sono
raffigurati quattro momenti dell'Antico
Testamento in cui Dio è intervenuto
miracolosamente per salvare il popolo eletto.
- D. Nelle lunette e nelle vele, che segnano
strutturalmente il passaggio tra la volta e le pareti,
sono raffigurati gli Antenati di Cristo, in quaranta
generazioni.
20
OS
La Creazione di Adamo
La Creazione di Adamo : Vestito da una leggera tunica rosa che ne lascia in vista l'erculea struttura
del corpo, dio fluttua nell'aria sorretto da un corteo di giovani angeli apteri(senza ali) all'interno di
un drappo ellittico, gonfiato dal vento come una grande vela. Egli avvicina l'indice della mano al dito
di Adamo. La postura di quest'ultimo è tesa ed elastica, il busto accenna ad una leggera torsione e i
muscoli si contraggono. Colpisce la totale assenza di panneggio.3
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Pennacchi
Sibille e Profeti
Storie centrali
Vele
Lunette
Medaglioni
Storie centrali: 9 storie della Genesi (41 Separazione della luce dalle tenebre, 37 Creazione degli astri, 33 Separazione della terra dalle
acque, 29 Creazione di Adamo, 25 creazione di Eva, 21 Peccato originale, 17 Sacrificio di Noè, 13 Diluvio Universale, 9 Ebbrezza di Noè)
Muro del Giudizio Universale
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Y
3
8
4
Gli Ignudi
- Gli Ignudi sono caratterizzati da pose
serpentinate e da contrapposti che implicano
un'estrema tensione muscolare.
- Perfetti nelle proporzioni, essi rimandano a
opere ellenistiche come il Torso del Belvedere
e il Laocoonte, ritrovati proprio in quegli anni,
che hanno rappresentato un'importante fonte
di ispirazione per Michelangelo.
- Isolati nella struttura architettonica, essi
esprimono la forza sconvolgente della
Rivelazione. Michelangelo ha dato ai corpi
risalto plastico, e lo ha fatto attraverso
improvvise contrapposizioni di colore.
- Vista da vicino ogni figura è staccata dal
fondo attraverso una linea di contorno
continua, che ne accentua la qualità scultorea.
I Profeti e le Sibille
I Profeti e le Sibille
I dodici Veggenti che ornano i peducci della volta
sono alti circa 3 metri, ma sembrano più grandi per la
loro forza espressiva. Si tratta di sei Profeti e sei
Sibille, tutte figure di mediazione tra Dio e l'uomo;
esse incarnano, sia nella tradizione pagana sia in
quella cristiana, l'intuizione e la prefigurazione del
divino. Dapprima possenti e ieratici, assorti nella
meditazione sui testi sacri (come la Sibilla Delfica), i
personaggi si fanno più inquieti verso il fondo,
sporgendosi nello spazio sottostante. Questo processo
culmina nella figura sconvolta del Profeta Giona, posto
tra il primo atto della Creazione e il Giudizio
Universale, nella parete sottostante. Risulta evidente
l'uso antinaturalistico del colore da parte di
Michelangelo: un colore vivace e luminoso, con effetti
di cangiantismo (cioè di trapasso di un colore in un
altro dal diverso valore timbrico) e accostamenti di
tinte complementari.
EZECHIEL
La celebrazione del pontefice
- Nel seguire un percorso narrativo a retroso,
Michelangelo ha rappresentato secondo il pensiero
neoplatonico, il processo di liberazione dell'anima dalla
schiavitù terrena e il ritorno alla purezza originaria.
- Al programma iconografico contribuì Giulio II,
desideroso di affermare la potenza della Chiesa e del suo
pontificato, in continuità con lo zio, papa Sisto IV.
- Gli Ignudi, infatti, sorreggono festoni di foglie di quercia
e ghiande, simboli araldici dei Della Rovere; inoltre, i
soggetti biblici nei medaglioni in finto bronzo alludono
alle imprese militari del pontefice e, al tempo stesso,
riprendono le decorazioni dell'Arco di Costantino,
presenti anche negli affreschi delle pareti.
- All'antichità romana si rifà, poi, il disegno
architettonico, simile a una successione di archi trionfali: il
corteo di Giulio II si sarebbe svolto proprio sotto questa
grandiosa invenzione.
EZECHIEL
Diluvio Universale
Diluvio Universale, 1508-1509.
Affresco, 280x570 cm. Roma,
Città del Vaticano, Volta della
Cappella Sistina.
- Le "storie umane" hanno
composizioni articolate e molte
figure. Nel Diluvio Universale,( prima
scena ad essere dipinta) il crescere
minaccioso delle acque e il vento
vigoroso che quasi vanifica gli sforzi
degli uomini esasperano l'istinto di
sopravvivenza di un'umanità
impotente.
Il Giudizio Universale
Il Giudizio Universale1536-
1541. Affresco, 13,70x12,20
m. Roma, Città del Vaticano,
Cappella Sistina.
Papa Clemente VII chiede a
Michelangelo di eseguire il
colossale affresco nella parete di
fondo della Cappella Sistina.
Michelangelo tornava alla pittura
dopo vent'anni, il risultato fu
clamoroso. Nell'affresco più di
quattrocento personaggi
fluttuano nello spazio vuoto,
dominato da una tonalità di
prezioso azzurro oltremare, solo
nella parte bassa in
corrispondenza con l'orizzonte
terreno, il cielo si schiarisce come
all'alba di un nuovo giorno.
Intorno al gruppo centrale si
assiepa una schiera di santi e
apostoli.Si riconoscono, tra gli altri, i
santi Pietro che restituisce le
chiavi simbolo della Chiesa,
Lorenzo (con la graticola),
Sebastiano (con le frecce),
Caterina d'Alessandria (con la
ruota dentata). San
Bartolomeo scorticato vivo, ha
un coltello nella mano destra e
nella sinistra la sua pelle; è a
lui che Michelangelo ha
prestato il proprio volto. Alla
destra i beati ascendono al
cielo, quelli ormai salvi si
abbracciano, quasi
confortandosi a vicenda.
L'ira divina nel giorno del Giudizio
- Il grande affresco fu iniziato nel 1536, dopo la morte del papa, e
compiuto nel 1541 sotto il pontificato di Paolo III Farnese. La parete del
Giudizio, invece, è lasciata priva di riferimenti spaziali ed è percorsa da
un moto vorticoso e continuo, che ha il fulcro nella figura imperiosa di
Cristo Giudice. Il movimento rotatorio è originato dal gesto con il quale
egli separa i beati dai dannati, dando avvio a una doppia direzionalità:
quella ascendente degli eletti a sinistra, e quella discendente, dei dannati
a destra.Al suo fianco, quasi spaventata, la Vergine si contorce in un
brivido d'inquietudine. Nelle due lunette superiori, gruppi di angeli
recano i simboli della Passione accanto a Cristo, la Vergine e i santi
attendono l'esito del Giudizio.