Michelangelo e la Cappella Sistina: decorazione e Giudizio Universale

Slide dall'Università su Michelangelo e la Cappella Sistina. Il Pdf descrive la decorazione della volta e le scene principali, inclusi il Diluvio Universale e il Giudizio Universale, approfondendo il contesto storico e iconografico. È utile per lo studio dell'Arte a livello universitario.

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20 pagine

Michelangelo e la Cappella Sistina
Storia dell’Arte
Prof.ssa Rosaria Siragusa
La decorazione della
Cappella Sistina
La Cappella Sistina venne
realizzata tra il 1477 e il 1480 per
volontà di papa Sisto IV della Rovere.
La Cappella doveva ospitare le
riunioni del conclave e le liturgie
della corte .La decorazione delle
pareti si sviluppa su tre registri
orizzontali: in quello inferiore sono
dipinti finti drappi, nel registro
mediano i dodici riquadri affrescati
con Storie di Mosè e Storie di Cristo,
in quello superiore finte nicchie tra
le finestre, ospitanti ritratti di papi.
Su queste si impostano le lunette
dipinte da Michelangelo raffiguranti
gli Antenati di Cristo (sopra, Lunetta
di Ezechias, Manasses, Amon). Esse
hanno la funzione di connettere i
soggetti delle pareti e quelli della
volta.

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Anteprima

La decorazione della Cappella Sistina

Storia dell' Arte Prof.ssa Rosaria SiragusaLa decorazione della Cappella Sistina

  • La Cappella Sistina venne realizzata tra il 1477 e il 1480 per volontà di papa Sisto IV della Rovere. La Cappella doveva ospitare le riunioni del conclave e le liturgie della corte .La decorazione delle pareti si sviluppa su tre registri orizzontali: in quello inferiore sono dipinti finti drappi, nel registro mediano i dodici riquadri affrescati con Storie di Mosè e Storie di Cristo, in quello superiore finte nicchie tra le finestre, ospitanti ritratti di papi. Su queste si impostano le lunette dipinte da Michelangelo raffiguranti gli Antenati di Cristo (sopra, Lunetta di Ezechias, Manasses, Amon). Esse hanno la funzione di connettere i soggetti delle pareti e quelli della volta.

Il programma iconografico della volta

  • Prima dell'intervento Michelangiolesco la Cappella Sistina presentava alle pareti una splendida decorazione quattrocentesca opera dei pittori Perugino, Botticelli, Signorelli, Ghirlandaio. La volta invece era ecorata, secondo un'usanza medievale con un prezioso rivestimento in blu lapislazzuli disseminato di stelle d'oro
  • La volta michelangiolesca completava il ciclo della cappella illustrando le Storie della Genesi, il primo libro della Bibbia:
  • La Creazione di Adamo ed Eva
  • Il peccato originale
  • La vita di Noè con il diluvio universale e altri episodi
  • Nel 1508 Giulio II affidò a Michelangelo la decorazione della volta, La volta si sviluppa su una superficie su-periore a 1000 metri quadrati e contiene circa 300 figure. Vi è raffigurata l'umanità ante legem (precedente alla Rivelazione della legge divina), la storia dell'umanità, dalla Creazione del mondo al Peccato originale, fino al riscatto attraverso la venuta di Cristo. da collegare al ciclo sottostante con le Storie di Mosè e di Cristo.
  • Michelangelo concepisce una grande struttura architettonica dipinta, fortemente aggettante, formata da cinque coppie di archi ribassati, collegati tra loro da una robusta trabeazione.
  • Questa isola il settore centrale e delimita i troni con i Veggenti, posti tra le vele entro finti pilastri: ne deriva uno spazio illusorio che, pur partendo dall'impianto strutturale della Cappella, ne modifica l'assetto in termini monumentali.
  • Michelangelo iniziò i lavori nel maggio 1508, utilizzando un ponteggio sospeso agganciato alle pareti. All'inizio si avvalse di alcuni collaboratori, ma i biografi ci dicono che molto presto egli rinunciò ad aiuti che non fossero di tipo strettamente pratico lavorando sostanzialmente in solitudine. I lavori furono conclusi nell'ottobre 1512.

Michelangelo dipinge la volta

Michelangelo dipinge la volta a partire dalla parete d'ingresso, seguendo un ordine contrario a quello della narrazione biblica: dalle "storie umane" (realizzate prima del settembre 1509, quando i lavori vennero interrotti per un anno, alle "storie divine", relative alla Creazione. Le prime scene presentano un numero elevato di figure che si muovono entro ambientazioni paesaggistiche procedendo verso il racconto delle origini, le scene si fanno più essenziali e ariose, di potente forza comunicativa. Questo processo di semplificazione, già evidente in passaggi come il Peccato originale e la Cacciata dal Paradiso Terrestre, si accentua nelle parti relative alle Storie della Creazione Poche, grandi figure dai colori più luminosi e contrastati sono poste su sfondi appena accennati: sono queste a definire lo spazio, attraverso le posizioni imponenti e dinamiche, scorciate e pluridirezionali. Dio separa la luce dalle tenebre conclude il percorso con il primo gesto della Creazione: secondo l'idea neoplatonica, esso rappresenta l'inizio della lotta tra il Bene e il Male.

Le Storie della Genesi: temi iconografici

  • L'intelaiatura architettonica dipinta che suddivide la volta svolge la funzione di collegare le scene bibliche e le figure isolate, ordinandole secondo un preciso svolgimento narrativo e simbolico.
  • A. il settore centrale comprende nove riquadri con Storie della Genesi, dalla Creazione del mondo al Diluvio Universale; i riquadri hanno due differenti dimensioni: più grandi in corrispondenza delle vele, più piccoli sopra ai troni con i Veggenti. I riquadri minori sono affiancati da finti medaglioni bronzei e da quattro Ignudi, seduti sui pilastri che inquadrano i troni.
  • B. Sui pennacchi tra le vele, che assumono forma di troni, siedono dodici Veggenti (cinque Sibille e sette Profeti); essi collegano il mondo ante e post legem.
  • C. Nei quattro pennacchi angolari sono raffigurati quattro momenti dell'Antico Testamento in cui Dio è intervenuto miracolosamente per salvare il popolo eletto.
  • D. Nelle lunette e nelle vele, che segnano strutturalmente il passaggio tra la volta e le pareti, sono raffigurati gli Antenati di Cristo, in quaranta generazioni. 20 OS

La Creazione di Adamo

La Creazione di Adamo : Vestito da una leggera tunica rosa che ne lascia in vista l'erculea struttura del corpo, dio fluttua nell'aria sorretto da un corteo di giovani angeli apteri(senza ali) all'interno di un drappo ellittico, gonfiato dal vento come una grande vela. Egli avvicina l'indice della mano al dito di Adamo. La postura di quest'ultimo è tesa ed elastica, il busto accenna ad una leggera torsione e i muscoli si contraggono. Colpisce la totale assenza di panneggio.3 11 19 27 35 43 12 16 20 24 28 32 36 40 44 1 E E 2 5 9 13 17 21 25 29 33 37 41 45 2 6 10 14 18 22 26 30 34 38 42 7 15 23 31 39 47 Pennacchi Sibille e Profeti Storie centrali Vele Lunette Medaglioni Storie centrali: 9 storie della Genesi (41 Separazione della luce dalle tenebre, 37 Creazione degli astri, 33 Separazione della terra dalle acque, 29 Creazione di Adamo, 25 creazione di Eva, 21 Peccato originale, 17 Sacrificio di Noè, 13 Diluvio Universale, 9 Ebbrezza di Noè) Muro del Giudizio Universale 46 Y 3 8 4

Gli Ignudi

  • Gli Ignudi sono caratterizzati da pose serpentinate e da contrapposti che implicano un'estrema tensione muscolare.
  • Perfetti nelle proporzioni, essi rimandano a opere ellenistiche come il Torso del Belvedere e il Laocoonte, ritrovati proprio in quegli anni, che hanno rappresentato un'importante fonte di ispirazione per Michelangelo.
  • Isolati nella struttura architettonica, essi esprimono la forza sconvolgente della Rivelazione. Michelangelo ha dato ai corpi risalto plastico, e lo ha fatto attraverso improvvise contrapposizioni di colore.
  • Vista da vicino ogni figura è staccata dal fondo attraverso una linea di contorno continua, che ne accentua la qualità scultorea.

I Profeti e le Sibille

I Profeti e le Sibille I dodici Veggenti che ornano i peducci della volta sono alti circa 3 metri, ma sembrano più grandi per la loro forza espressiva. Si tratta di sei Profeti e sei Sibille, tutte figure di mediazione tra Dio e l'uomo; esse incarnano, sia nella tradizione pagana sia in quella cristiana, l'intuizione e la prefigurazione del divino. Dapprima possenti e ieratici, assorti nella meditazione sui testi sacri (come la Sibilla Delfica), i personaggi si fanno più inquieti verso il fondo, sporgendosi nello spazio sottostante. Questo processo culmina nella figura sconvolta del Profeta Giona, posto tra il primo atto della Creazione e il Giudizio Universale, nella parete sottostante. Risulta evidente l'uso antinaturalistico del colore da parte di Michelangelo: un colore vivace e luminoso, con effetti di cangiantismo (cioè di trapasso di un colore in un altro dal diverso valore timbrico) e accostamenti di tinte complementari. EZECHIEL

La celebrazione del pontefice

  • Nel seguire un percorso narrativo a retroso, Michelangelo ha rappresentato secondo il pensiero neoplatonico, il processo di liberazione dell'anima dalla schiavitù terrena e il ritorno alla purezza originaria.
  • Al programma iconografico contribuì Giulio II, desideroso di affermare la potenza della Chiesa e del suo pontificato, in continuità con lo zio, papa Sisto IV.
  • Gli Ignudi, infatti, sorreggono festoni di foglie di quercia e ghiande, simboli araldici dei Della Rovere; inoltre, i soggetti biblici nei medaglioni in finto bronzo alludono alle imprese militari del pontefice e, al tempo stesso, riprendono le decorazioni dell'Arco di Costantino, presenti anche negli affreschi delle pareti.
  • All'antichità romana si rifà, poi, il disegno architettonico, simile a una successione di archi trionfali: il corteo di Giulio II si sarebbe svolto proprio sotto questa grandiosa invenzione. EZECHIEL

Diluvio Universale

Diluvio Universale, 1508-1509. Affresco, 280x570 cm. Roma, Città del Vaticano, Volta della Cappella Sistina.

  • Le "storie umane" hanno composizioni articolate e molte figure. Nel Diluvio Universale,( prima scena ad essere dipinta) il crescere minaccioso delle acque e il vento vigoroso che quasi vanifica gli sforzi degli uomini esasperano l'istinto di sopravvivenza di un'umanità impotente.

Il Giudizio Universale

Il Giudizio Universale1536- 1541. Affresco, 13,70x12,20 m. Roma, Città del Vaticano, Cappella Sistina. Papa Clemente VII chiede a Michelangelo di eseguire il colossale affresco nella parete di fondo della Cappella Sistina. Michelangelo tornava alla pittura dopo vent'anni, il risultato fu clamoroso. Nell'affresco più di quattrocento personaggi fluttuano nello spazio vuoto, dominato da una tonalità di prezioso azzurro oltremare, solo nella parte bassa in corrispondenza con l'orizzonte terreno, il cielo si schiarisce come all'alba di un nuovo giorno. Intorno al gruppo centrale si assiepa una schiera di santi e apostoli.Si riconoscono, tra gli altri, i santi Pietro che restituisce le chiavi simbolo della Chiesa, Lorenzo (con la graticola), Sebastiano (con le frecce), Caterina d'Alessandria (con la ruota dentata). San Bartolomeo scorticato vivo, ha un coltello nella mano destra e nella sinistra la sua pelle; è a lui che Michelangelo ha prestato il proprio volto. Alla destra i beati ascendono al cielo, quelli ormai salvi si abbracciano, quasi confortandosi a vicenda.

L'ira divina nel giorno del Giudizio

  • Il grande affresco fu iniziato nel 1536, dopo la morte del papa, e compiuto nel 1541 sotto il pontificato di Paolo III Farnese. La parete del Giudizio, invece, è lasciata priva di riferimenti spaziali ed è percorsa da un moto vorticoso e continuo, che ha il fulcro nella figura imperiosa di Cristo Giudice. Il movimento rotatorio è originato dal gesto con il quale egli separa i beati dai dannati, dando avvio a una doppia direzionalità: quella ascendente degli eletti a sinistra, e quella discendente, dei dannati a destra.Al suo fianco, quasi spaventata, la Vergine si contorce in un brivido d'inquietudine. Nelle due lunette superiori, gruppi di angeli recano i simboli della Passione accanto a Cristo, la Vergine e i santi attendono l'esito del Giudizio.

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