Che cos'è la letteratura comparata: origini, scuole e rapporti con altre arti

Documento di Mariangela Lopopolo su Che cos'è la letteratura comparata. Il Pdf esplora l'evoluzione della letteratura comparata, le sue scuole e i legami con altre arti e discipline, utile per lo studio universitario di Letteratura.

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Che cos’è la letteratura comparata - Mariangela Lopopolo
CAPITOLO 1: LA LETTERATURA COMPARATA
La letteratura comparata nasce nella seconda metà dell'Ottocento con i corsi di Storia letteraria comparata
tenuti presso alcuni atenei francesi. Nel corso del Novecento, la comparatistica conosce due grandi stagioni.
La prima ha per protagonista la scuola francese, volta allo studio dei rapporti letterari. L'altra ha per
protagonista la scuola americana, interessata a questioni di letteratura generale.
1. Le origini
Nella seconda metà dell'Ottocento, alcune università francesi iniziano a insegnare una nuova disciplina che
confronta le letterature europee antiche, medievali e moderne: la letteratura comparata. Già dagli anni
venti e trenta del XIX secolo, si tengono corsi di Storia letteraria comparata in Francia, condotti da pionieri
come Abel-François Villemain, Jean-Jacques Ampère e Philarète Chasles.
Villemain e Ampère si concentrano su studi che individuano l'evoluzione nazionalistica di temi e forme
letterarie nel Medioevo e su come le letterature europee si influenzano a vicenda. Chasles, invece, si
occupa di storia intellettuale, descrivendo i contesti storico-culturali delle varie epoche e creando una
storia della cultura europea che include letteratura, filosofia, religione e politica.
2. La scuola francese
La "scuola" o "stagione" francese della letteratura comparata è un periodo storico tra la fine del XIX
secolo e la metà del XX secolo, quando si afferma nelle università francesi e il loro metodo di ricerca diventa
un modello seguito anche fuori dalla Francia. Questo periodo risente dell'influenza del positivismo, che
promuove un approccio scientifico e metodologico allo studio della letteratura. Gli studi di letteratura
comparata della scuola francese si caratterizzano per:
1. Accurata documentazione storica: Gli studiosi si concentrano sui rapporti storici documentati tra autori,
opere e letterature per determinare le influenze letterarie.
2. Interesse per rapporti letterari concreti: Vengono studiati solo i rapporti di influenza documentati,
escludendo analogie e parallelismi non supportati da prove concrete.
3. Focalizzazione sui rapporti binari: L'analisi si concentra su rapporti tra due autori, due opere o due
letterature differenti per lingua e cultura.
4. Applicazione di spiegazioni scientifiche: Si cerca di applicare metodi scientifici, inclusi quelli biologici,
per spiegare la storia della letteratura.
5. Ricerca delle fonti e della fortuna: Vengono studiate le origini (fonti) e l'impatto (fortuna) di autori e
opere per comprendere le dinamiche di influenza letteraria.
Joseph Texte è una figura chiave della scuola francese. Nel 1896 diventa il titolare della prima cattedra di
"Littérature comparée" a Lione. Texte pone l'accento sulla necessità di indagare le fonti e la fortuna delle
opere letterarie per comprendere i rapporti tra le diverse letterature nazionali. Egli si oppone al
cosmopolitismo settecentesco e difende le specificità culturali di ogni nazione, proponendo un nuovo
cosmopolitismo romantico.
Fernand Baldensperger succede a Texte e nel 1910 diventa il primo a ricoprire una cattedra di "Littérature
comparée" alla Sorbona. Baldensperger pubblica "Goethe en France" (1904), in cui analizza l'influenza del
poeta tedesco Goethe sulla letteratura francese. Egli vede le letterature europee come un organismo
unico e si impegna a esplorare queste connessioni organiche. Baldensperger fonda la "Revue de
Littérature Comparée" nel 1921 insieme a Paul Hazard.
Paul Hazard ricopre cattedre di "Littérature comparée" a Lione, alla Sorbona, al Collège de France e alla
Columbia University negli Stati Uniti. Hazard si interessa più alla storia delle idee e della cultura,
analizzando i contesti storici in cui avvengono i rapporti culturali tra le nazioni europee.
L'autore ha due studi principali: “La révolution Française et les lettres italiennes (1910) e “La crise de la
conscience européenne” (1983). Nel primo studio, analizza come la cultura italiana sia stata influenzata
da quella francese tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Nel secondo, esamina come la
tradizione biblico-cristiana abbia dato agli europei una coscienza stabile del loro posto nel mondo, che
però si sgretola alla fine del Seicento a causa delle nuove scoperte scientifiche e dei resoconti di viaggi
in terre lontane, diffondendo il relativismo e una crisi delle coscienze.
Paul Van Tieghem, professore francese, è una figura chiave nella letteratura comparata. Nel suo manuale
La littérature comparée”, delimita il campo della comparatistica alle letterature moderne e stabilisce i
principi e metodi della disciplina. Van Tieghem sottolinea l'importanza di conoscere più lingue,
inquadrare storicamente le opere e considerare anche gli autori minori, poiché i fenomeni di influenza
letteraria sono rapporti binari tra due letterature nazionali.
Jean-Marie Carré, altro esponente importante della disciplina in Francia, ha proseguito le ricerche di Van
Tieghem concentrandosi sul contatto tra culture diverse. Nei suoi studi, come “Goethe en Angleterre”
(1920) e “Voyageurs et écrivains français en Egypte” (1937), analizza le immagini letterarie che i francesi
hanno di altri paesi. Carré sostiene che queste immagini non sono mai neutre ma influenzate dalle relazioni
internazionali, e nei suoi studi osserva come, ad esempio, le rappresentazioni della Germania siano distorte
dalle tensioni politiche tra Francia e Germania. Questo approccio ha suscitato critiche dalla scuola
americana, che priorità all'analisi testuale rispetto al contesto storico.
3. La scuola americana
La scuola americana di letteratura comparata si sviluppò negli anni '50 e '60 negli Stati Uniti, grazie
all'arrivo di studiosi europei che erano fuggiti dai regimi fascisti in Europa. Questi studiosi, tra cui molti letterati,
contribuirono a dare un'importanza crescente alla letteratura comparata nelle università americane.
Principali caratteristiche della scuola americana:
Analisi Intrinseca: Gli studiosi si concentrano sullo studio dettagliato dei testi letterari, valutandoli per la
loro forma e contenuto, piuttosto che solo per il loro contesto storico e culturale.
Visione Globale: La letteratura viene vista come un insieme unitario, superando le barriere tra le diverse
tradizioni nazionali e linguistiche.
Focus sui Capolavori: L'attenzione è rivolta ai grandi capolavori della letteratura mondiale, considerati
elementi centrali del canone letterario globale.
Storia dei Movimenti Letterari: Si studiano i movimenti e i generi letterari nel loro sviluppo storico e
geografico.
Confronto con la Cultura Generale: Si cerca di stabilire connessioni tra la letteratura e i valori
universali, seguendo la tradizione idealistica americana.
René Wellek è uno dei principali rappresentanti della scuola americana. Originario di Vienna, si trasferì
negli Stati Uniti nel 1939 e divenne professore di letteratura comparata a Yale. Wellek, insieme ad Austin
Warren, scrisse il libro fondamentale "Teoria della letteratura" e contribuì alla "Storia della critica
moderna". Egli criticò la scuola francese per la sua eccessiva attenzione ai dettagli storici e culturali,
proponendo invece un'analisi che privilegiasse i testi stessi. Wellek riteneva che la letteratura comparata
dovesse estendersi oltre i limiti nazionali e includere un'ampia gamma di tradizioni letterarie per una
comprensione più completa della letteratura globale, infatti quando si parla di movimenti e stili letterari, si
superano i confini nazionali, e dunque si evidenzia l'estensione spazio-temporale (di questi sviluppi si
occupa la scuola americana).
Harry Levin, professore di Letteratura Comparata a Harvard, crede che i grandi libri di autori come
Shakespeare, Stendhal, Balzac e Joyce dimostrino il potere civilizzatore dell'arte. Levin studia sia la forma
che il contenuto di queste opere, come nel suo lavoro "The Myth of the Golden Age in the Renaissance"
del 1969, vedendo la letteratura come una parte fondamentale della cultura umana.

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La letteratura comparata

La letteratura comparata nasce nella seconda metà dell'Ottocento con i corsi di Storia letteraria comparata tenuti presso alcuni atenei francesi. Nel corso del Novecento, la comparatistica conosce due grandi stagioni. La prima ha per protagonista la scuola francese, volta allo studio dei rapporti letterari. L'altra ha per protagonista la scuola americana, interessata a questioni di letteratura generale.

Le origini della letteratura comparata

Nella seconda metà dell'Ottocento, alcune università francesi iniziano a insegnare una nuova disciplina che confronta le letterature europee antiche, medievali e moderne: la letteratura comparata. Già dagli anni venti e trenta del XIX secolo, si tengono corsi di Storia letteraria comparata in Francia, condotti da pionieri come Abel-François Villemain, Jean-Jacques Ampère e Philarete Chasles. Villemain e Ampère si concentrano su studi che individuano l'evoluzione nazionalistica di temi e forme letterarie nel Medioevo e su come le letterature europee si influenzano a vicenda. Chasles, invece, si occupa di storia intellettuale, descrivendo i contesti storico-culturali delle varie epoche e creando una storia della cultura europea che include letteratura, filosofia, religione e politica.

La scuola francese di letteratura comparata

La "scuola" o "stagione" francese della letteratura comparata è un periodo storico tra la fine del XIX secolo e la metà del XX secolo, quando si afferma nelle università francesi e il loro metodo di ricerca diventa un modello seguito anche fuori dalla Francia. Questo periodo risente dell'influenza del positivismo, che promuove un approccio scientifico e metodologico allo studio della letteratura. Gli studi di letteratura comparata della scuola francese si caratterizzano per:

  1. Accurata documentazione storica: Gli studiosi si concentrano sui rapporti storici documentati tra autori, opere e letterature per determinare le influenze letterarie.
  2. Interesse per rapporti letterari concreti: Vengono studiati solo i rapporti di influenza documentati, escludendo analogie e parallelismi non supportati da prove concrete.
  3. Focalizzazione sui rapporti binari: L'analisi si concentra su rapporti tra due autori, due opere o due letterature differenti per lingua e cultura.
  4. Applicazione di spiegazioni scientifiche: Si cerca di applicare metodi scientifici, inclusi quelli biologici, per spiegare la storia della letteratura.
  5. Ricerca delle fonti e della fortuna: Vengono studiate le origini (fonti) e l'impatto (fortuna) di autori e opere per comprendere le dinamiche di influenza letteraria.

Joseph Texte è una figura chiave della scuola francese. Nel 1896 diventa il titolare della prima cattedra di "Littérature comparée" a Lione. Texte pone l'accento sulla necessità di indagare le fonti e la fortuna delle opere letterarie per comprendere i rapporti tra le diverse letterature nazionali. Egli si oppone al cosmopolitismo settecentesco e difende le specificità culturali di ogni nazione, proponendo un nuovo cosmopolitismo romantico. Fernand Baldensperger succede a Texte e nel 1910 diventa il primo a ricoprire una cattedra di "Littérature comparée" alla Sorbona. Baldensperger pubblica "Goethe en France" (1904), in cui analizza l'influenza del poeta tedesco Goethe sulla letteratura francese. Egli vede le letterature europee come un organismo unico e si impegna a esplorare queste connessioni organiche. Baldensperger fonda la "Revue de Littérature Comparée" nel 1921 insieme a Paul Hazard. Paul Hazard ricopre cattedre di "Litterature comparee" a Lione, alla Sorbona, al College de France e alla Columbia University negli Stati Uniti. Hazard si interessa più alla storia delle idee e della cultura, analizzando i contesti storici in cui avvengono i rapporti culturali tra le nazioni europee. L'autore ha due studi principali: "La révolution Française et les lettres italiennes" (1910) e "La crise de la conscience européenne" (1983). Nel primo studio, analizza come la cultura italiana sia stata influenzatada quella francese tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Nel secondo, esamina come la tradizione biblico-cristiana abbia dato agli europei una coscienza stabile del loro posto nel mondo, che però si sgretola alla fine del Seicento a causa delle nuove scoperte scientifiche e dei resoconti di viaggi in terre lontane, diffondendo il relativismo e una crisi delle coscienze. Paul Van Tieghem, professore francese, è una figura chiave nella letteratura comparata. Nel suo manuale "La littérature comparée", delimita il campo della comparatistica alle letterature moderne e stabilisce i principi e metodi della disciplina. Van Tieghem sottolinea l'importanza di conoscere più lingue, inquadrare storicamente le opere e considerare anche gli autori minori, poiché i fenomeni di influenza letteraria sono rapporti binari tra due letterature nazionali. Jean-Marie Carre, altro esponente importante della disciplina in Francia, ha proseguito le ricerche di Van Tieghem concentrandosi sul contatto tra culture diverse. Nei suoi studi, come "Goethe en Angleterre" (1920) e "Voyageurs et écrivains français en Egypte" (1937), analizza le immagini letterarie che i francesi hanno di altri paesi. Carré sostiene che queste immagini non sono mai neutre ma influenzate dalle relazioni internazionali, e nei suoi studi osserva come, ad esempio, le rappresentazioni della Germania siano distorte dalle tensioni politiche tra Francia e Germania. Questo approccio ha suscitato critiche dalla scuola americana, che dà priorità all'analisi testuale rispetto al contesto storico.

La scuola americana di letteratura comparata

La scuola americana di letteratura comparata si sviluppo negli anni '50 e '60 negli Stati Uniti, grazie all'arrivo di studiosi europei che erano fuggiti dai regimi fascisti in Europa. Questi studiosi, tra cui molti letterati, contribuirono a dare un'importanza crescente alla letteratura comparata nelle università americane. Principali caratteristiche della scuola americana:

  • Analisi Intrinseca: Gli studiosi si concentrano sullo studio dettagliato dei testi letterari, valutandoli per la loro forma e contenuto, piuttosto che solo per il loro contesto storico e culturale.
  • Visione Globale: La letteratura viene vista come un insieme unitario, superando le barriere tra le diverse tradizioni nazionali e linguistiche.
  • Focus sui Capolavori: L'attenzione è rivolta ai grandi capolavori della letteratura mondiale, considerati elementi centrali del canone letterario globale.
  • Storia dei Movimenti Letterari: Si studiano i movimenti e i generi letterari nel loro sviluppo storico e geografico.
  • Confronto con la Cultura Generale: Si cerca di stabilire connessioni tra la letteratura e i valori universali, seguendo la tradizione idealistica americana.

René Wellek è uno dei principali rappresentanti della scuola americana. Originario di Vienna, si trasferì negli Stati Uniti nel 1939 e divenne professore di letteratura comparata a Yale. Wellek, insieme ad Austin Warren, scrisse il libro fondamentale "Teoria della letteratura" e contribuì alla "Storia della critica moderna". Egli criticò la scuola francese per la sua eccessiva attenzione ai dettagli storici e culturali, proponendo invece un'analisi che privilegiasse i testi stessi. Wellek riteneva che la letteratura comparata dovesse estendersi oltre i limiti nazionali e includere un'ampia gamma di tradizioni letterarie per una comprensione più completa della letteratura globale, infatti quando si parla di movimenti e stili letterari, si superano i confini nazionali, e dunque si evidenzia l'estensione spazio-temporale (di questi sviluppi si occupa la scuola americana). Harry Levin, professore di Letteratura Comparata a Harvard, crede che i grandi libri di autori come Shakespeare, Stendhal, Balzac e Joyce dimostrino il potere civilizzatore dell'arte. Levin studia sia la forma che il contenuto di queste opere, come nel suo lavoro "The Myth of the Golden Age in the Renaissance" del 1969, vedendo la letteratura come una parte fondamentale della cultura umana. Claudio Guillén, discepolo di Levin, ha portato l'approccio americano in Europa, pubblicando il manuale "L'uno e il molteplice" nel 2008, che traccia la storia della letteratura comparata e delinea questioni come generi, forme, temi e movimenti letterari che superano i confini nazionali. Henry Remak, altro esponente della scuola americana, ha studiato in Francia e poi negli Stati Uniti. Professore di Letteratura Comparata all'Università dell'Indiana, Remak promuove l'interdisciplinarità, come nel suo lavoro "Definizione e funzioni della letteratura comparata", che include anche altre arti e la cultura in generale. Thomas Greene, professore a Yale, avverte che l'interdisciplinarità può diluire la disciplina, rendendola meno precisa. Nel 1975, espresse queste preoccupazioni in una relazione, temendo che l'allargamento verso altre aree culturali potesse compromettere il rigore della letteratura comparata.

Orientamenti recenti della letteratura comparata

A partire dagli anni '70, la letteratura comparata non segue più una scuola di pensiero predominante e si sviluppa in modi diversi in Europa, America e altre parti del mondo dove viene studiata nelle università. Negli ultimi decenni, questa disciplina si è evoluta in un contesto storico e culturale influenzato da termini come "postmodernità", "post-colonialismo" e "globalizzazione". Questi termini aiutano a spiegare le caratteristiche distintive della letteratura comparata recente.

Postmodernità e letteratura comparata

La "post-modernità" è un concetto che descrive un'epoca successiva alla modernità, iniziata negli anni '50 e '60. In questo periodo, i tradizionali sistemi socio-economici e geopolitici, caratterizzati da colonialismo e confini ben definiti, lasciano il posto a una realtà più complessa e interconnessa. Le relazioni internazionali diventano più fluide e incerte, con una maggiore facilità di comunicazione e un aumento della mobilità delle persone. Di conseguenza, i confini tra spazi e culture si sfumano, portando a una mescolanza e ibridazione culturale che contraddistingue l'era postmoderna.

Post-colonialismo e letteratura comparata

Il "post-colonialismo" emerge nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, segnato dalla decolonizzazione e dal crollo delle strutture imposte dagli imperi coloniali. Questa fase storica provoca una destabilizzazione delle gerarchie coloniali e porta a un'intensa mescolanza culturale, che si manifesta in un contesto postmoderno, postcoloniale e globalizzato.

Globalizzazione e letteratura comparata

La "globalizzazione" è un fenomeno che intreccia economie, produzioni, culture e tecnologie su scala mondiale, creando una complessa rete di interdipendenze. Questo processo ha un impatto profondo su diversi ambiti, dall'economia alla politica, dalla società alla cultura, e stimola nuovi dialoghi tra discipline differenti, favorendo un'interazione più dinamica e integrata tra vari campi del sapere. Nella letteratura comparata, si esplorano letterature di Asia, Africa e Oceania, oltre a quelle europee e americane, diffondendo orientamenti interdisciplinari e interculturali. Questi studi hanno alcune caratteristiche comuni:

  • Interdisciplinarità: confronto della letteratura con altre forme artistiche e discipline.
  • Interculturalità: espansione degli studi letterari oltre l'Occidente.
  • "Minaccia di morte": rischio di confusione con altre discipline e di superficialità.
  • "Vitalità": rinnovamento degli studi grazie a nuove teorie e approcci.

Charles Bernheimer, in una relazione del 1993, ha sottolineato l'importanza del dialogo tra studi letterari e studi culturali in un'epoca di multiculturalismo. Questo porta a riconsiderare il canone della letteratura mondiale, tenendo conto del mondo postcoloniale e degli studi postcoloniali. Gayatri Chakravorty Spivak, importante teorica femminista e studiosa postcoloniale, afferma che la letteratura comparata tradizionale legata all'Europa è morta. Nel suo saggio "Morte di una disciplina" (2003), sostiene che per rifondare la disciplina bisogna collegare studi letterari e culturali, occupandosi delle

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