Le Piane Abissali
Le piane abissali sono estese aree pianeggianti che si trovano tra 3.000 e
6.000 metri di profondità; si tratta di zone assai piatte e monotone, in cui
si trovano sporadicamente rari rilievi che consistono in resti di vulcani
spenti. Sono comprese tra i margini continentali e la dorsale oceanica.
- Si trovano in tutti gli oceani del pianeta, e sopra i basalti a pillow
presentano una coltre di sedimenti incoerenti, dovuti alla deposizione di
clasti molto fini provenienti dai fiumi e dalle correnti di torbida (che
possono rimanere in sospensione nelle acque anche decenni) e di resti di
microrganismi che vivono nelle colonna d'acqua sovrastante.
- Lo spessore di questi sedimenti varia da 500 a 1.000 metri, a seconda della
distanza dai margini continentali e dalla morfologia dell'oceano.
Talud
continental
Plataforma
continental
Islas de origen
volcanico
Dorsal oceânica
Cuenca oceánica
Fosa marina
· Rift
Prof.ssa Sonia Gelmetti morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Sedimenti delle Piane Abissali
- sedimenti di origine clastica sono soprattutto i fanghi argillosi,
tipicamente di colore rosso a causa della presenza di ferro contenuto nei
clasti e ossidato dall'acqua (argille rosse abissali). Sotto i 4.500 metri di
profondità sono praticamente la quasi totalità dei sedimenti.
I
. I sedimenti di origine organica sono invece i fanghi calcarei, che derivano
dall'accumulo di gusci di animali marini ed alghe; i fanghi calcarei si
trovano ad una profondità inferiore a 4.500 (profondità di compensazione
dei carbonati), poiché a profondità superiore la pressione dissolve il
calcare che quindi non si deposita.
- I fanghi silicei possono invece depositarsi a profondità maggiori, perché la
silice è più resistente alla dissoluzione; i fanghi silicei derivano
dall'accumulo di gusci silicei di diatomee e radiolari.
- Altri tipi di sedimenti sono quelli di origine chimica e sono rappresentati
dai noduli polimetallici o di manganese, che contengono soprattutto
manganese ma anche altri metalli, quali ferro, nichel, cobalto e terre rare.
rfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Formazione dei Noduli Polimetallici
- La formazione dei noduli non è ancora ben chiara, ma si tratta comunque
di un fenomeno molto lento (milioni di anni); l'interesse verso questi
depositi è molto aumentato attualmente ai fini dell'estrazione dei metalli.
Colline Abissali e Seamounts
- Le piane abissali sono caratterizzate dalla presenza di resti di vulcani
sottomarini, che sono chiamati colline abissali o seamounts. Si pensa ce
ne siano oltre un milione in tutti gli oceani, e sono molto frequenti
nell'Oceano Pacifico.
- La loro altezza è molto variabile, da decine di metri a migliaia di metri;
quelli di dimensioni maggiori un tempo erano emersi e formavano isole
oceaniche.
. | seamounts sono molto spesso disposti in lunghe catene, come per
esempio la Catena dell'Imperatore nell'Oceano Pacifico. A causa
dell'azione erosiva, i seamounts possono presentare la sommità appiattita:
questi rilievi peculiari furono scoperti da Harry H. Hess, che li chiamò
guyot in onore del geologo svizzero Arnold Guyot.
Patton Seamount Chain
Murray Smt.
Marchand Smt.
Chirikof Smt.
Patton Smt.
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Plateau Basaltici Oceanici
- Le piane abissali sono caratterizzate anche dalla presenza di estesi plateau
basaltici oceanici, dovuti all'attività vulcanica sottomarina, e simili ai
plateau presenti sui continenti.
- Questi plateau sono formati da rocce basaltiche a cuscino, e sono presenti
soprattutto nell'Oceano Pacifico e nell'Oceano Indiano. I plateau di
maggiori dimensioni sono l'Ontong Java nell'Oceano Pacifico, e il plateau
delle Kerguelen nell'Oceano Indiano.
U
60°N
Shatsky
Rise
Hess
Rise
East
Mariana
Basin
0°
Nauru
Basin . Magellan Rise
Caribbean
Manihiki
Ontong
Java
30°S
Hikurangi
Madagascar
Rise
Broken
Ridge
Conrad
Rise
Kerguelen
Plateau
Maud
Rise
Elan
Bank
1180°
Prof.ssa Sognawelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
190°E
60°S
Rio Grande
Rise
Le Dorsali Oceaniche
- Le dorsali oceaniche costituiscono circa 70.000 - 80.000 km di rilievi che
percorrono gli oceani di tutto il pianeta, ed occupano circa il 23% della superficie
terrestre.
Sono dette anche dorsali medio - oceaniche, per mettere in risalto il fatto che si
trovano nelle zone oceaniche lontane dai margini continentali, e nel caso
dell'Oceano Atlantico la dorsale è più o meno equidistante dai margini occidentali
ed orientali del bacino.
Zolla euroasiatica
Zolla
nordamericana
Zofia
adriatica
Zolta turca
Zolla
juan de fuca
Zolla
indiana
Zolla
caraibica
Zolla
delle filippine
Zolla africana
Zolla
arabica
Zolla
di cocos
Zolla
pacifica
Zolla
indo-australiana
Zolla
di nazca
Zolla
sudamericana
Zolla
antartica
Zolla
scotia
W
E
Dorsali
Fondali oceanici
Vulcani
Fosse oceaniche
S
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
N
Scoperta delle Dorsali Oceaniche
- L'esistenza delle dorsali oceaniche fu notata
dalla geologa americana Marie Tharp (1920 -
2006),
che
trasformò
le
migliaia
di
informazioni ottenute con le spedizioni di
esplorazione dei fondali oceanici in mappe
estremamente dettagliate.
- Grazie al suo lavoro di disegno delle mappe
(che all'epoca erano eseguite tutte a mano),
Tharp fece notare che nel mezzo del fondale
dell'Oceano Atlantico vi era una vera e
propria catena montuosa che ricordava un
vulcano lineare con eruzioni fissurali.
- Tharp ipotizzò già nel 1948 che la dorsale
oceanica potesse determinare la deriva dei
continenti, e che quindi fosse la causa dello
spostamento dei continenti che Wegener a
lungo aveva cercato; tuttavia l'ipotesi di
Marie Tharp, così come la teoria di Wegener,
non ebbe seguito tra i geologi dell'epoca.
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Struttura delle Dorsali Oceaniche
- La larghezza della dorsale oceanica varia da 1 a 4 km al massimo, e
l'altezza è uguale a 2-3 km rispetto alla quota della piana abissale, alla
quale si raccorda gradualmente con fianchi con inclinazione molto bassa.
- Lungo l'asse centrale di ogni dorsale, la cresta, è presente una fascia
ribassata anche di 1-2 km simile ad una lunga valle con i fianchi molto
ripidi: si tratta di una fossa a graben (rift valley), prodotta da sistemi di
faglie dirette in un regime distensivo.
- Si tratta infatti di un lunghissimo vulcano lineare che percorre tutti gli
oceani della Terra e che erutta lava basaltica che si solidifica in lava a
pillow.
- Osservando la struttura delle dorsali vediamo che la fossa a graben non è
continua, ma è interrotta da faglie con andamento perpendicolare al
graben.
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Faglie Trasformi
. Queste faglie sono dette faglie trasformi, e si trovano all'incirca ogni 100
km sul percorso della dorsale; esse suddividono la dorsale in segmenti, e
ogni segmento di dorsale rispetto al successivo è dislocato lateralmente per
decine fino a centinaia di chilometri.
- Si tratta di zone di rottura dove i blocchi di roccia scorrono uno rispetto
all'altro, e sono sede di terremoti; le faglie trasformi hanno l'aspetto di
faglie trascorrenti in alcune loro parti, anche se prese in toto non sono faglie
trascorrenti: il loro funzionamento è spiegato dalla teoria della tettonica a
placche.
- La dorsale oceanica può avere quota elevata, ed emergere in alcune zone
del pianeta, formando isole percorse dal vulcano lineare, come per esempio
l'Islanda o le Isole Azzorre.
oceanic ridge crest
transform foult
Mid-Atlantic
Ridge
NORTH AMERICAN
PLATE
EURASIAN
PLATE
Krafla
fracture
zone
fracture zone
Thingvellir
Reykjavik
Mid-Atlantic Ridge
ATLANTIC OCEAN
oceanic
ridge crest
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
ICELAND
Vulcanismo Idrotermale
- Le faglie trasformi possono estendersi anche
all'interno di zone emerse, come nel caso
della California, dove la faglia di San Andreas
è un tratto di faglia trasforme, o della Nuova
Zelanda.
- In corrispondenza delle dorsali si osservano
anche fenomeni di vulcanismo idrotermale,
con emissioni gassose ricche di elementi
metallici e di zolfo, dette fumaioli neri o
black smokes.
. Il contatto con l'acqua molto fredda del
fondale causa la condensazione dell'acqua e
la cristallizzazione dei metalli e dello zolfo in
solfuri nerastri che si depositano sui fianchi
della dorsale; la temperatura del gas di
emissione è di circa 400℃, con pH 2,8; si
tratta
di
condizioni
che
permettono
l'esistenza di un ecosistema che si basa su
batteri estremofili, che sono cibo per animali
quali molluschi e vermi tubicoli.
Explorer-
ridge
CANADA
Juan
de Fuca
ridge
Subduction zone
Blanco
fracture
zone
UNITED STATES
Mendocino
fracture zone
Relative motion of
North American Plate
San Francisco
Murray
fracture zone
San Andre
Relative motion Los
of Pacific Plate
Angeles
MEXICO
11
Molokai
fracture zone
Rise
East Pacific
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Il Piano di Wadati - Benioff
- Il geologo giapponese Kiyoo Wadati (1902 - 1995)
studiando nel 1935 la distribuzione degli ipocentri dei
terremoti avvenuti in Giappone, si rese conto che questi
erano distribuiti secondo un piano inclinato che ha
origine nella fossa oceanica e si estende molto in
profondità sotto l'arco insulare giapponese.
- Nel 1949 il geologo americano Victor Hugo Benioff
(1899 - 1968), sull'esempio del giapponese Wadati, si
occupò di studiare i terremoti che avvengono negli archi
insulari in corrispondenza delle fosse oceaniche, e
concentrò la sua attenzione sui terremoti delle Isole
Kermadec - Tonga.
- Individuando
gli ipocentri dei terremoti
Benioff
confermò le conclusioni di Wadati, ossia che gli
ipocentri dei terremoti, anche nel caso delle Isole
Kermadec - Tonga, erano distribuiti lungo un piano
inclinato di oltre 45° fino ad una profondità molto
elevata, che andava ben al di sotto della litosfera: 670
km.
Kinos Nadati
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess
Ipotesi di Benioff sulla Litosfera Oceanica
- Benioff ipotizzò nel 1955 che la litosfera oceanica, in corrispondenza delle
fosse oceaniche, si pieghi verso il basso sprofondando fino al mantello,
dove le rocce, a causa delle elevate temperature, fondono andando ad
formare il magma che alimenta i vulcani dell'arco insulare.
- Questo sprofondamento venne indicato come subduzione della litosfera
oceanica, e il lembo di litosfera in lentissimo sprofondamento come piano
di Wadati - Benioff.
. Secondo l'ipotesi di Benioff quindi, la litosfera oceanica viene
gradualmente distrutta, ma continuamente rimpiazzata da nuova litosfera
che si origina con l'emissione di lava da parte delle dorsali oceaniche.
A
A'
0
:00
200
[un) undop
300
1
Wadati-Benioff zone
400
500
600
0
200
400
600
500
distanco along profilo (km)
Prof.ssa Sonia Gelmetti - morfologia dei
fondali oceanici - teoria di Hess