L'adolescenza: psicopatologia e comportamenti a rischio

Documento sull'adolescenza, le sue definizioni storiche e i cambiamenti associati. Il Pdf, di Psicologia per l'Università, esamina i disturbi psicopatologici come ansia, depressione e abuso di sostanze, oltre a conflitti interpersonali e incertezza sul futuro, come descritto nell'abstract e nell'outline.

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21 pagine

Capitolo 1- L'adolescenza
Nella prima metà del XVII secolo, il bambino era visto solo come un “bambino in miniatura”, mentre è dalla seconda metà di questo
secolo che si sviluppa una nuova attenzione per il bambino e per le sue esigenze.
Nel 1900, l'adolescenza viene concepita come un periodo di transizione dalla maggioranza degli studi delle più disparate discipline.
Si nota, fra queste, una discrepanza per quanto riguarda il concetto di “giovinezza”: se i sociologici ponevano una forte attenzione
all'adattamento e all'ordine sociale, gli antropologi tendevano a porre maggiore attenzione alla conflittualità e alla “tempesta” di
tale periodo.
Hall (1904) concepisce l'adolescenza come una “nuova nascita”, un periodo di profondi cambiamenti e non solo di semplice
transizione. Rimanda principalmente ad una matrice biologica.
Mead concepisce l'adolescenza non come un fenomeno universale, ma culturalmente specifico.
Manneheim ( 1924) distingue fra Gruppi concreti ( basati su vincoli naturali) e Posizioni sociali ( aggregati di individui simili). Le
posizioni sociali dei giovani possono diventare gruppi se esiste una connessione di generazione e la percezione di uno stesso scopo.
Keniston concepisce il gruppo dei pari come un territorio di scambio e di confronto ed introduce il termine “gioventù”, per indicare
l'atteggiamento che rendono possibili le relazioni durature dell'individuo.
Sigmound Freud vede la pubertà come il momento in cui la vita sessuale infantile raggiunge la forma definitiva, mentre sua figlia
Anna vede l'adolescenza come la prima ricapitolazione, in cui, rispetto all'infanzia, si hanno nuovi meccanismi di difesa, una
diversa collocazione dell'energia libidica e nuovi oggetti d'amore.
Blos (1968) vede l'adolescenza come un periodo di consolidamento e ristrutturazione, il quale può essere diviso in:
1. Adolescenza precoce amicizie con lo stesso sesso e manifestazione di valori diversi rispetto a quelli portati avanti dalla
propria famiglia;
2. Adolescenza vera e propria sviluppo di una relazione d'amore con il proprio sé;
3. Adolescenza avanzata si cerca di rispondere alla domanda “Chi sono io?”;
Erikson vede l'adolescenza come un momento in cui il soggetto deve superare alcune “crisi”, al fine di raggiungere un'identità
personale stabile. Marcia sostituisce il termine crisi con quello di “esplorazione”.
Il problema principale di queste teorizzazioni è il fatto di descrivere un adolescente senza crisi o comunque con forme di stress che
possono essere facilmente superate. Per risolvere questo limite, Coleman propone il Modello dell'Adolescenza, secondo il quale il
giovane può superare la crisi nel caso in cui possa affrontare un problema alla volta.
L'Adolescenza è il periodo tra l'infanzia ( 11-12 anni) e l'età adulta, caratterizzato da profondi cambiamenti a livello fisico,
psicologico e sociale.
Lo sviluppo fisico, chiamato Spurt of Growth, si presenta in età differenti per donne e uomini: le prime lo hanno dagli 8 si 18 anni,
mentre i secondi dai 12 ai 21 anni.
Per quanto riguarda lo sviluppo celebrale, abbiamo:
Rimodellamento e plasticità neuronale, implicate nello sviluppo di abilità sociali e cognitive;
sviluppo del sistema limbico corticale;
sviluppo più lineare del sistema del controllo;
L'emozione comprende una componente cognitiva, fisiologica, espressivo-motoria, motivazionale e soggettiva. Durante
l'adolescenza abbiamo il raggiungimento della consapevolezza del proprio stato stato emotivo e l'acquisizione di abilità
nell'utilizzare vocaboli riferiti all'espressione delle emozioni. La Regolazione emotiva è l'alterazione della durata o dell'intensità
dell'emozione (non il cambiamento del tipo di emozione esperita) ed è strettamente collegata al sistema di Attaccamento, sia con i
genitori che con le nuove figure.
Marcia ritiene che durante questa fase abbiamo anche lo sviluppo dell'Identità, che comprende esplorazione e impegno e si
compone di 4 fasi:
1. Diffusione;
2. Acquisizione Identità;
3. Moratorium;
4. Blocco Identità;
Il raggiungimento dell'Identità consiste nell'integrazione tra gli elementi nuovi e le caratteristiche precedenti;
Il gruppo dei pari, che può essere formale, informale o istituzionale, è molto importante in questa fase di sviluppo. Esiste infatti una
correlazione tra la capacità di avere buone relazioni amicali durante l'infanzia e l'evoluzione della competenza a costruire legami
d'amicizia nell'adolescenza.
Capitolo 2- Psicopatologia in adolescenza e comportamenti a rischio.
Disturbi d'ansia
L'ansia è uno delle emozioni fondamentali della vita umana ed include variazioni di stato psicofisiologico, caratterizzata da un
sentimento di pericolo imminente legato all'attesa di eventi imprevisti e negativi che provocano smarrimento.
Tipica della prima adolescenza è la presenza di ansia sociale e preoccupazioni relative al confronto interpersonale.
Le attuali categorie diagnostiche non prevedono delle classificazioni specifiche per questa fase e per questo vengono applicati i
criteri relativi all'età adulta. Il DSM- IV indica una sola sindrome specifica dell'età evolutiva: il disturbo d'ansia da separazione,
specifico però dell'infanzia e non dell'adolescenza.
Con il DSM-IV-TR i disturbi d'ansia vengono suddivisi in quadri clinici specifici:
disturbo d'ansia da separazione;
disturbo d'ansia generalizzata;
disturbo da attacchi di panico;
disturbo fobico;
disturbo ossessivo-compulsivo;
disturbo post-traumatico da stress;
Questi disturbi sono molto frequenti in età adolescenziale (15-17 %) e presentano un'alta comorbilità con disturbi depressivi,
disturbi della condotta e con forme di abuso o dipendenza da alcolici. Si assiste, inoltre, ad una maggiore persistenza delle
sindromi ansiose nel sesso femminile.
Disturbi dell'umore: depressione
In adolescenza è difficile riscontrare tutti i sintomi insieme ed inoltre è più tipico registrare “equivalenti depressivi”, cioè depressioni

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Anteprima

L'adolescenza: Sviluppo e Teorie

Capitolo 1- L'adolescenza Nella prima metà del XVII secolo, il bambino era visto solo come un "bambino in miniatura", mentre è dalla seconda metà di questo secolo che si sviluppa una nuova attenzione per il bambino e per le sue esigenze. Nel 1900, l'adolescenza viene concepita come un periodo di transizione dalla maggioranza degli studi delle più disparate discipline. Si nota, fra queste, una discrepanza per quanto riguarda il concetto di "giovinezza": se i sociologici ponevano una forte attenzione all'adattamento e all'ordine sociale, gli antropologi tendevano a porre maggiore attenzione alla conflittualità e alla "tempesta" di tale periodo.

Concezioni dell'adolescenza

Hall (1904) concepisce l'adolescenza come una "nuova nascita", un periodo di profondi cambiamenti e non solo di semplice transizione. Rimanda principalmente ad una matrice biologica. Mead concepisce l'adolescenza non come un fenomeno universale, ma culturalmente specifico. Manneheim (1924) distingue fra Gruppi concreti ( basati su vincoli naturali) e Posizioni sociali ( aggregati di individui simili). Le posizioni sociali dei giovani possono diventare gruppi se esiste una connessione di generazione e la percezione di uno stesso scopo. Keniston concepisce il gruppo dei pari come un territorio di scambio e di confronto ed introduce il termine "gioventù", per indicare l'atteggiamento che rendono possibili le relazioni durature dell'individuo. Sigmound Freud vede la pubertà come il momento in cui la vita sessuale infantile raggiunge la forma definitiva, mentre sua figlia Anna vede l'adolescenza come la prima ricapitolazione, in cui, rispetto all'infanzia, si hanno nuovi meccanismi di difesa, una diversa collocazione dell'energia libidica e nuovi oggetti d'amore.

Fasi dell'adolescenza secondo Blos

Blos (1968) vede l'adolescenza come un periodo di consolidamento e ristrutturazione, il quale può essere diviso in:

  1. Adolescenza precoce -> amicizie con lo stesso sesso e manifestazione di valori diversi rispetto a quelli portati avanti dalla propria famiglia;
  2. Adolescenza vera e propria -> sviluppo di una relazione d'amore con il proprio sé;
  3. Adolescenza avanzata -> si cerca di rispondere alla domanda "Chi sono io?";

Crisi e identità nell'adolescenza

Erikson vede l'adolescenza come un momento in cui il soggetto deve superare alcune "crisi", al fine di raggiungere un'identità personale stabile. Marcia sostituisce il termine crisi con quello di "esplorazione". Il problema principale di queste teorizzazioni è il fatto di descrivere un adolescente senza crisi o comunque con forme di stress che possono essere facilmente superate. Per risolvere questo limite, Coleman propone il Modello dell'Adolescenza, secondo il quale il giovane può superare la crisi nel caso in cui possa affrontare un problema alla volta.

Caratteristiche dell'adolescenza

L'Adolescenza è il periodo tra l'infanzia (11-12 anni) e l'età adulta, caratterizzato da profondi cambiamenti a livello fisico, psicologico e sociale.

Sviluppo fisico e cerebrale

Lo sviluppo fisico, chiamato Spurt of Growth, si presenta in età differenti per donne e uomini: le prime lo hanno dagli 8 si 18 anni, mentre i secondi dai 12 ai 21 anni. Per quanto riguarda lo sviluppo celebrale, abbiamo:

  • Rimodellamento e plasticità neuronale, implicate nello sviluppo di abilità sociali e cognitive;
  • sviluppo del sistema limbico corticale;
  • sviluppo più lineare del sistema del controllo;

Emozioni e regolazione emotiva

L'emozione comprende una componente cognitiva, fisiologica, espressivo-motoria, motivazionale e soggettiva. Durante l'adolescenza abbiamo il raggiungimento della consapevolezza del proprio stato stato emotivo e l'acquisizione di abilità nell'utilizzare vocaboli riferiti all'espressione delle emozioni. La Regolazione emotiva è l'alterazione della durata o dell'intensità dell'emozione (non il cambiamento del tipo di emozione esperita) ed è strettamente collegata al sistema di Attaccamento, sia con i genitori che con le nuove figure.

Sviluppo dell'identità secondo Marcia

Marcia ritiene che durante questa fase abbiamo anche lo sviluppo dell'Identità, che comprende esplorazione e impegno e si compone di 4 fasi:

  1. Diffusione;
  2. Acquisizione Identità;
  3. Moratorium;
  4. Blocco Identità;

Il raggiungimento dell'Identità consiste nell'integrazione tra gli elementi nuovi e le caratteristiche precedenti; Il gruppo dei pari, che può essere formale, informale o istituzionale, è molto importante in questa fase di sviluppo. Esiste infatti una correlazione tra la capacità di avere buone relazioni amicali durante l'infanzia e l'evoluzione della competenza a costruire legami d'amicizia nell'adolescenza.

Psicopatologia e comportamenti a rischio in adolescenza

Capitolo 2- Psicopatologia in adolescenza e comportamenti a rischio.

Disturbi d'ansia

L'ansia è uno delle emozioni fondamentali della vita umana ed include variazioni di stato psicofisiologico, caratterizzata da un sentimento di pericolo imminente legato all'attesa di eventi imprevisti e negativi che provocano smarrimento. Tipica della prima adolescenza è la presenza di ansia sociale e preoccupazioni relative al confronto interpersonale. Le attuali categorie diagnostiche non prevedono delle classificazioni specifiche per questa fase e per questo vengono applicati i criteri relativi all'età adulta. Il DSM- IV indica una sola sindrome specifica dell'età evolutiva: il disturbo d'ansia da separazione, specifico però dell'infanzia e non dell'adolescenza. Con il DSM-IV-TR i disturbi d'ansia vengono suddivisi in quadri clinici specifici:

  • disturbo d'ansia da separazione;
  • disturbo d'ansia generalizzata;
  • disturbo da attacchi di panico;
  • disturbo fobico;
  • disturbo ossessivo-compulsivo;
  • disturbo post-traumatico da stress;

Questi disturbi sono molto frequenti in età adolescenziale (15-17 %) e presentano un'alta comorbilità con disturbi depressivi, disturbi della condotta e con forme di abuso o dipendenza da alcolici. Si assiste, inoltre, ad una maggiore persistenza delle sindromi ansiose nel sesso femminile.

Disturbi dell'umore: depressione

In adolescenza è difficile riscontrare tutti i sintomi insieme ed inoltre è più tipico registrare "equivalenti depressivi", cioè depressioni mascherate, in cui i tratti salienti sono soprattutto disobbedienza, noia, dolori addominali, ipocondria, esibizionismo. Individuare il confine tra normalità e patologia non è facile, dato che varia da persona a persona e in base alla fase di sviluppo. Cappellini e Cimino sottolineano che una delle differenze tra la depressione in età adulta e in età adolescenziale è il modo in cui i sintomi si manifestano. Su questa linea, i due studiosi hanno cercato di presentare una depressione adolescenziale, in cui la sintomatologia è principalmente: rallentamento psicomotorio, disturbi fisici, stati emotivi di tristezza, melanconia, pessimismo, disperazione, astenia, anedonia, senso di impotenza, passaggio all'auto etero o auto aggressivo.

Fattori predisponenti la depressione

I principali fattori predisponenti sono:

  • difficoltà nel processo di individuazione e di separazione dalle figure genitoriali;
  • attaccamento insicuro;
  • rappresentazione negativa di se stessi e degli altri;
  • depressione in famiglia;
  • sentimenti di eccessiva dipendenza dagli altri, autocritica e senso di inadeguatezza;
  • capacità cognitive inferiori rispetto ai coetanei;
  • disturbi d'ansia e della condotta;
  • calo del rendimento scolastico;

Si hanno manifestazioni del disturbo differenti a seconda del genere: le ragazze manifestano il loro malessere con preoccupazione sull'immagine corporea, sul loro peso e con dolori di vario genere; i ragazzi mettono in atto comportamenti aggressivi e violenti per mascherare la loro sofferenza. Il DSM-IV considera i disturbi depressivi nella sezione dedicata ai disturbi e alle alterazioni dell'umore e li suddivide in:

  • disturbi depressivi;
  • disturbi bipolari;
  • altri disturbi dell'umore;

Il tratto più evidente nei disturbi dell'umore in adolescenza è l'irritabilità. L'ICD-10 inserisce la depressione all'interno della categoria delle Sindromi affettive e suddivide queste ultime in:

  • episodio maniacale;
  • sindrome affettiva bipolare;
  • episodio depressivo;
  • sindrome depressiva ricorrente;
  • sindromi affettive persistenti;
  • altre sindromi affettive;

Negli ultimi anni emerge un incremento dei disturbi depressivi sia nell'infanzia che nell'adolescenza e diversi studi hanno individuato che in adolescenza il disturbo depressivo si manifesta con più frequenza nel sesso femminile. Per quanto riguarda la prognosi, due terzi degli adolescenti depressi presentano una storia clinica di disturbi ansiosi nell'infanzia e che spesso si evolve in una Depressione Maggiore nell'età adulta.

Tentativi di suicidio

Mentre è possibile definire il suicidio come la volontà e il desiderio cosciente di darsi la morte, il tentativo di suicidio è caratterizzato dall'insuccesso di un suicidio. Importanti sono anche gli equivalenti del suicidio, ossia quei comportamenti che, per la loro stessa natura, mettono in pericolo la vita del soggetto, come guida veloce, uso di droghe ... Il suicidio, più frequente nei maschi, è la seconda causa di morte per i giovani sotto i 21 anni, dopo gli incidenti stradali. Il tentativo di suicidio invece si riscontra maggiormente nelle donne. Tra i fattori individuali si evidenziano ricorrenti problemi di salute, malattie croniche, comportamenti aggressivi e delinquenziali, fughe e abuso di sostanze. A livello psicologico presentano frequenti pensieri tristi, percezione negativa di se stessi, idee di morte e di suicidio. Uno dei fattori di rischio è l'insuccesso scolastico, in aggiunta ad eventi di vita negativi. Fra i mezzi più utilizzati troviamo l'assunzione orale di farmaci, altri prodotti tossivi e forti dosi di droga. Marcelli e Braconnier parlano di:

  1. Sindrome di tensione pre-suicidio -> alcune settimane prima dell'atto, l'adolescente lamenta malesseri, angoscia e paura;
  2. Sindrome di pseudo-guarigione -> diminuzione dopo il tentativo delle tensioni e della rabbia;

Il tentativo di suicidio ha un alta comorbilità con la depressione. Uno dei fattori di rischio più gravi nel tentativo è l'alto tasso di recidive, soprattutto per le ragazze. Occorre evidenziare inoltre che il tentativo di suicidio deve essere inteso come una forma di comunicazione, un gesto estremo per ristabilire una relazione con gli altri.

Disturbi del comportamento alimentare

Il DSM-IV classifica i disturbi alimentari in:

  • Anoressia Nervosa -> quadro clinico caratterizzato da un rifiuto estremo del cibo, da un significativo dimagrimento, da amenorrea, iperattività, da una percezione distorta dell'immagine corporea e da disinteresse per la sessualità e per i rapporti sociali. La prevalenza di questo disturbo è prettamente femminile.
  • Bulimia Nervosa -> ricorrenti abbuffate accompagnate dal bisogno intenso di ingurgitare grandi quantità di cibo, dal sentimento di perdita di controllo e dall'assunzione di condotte compensatorie per il timore di aumentare il proprio peso corporeo. Questo disturbo sta aumentano in prevalenza, è maggiormente presente nelle donne e si presenta spesso in comorbilità con il disturbo depressivo e con le tossicomanie;
  • Disturbo da alimentazione incontrollata -> viene proposto solo nel 1990 e tiene dentro anche l'obesità;

I disturbi del comportamento alimentare sono aumentati fra gli anni Settanta e Ottanta e sono più frequenti nei Paesi ricchi e industrializzati. La prognosi oscilla dall'estremo di un singolo episodio che si risolve spontaneamente nel corso dell'adolescenza fino all'estremo di una malattia cronica, persistente o ricorrente, con un elevata mortalità.

Comportamenti a rischio

Fra questi abbiamo l'uso di sostanze psicoattive, cioè tutte quelle sostanze naturali o di sintesi, capaci di alterare l'aspetto biochimico del sistema nervoso causando modificazioni dell'umore, della percezione, dell'attività mentale e comportamentale del soggetto. Fra queste abbiamo il fumo di sigaretta, la droga lecita più diffusa, l'alcol e la marjuana. Sono state riscontrate forti correlazioni tra il fumo di spinelli e altri comportamenti rischiosi. In adolescenza, questi comportamenti raramente sono solitari, ma più spesso coinvolgono molti amici con i quali si provano nuove ed eccitanti esperienze. Largamente diffusi sono i comportamenti rischiosi , cioè quei comportamenti che mettono in pericolo la sicurezza personale e

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