Documento di Università sulla progettazione in ambito sociale e socio-sanitario. Il Pdf esplora il significato del termine, i diversi tipi di progettazione per comunità e singoli, gli attori coinvolti, i vantaggi e i limiti del lavoro per progetti.
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PROGETTAZIONE Lavorare per progetti Qualsiasi attività di sostegno alla persona, per essere efficace, deve rientrare in pianificazione organica e condivisa da tutti i soggetti coinvolti nell'intervento. Per questo motivo la progettazione in ambito sociale e socio-sanitario riveste un ruolo centrale sia quando si ha a che fare con gruppi di persone o con una parte della popolazione che presenta determinate esigenze, sia quando si ha a che fare con singoli utenti.
"Progettare", "progetto", "progettazione" sono tutti termini ricorrenti nella nostra vita quotidiana. A scuola si progettano percorsi per l'orientamento nel mondo del lavoro o le gite d'istruzione; le amministrazioni comunali progettano la costruzione di un ponte o di un edificio; in un'azienda informatica si progettano nuove applicazioni per il computer; a livello personale si può progettare un viaggio per le vacanze estive o, cosa ben più impegnativa, il proprio futuro. L'etimologia del verbo "progettare" ci aiuta a capirne meglio il senso. Esso deriva dal latino proicere (composto di pro,"avanti ", e piacere,"gettare"), che nella sua traduzione letterale significa "gettare in avanti nel tempo". Il termine"progettare", dunque, corrisponde a porsi un obiettivo per il futuro.La progettazione, tuttavia, non si limita a una proiezione delle proprie aspettative o dei propri desideri, né all'elaborazione di un'idea, ma implica la capacità di gestire tutte le fasi della realizzazione di questa idea, programmando nel dettaglio l'intervento. Quando progettiamo il nostro futuro professionale, ad esempio, non basta immaginare di una diventare infermieri, educatori, cuochi, cantanti o ballerini, ma occorre creare percorsi finalizzati al raggiungimento del nostro obiettivo e soppesare le nostre capacità e le nostre reali possibilità, affinché il nostro progetto si realizzi concretamente.
In ambito sociale e socio-sanitario si è particolarmente diffusa la pratica del lavoro per progetti, una metodologia secondo la quale occorre preparare l'azione esplicitando, prima di tutto, gli obiettivi, i contenuti, i metodi, i tempi e le risorse necessari alla sua attuazione. Inoltre, il "lavoro per progetti" si può applicare a svariate situazioni e a diversi settori di intervento: non soltanto sociale e/o sanitario, ma anche educativo, culturale, psicologico e del tempo libero.La progettazione può coinvolgere i servizi pubblici, i soggetti privati e il cosiddetto "terzo settore", rappresentato dalle cooperative, dal volontariato, dalle fondazioni, dagli enti di patronato, dalle organizzazioni non lucrative diutilità sociale ecc. Essa è sempre un processo partecipativo, che si realizza, cioè, grazie alla collaborazione di più persone che dialogano e cooperano per il raggiungimento di un unico obiettivo: produrre un cambiamento in senso positivo in una situazione di partenza problematica.
Diversi tipi di progettazione In ambito sociale e socio-sanitario si possono realizzare diversi tipi di progettazione in relazione sia ai destinatari verso cui si dirige l'intervento sia all'ambito di riferimento.
I progetti possono essere rivolti a una parte della comunità o della popolazione (ad esempio, per contrastare il disagio giovanile in un certo quartiere, o prevenire l'abuso di sostanze stupefacenti tra gli adolescenti, o promuovere il benessere della popolazione anziana ecc.), oppure essere realizzati per contesti più ristretti, cioè a gruppi di individui con bisogni specifici (come minori in situazioni di difficoltà, genitori di adolescenti tossicodipendenti o di persone con disagio psichico ecc.).
Ci sono poi i progetti rivolti ai singoli casi (un minore, un soggetto disabile, un anziano ecc.), nei confronti dei quali si realizza un piano di intervento individualizzato che assume caratteristiche diverse dai piani precedenti, questo tipo di progettazione si mette in atto, ad esempio, quando i servizi socio-sanitari prendono in carico un soggetto anziano non autosufficiente per inserirlo all'interno di una struttura residenziale, elaborando un progetto di intervento calibrato su di lui, con obiettivi fissati in relazione ai suoi bi-sogni specifici. Questo piano di intervento assume diverse denominazioni a seconda del contesto in cui si applica: in ambito socio-sanitario, ad esempio nelle o nei centri diurni, si usa principalmente l'espressione pai (piano assistenziale individualizzato); in ambito educativo, nelle comunità per minori si parla in genere di pep (progetto educativo personalizzato) e nel contesto scolastico, per i soggetti disabili, di pei (piano educativo individualizzato). In questo manuale abbiamo preferito utilizzare sempre la denominazione generica.
A seconda della tipologia di progetto, le persone coinvolte nella sua realizzazione sono diverse. Nel caso in cui il progetto sia rivolto a una parte della popolazione o a gruppi con bisogni specifici, i soggetti possono essere:
Di fronte alle richieste e alle esigenze sempre più complesse a cui devono far fronte i servizi sociali e socio-sanitari e indipendentemente dai destina- tari cui è rivolta, la progettazione permette di:
Il lavoro per progetti favorisce l'efficacia delle azioni,poiché conferisce loro sistematicità e organicità; esso permette, inoltre, di intervenire in maniera creativa sulla realtà, dal momento che ogni progetto è originale, quindi diverso da tutti gli altri, e in alcuni casi può promuovere metodi, azioni e soluzioni mai sperimentati prima.
Nonostante aiuti a ridurre i rischi connessi all'improvvisazione, il lavoro per progetti può presentare alcuni limiti che è necessario conoscere per arginare eventuali conseguenze negative. Quando si cerca di definire in anti- cipo un'azione, prefissando obiettivi, tempi e metodi in modo rigoroso, il rischio è quello di legarsi rigidamente e astrattamente alle fasi progettate, perdendo di vista le reali esigenze dei destinatari a cui è rivolta l'azione. Lavorando con le persone, infatti, ci si deve confron- tare con la complessità dei rapporti umani, che talvolta rende necessario un cambiamento rispetto alla modalità con cui in origine si era pensato di consequire l'obiettivo. È opportu- no, quindi, che l'intervento abbia un certo grado di flessibilità e che permetta all'équipe di lavoro di apportare eventuali correttivi sulla base della situazione contingente. Per questo motivo riveste particolare importanza la valutazione, che, pur connotandosi come una fase finale del progetto, può essere considerata un processo continuo, che riguarda tutti gli stadi del lavoro. Grazie alla valutazione, infatti, si può procedere in maniera dinamica e non rigida, decidendo di modificare il proprio agire nel caso in cui si riscontrino errori, incertezze e/o carenze.La progettazione per la comunità o per gruppi di persone
Quando la progettazione avviene su ampia scala, cioè è rivolta alla popolazione o a contesti più ristretti e quindi a specifici gruppi di persone, si possono riconoscere alcune fasi caratteristiche:
La rilevanza delle prime due fasi varia a seconda dello specifico contesto in cui ci si tro- va a operare. Un progetto gestito da un'équipe di educatori all'interno di un nido d'infan- zia, ad esempio, avrà un'ideazione e un'attivazione piuttosto ridotte, mentre un progetto che riguarda l'intero territorio cittadino e coinvolge l'amministrazione comunale e alcuni enti locali riserverà ampio spazio a queste prime due fasi. Le prime tre fasi elencate, inoltre, sono teoriche, ossia sono quelle in cui il progetto rimane "su carta", in una fase ancora astratta. La quarta fase, al contrario, è quella in cui esso si mette in atto, quindi si concretizza ciò che è stato pensato. La fase della verifica e della valutazione, invece, è nuovamente teorica, poiché richiede una riflessione sugli obiettivi raggiunti e sulla sua efficacia. Di seguito analizziamo più in dettaglio le diverse fasi, nella consapevolezza che le situazioni in cui esse si possono realizzare sono molteplici e non possono essere comprese tutte in questa sede.
ALLE ORIGINI DI UN PROGETTO L'ideazione corrisponde al momento in cui si ipotizza di realizzare un progetto e di attivare un'iniziativa; essa nasce sempre all'interno di un contesto specifico in cui, in linea di massima, si avverte l'esigenza di operare una trasformazione. L'ideazione di un intervento, infatti, generalmente prende le mosse:
A volte, l'ideazione di un progetto scaturisce dall'analisi di alcuni indicatori statistici di base (ad esempio la percentuale delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, il numero delle persone disabili, il tasso di assenteismo scolastico ecc.), che forniscono informazioni utili sullo stato di salute e di benessere della popolazione o di categorie specifiche (adolescenti, disabili, anziani ecc.), sui fattori di rischio e, di conseguenza, sui settori per i quali è maggiormente necessario progettare interventi socio-sanitari. La fase di ideazione di un progetto può avere inizio in tanti modi diversi e può coinvolgere vari soggetti, che ricoprono di volta in volta ruoli differenti.
Tra l'ideazione di un progetto e la sua realizzazione può passare molto tempo, durante il quale è necessario creare le condizioni adatte alla sua fattibilità. È questa la fase dell'at - tivazione, in cui occorre:
Le risorse possono essere: