Dispense di comunicazione umana: modelli, funzioni e modalità comunicative

Documento di Psicologia sulla comunicazione umana. Il Pdf esplora i modelli e le funzioni della comunicazione, come il modello matematico cibernetico e la finestra di Johari, e le modalità comunicative secondo E. Berne, con focus su stati dell'io e posizioni di vita.

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21 pagine

MODELLO MATEMATICO CIBERNETICO
“Se non c’è attesa è impossibile la conoscenza.”
Comunicare significa “mettere in contatto, partecipare”.
IL PROCESSO DI COMUNICAZIONE
Emittente
Scelta del codice
Fase di codifica
Emissione messaggio
Fase di decodifica
Ricevente
Feed back
L’emittente sceglie un codice con cui comunicare (ad esempio le
parole, un’immagine, un gesto), lo invia al ricevente il quale emette
Emittente
Vuole inviare
100
Emittente
trasmette
70
Arriva
40
al ricevente
Il ricevente
capisce
20
Il ricevente
ricorda
10

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Anteprima

MODELLO MATEMATICO CIBERNETICO

"Se non c'è attesa è impossibile la conoscenza." Comunicare significa "mettere in contatto, partecipare".

IL PROCESSO DI COMUNICAZIONE

Emittente Vuole inviare 100 Emittente trasmette 70 Arriva 40 al ricevente Il ricevente capisce 20 Il ricevente ricorda 10

Emittente Scelta del codice 1 Fase di codifica 1 Emissione messaggio Fase di decodifica Ricevente I Feed back

L'emittente sceglie un codice con cui comunicare (ad esempio le parole, un'immagine, un gesto), lo invia al ricevente il quale emettesempre_un feed back, ossia un'informazione di ritorno sul messaggio ricevuto: può essere positivo, ad esempio di assenso, o negativo, ad esempio perplessità o opposizione, in linea generale il feed back è sempre positivo perche permette al trasmittente di capire cosa ha trasmesso ed eventualmente modificarlo.SCUOLA SISTEMICO RELAZIONALE

GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

1º assioma: "E' impossibile non comunicare". Le parole o il silenzio, l'attività o l'inattività hanno tutti valore di messaggio. Ogni comportamento è un messaggio e poiché è impossibile non avere comportamenti non si può non comunicare.

2º assioma: "Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo", ossia lo stesso messaggio inviato da 2 persone con ruoli diversi viene elaborato in maniera diversa dal ricevente in relazione alla autorità o alla credibilità personale del trasmittente. L'autorità deriva dallo status che la fonte riveste, la credibilità deriva oltre che dal ruolo e dalla storia pregressa, anche dalla capacità di generare empatia. (significa condividere lo stesso dolore, in termine più ampio le stesse sensazioni; l'empatia nasce dalla capacità di chi emette il messaggio di coinvolgere nel profondo chi lo riceve).

Ogni comunicazione trasmette un'informazione (notizia – comunicazione) ed impone un comportamento (metacomunicazione)

3ºassioma: "la punteggiatura di sequenza di eventi". Chi partecipa allo scambio comunicativo, legge lo scambio e reagisce ad esso. I conflitti nascono spesso da punteggiature conflittuali: ognuno accusa l'altro di essere la causa del propriocomportamento, quasi mai ci si pensa causa della reazione dell'altro. Il problema della relazione è risolvibile solo parlando di essa, quindi a livello di metacomunicazione e non di contenuti.

4ºassioma: "comunicazione numerica e analogica". La comunicazione numerica riguarda l'assegnazione simbolica, quella analogica è inerente a tutta la comunicazione non verbale: l'aspetto di relazione è veicolato dal modulo analogico, l'aspetto di contenuto da quello numerico: è necessaria la combinazione coerente dei 2 moduli per una comunicazione efficace. Il linguaggio numerico ha una sintassi logica complessa, mentre il linguaggio analogico ha la semantica ma nessuna sintassi.

5º assioma: "interazione simmetrica e asimmetrica". Tutti gli scambi hanno un'interazione simmetrica o complementare a seconda che siano basati sull'uguaglianza o sulla differenza. Nel primo caso c'è la tendenza a rispecchiare ilLE FUNZIONI DELLA COMUNICAZIONE UMANA:

  • scopo strumentale: per ottenere qualcosa (vieni con me al cinema?)
  • scopo informativo: per trasferire conoscenze (ho visto Paola)
  • funzione espressiva: per manifestare sentimenti (oggi mi sento giù)
  • scopo di contatto sociale: per socializzare e fare amicizia (ci siamo già incontrati da qualche parte?)
  • funzione di controllo: per influenzare gli altri (non pagare implica una sanzione)
  • funzione di ruolo: per agire i diritti e i doveri legati ai ruoli che rivestiamo (entrare in ritardo comporta un disagio per tutti)
  • scopo di stimolazione: per attivare l'organismo, ad es. con barzellette e giochi
  • scopo di alleviamento per risollevarsi da stato di disagio (voglio confidarti ciò che non mi fa dormire)

Ognuna di queste comunicazioni può avvenire in modo volontario o involontario attraverso la comunicazione verbale o non verbale.

LA FINESTRA DI JOHARI

I quattro quadranti mostrano l'intera persona nelle sue relazioni con gli altri

noto a sé ignoto a sè1 2 noto agli altri aperto cieco 3 4 ignoto agli altri agli altri nascosto ignoto

Tale schema è un modello grafico che illustra il grado di consapevolezza esistente nei rapporti interpersonali.

LE MODALITÀ DI COMUNICAZIONE SECONDO E.BERNE

Per instaurare una comunicazione intrapersonale ed interpersonale efficace è necessario che la persona si senta "OK" sia riguardo a se stessa sia in merito alle convinzioni riguardo agli altri. L'essere "OK" ed il considerare l'altro "OK" permette di comunicare allo stesso livello, di accrescersi ed accrescere l'altro. Questa posizione di vita permette una crescita personale, fiducia in sè e verso gli altri, nonché un'accezione positiva della vita.Purtroppo molte persone non vivono in questa dimensione ma vivono il mondo in altre posizioni di vita, ossia: lo sono ok-tu non sei ok; lo non sono ok-tu sei ok; Io non sono ok-tu non sei ok.

Posizioni di vita e stati d'animo

Io non sono OK Tu sei OK Limite patologico: depressione Limite sociopatico: suicidio Posizione sana Stati d'animo: - inadeguatezza sottomissione - - confusione preoccupazione - colpa - tristezza - inutilità - ribellione, rancore uso del tempo: sprecare tempo Stati d'animo: - qualunque stato d'animo naturale uso del tempo: utilizzare il tempo e goderne Io non sono OK Tu non sei OK Limite patologico: follia Limite sociopatico: delinquenza abituale Stati d'animo: disperazione - Io sono OK Tu sei OK Io sono OK Tu non sei OK Limite patologico: paranoia Limite sociopatico: omicidio Stati d'animo: - irritazione - disprezzo- senso di impotenza - non voluto - non amato - rinuncia - superiorità - sospettosità - rabbia - paura uso del tempo: far passare il tempo evitando responsabilità uso del tempo: ammazzare il tempo

LA COMUNICAZIONE VERBALE

"Fai in modo che il tuo discorso sia migliore del tuo silenzio" Dionigi il vecchio

Modalità di comunicazione

Modalità di comunicazione negativa Modalità di comunicazione positiva Hai torto non sono d'accordo, ho un'opinione diversa Criticare "non stai mai attento" Criticare l'idea, mai la persona Giudicare "ti comporti come un bambino" Minacciare "se non fai cosi ... " Moralizzare "dovresti capre che .. " "questa cosa la si può vedere da questo punto di vista" Imporre "si deve fare così" Incalzare "è cosi o no? Rispondi" Svalutare "pensa alla salute .. " Accusare "lei sta polemizzando" Prevaricare "lascia perdere, faccio io" Isolarsi "con voi non parlerò più"Interrompere

Barriere nella comunicazione

  • Interruzioni, interferenze, parlare l'uno sopra l'altro
  • Scarsa capacità d'ascolto - Essere occupati a preparare la risposta
  • Differenze / Carenze di vocabolario / Dare per scontato che l'altro conosca le cose e attribuisca lo stesso significato alle parole
  • Uso di parole con connotazioni negative
  • Trasmissione di 2 messaggi verbali contraddittori
  • Trasmissione di un messaggio verbale che è contraddetto dal linguaggio non verbale (doppio legame)
  • Uso espressioni sottointese: non si invia un messaggio ma ci si comporta come lo si fosse fatto "non l'ho detto ma avresti dovuto capirlo
  • Proiezione sull'altro. "sei arrabbiata con me", in realtà "sono arrabbiato con te": il soggetto attribuisce ad altri situazioni che non può ammettere in se stesso
  • Pensare di non riuscire a comunicare bene (Profezia che si autoadempie)
  • Fattori emotivi
  • Stereotipi e pregiudizi
  • Imposizione del proprio punto di vista

Nei casi in cui avviene un fraintendimento, un'incomprensione, un "qui-pro-quo", se non basta una semplice rettifica, è necessario METACOMUNICARE ovvero, comunicare sulla comunicazione. Il conflitto:si risolve se si rimane sul contenuto e non andando mai sul personale.

L'ASCOLTO EFFICACE

Uno degli ostacoli maggiori all'ascolto efficace è che nella nostra società abbiamo stabilito l'equazione parlare = supremazia e potere. Si parla per ottenere potere, per punire, per rilassarsi, rivelare o nascondere. La resistenza all'ascolto tende ad essere la nostra norma culturale perché ci viene spesso insegnato che parlare rappresenta l'azione ed il potere, mentre ascoltare denota debolezza e apatia: i bisogni personali e la competizione ci impediscono di concederci il tempo di ascoltare1.

L'ascolto silenzioso è un momento fondamentale del processo comunicativo perché segnala accettazione verso l'emittente, consentendogli così di sentirsi a proprio agio e interagire in modo ottimale senza barriere comunicative. Un ascolto efficace consente ed agevola l'altro nell'esprimere tutte le informazioni e tutte le emozioni che in quel momento vuole comunicare. La maggior parte delle persone non è in grado di ascoltare attivamente, perché non è mai stata educata a farlo: statisticamente se stato dimostrato che solo il 25% dei messaggi viene recepito, il restante viene dimenticato, ignorato, distorto, equivocato.

I 3 momenti che caratterizzano il processo di ascolto

  1. concentrarsi e selezionare in modo debito: ascoltare (processo volontario e selettivo che consente di registrare solo le informazioni rilevanti) non significa sentire (processo involontario e non selettivo) prestando attenzione a non rimuovere parti che ci procurano dolore (filtri emotivi)

1 vedere "passato presente e futuro" in allegato

  1. decodificare in modo corretto tutti i livelli di comunicazione: l'ascolto attivo ovvero verificare la sintonia tra il canale verbale e non verbale e chiedere chiarimenti e spiegazioni evitando il timore di essere considerati ignoranti. Per ascolto attivasi intende un ascolto profondo. L'ascolto attivo è dunque la capacità di rimanere sintonizzati sull'altro, sui suoi problemi, sulle sue emozioni
  2. rispondere con feed back adeguati: il buon ascoltatore deve quindi rassicurare l'interlocutore che il messaggio è arrivato a destinazione e verificare che il messaggio è stato capito correttamente.

Azioni di facilitazione dell'ascolto attivo

  • osservare: non fermarsi alle parole, dare attenzione ai comportamenti che esprimono emozioni - atteggiamenti - intenzioni (gestualità, sguardo, silenzi ... )
  • fare domande: richiedere approfondimento
  • riformulare le affermazioni altrui
  • ricapitolare

Livelli di ascolto

  • livello 1 empatia. È il livello in cui proviamo a metterci nei panni degli altri, astenendoci dal dare giudizi. I comportamenti tipici di questo livello sono: stare attenti e ben presenti, fare attenzione all'intera comunicazione (verbale e non verbale), sospendere temporaneamente le proprie categorie e

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