Sistema Linfatico: anatomia comparata in diverse specie animali

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21 pagine

SISTEMA LINFATICO
L’apparato linfatico è costituito da una serie di canali all’interno dei quali circola la linfa, raccolta dai tessuti e riversata
nel circolo ematico, e da tessuti e organi linfatici, implicati nella risposta immunitaria.
La linfa è un liquido giallo-pagierino con composizione simile al plasma sanguigno, la cui circolazione è garantita dalla
contrazione muscolare (muscoli che si trovano intorno alle strutture linfatiche. Non c’è un organo propulsore). La
circolazione è unicamente di tipo centripeto: da vasi piccoli a vasi grandi che confluiscono nel circolo ematico.
I vasi che si ritrovano nel sistema linfatico sono vasi che originano a fondo cieco da cellule mesenchimali; sono
inizialmente di piccolo dimensioni, chiamati capillari linfatici, e aumentano di calibro fino a confluire nei vasi linfatici
propriamente detti, più grossi. I vasi linfatici attraversano tessuti e organi linfatici e confluiscono in vasi di calibro
maggiore, i tronchi linfatici, i quali prendono nomi dierenti in base alla regione anatomica interessata. I tronchi linfatici
confluiscono in vasi voluminosi e grossi, chiamati vasi collettori; negli animali sono due: dotto toracico e dotto linfatico
destro.
I capillari linfatici sono vasi di calibro irregolare (solitamente superiore a quello dei capillari sanguigni) che originano a
fondo cieco e confluiscon nei vasi linfatici propriamente detti. La loro parete è molto sottile e semplice con endotelio e
membrana basale che può essere assente o fenestrata. I capillari linfatici non sono presenti in: epiteli, cartilagini,
cornea, cristallino, sistema nervoso centrale, placenta, midollo osseo, polpa splenica e parenchimi del fegato, testicoli
e reni.
I vasi linfatici propriamente detti (anche detti vasi precollettori) hanno calibro maggiore rispetto ai capillari, presentano
una parete formata da endotelio e membrana basale e nel loro lume sono presenti delle valvole che impediscono il
reflusso della linfa (= valvole semilunari disposte in serie che conferiscono un aspetto a corona di rosario).
I vasi linfatici confluiscono in vasi di calibro maggiore, chiamati tronchi linfatici (tracheali, celiaco, intestinale, lombari).
I vasi colletori sono vasi voluminosi e provvisti di valvole che riversano la linfa nel sistema venoso, a livello della
confluenza tra vene giugulari e succlavie, dove origina la vena cava craniale. Negli animali i vasi collettori sono due:
I vasi linfatici seguono sempre il percorso vene e arterie, di vario calibro, per cui li si trova sempre associati.
Capillari linfatici -> Vasi linfatici propriamente detti -> Tronchi linfatici -> Dotto toracico e Dotto linfatico destro.
Dotto toracico: più sviluppato e lungo, origina dalla cisterna del
chilo (= formazione cava e allungata situata in prossimità delle
vertebre lombari) e raccoglie la linfa proveniente da tutto il corpo
tranne dalla metà destra della testa, del collo, del torace e dell’arto
toracico destro; termina nel tronco tracheale sinistro. Quindi, il
dotto toracico riceve i tronchi che drenano coda, arti pelvici,
bacino, addome, arto toracico ed emitorace sinistro e parte sinistra
della testa e del collo; durante il suo percorso in addome segue il
decorso dell’aorta, attraversa lo iato aortico (liv. diaframma) per
entrare in cavità toracica, dove continua ad afiancare l’aorta fino ad
arrivare nel punto di confluenza di vene succlavie e vene giugulari,
dove termina.
Dotto linfatico destro: breve condotto (4cm nel cavallo) posto nella
parte anteriore destra della cavità toracica che riceve i tronchi che
drenano la linfa della metà destra della testa, del collo, del torace
ed emitorace destro e dell’arto toracico destro.
CIRCOLAZIONE LINFATICA RUMINANTI
Dotto toracico: nei ruminanti ha decorso quasi totalmente sovrapponibile alle altre specie, quindi origina nella
cisterna del chilo (cdove convergono la maggior parte dei tronchi linfatici che portano la linfa), decorre lungo il
percorso dell’aorta nel tratto addomianle e toracico; dierisce per il passaggio a livello del diaframma, infatti non
passa per lo iato aortico, ma per un piccolo foro indipendente che si trova a livello del pilastro diaframmatico
sinistro. Dopo aver attraversata la cupola diaframmatica decorre lungo l’esofago e la trachea sul lato sinistro e
sfocia nel punto di inserzione tra tronco bigiugulare e vena succlavia sinistra.
Dotto linfatico destro: nei ruminanti decorre nella parte opposta al dotto toracuco a destra di esofago e trachea,
per poi sfociare all’incirca tra tronco bigiugulare e vena succlavia destra. Non ha un tratto addominale.
CIRCOLAZIONE LINFATICA CARNIVORI
Nei carnivori, i due tronchi lombari, si anastomizzano tra loro a formare una sorta di plesso prima di immettersi
nella cisterna del chilo (negli altri animali entrano nella cisterna del chilo in modo indipendente). Stessa cosa
accade per i due tronchi viscerali.
Altra dierenza è che il dotto toracico, entrato nel torace tramite lo iato aortico, può sdoppiarsi dando origine a un
ramo di destra e un rami di sinistra (NON è la regola); a livello della IV/V vertebra toracica ritorna unico.
Nei carnivori il dotto linfatico destro è molto piccolo e, talvolta, può non esserci; in quest’ultimo caso i tronchi cge
raccolgono la linfa si aprono direttamente nel punto di convergenza tra la succlavia e la giugulare esterna.
CIRCOLAZIONE LINFATICA SUINO
Non i sono particolarità.
La milza è un organo che, macroscopicamente, appare di forma falciforme, colore rosso-violaceo, consistenza
compatta e relativamente elastica.
Identifichiamo due facce, due margini e due estremità:
Faccia parietale: verso la parete addominale
Faccia viscerale: verso lo stomaco, su questa faccia è
presente l’ilo dell’organo.
Estremità dorsale: schiacciata, presenta una leggera
concavità; sede dove si va ad adagiare il rene
Estremità ventrale: appuntita
Margine craniale: abbastanza lungo e convesso
Margine caudale: breve e concavo, si adatta alla
convessità della grande curvatiutra dello stomaco.
L’ilo della milza di cavallo è particolare in quanto ha forma
allungata e si estende lungo tutta la faccia viscerale
dell’organo, in prossimità del margine craniale. L’ilo è il
punto in cui l’arteria splenica prende contatto con l’organo
e si ramifica per entrare al suo interno. In questa sede, oltre
all’arteria splenica decorrono la vena splenica, nervi e il
vaso linfatico eerente.
Sulla milza sono presenti punti di origine di due legamenti:
Leg. Gastro-lienale: si inserisce lungo tutto l’ilo e unisce
la milza con lo stomaco.
Leg. Frenico-lienale: inizia in prossimitòà dell’estremità dorsale e unisce la milza con il diaframma.
La milza è tenuta ferma nella sua sede grazie alla compressione dello stomaco sulla parete della cavità addominale,
alla presenza di arteria e vena splenica e alle strutture legamentose presenti.
Dal punto di vista strutturale, la milza è un organo parenchimatoso, composto dunque da uno stroma connettivale e
un parenchima; superficialmente la milza è rivestita dal foglietto viscerale del peritoneo.
Lo stroma è composto da una capsula connettivale fibrosa ricca di cellule muscolari lisce, da cui partono trabecole/
setti nel parenchima, e da fibre reticolari. La componente muscolare è presente perché, in caso di necessità la milza si
contrae per rilasciare quantità maggiori di sangue.
Il parenchima lienale o polpa lienale è costituito da:
polpa rossa: seni vascolari (sinusoidi) e cordoni splenici (c. del Billroth), forma 3/4 del parenchima
polpa bianca: noduli di Malpighi o corpuscoli lienali di colore bianco-grigiastri, rappresenta 1/4 del parenchima.
A livello della capsula, l’arteria splenica, arrivata tramite l’ilo, entra nello spessore della capsula con una serie di
ramificazioni arteriose; da queste ramificazioni a livello della capsula, partono altre ramificazioni più piccole che
percorrono la strada delle trabecole e sono chiamate arterie trabecolari (semore aancate dalle vene trabecolari). Le
arterie trabecolari escono poi dai setti e finiscono nel parenchima, dove vengono circondate da ammassi di linfonodi,
chiamate guaine linfoidi periarteriolari; ovvero dei manicotti di linfociti T e cellule dendritiche stratificati attorno ad un
arteriola che prende il nome di arteria centrale. Nello spessore dei manicotti si trovano degli aggregati di linfociti B e
celule dedritiche che formano corpuscoli di Malpighi (o corpuscoli lineali).
Timo: sede in cui maturano i linfociti T
Midollo osseo: sede in cui maturano i linfociti B
Linfonodi
Milza
Tonsille
Tessuto linfatico disseminato (MALT = Mucosa-Associated Lymohoid Tissue)

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Anteprima

Sistema Linfatico

L'apparato linfatico è costituito da una serie di canali all'interno dei quali circola la linfa, raccolta dai tessuti e riversata nel circolo ematico, e da tessuti e organi linfatici, implicati nella risposta immunitaria. La linfa è un liquido giallo-pagierino con composizione simile al plasma sanguigno, la cui circolazione è garantita dalla contrazione muscolare (muscoli che si trovano intorno alle strutture linfatiche. Non c'è un organo propulsore). La circolazione è unicamente di tipo centripeto: da vasi piccoli a vasi grandi che confluiscono nel circolo ematico.

I vasi che si ritrovano nel sistema linfatico sono vasi che originano a fondo cieco da cellule mesenchimali; sono inizialmente di piccolo dimensioni, chiamati capillari linfatici, e aumentano di calibro fino a confluire nei vasi linfatici propriamente detti, più grossi. I vasi linfatici attraversano tessuti e organi linfatici e confluiscono in vasi di calibro maggiore, i tronchi linfatici, i quali prendono nomi differenti in base alla regione anatomica interessata. I tronchi linfatici confluiscono in vasi voluminosi e grossi, chiamati vasi collettori; negli animali sono due: dotto toracico e dotto linfatico destro.

I capillari linfatici sono vasi di calibro irregolare (solitamente superiore a quello dei capillari sanguigni) che originano a fondo cieco e confluiscon nei vasi linfatici propriamente detti. La loro parete è molto sottile e semplice con endotelio e membrana basale che può essere assente o fenestrata. I capillari linfatici non sono presenti in: epiteli, cartilagini, cornea, cristallino, sistema nervoso centrale, placenta, midollo osseo, polpa splenica e parenchimi del fegato, testicoli e reni.

I vasi linfatici propriamente detti (anche detti vasi precollettori) hanno calibro maggiore rispetto ai capillari, presentano una parete formata da endotelio e membrana basale e nel loro lume sono presenti delle valvole che impediscono il reflusso della linfa (= valvole semilunari disposte in serie che conferiscono un aspetto a corona di rosario).

I vasi linfatici confluiscono in vasi di calibro maggiore, chiamati tronchi linfatici (tracheali, celiaco, intestinale, lombari).

I vasi colletori sono vasi voluminosi e provvisti di valvole che riversano la linfa nel sistema venoso, a livello della confluenza tra vene giugulari e succlavie, dove origina la vena cava craniale. Negli animali i vasi collettori sono due:

  • Dotto toracico: più sviluppato e lungo, origina dalla cisterna del chilo (= formazione cava e allungata situata in prossimità delle vertebre lombari) e raccoglie la linfa proveniente da tutto il corpo tranne dalla metà destra della testa, del collo, del torace e dell'arto toracico destro; termina nel tronco tracheale sinistro. Quindi, il dotto toracico riceve i tronchi che drenano coda, arti pelvici, bacino, addome, arto toracico ed emitorace sinistro e parte sinistra della testa e del collo; durante il suo percorso in addome segue il decorso dell'aorta, attraversa lo iato aortico (liv. diaframma) per entrare in cavità toracica, dove continua ad afiancare l'aorta fino ad arrivare nel punto di confluenza di vene succlavie e vene giugulari, dove termina.
  • Dotto linfatico destro: breve condotto (4cm nel cavallo) posto nella parte anteriore destra della cavità toracica che riceve i tronchi che drenano la linfa della metà destra della testa, del collo, del torace ed emitorace destro e dell'arto toracico destro.

-LN. RETROFARINGEO MEDIALE TRONCO TRACHEALE DX. V. GIUGULARE COMUNE SN. LNN. CERVICALI SUPERFICIALI TRONCO TRACHEALE SN. DOTTO TORACICO DOTTO LINFATICO DX. V. SUCCLAVIA DX. PRIMA COSTA V. CAVA CRANIALE AORTA TORACICA DOTTO TORACICO ULTIMA COSTA TRONCO CELIACO TRONCO VISCERALE TRONCO INTESTINALE CISTERNA DEL CHILO (o di Pecquet) TRONCO LOMBARE Dilatazione fusiforme posta sotto la volta della cavità addominale. Si LNN. ILIACI MEDIALI estende dalla 2-3ºvertebra lombare per vari cm.

I vasi linfatici seguono sempre il percorso vene e arterie, di vario calibro, per cui li si trova sempre associati. Capillari linfatici -> Vasi linfatici propriamente detti -> Tronchi linfatici -> Dotto toracico e Dotto linfatico destro.

Circolazione Linfatica Ruminanti

  • Dotto toracico: nei ruminanti ha decorso quasi totalmente sovrapponibile alle altre specie, quindi origina nella cisterna del chilo (cdove convergono la maggior parte dei tronchi linfatici che portano la linfa), decorre lungo il percorso dell'aorta nel tratto addomianle e toracico; differisce per il passaggio a livello del diaframma, infatti non passa per lo iato aortico, ma per un piccolo foro indipendente che si trova a livello del pilastro diaframmatico sinistro. Dopo aver attraversata la cupola diaframmatica decorre lungo l'esofago e la trachea sul lato sinistro e sfocia nel punto di inserzione tra tronco bigiugulare e vena succlavia sinistra.
  • Dotto linfatico destro: nei ruminanti decorre nella parte opposta al dotto toracuco a destra di esofago e trachea, per poi sfociare all'incirca tra tronco bigiugulare e vena succlavia destra. Non ha un tratto addominale.

Circolazione Linfatica Carnivori

  • Nei carnivori, i due tronchi lombari, si anastomizzano tra loro a formare una sorta di plesso prima di immettersi nella cisterna del chilo (negli altri animali entrano nella cisterna del chilo in modo indipendente). Stessa cosa accade per i due tronchi viscerali.
  • Altra differenza è che il dotto toracico, entrato nel torace tramite lo iato aortico, può sdoppiarsi dando origine a un ramo di destra e un rami di sinistra (NON è la regola); a livello della IV/V vertebra toracica ritorna unico.
  • Nei carnivori il dotto linfatico destro è molto piccolo e, talvolta, può non esserci; in quest'ultimo caso i tronchi cge raccolgono la linfa si aprono direttamente nel punto di convergenza tra la succlavia e la giugulare esterna.

Circolazione Linfatica Suino

  • Non i sono particolarità.

I vasi linfatici durante il loro percorso attraversano degli organi e la linfa che veicolano si arricchisce di elementi cellulari, come per esempio linfociti. Gli organi linfoidi vengono distinti in:

  • Organi linfoidi primari:

Timo: sede in cui maturano i linfociti T Midollo osseo: sede in cui maturano i linfociti B

  • Organi linfoidi secondari:

Linfonodi Milza Tonsille Tessuto linfatico disseminato (MALT = Mucosa-Associated Lymohoid Tissue)

I linfociti maturano e si differenziano negli organi linfoidi primari e poi migrano negli organi linfoidi secondari, dove non vanno incontro ad ulteriori modifiche.

Milza

La milza è un organo linfoide voluminoso, inserito nel circolo ematico ed altamente vascolarizzato. È situata nell'ipocondrio sinistro, in cavità addominale, più precisamente tra la grande curvatura dello stomaco e la parete laterale dell'addome; la milza è in comunicazione con lo stomaco e con il diaframma grazie ad alcune strutture legamentose e si trova all'interno del grande omento.

La milza svolge funzioni di: eritropoiesi (nelle fasi precoci della vita) eritrocateresi (sempre) organo immunitario

  • serbatoio di sangue (in carenza di ossigeno, spremendosi, rilascia sangue ossigenato tenuto come riserva, facendo un'autotrasfusione)

La milza è un organo che, macroscopicamente, appare di forma falciforme, colore rosso-violaceo, consistenza compatta e relativamente elastica.

ESTREMITÀ DORSALE LEG FRENICO - UENALE Identifichiamo due facce, due margini e due estremità:

  • Faccia parietale: verso la parete addominale
  • Faccia viscerale: verso lo stomaco, su questa faccia è presente l'ilo dell'organo.
  • Estremità dorsale: schiacciata, presenta una leggera concavità; sede dove si va ad adagiare il rene
  • Estremità ventrale: appuntita
  • Margine craniale: abbastanza lungo e convesso
  • Margine caudale: breve e concavo, si adatta alla convessità della grande curvatiutra dello stomaco.

L'ilo della milza di cavallo è particolare in quanto ha forma allungata e si estende lungo tutta la faccia viscerale dell'organo, in prossimità del margine craniale. L'ilo è il punto in cui l'arteria splenica prende contatto con l'organo e si ramifica per entrare al suo interno. In questa sede, oltre all'arteria splenica decorrono la vena splenica, nervi e il vaso linfatico efferente.

IMPRONTA DEINE CX -ILO 8 13 10 - LENA SPLENICA - ARTERIA SPLENICA 14 4 F4 3 4 14 12 12 MARGINE CZANIALE 6> -7 IMPRONTE GAST MORE 6- LEGAMENTO GASTRO - LENAVE 6= MARGINE CAUDALE B C FACCIA VISCERALE ESTREMITÀ CENTRALE CAVALLO falciforme BOVINO Larga e allungata SUINO nastriforme

Sulla milza sono presenti punti di origine di due legamenti:

  • Leg. Gastro-lienale: si inserisce lungo tutto l'ilo e unisce la milza con lo stomaco.
  • Leg. Frenico-lienale: inizia in prossimitòa dell'estremità dorsale e unisce la milza con il diaframma.

La milza è tenuta ferma nella sua sede grazie alla compressione dello stomaco sulla parete della cavità addominale, alla presenza di arteria e vena splenica e alle strutture legamentose presenti.

Dal punto di vista strutturale, la milza è un organo parenchimatoso, composto dunque da uno stroma connettivale e un parenchima; superficialmente la milza è rivestita dal foglietto viscerale del peritoneo.

Lo stroma è composto da una capsula connettivale fibrosa ricca di cellule muscolari lisce, da cui partono trabecole/ setti nel parenchima, e da fibre reticolari. La componente muscolare è presente perché, in caso di necessità la milza si contrae per rilasciare quantità maggiori di sangue.

Il parenchima lienale o polpa lienale è costituito da:

  • polpa rossa: seni vascolari (sinusoidi) e cordoni splenici (c. del Billroth), forma 3/4 del parenchima
  • polpa bianca: noduli di Malpighi o corpuscoli lienali di colore bianco-grigiastri, rappresenta 1/4 del parenchima.

A livello della capsula, l'arteria splenica, arrivata tramite l'ilo, entra nello spessore della capsula con una serie di ramificazioni arteriose; da queste ramificazioni a livello della capsula, partono altre ramificazioni più piccole che percorrono la strada delle trabecole e sono chiamate arterie trabecolari (semore affiancate dalle vene trabecolari). Le arterie trabecolari escono poi dai setti e finiscono nel parenchima, dove vengono circondate da ammassi di linfonodi, chiamate guaine linfoidi periarteriolari; ovvero dei manicotti di linfociti T e cellule dendritiche stratificati attorno ad un arteriola che prende il nome di arteria centrale. Nello spessore dei manicotti si trovano degli aggregati di linfociti B e celule dedritiche che formano corpuscoli di Malpighi (o corpuscoli lineali).

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