Riassunto del libro Trauma e Perdono di Clara Mucci, Università di Urbino

Documento dall'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo su Trauma e Perdono di Clara Mucci. Il Pdf, un riassunto di Psicologia per l'Università, esplora le teorie del trauma, l'attaccamento infantile e le dinamiche terapeutiche, con capitoli su trauma relazionale, dissociazione e testimonianza.

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Riassunto del libro trauma e perdono di Clara Mucci
TEORIE E TECNICHE DELLE DINAMICHE DI GRUPPO (Università degli Studi di
Urbino Carlo Bo)
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Trauma relazionale infanle e teorie dell’aaccamento.
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Anteprima

CAPITOLO UNO: DAL TRAUMA RELAZIONALE AL TRAUMA SOCIALE MASSIVO

Le attuali teorie del trauma

Accanto alla concezione psicoanalitica tradizionale di trauma come "rottura di una barriera protettiva", come evento insopportabile che fa irruzione nella mente del soggetto, come spiegava Freud, oggi si accosta la visione di una condizione traumatica come disturbo precoce della relazione di attaccamento tra madre e bambino (trauma relazionale precoce).

Studiosi come Bessel van der Kolk parlano di "atmosfera traumatica" per definire il clima quotidiano, che può danneggiare il se, dove il bambino trascurato o maltrattato si trova a vivere.

Lenore Terr preferisce invece distinguere tra traumi di I tipo, dovuti ad una singola esperienza traumatica non ripetuta, e traumi di Il tipo, che si consumano lentamente, spesso nel silenzio della famiglia o della società (violenze, incesto).

E' bene precisare che non si può parlare di eventi traumatici in modo assoluto, senza considerare la sensibilità del soggetto; come sostiene Anna Freud, una teoria del trauma troppo ampia corre il rischio di rendere il concetto vago e generico, appannandone il significato.

Vogliamo capire cosa accade quando la violenza è stata reale, in che modo rimane impressa nella mente e nel corpo del soggetto e quanto i suoi effetti influenzano non solo la generazione colpita, ma le successive, in una trasmissione traumatica senza fine (se non intervengono modalità di recupero).

Trauma relazionale infantile e teorie dell'attaccamento

La qualità traumatica della relazione precoce sembra essere alla base di patologie future come il disturbo borderline, la depressione, dipendenze varie.

I disturbi di attaccamento (in particolare in quello disorganizzato), indicano una vulnerabilità a patologie future.

L'attaccamento disorganizzato include una varietà di comportamenti contraddittori.

Un esperimento di laboratorio, la Strange Situation, consiste si una sequenza standard di tre minuti dove madre e bambino giocano e poi sono raggiunti da una donna sconosciuta.

La madre lascia la stanza per due volte e poi torna; i bambini che hanno madri sensibili e attente ai loro segnali di pianto, accolgono con gioia il ritorno della madre. Cercano l'interazione, si avvicinano e sono classificati come "sicuri" (GRUPPO B, madri autonome).

I bambini la cui madre è insensibile reagiscono evitandola al ritorno, rimproverandola, oppure guardando lontano (GRUPPO A, madri distanzianti).

Altri bambini sono invece ambivalenti al ritorno della madre, cercano il contatto e allo stesso tempo lo rifiutano con rabbia (GRUPPO C, madri preoccupate).

Bowlby notò come gli atteggiamenti contraddittori dei bambini ambivalenti, indicassero rabbia, ansia e timore verso l'adulto . Questi atteggiamenti però non venivano espressi per il timore di isolarsi dalla figura di attaccamento e sembrano il segnale di difese attivate sia per evitare il dolore legato all'allontanamento del caregiver, sia per escludere rappresentazioni dolorose di sé e dell'oggetto.

Se un attaccamento disorganizzato definisce una vulnerabilità per il soggetto, allo stesso tempo possono intervenire fattori riparativi (altro caregiver disponibile di fianco alla madre evitante).

In assenza di altri fattori patogeni e/o in presenza di fattori protettivi l'esperienza precoce di stati alterati di coscienza dovuti all'attaccamento non porta ad alcun disturbo psicopatologico clinicamente significativo.

La teoria dell'attaccamento comincia a essere vista come indispensabile modo per studiare le prime forme del sé .

Infatti in natura non esiste un bambino, ma esistono una madre e un bambino, uniti da un legame che si stabilisce per ragioni biologiche.

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Scaricato da (mz6jn85c8z@privaterelay.appleid.com)I punti fondamentali enunciati da Mary Main riguarda alla teoria dell'attaccamento sono:

  • Le prime relazioni di attaccamento si formano entro il settimo mese di vita.
  • Quasi tutti i bambini sviluppano processi di attaccamento.
  • Le relazioni di attaccamento si sviluppano solo nei confronti di un numero ristretto di persone.
  • Questi attaccamenti selettivi derivano da interazioni sociali con figure di attaccamento.
  • Queste relazioni hanno effetti speciali sul comportamento del bambino.

Si può ora elencare la qualità della relazione madre bambino:

  • Attaccamento sicuro (GRUPPO B). Correlato alla sensibilità materna.
  • Attaccamento evitante (GRUPPO A). I bambini sono indifferenti o ostili e reagiscono evitando l'interazione.
  • Attaccamento ambivalente (GRUPPO C). I bambini cercano il contatto e allo stesso tempo lo rifiutano.
  • Attaccamento disorganizzato (GRUPPO D). Il bambino è in una posizione paradossale, in quanto è posto in una situazione stressante proprio dal genitore.

L'effetto negativo del trauma relazionale infantile genera un attaccamento disorganizzato che persiste nell'adolescenza e nell'età adulta, agendo come fattore di rischio per possibili disturbi psichiatrici futuri.

La psicoanalisi relazionale sostiene che esista un sistema motivazionale primario volto a stabilire relazioni.

Il bisogno del bambino non quello del piacere o della gratificazione, ma quello di una relazione intensa con un'altra persona.

Quindi, è la rottura del legame io-tu che costituisce l'effetto traumatico, per cui i bambini disorganizzati reagiranno a traumi futuri in modo più forte.

Possiamo ipotizzare che anche il genitore a sua volta traumatizzato non è in grado di prendersi cura nel modo migliore del bambino, causando attaccamento insicuro o disorganizzato (l'attaccamento disorganizzato causa spesso disturbi dissociativi).

Il modello neurobiologico e psicoanalitico di Allan Schore: l'attaccamento/regolazione

Schore ha sottolineato il ruolo dell'attaccamento nella regolazione degli affetti e nello sviluppo emotivo e ha affermato come il compito essenziale del primo anno di vita sia la creazione di un legame di attaccamento che assicuri la comunicazione emotiva e la regolazione interattiva tra infante e caregiver.

L'attaccamento sicuro dipende non tanto dalla sintonizzazione psicobiologica della madre con gli elementi cognitivi e il comportamento del bambino, ma piuttosto dalla sua regolazione degli stati interni dell'arousal del piccolo, dai suoi stati affettivi.

Esperienze positive nell'attaccamento hanno effetti a lungo termine sull'asse ipotalamo-ipofisario-adrenocorticale (con conseguente rilascio di noradrenalina) che gioca un ruolo importante per la regolazione tra un organismo e l'altro e nel singolo organismo.

Altre ricerche confermano poi che le relazioni di attaccamento hanno un forte impatto sulle aree limbiche e corticali dell'emisfero destro.

Il modello, quindi, sembra suggerire che gli attaccamenti traumatici, creeranno una vulnerabilità durevole alla disfunzione e, in periodi di stress, una predisposizione al disturbo post-traumatico da stress.

2 Scaricato da (mz6jn85c8z@privaterelay.appleid.com)Neurobiologia dell'attaccamento insicuro e trauma relazionale infantile.

Le reazioni psicobiologiche del bambino a gravi stressor interpersonali comprendono due diversi tipi di risposte: l'iperarousal e la dissociazione.

Consideriamo in dettaglio cosa accade quando la relazione madre-bambino porta a un attaccamento insicuro o disorganizzato. Il caregiver che non è in grado di svolgere la funzione regolatoria in modo appropriato a causa delle sue problematiche o che trascura il bambino induce effetti negativi perché:

  • Non è in grado di proteggere il bambino da altri elementi ambientali abusanti.
  • È emotivamente inaccessibile.
  • Induce livelli estremi di stimolazione o arousal.
  • Non è in grado di riparare alle stimolazioni indebite della interazione.

Nei momenti di stress del bambino, le madri sono più insensibili, irritate, critiche.

La mente si forma nell'ambito delle interazioni fra processi neurofisiologici interni ed esperienze interpersonali e i collegamenti umani plasmano lo sviluppo delle connessioni nervose che sono alla base dell'attività del cervello.

Alla nascita, il cervello è un organo poco differenziato e le esperienze precoci determinano come i neuroni si collegano tra loro, creando circuiti specifici che danno origine a processi mentali diversi.

Le strutture cerebrali si sviluppano in modo diverso a seconda degli stimoli che ricevono, influenzando:

  • La crescita dei neuriti (le terminazioni nervose delle cellule).
  • La creazione di nuove o più estese aree sinaptiche.
  • La formazione lungo gli assoni della guaina mielinica che accelera la conduzione di segnali elettrici.
  • Cambiamenti a livello delle membrane post-sinaptiche delle cellule riceventi.
  • Fenomeni di morte cellulare.

Dunque, pur rimanendo fondamentale la componente genetica, l'esperienza diventa decisiva per lo sviluppo del cervello.

Genetica e sviluppo

Anche se i fattori genetici possono portare a una predisposizione o ad una vulnerabilità nei confronti di un dato disturbo psichiatrico, i fattori ambientali giocano un ruolo cruciale nel determinare le modalità con cui si manifestano i sintomi della malattia.

L'impatto ambientale sul cervello, ha mostrato come gli eventi traumatici dell'infanzia cambiano la biologia cerebrale.

Trauma intergenerazionale e cervello

Al di là della componente genetica, è importante considerare che molte madri soffrono di trauma non risolto, o di lutto, depressione, dipendenze, per cui trasmettono le loro alterazioni di stato caotico e disregolato al cervello in via di sviluppo del bambino influenzando il sistema del sé in formazione attraverso gli scambi della funzione regolatoria.

Inoltre, le esperienze traumatiche relazionali vengono immagazzinate nella memoria procedurale dell'emisfero destro visivo-spaziale.

Trauma irrisolto nel caregiver e fattori che influenzano negativamente la relazione

I traumi irrisolti nel caregiver causano alterazioni nell'umore e nella gestione dello stress con in bambino.

Cercare di aiutare questi genitori a riconoscere e ad affrontare la presenza di esperienze traumatiche non risolte diventa quindi cruciale non solo per loro, ma anche per le generazioni future.

Quando memorie traumatiche irrisolte affiorano alla mente dei genitori, la sofferenza mentale legata a queste memorie attiva il sistema di attaccamento della figura di attaccamento, proprio mentre il sistema di accudimento è attivo. Se non c'è conforto per la figura di attaccamento sofferente da parte di altri significativi, il sistema di attaccamento tende a evocare emozioni di paura o collera.

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