Documento dall'Università di Torino su Appunti del corso di Storia Romana (Età Imperiale e tardoantica) On-Line. Il Pdf, utile per lo studio della Storia a livello universitario, descrive gli eventi e i personaggi chiave del periodo imperiale e tardoantico, con schemi cronologici e approfondimenti sugli imperatori.
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(Età Imperiale e tardoantica) On- Line Storia Romana Università di Torino (UNITO) 20 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/appunti-del-corso-di-storia-romana-eta-imperiale-e-tardoantica-on-line/9598013/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)Storia Romana On-line
Augusto (27 a.C .- 14 d.C.) Battaglia di Teutoburgo (9 d.C.) Tiberio (14-37) Caligola (37-41) Conquista della Britannia meridionale (43) Augusto o la dinastia giulio-claudia Claudio (41-54) Nerone (54-68) Incendio di Roma (64) Augusto: riorganizzazione delle provincie; sconfitta di Varo a Teutoburgo (Germania); promozione della cultura (circolo di Mecenate) e utilizzo della propaganda; affermazione del Mos Maiorum; sacralizzazione del potere (dinastia Iulia); successione Tiberio: Organizzazione della guardia pretoriana; risanamento delle finanze; ritiro nella villa di Capua e aumento del potere di Seiano (prefetto del Pretorio); caduta di Seiano; Crocifissione di Gesù Caligola: Governo dispotico; introduzione di cerimoniali orientali; organizzazione di spettacoli pubblici; fallimento delle imprese militari; damnatio memoriae dopo la morte per congiura Claudio: attenta politica finanziaria; razionalizzazione burocrazia imperiale; assegnazione di cariche ai liberti; conquista Mauritania; spedizione in Britannia; uccisione in seguito all'ascesa di Agrippina Nerone: "quinquennio felice"; svolta autoritaria; incendio di Roma; martirio di Pietro e Paolo; costruzione Domus Aurea; riforma monetaria; congiura di Pisone.
Augusto: nasce a Roma nel 63 a.C. con il nome Caio Ottavio Turino durante il consolato di Antonio e Cicerone, la famiglia Ottavia era imparentata con la gens Iulia, il padre di Ottaviano fu questore, edile plebeo e pretore, morì quando Ottaviano era ancora bambino. A 14 anni entra a far parte del collegio dei pontefici, durante il governo di Cesare, suo prozio. Completa la sua educazione ad Apollonia, provincia greca e centro culturale (studia filosofia, eloquenza e retorica; conosce Mecenate, suo futuro consigliere, e Agrippa, suo futuro braccio destro militare)
Dopo la morte di Cesare (idi di Marzo del 44 a.C.) ci fu un vuoto di potere, Ottaviano tornò a Roma interrompendo il soggiorno in Apollonia per incontrare Cicerone e Antonio, con cui si doveva contendere l'eredità. I cesaricidi vennero cacciati dal Senato, Antonio sembrava a questo punto il più probabile successore (con i suoi discorsi si assicuro l'appoggio del Senato e denigrò pubblicamente Ottaviano). Tutto cambia nel 43, quando Antonio cerca di eliminare il governatore della Gallia Cisalpina Decimo Bruto, in modo da ottenere il controllo della regione; il Senato dichiara allora Antonio nemico pubblico, inviando un esercito a Modena (di cui fa parte anche Ottaviano). Dopo la vittoria di Modena Ottaviano chiede per se il consolato, ma non venendo assecondato dal Senato decide di emulare l'azione militare del suo predecessore, oltrepassando il Rubicone con le sue legioni. Nel 43 Ottaviano impone così il suo governo, affermandosi come legittimo successore di Cesare (gli auspici erano anche favorevoli, 12 avvoltoi volarono sul palatino, così come era avvenuto al tempo di Romolo). I Cesariani Document shared on https://www.docsity.com/it/appunti-del-corso-di-storia-romana-eta-imperiale-e-tardoantica-on-line/9598013/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)convincono Ottaviano ad allearsi con Antonio e Lepido, formando il secondo triumvirato, il primo incontro tra i tre avvenne tra Modena e Bologna (in modo pubblico, a differenza di quanto era avvenuto con il primo triumvirato di Cesare).
Per arricchire l'erario dello stato vengono ordinate delle perquisizioni, i nuovi nemici pubblici (tra cui Cicerone, colpevole di aver scritto le Filippiche) vengono eliminati.
Rimaneva ancora la questione delle province: Bruto e Cassio (cesaricidi) dominano ancora rispettivamente la penisola ellenica e le province asiatiche. Nel 49 vengono sconfitti da Antonio e Ottaviano in Macedonia, muoiono togliendosi la vita. Ad Antonio sono assegnate la Gallia e l'Asia, a Lepido l'Africa e a Ottaviano l'Italia e la Spagna. Per commemorare la vittoria Ottaviano fa costruire il tempio di Marte Ultore nel foro di Augusto. Le guerre civili però continuano, Sesto (figlio di Pompeo) blocca le coste italiche, ma viene sconfitto da Agrippa vicino a Milazzo. il popolo era poi insoddisfatto, Ottaviano ordina allora la distribuzione delle terre ai veterani (erano state promesse come premio per le guerre). A questo punto il triumvirato si scioglie, Lepido viene cacciato e l'impero resta diviso tra Oriente (di Antonio) e Occidente (di Ottaviano).
A Roma Ottaviano pone la sua dimora sul palatino, facendo costruire anche il tempio di Apollo (la domus verrà poi ampliata dai suoi successori fino a ricoprire l'intero colle). Scavi del 1961 hanno riportato alla luce la parte pubblica della domus ottaviana. Quando Antonio ripudia la moglie Ottavia (sorella di Ottaviano) per unirsi a Cleopatra, il rapporto tra i due capi si inasprisce, entreranno in guerra poco dopo, Ottaviano avrà però presto la meglio nella battaglia navale di Azio, Antonio si toglierà la vita e verrà seguito poco dopo anche da Cleopatra, dopo che Ottaviano conquisterà Alessandria d'Egitto.
Nel 29 a.C. Ottaviano rientra in Italia, dove ascolterà le Georgiche di Virgilio per poi proseguire trionfante verso Roma, in un corteo arricchito dalle opere egiziane trafugate (tra cui l'Obelisco oggi a Montecitorio e quello oggi a Piazza del Popolo). Nel 20 a.C. il Senato conferisce a Ottaviano il titolo di Augustus, il titolo completo di Ottaviano sarà allora "Imperator Caesar Divi Filius Augustus", il potere era ormai accentrato nelle sue mani, la Repubblica cedette completamente il posto al principato. Augusto istituì poi nuove cariche per i cavalieri, portò a compimento la riforma dell'esercito rendendolo più efficiente e consolidando così il potere romano nelle province; l'unica sconfitta sarà quella del 9 d.C. in Germania, a Teutoburgo. Augusto assunse anche la carica di Pontefice Massimo (precedentemente ricoperta da Lepido), utilizzando anche la religione come strumento propagandistico, insieme alla letteratura, all'arte e all'architettura (la famiglia lulia era, secondo la storia e la mitologia romana, di discendenza divina). Nel 14 d.C. Augusto muore, lasciando ai suoi eredi un Impero stabile.
Res Gestae Divi Augusti: "Le imprese del Divo/divino Augusto", un testo redatto dallo stesso Augusto che racconta le sue opere politiche e militari. Svetonio parla di questo testo nel capitolo dedicato ad Augusto del suo libro ///. Il rotolo originario, consegnato dal princeps alle vestali poco prima della morte (insieme al testamento, alle disposizioni funebri e al bilancio di stato redatto nell'anno precedente) era ovviamente in latino, esiste però anche una traduzione greca incisa sulle pareti del tempio di Augusto e della dea Roma ad Ankara (le 2 lastre riportano 6 pagine del testo) ed altre copie frammentarie in forma epigrafica. Il rotolo originale doveva essere ricopiato su delle tavole bronzee da esporre davanti al suo Mausoleo (non sono arrivate fino ad oggi per via del materiale prezioso che probabilmente venne riutilizzato). Il testo non rientra in nessuno dei generi letterari tipici dell'antica Roma (testamento politico, resoconto, memoria, autobiografia, iscrizione sepolcrale, memoriae vitae), lo stile è privo di abbellimenti letterari, viene utilizzata la prima persona, la struttura è paratattica e viene utilizzato un lessico concreto e di facile comprensione. L'opera attesta gli onori ricevuti dal Senato, le azioni benefiche svolte da Augusto per la popolazione, le azioni politiche svolte sia in momenti di pace che di guerra.
Le Res Gestae vennero redatte negli ultimi anni di vita (nel testo Augusto scrive di avere settantasei anni, si tratta quindi del 14 d.C.). in "The roman revolution" lo storico Ronald Syme analizza il Res Gestae, il testo venne inizialmente composto in una prima edizione nel ... , quando venne fatta erigere l'Ara Pacis, l'edizione finale venne Document shared on https://www.docsity.com/it/appunti-del-corso-di-storia-romana-eta-imperiale-e-tardoantica-on-line/9598013/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)redatta in punto di morte e fatta pubblicare da Tiberio (alcuni storici suppongono che Tiberio sia intervenuto a cambiare alcuni tratti, ma ciò non può essere provato). L'unico protagonista del testo è Augusto, i suoi oppositori vengono diffamati e le sconfitte omesse, la battaglia contro i cesaricidi viene completamente attribuita ad Augusto. Augusto si presenta sempre come tutore della legalità e difensore della Res Publica. Afferma più volte di non aver mai accettato cariche superflue.
Augusto aveva espresso durante il suo regno il bisogno di un ritorno alla repubblica, tuttavia ciò non era possibile, per questo motivo Augusto organizzò uno schema di successione su base maschile. Augusto però non ebbe mai figli maschi, quindi la successione ricadde inizialmente su Marcello, figlio della sorella Ottavia, egli però morì in giovane età; medesima sorte toccò anche ai figli di Agrippa, Gaio e Lucio Cesare, i quali ricoprivano delle cariche simboliche; Agrippa Postumo, invece, non presentava il carattere adatto (era violento e imprevedibile). Unico erede plausibile rimase allora Tiberio, il quale sposò Giulia. Le donne della famiglia Iulia non ebbero un ruolo marginale nella sorte della discendenza imperiale, nonostante la loro posizione di svantaggio (Augusto era stato sposato più volte e più volte aveva ripudiato le sue mogli- Clodia Pulcra, Scribonia, Livia Drusilla); l'unica figlia Giulia (avuta nel matrimonio con Scribonia) venne data in sposa dal padre a diversi uomini per motivi politici (il primo accordo di matrimonio risale al 37 a.C. quando Giulia aveva solo 2 anni); Giulia venne infine esiliata nel 2 a.C. nella odierna isola di Pantelleria con la colpa di adulterio, la quale decreto anche la fine del matrimonio con il suo ultimo marito, Tiberio. Augusto diffamò anche la figlia, accusandola di aver cospirato contro di lui, tra i suoi complici ricordiamo Iullo Antonio e Sempronio Gracco. L'ultima moglie di Augusto, Livia, venne amata da Augusto (il quale le concesse anche piccole libertà come amministrare le proprie finanze e governare sulle miniere in Gallia), tuttavia la storiografia la dipinge in luce negativa, siccome ella cercò fin da subito di far salire al potere i suoi figli Tiberio e Druso, avuti da un altro matrimonio.
Tiberio: figlio di Tiberio Claudio Nerone, nasce nel 42 a.C. sul Palatino, prendendo lo stesso nome del padre (colui che aveva sconfitto Asdrubale nelle guerre puniche); sua madre era Livia Drusilia (divorziò poi dal marito per sposare Augusto, al tempo era già incinta di Druso), era quindi per nascita membro della gens Claudia (per il ramo di Nerone, cognome che significa "forte e valoroso"). Quando venne adottato da Augusto nel 4 d.C. cambiò nome in Tiberio Giulio Cesare Augusto. In gioventù Tiberio studia oratoria, latino e retorica, frequentando il circolo di Mecenate. Nel 27 a.C. accompagna Augusto nel suo viaggio nelle province orientali, l'anno successivo porterà a compimento una vittoriosa campagna in Spagna, guadagnando terreni ricchi di risorse naturali. Morto Agrippa, Augusto ordina a Tiberio di divorziare e di sposare la vedova Giulia, sua suocera; il matrimonio non fu felice (Giulia lo tradì più volte), ciò lo portò a trascorrere del tempo a Rodi, in esilio per distanziarsi dalla moglie. Terminato l'esilio placa una rivolta nell'Illirio per spostarsi poi in Germania, dove vendica la sconfitta di Teutoburgo. Solo all'età di 45 anni verrà adottato da Augusto, il quale dieci anni dopo morirà, lasciando l'impero a Tiberio. Augusto non voleva lasciare il proprio impero a Tiberio, tuttavia non restavano altri eredi e Tiberio aveva l'esperienza militare e politica per prendere il posto del princeps.
La successione si svolse in apparente facilità, in realtà essa costituì un grande problema, i Cesari infatti non possedevano il regno (come invece faranno poi i sovrani medievali) ma governavano in quanto delegati della collettività, e non proprietari; gli eredi dovevano far parte della gens iulia per nascita o adozione e dovevano aver ricoperto in passato delle cariche rispettabili. Quando Tiberio salì al potere aveva già 54 anni, il suo intento era quello di governare in accordo con il Senato e di tutelare il Mos Maiorum, per questo rifiuto titoli superflui come quella di Pater Patrii; tuttavia Tiberio non riuscì mai a guadagnarsi la fedeltà del Senato
Nel 27 d.C. si ritira a Capri, governando l'impero dall'isola, ma effettivamente lasciando il vero potere a Seiano, un capo pretorio (le guardie pretorie erano i soldati scelti dell'imperatore), il quale tenterà di ordire una congiura a suo scapito, dopo essere stato scoperto verrà giustiziato per strangolamento e lasciato alla folla, il governo di Seiano aveva però già seminato il caos a Roma, portando la famiglia stessa di Tiberio ad attaccarsi a vicenda. A Capri Tiberio fece costruire un complesso di 12 ville, ognuna dedicata ad una divinità; la dimora principale di Tiberio era la villa di Giove, la quale includeva anche un impianto termale privato.