Classificazione dei tessuti: effetti minuti, scozzesi e traforati

Documento da Università su Classificazione dei Tessuti. Il Pdf illustra la classificazione dei tessuti in base al loro aspetto visivo, includendo categorie come tessuti con effetti minuti, scozzesi e traforati, con immagini illustrative a supporto delle spiegazioni.

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22 pagine

CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI
Classificazione legata allaspetto dei tessuti. In effetti la vista è il primo dei 5 sensi che intervengono nell’identificazione di un tessuto.
Per semplificare questa classificazione, i tessuti vengono suddivisi per categorie.
TESSUTI CON EFFETTI MINUTI
Caratterizzati da piccole disegnature. Ottenuti per: Intreccio (tela o saia); giochi tra diversi colori tra ordito e trama.
NOME
IMMAGINE
DESCRIZIONE
USI
1)
OXFORD
2)
OCCHIO DI PERNICE
3
) PIED DE POULE
1)
Tessuto in puro cotone o
cotone e poliestere, intrecciato ad armatura panama (raddoppio fili d’ordito e di
trama col medesimo titolo). La sua particolarità è di avere i fili d’ordito colorati e bianchi in trama,
accentuando una minuscola quadrettatura. È morbido e lucente, di mano fresca adatta p
er la camiceria
maschile («
button-down collar» cioè assicurano con bottoncini e asole
le estremità del colletto morbido). La
preferita
dai giocatori di polo. Taglio classico con grande varietà di colori, anche i più vivaci. Eleganza
maschile.
2)
Tessuto in lana pettinata, tipico della drapperia maschile, di gusto semiformale. Oggi si realizza in quasi
tutte
le fibre. È ottenuto alternando in ordito e in trama 2 fili chiari e 2 scuri. L’intreccio crea una piccola
losanga dentellata, con al centro un punto, che assomiglia vagamente all’occhio della pernice. Laspetto è
quello di una fitta puntinatura chiara disseminata in modo regolare su fondo scuro. Ampiamente presente
nel guardaroba femminile, per tailleur e soprabiti di gusto sobrio, distinto, classico ed elegante. Per capi di
impianto più giovane, g
iubbotti e redingote a tinte vivaci.
3)
Tessuto tinto in filo a 2 colori, formato da filati ritorti semplici con unarmatura batavia. Ottenuto
alternando 4 fili chiari con 4 fili scuri, in modo da ottenere un disegno quadrettato, che ricorda vagamente
una zampa di gallina. Principalmente in lana. Troviamo molte varianti sia per tipo di disegno (leggermente
allungato e vagamente stellato) sia per le dimensioni:
-
in fantasie minute: classico della drapperia maschile, in lana pettinata o cardata o in fresco di lana, ma
compare di frequente anche in cotone e fibre sintetiche. È ritrovabile nel
Principe di Galles.
-
in maggiori dimensioni: prende il nome di PIED DE COQUE, e utilizza talvolta filati lanieri irregolari, che
rappresentano effetto
shantung e lo rendono più elegante, adatto a tagli di sartoria di grande contenuto
moda (in una delle ultime collezioni dello stilista Alexander
McQueen).
1prof.ssa Volza Filomena
2
NOME
IMMAGINE
DESCRIZIONE
USI
4)
GRISAGLIA
5) CAPPELLO DI PRETE
4)
Tessuto in lana pettinata di peso medio, ad armatura saia o batavia, molto resistente.
È una tipologia caratterizzata da un disegno con un effetto a scaletta che segue una direzione angolare. È
ottenuto con un filo bicolore dove si alternano fili chiari e scuri che si intrecciano a loro volta con
inserzioni di trama anch’esse alternate chiare e scure. L’insieme tende a confondere la visiona in un’unica
tinta, soprattutto se vista da lontano. La versione classica è bianca e nera (dalla mescolanza, grigio).
Tessuto sobrio, suggerendo serietà, affidabilità, discrezione. Una delle caratteristiche è che non si
stropiccia facilmente ed è divenuto il tessuto preferito per completi maschili e pantaloni (abito a 3 pezzi in
grigio, tipici dell’uomo borghese).
5)
Tessuto tinto in filo bicolore, realizzato in lana cardata o cashmere, che riproduce un fitto motivo
triangolare stilizzato, simile ad un minuscolo tricorno nero. È ottenuto con il contrasto di ordito e trama
che intrecciano in armature a base
batavia. Tipico esempio di stoffa per la drapperia maschile, di gusto
asciutto e sportivo, specialmente nelle versioni cardate in
lana, ma viene utilizzato anche per giacche e
completi eleganti, dove l’impiego di fibre sintetiche lucide, spesso tono su tono, contribuisce a dare
un’idea di falso unito.
prof.ssa Volza Filomena

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Anteprima

Classificazione dei Tessuti

Classificazione legata all'aspetto dei tessuti. In effetti la vista è il primo dei 5 sensi che intervengono nell'identificazione di un tessuto. Per semplificare questa classificazione, i tessuti vengono suddivisi per categorie.

Tessuti con Effetti Minuti

Caratterizzati da piccole disegnature. Ottenuti per: Intreccio (tela o saia); giochi tra diversi colori tra ordito e trama.

Oxford

1) Tessuto in puro cotone o cotone e poliestere, intrecciato ad armatura panama (raddoppio fili d'ordito e di trama col medesimo titolo). La sua particolarità è di avere i fili d'ordito colorati e bianchi in trama, accentuando una minuscola quadrettatura. È morbido e lucente, di mano fresca adatta per la camiceria maschile («button-down collar» cioè assicurano con bottoncini e asole le estremità del colletto morbido). La preferita dai giocatori di polo. Taglio classico con grande varietà di colori, anche i più vivaci. Eleganza maschile.

Occhio di Pernice

2) Tessuto in lana pettinata, tipico della drapperia maschile, di gusto semiformale. Oggi si realizza in quasi tutte le fibre. È ottenuto alternando in ordito e in trama 2 fili chiari e 2 scuri. L'intreccio crea una piccola losanga dentellata, con al centro un punto, che assomiglia vagamente all'occhio della pernice. L'aspetto è quello di una fitta puntinatura chiara disseminata in modo regolare su fondo scuro. Ampiamente presente nel guardaroba femminile, per tailleur e soprabiti di gusto sobrio, distinto, classico ed elegante. Per capi di impianto più giovane, giubbotti e redingote a tinte vivaci.

Pied de Poule

3) Tessuto tinto in filo a 2 colori, formato da filati ritorti semplici con un'armatura batavia. Ottenuto alternando 4 fili chiari con 4 fili scuri, in modo da ottenere un disegno quadrettato, che ricorda vagamente una zampa di gallina. Principalmente in lana. Troviamo molte varianti sia per tipo di disegno (leggermente allungato e vagamente stellato) sia per le dimensioni:

  • in fantasie minute: classico della drapperia maschile, in lana pettinata o cardata o in fresco di lana, ma compare di frequente anche in cotone e fibre sintetiche. È ritrovabile nel Principe di Galles.
  • in maggiori dimensioni: prende il nome di PIED DE COQUE, e utilizza talvolta filati lanieri irregolari, che rappresentano effetto shantung e lo rendono più elegante, adatto a tagli di sartoria di grande contenuto moda (in una delle ultime collezioni dello stilista Alexander McQueen).

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Grisaglia

4) Tessuto in lana pettinata di peso medio, ad armatura saia o batavia, molto resistente. È una tipologia caratterizzata da un disegno con un effetto a scaletta che segue una direzione angolare. È ottenuto con un filo bicolore dove si alternano fili chiari e scuri che si intrecciano a loro volta con inserzioni di trama anch'esse alternate chiare e scure. L'insieme tende a confondere la visiona in un'unica tinta, soprattutto se vista da lontano. La versione classica è bianca e nera (dalla mescolanza, grigio). Tessuto sobrio, suggerendo serietà, affidabilità, discrezione. Una delle caratteristiche è che non si stropiccia facilmente ed è divenuto il tessuto preferito per completi maschili e pantaloni (abito a 3 pezzi in grigio, tipici dell'uomo borghese).

Cappello di Prete

5) Tessuto tinto in filo bicolore, realizzato in lana cardata o cashmere, che riproduce un fitto motivo triangolare stilizzato, simile ad un minuscolo tricorno nero. È ottenuto con il contrasto di ordito e trama che intrecciano in armature a base batavia. Tipico esempio di stoffa per la drapperia maschile, di gusto asciutto e sportivo, specialmente nelle versioni cardate in lana, ma viene utilizzato anche per giacche e completi eleganti, dove l'impiego di fibre sintetiche lucide, spesso tono su tono, contribuisce a dare un'idea di falso unito.

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Tessuti Rigati

Caratterizzati da rigature (verticali, orizzontali, oblique). Ottenuti per: colori diversi; Intrecci diversi; diversa riduzione d'ordito; diverso titolo; tramite stampa.

Gessato

1) In filato di lana pettinata o, nella versione estiva, in lino, cotone e viscosa. Uno degli esempi più comuni di rigato, su un fondo scuro (nero, grigio, blu o altro) con delle sottilissime rigature longitudinali bianche, talvolta intermittenti o sfumate. Tipico per drapperia maschile. Tradizionalmente si realizza il blaser doppio petto preferito come «divisa» da manager o uomini d'affari. Oggi è un evergreen utilizzato anche nei capi femminili per abiti, tailleur e capispalla (nelle collezioni di Armani, Ferré e Gaultier).

Millerighe

2) E' un tessuto caratterizzato da una fitta rigatura verticale, ottenuta, generalmente, per nota di colore. Utilizzato soprattutto nella camiceria.

Bastoncino

3) Disegno caratteristico per tessuti di camiceria o abiti leggeri. Si tratta di un motivo a strisce regolari e parallele scure alternate a strisce chiare; la larghezza di questi bastoncini va da 1 mm a 10 e più.

Barrè/Barrato

4) Qualsiasi fibra, comprese sintetici e misti. Si caratterizzano per le fasce orizzontali che attraversano tutta l'altezza del tessuto, da cimosa a cimosa. Possono essere a colori differenti (minimo 2) e a intervalli regolari e non, secondo il gusto e l'effetto desiderato. Le righe orizzontali alludono ai colori sfavillanti delle bandiere o alle sequenze bianche e blu delle casacche marinare, per trasferirsi alle righe da spiaggia e a quelle per il tempo libero e le attività sportive. I capi realizzati richiedono una modellatura semplice e lineare e un attento studio delle proporzioni (visivamente tende ad espandersi in orizzontale, dilatando la figura). La variante con colori vivaci, viene definita baiadera.

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Tessuti Scozzesi

Caratterizzati da fantasia a quadri. Terminologia presa dalla moda scozzese (KILT). Possono avere dimensioni e colori diversi. Ottenuti per: tipologia di intreccio; fili a più colori; tramite stampa.

Principe di Galles

1) Tessuto in lana pettinata, cardata o fresco lana. Presenta armatura saia o batavia con caratteristico disegno dato dalla formazione di riquadri bicolori con l'intervento facoltativo di un terzo colore. La versione classica è in bianco e nero con una riga sottile rossa, celeste o senza riga. All'interno dei riquadri ben definiti vi sono delle punteggiature a pied de poule. «Abito-culto» identificandosi nel simbolo della sobrietà inglese. Classica eleganza a tagli asciutti e lineari di gusto bon-ton. Adatto per incontri formali di lavoro quanto per occasioni più libere e informali, ben intonato con camicie azzurre e cravatte in seta a motivi jacquard, oppure con camicie botton-down tinta unita e cravatte regimental.

Finestrato

2) Tessuto tinto in filo di qualsiasi fibra che riproduce un disegno di un quadro sovrapposto dato dall'intreccio ortogonale di sottili righe colorate, singole o accoppiate, a diversi intervalli, anche di diverso spessore. Il motivo ricorda le griglie delle finestre. Più grande sarà la fantasia più si accentuerà l'effetto ottico di dilatazione delle forme. Utilizzato per capispalla, abiti e gilet maschili e femminili, di ambito sportivo ed elegante.

Vichy

3) Tessuto tinto in filo in qualsiasi fibra. Simile al damier ma di dimensioni ridotte. In delicati toni pastello, molto usato nella camiceria (aspetto fresco ed ordinato). Il motivo divenne alla moda nel 1959, per una fotografia dell'attrice Brigitte Bardot che indossava pagliaccetti con reggiseno a balconcino in cotone vichy. Oggi torna di moda sia per distinte e classiche camicie maschili sia per maxi borse e spiritosi sandali a zeppa.

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Damier

4) Tessuto tinto in filo in qualsiasi fibra che riproduce un disegno a scacchiera. È ottenuto contrapponendo gruppi di fili a tinta scura a gruppi di fili chiari, nei 2 sensi, con intreccio a tela. In genere si ottengono 2 effetti: chiaro e scuro e un terzo effetto misto dato dall'incrocio dei 2 colori. Realizzato in lana è tipico motivo delle camicie «lumberjack» dei boscaioli canadesi, adatte ad un look sportivo e casual, mentre la versione in cotone contraddistingue le tovaglie contadine dei picnic.

Patchwork

5) =lavoro di pezza. Tessuto a fantasia ottenuto assemblando vari ritagli di stoffe, di diversa provenienza secondo uno schema che forma una superficie a unico strato. Tecnica utilizzata per le tipiche trapunte, necessità di riciclare vecchie parti di indumenti, secondo regole di contrasto e sovrapposizione, con effetto ricco e variegato. Utilizzato negli abiti tradizionali di diversi paesi. Si tratta di manufatti tipicamente artigianali, pezzi unici originali. Le cuciture possono essere invisibili o accentuate. Per la moda pronta, oggi si trovano in commercio tessuti patchwork già pronti all'uso, assemblati meccanicamente. Si usano nell'arredo ma spesso anche nell'abbigliamento (Yves Saint Laurent presentò ampie e lunghe gonne a palloncino. Christian Lacroix lo sceglie come cavallo di battaglia del suo stile. Valentino vi ha realizzato un giacchino).

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Tessuti Traforati

Caratterizzati da pieni e vuoti, che lasciano intravedere le parti sottostanti. Ottenuti per: intrecci radi; zone intagliate; ricami con parti vuote.

Pizzo (Macramè)

1) Tessuto annodato di provenienza orientale, realizzato con filato in cotone opaco, particolarmente resistente. Oggi è eseguito meccanicamente a ricamo, utilizzando anche filati in lana, seta o laminati, alternando pieni e vuoti, su un tessuto di supporto che viene in seguito disintegrato con procedimento chimico (fibre alginiche). Per formare un pesante merletto a motivi geometrici, dall'aspetto tridimensionale, terminante con lunghe frange. Oggi il nome macramè viene utilizzato nella moda per indicare genericamente un pizzo dai contorni in forte rilievo, dall'aspetto raffinato e prezioso. Sua caratteristica è la possibilità di essere intagliato senza il rischio di sfilacciature. Trova impiego come elemento decorativo, bordura o inserto, corredato talvolta di frangia. A partire dagli anni '30 Salvatore Ferragamo utilizzò il merletto ad ago, in versione policroma, per la tomaia di alcuni modelli di sandali. La stilista Miuccia Prada l'ha recentemente incluso nelle sue collezioni.

Sangallo

2) Tessuto molto simile all'organza, ma più fine e meno rigido, ricamato a piccoli motivi leggeri. Più noto come «Pizzo Sangallo», anche se in realtà si tratta di un tessuto in tela di lino, cotone, ma anche di lana o fibre artificiali. Funge da supporto per ricami a macchina, disseminati su tutta la superficie. La sua particolarità consiste nella lavorazione, che alterna alcune parti a punto pieno, che delineano il motivo decorativo, e alcune parti a occhiello traforati, intagliati nella stoffa. Di gusto ingenuo e romantico che si caratterizza con minuscoli tralci floreali, margheritine stilizzate, motivi a stella, ecc. È prodotto in diverse altezze utili per realizzare anche smerli e bordure di guarnizione. Si usa prevalentemente in bianco o tinte pastello per intimo, abbigliamento estivo e da bambino.

Tulle

3) Era realizzato in fine cotone ritorto. Venne prodotto industrialmente come fondo per applicazione di ricami ad ago. Oggi è realizzato anche in rayon, viscosa o nylon per abbassare i costi. Può essere stratificato per conferire rigidezza, consistenza e volume o usato come uno strato di velatura. Può assumere aspetto semi-trasparente, quando è illuminato dall'interno, sia un aspetto opaco quando è illuminato frontalmente. Esistono tante varietà: tessuti semplici e uniformi che presentano il solo attorcigliamento di base; tessuti con effetti punteggiati da pois più pieni; tulle rigati nel senso della lunghezza, ottenuti con l'uso di deversa armatura; tulle operati che definiscono le parti di un motivo decorato. In versione stretch, viene prodotto con fibre elastiche, per seguire al meglio le forme anatomiche. Trova impiego in molti settori: dall'abbigliamento all'arredo, dalla vetrinistica agli addobbi floreali e dolciari, dagli allestimenti scenografici ai tutù da ballo e costumi teatrali. Si trova più facilmente in bianco o in nero, ma anche colorato o stampato. Con il tulle rigido in nylon, che risulta più pungente e fastidioso, si confezionano sottogonne, acconciature e velette per cappelli. In versione più morbida si realizzano volant, ruche e applicazioni su abiti eleganti, veli o guarnizioni per abiti da sposa.

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