Addomesticare gli Schermi: bambini e media digitali, di Michele Marangi

Documento da Università su Addomesticare gli Schermi, di Michele Marangi. Il Pdf esplora il rapporto tra bambini e media digitali, le dinamiche di consumo e l'accompagnamento degli adulti, con un focus sulla qualità dei contenuti per la materia Psicologia.

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22 pagine

LEGNANI FRANCESCA
ADDOMESTICARE GLI SCHERMI – MICHELE MARANGI
INTRODUZIONE
Il titolo si ispira a Tisseron sul concetto di donare gli scherminel rapporto tra digitale e prima infanzia. Si da per
scontato la presenta del digitale nelle case e nei contesti quotidiani, ma contemporaneamente prende atto che il digitale
nello “stato brado” non possiede le regole e le attenzioni = per questo che è necessario addomesticarlo.
La domestication studia i processi di appropriazione e incorporazione delle tecnologie mediali nei contesti familiari,
indagando il rapporto tra media, tecnologia e vita quotidiana.
L’obiettivo è duplice:
1- Comprendere quali fattori sociali e culturali influenzano l’adozione e l’uso delle nuove tecnologie
2- Indagare le dinamiche e le conseguenze riferibili alla loro adozione e all’uso quotidiano.
Ci sono 4 passaggi di adattamento delle tecnologie nella vita quotidiana:
1. Le tecnologie sono integrate nella vita di tutti i giorni e sono adatte alle pratiche quotidiane
2. Gli utenti e gli ambienti si trasformano e si adattano alle tecnologie
3. Il mercato registra questi adattamenti, progetta e produce nuove tecnologie
4. Conversione dei termini = in cui le tecnologie identificano lo status economico e sociale delle famiglie
La domesticazione non è riferita solo alla competenza e conoscenza degli adulti ma la necessità di accrescere la
consapevolezza sulle dinamiche messe in atto quando si utilizzano le tecnologie nel quotidiano.
Il digitale a misura dell'infanzia 0-6 vuole chiarire fin dall'inizio che non è possibile trovare una ricetta che valga sempre
per tutti, ma che di volta in volta si dovrà creare un abito, un habitat commisurata ai bisogni dei bambini intesi nella loro
unicità, ma anche legati ai loro contesti familiari, scolastici, sociali e culturali.
L'obiettivo del libro è articolare una riflessione sul digitale rispetto a una fascia che fino a poco tempo fa non veniva
minimamente considerata in questa dimensione del digitale. La media education oggi potrebbe apparire non
completamente adeguata alle trasformazioni avvenute nel tempo a partire dal termine “education” che in inglese fa
riferimento all’istruzione e contesti formali della scuola mentre nella nostra società i media sono sempre più presenti in
tutti i contesti.
Quando la media education nasce all’inizio degli anni 70’ del secolo scorso, i media di riferimento sono ancora quelli
classici e l’esigenza primaria è lo sviluppo e lo spirito critico nell’analisi e la capacità produttiva.
Rivoltella identifica la NEW LITERACY → literacy viene tradotta letteralmente alfabetizzazione = concetto più ampio di
educazione e istruzione. Questo indica una necessità di una competenza di base che riguarda tutte le persone in
qualunque età, contesto sia formale che informale.
La definizione di literacy che propone l’Unesco nel 2005 è: un apprendimento continuo negli individui quando tendono ai
loro traguardi, allo sviluppo della loro conoscenza e delle loro potenzialità e alla piena partecipazione alla vita.
Per costruire la cornice della New literacy, Rivoltella tiene conto sia delle dinamiche di consumo dei media sia quelle di
progettazione, creazione e diffusione dei media. Questa seconda prospettiva è cresciuta in modo esponenziale con i
media digitali rispetto a quelli tradizionali.
All'interno di queste due dinamiche intrecciate, si situano tre dimensioni:
1- La capacità critica: è sempre più importante non solo per analizzare il testo, ma anche il contesto che lo produce e
le dinamiche sociali, culturali ed economiche che lo sottendono
2- la competenza estetica: serve per dare forma e stile comunicativo coerenti ed efficaci e i prodotti che si creano, è
importante la capacità di adattarsi alle dimensioni più formali o informali in cui ci si muove
3- la consapevolezza etica: permette di considerare in anticipo gli effetti che le azioni comunicative e mediali possono
provocare, è la capacità di saper valutare quando intervenire o meno, cosa condividere e cosa no.
Nell'intreccio continuo di queste dimensioni, rivoltelle identifica tre riferimenti chiave da tener presente:
1) la socio-materialità: La dimensione dei consumi mediali, sociali e culturali delle persone, che va sempre
considerata per ogni discorso sui media
2) terzi spazi di apprendimento: ovvero le dimensioni fisiche o virtuali in cui i saperi formali ed informali si
intrecciano, si attua una convergenza tra persone differenti per ruolo ed età ma accumunate dal piacere di
confrontarsi.
3) La centralità delle forme testuali: nella loro più ampia varietà e continua trasformazione, da un lato ridefiniti che
il concetto di formato comunicativo, dall'altro presuppone capacità non solo di identificazione analisi ma di
comprensione è produzione creativa.
LEGNANI FRANCESCA
Il libro si articola in due linee di sviluppo che permettono di creare un intreccio adeguato nella relazione tra infanzia e
digitali. In un primo momento lo schermo non è considerato come un solo oggetto tecnologico = ma come un
dispositivo economico, sociale e culturale in cui si intrecciano componenti differenti: le azioni dei bambini, il ruolo degli
adulti, la varietà dei contenuti, gli interessi.
In secondo luogo, lo schermo sarà sempre declinato al plurale, non solo per la facilità di accesso a oggetti tecnologici
differenti, dal televisore al tablet, dal computer allo smartphone → ma anche con le molteplici possibilità di utilizzo e di
connessione con attività coerenti, o meno con lo sviluppo dei bambini.
Come ha sottolineato Bertolini, ogni educatore deve avere piena consapevolezza che il rapporto con i media rappresenta
un evento educativo significativo che interviene nel processo formativo di ogni persona a partire dai primi anni di vita.
OGGI SI VERIFICA UN PARODOSSO
Da un lato è sempre più diffusa la consapevolezza che il digitale non sia semplicemente uno strumento o un
ambiente di confronto e partecipazione ma ormai sia diventato il tessuto connettivo più ramificato e in continua
espansione che regola e influenza ogni anno nostre vite.
Dall’altro lato il rapporto tra i media digitali e l'infanzia 0/6 fanno emergere una sorta di panico morale già vissuto
in passato.
L'impatto dei media sull'infanzia era stato colto molto bene quarant'anni fa da Postman = la televisione stava eliminando la
linea divisoria tra infanzia ed età adulta in tre modi:
1- non richiede un'istruzione per poterne comprendere la forma
2- non impone difficili questioni di natura intellettuale o etica
3- non separa gli uni dagli altri i suoi spettatori
Postman identificava nei primi computer dell'epoca l'unica tecnologia delle comunicazioni che ha la capacità di
conservare il bisogno dall'infanzia perché per imparare a programmare è necessario apprendere un linguaggio, avere
competenze specifiche ed essere istruiti quindi adulti infatti l'inaccessibilità dei computer per l'infanzia era la garanzia
del mantenimento di una zona libera, non occupabile dai più piccoli.
La prima infanzia è un punto di particolare interesse perché è un terreno in cui è evidente che l'alternativa tra l'assoluta
assenza di esposizione ai media e la rassegnazione all'utilizzo continuativo e non regolamentato del digitale non è
produttiva per nessuno, soprattutto per bambini.
L'infanzia non può essere pensata come una categoria oggettivabile e statica, risente comunque delle specificità di un
contesto sociale, culturale, politico, economico e ovviamente tecnologico. Oggi gli studi sull'infanzia non possono non
considerare che i bambini crescono in un mondo profondamente caratterizzato e influenzato dai media digitali, spesso
chi si occupa di infanzia tende ad assumere un atteggiamento che vorrebbe preservare i bambini dalla contaminazione
dei media.
Nel libro si analizzano 5 posizioni che si possono assumere rispetto all'utilizzo dello schermo:
1) Chi sta davanti agli schermi = ovvero i bambini/e
2) Cosa si trova dentro gli schermi = i contenuti fruiti dai più piccoli
3) Cosa c'è dietro gli schermi = algoritmi e concetti economici e sociali che non si vedono
4) Chi sta intorno agli schermi oltre ai bambini = il ruolo degli adulti in particolare dei genitori
5) Necessità di andare oltre gli schermi = soprattutto quelli che si dimostrano sempre meno aderenti al contesto
contemporaneo.
Il libro è ispirato alla teoria di Tisseron delle tre A:
1. Accompagnamento
2. Alternanza
3. Autoregolazione
in aggiunta vengono proposte altre 2 A:
4. Analitici
5. Attivazione
→ vengono proposti dei focus che individuano delle metodologie e attività operative da sviluppare in famiglia o nei servizi:
il tavolo luminoso il kamishibai il coding la wunderkammer photovoice.
Gli studiosi francesi propongono un pensiero: “L’educazione rimane la più potente tecnologia che gli essere umani hanno
saputo sviluppare per acquisire, trasmettere, e migliorare le proprie conoscenze”

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Anteprima

Introduzione all'Addomesticamento degli Schermi

LEGNANI FRANCESCA
ADDOMESTICARE GLI SCHERMI - MICHELE MARANGI

Il titolo si ispira a Tisseron sul concetto di "donare gli schermi" nel rapporto tra digitale e prima infanzia. Si da per
scontato la presenta del digitale nelle case e nei contesti quotidiani, ma contemporaneamente prende atto che il digitale
nello "stato brado" non possiede le regole e le attenzioni = per questo che è necessario addomesticarlo.
La domestication studia i processi di appropriazione e incorporazione delle tecnologie mediali nei contesti familiari,
indagando il rapporto tra media, tecnologia e vita quotidiana.

Obiettivo della Domestication

L'obiettivo è duplice:

  1. Comprendere quali fattori sociali e culturali influenzano l'adozione e l'uso delle nuove tecnologie
  2. Indagare le dinamiche e le conseguenze riferibili alla loro adozione e all'uso quotidiano.

Passaggi di Adattamento Tecnologico

Ci sono 4 passaggi di adattamento delle tecnologie nella vita quotidiana:

  1. Le tecnologie sono integrate nella vita di tutti i giorni e sono adatte alle pratiche quotidiane
  2. Gli utenti e gli ambienti si trasformano e si adattano alle tecnologie
  3. Il mercato registra questi adattamenti, progetta e produce nuove tecnologie
  4. Conversione dei termini = in cui le tecnologie identificano lo status economico e sociale delle famiglie

La domesticazione non è riferita solo alla competenza e conoscenza degli adulti ma la necessità di accrescere la
consapevolezza sulle dinamiche messe in atto quando si utilizzano le tecnologie nel quotidiano.
Il digitale a misura dell'infanzia 0-6 vuole chiarire fin dall'inizio che non è possibile trovare una ricetta che valga sempre
per tutti, ma che di volta in volta si dovrà creare un abito, un habitat commisurata ai bisogni dei bambini intesi nella loro
unicità, ma anche legati ai loro contesti familiari, scolastici, sociali e culturali.

Riflessione sul Digitale e Infanzia

L'obiettivo del libro è articolare una riflessione sul digitale rispetto a una fascia che fino a poco tempo fa non veniva
minimamente considerata in questa dimensione del digitale. La media education oggi potrebbe apparire non
completamente adeguata alle trasformazioni avvenute nel tempo a partire dal termine "education" che in inglese fa
riferimento all'istruzione e contesti formali della scuola mentre nella nostra società i media sono sempre più presenti in
tutti i contesti.
Quando la media education nasce all'inizio degli anni 70' del secolo scorso, i media di riferimento sono ancora quelli
classici e l'esigenza primaria è lo sviluppo e lo spirito critico nell'analisi e la capacità produttiva.

Il Concetto di New Literacy

Rivoltella identifica la NEW LITERACY -> literacy viene tradotta letteralmente alfabetizzazione = concetto più ampio di
educazione e istruzione. Questo indica una necessità di una competenza di base che riguarda tutte le persone in
qualunque età, contesto sia formale che informale.
La definizione di literacy che propone l'Unesco nel 2005 è: un apprendimento continuo negli individui quando tendono ai
loro traguardi, allo sviluppo della loro conoscenza e delle loro potenzialità e alla piena partecipazione alla vita.
Per costruire la cornice della New literacy, Rivoltella tiene conto sia delle dinamiche di consumo dei media sia quelle di
progettazione, creazione e diffusione dei media. Questa seconda prospettiva è cresciuta in modo esponenziale con i
media digitali rispetto a quelli tradizionali.

Dimensioni della New Literacy

All'interno di queste due dinamiche intrecciate, si situano tre dimensioni:

  1. LA CAPACITÀ CRITICA: è sempre più importante non solo per analizzare il testo, ma anche il contesto che lo produce e
    le dinamiche sociali, culturali ed economiche che lo sottendono
  2. LA COMPETENZA ESTETICA: serve per dare forma e stile comunicativo coerenti ed efficaci e i prodotti che si creano, è
    importante la capacità di adattarsi alle dimensioni più formali o informali in cui ci si muove
  3. LA CONSAPEVOLEZZA ETICA: permette di considerare in anticipo gli effetti che le azioni comunicative e mediali possono
    provocare, è la capacità di saper valutare quando intervenire o meno, cosa condividere e cosa no.

Riferimenti Chiave di Rivoltella

Nell'intreccio continuo di queste dimensioni, rivoltelle identifica tre riferimenti chiave da tener presente:

  1. la socio-materialità: La dimensione dei consumi mediali, sociali e culturali delle persone, che va sempre
    considerata per ogni discorso sui media
  2. terzi spazi di apprendimento: ovvero le dimensioni fisiche o virtuali in cui i saperi formali ed informali si
    intrecciano, si attua una convergenza tra persone differenti per ruolo ed età ma accumunate dal piacere di
    confrontarsi.
  3. La centralità delle forme testuali: nella loro più ampia varietà e continua trasformazione, da un lato ridefiniti che
    il concetto di formato comunicativo, dall'altro presuppone capacità non solo di identificazione analisi ma di
    comprensione è produzione creativa.

LEGNANI FRANCESCA

Sviluppo del Libro e Ruolo degli Schermi

Il libro si articola in due linee di sviluppo che permettono di creare un intreccio adeguato nella relazione tra infanzia e
digitali. In un primo momento lo schermo non è considerato come un solo oggetto tecnologico = ma come un
dispositivo economico, sociale e culturale in cui si intrecciano componenti differenti: le azioni dei bambini, il ruolo degli
adulti, la varietà dei contenuti, gli interessi.
In secondo luogo, lo schermo sarà sempre declinato al plurale, non solo per la facilità di accesso a oggetti tecnologici
differenti, dal televisore al tablet, dal computer allo smartphone -> ma anche con le molteplici possibilità di utilizzo e di
connessione con attività coerenti, o meno con il sviluppo dei bambini.
Come ha sottolineato BERTOLINI, ogni educatore deve avere piena consapevolezza che il rapporto con i media rappresenta
un evento educativo significativo che interviene nel processo formativo di ogni persona a partire dai primi anni di vita.

Il Paradosso del Digitale e Infanzia

OGGI SI VERIFICA UN PARODOSSO

  • Da un lato è sempre più diffusa la consapevolezza che il digitale non sia semplicemente uno strumento o un
    ambiente di confronto e partecipazione ma ormai sia diventato il tessuto connettivo più ramificato e in continua
    espansione che regola e influenza ogni anno nostre vite.
  • Dall'altro lato il rapporto tra i media digitali e l'infanzia 0/6 fanno emergere una sorta di panico morale già vissuto
    in passato.

L'Impatto dei Media sull'Infanzia secondo Postman

L'impatto dei media sull'infanzia era stato colto molto bene quarant'anni fa da POSTMAN = la televisione stava eliminando la
linea divisoria tra infanzia ed età adulta in tre modi:

  1. non richiede un'istruzione per poterne comprendere la forma
  2. non impone difficili questioni di natura intellettuale o etica
  3. non separa gli uni dagli altri i suoi spettatori

Postman identificava nei primi computer dell'epoca l'unica tecnologia delle comunicazioni che ha la capacità di
conservare il bisogno dall'infanzia perché per imparare a programmare è necessario apprendere un linguaggio, avere
competenze specifiche ed essere istruiti quindi adulti -> infatti l'inaccessibilità dei computer per l'infanzia era la garanzia
del mantenimento di una zona libera, non occupabile dai più piccoli.
La prima infanzia è un punto di particolare interesse perché è un terreno in cui è evidente che l'alternativa tra l'assoluta
assenza di esposizione ai media e la rassegnazione all'utilizzo continuativo e non regolamentato del digitale non è
produttiva per nessuno, soprattutto per bambini.

L'infanzia non può essere pensata come una categoria oggettivabile e statica, risente comunque delle specificità di un
contesto sociale, culturale, politico, economico e ovviamente tecnologico. Oggi gli studi sull'infanzia non possono non
considerare che i bambini crescono in un mondo profondamente caratterizzato e influenzato dai media digitali, spesso
chi si occupa di infanzia tende ad assumere un atteggiamento che vorrebbe preservare i bambini dalla contaminazione
dei media.

Posizioni sull'Utilizzo dello Schermo

Nel libro si analizzano 5 posizioni che si possono assumere rispetto all'utilizzo dello schermo:

  1. Chi sta davanti agli schermi = ovvero i bambini/e
  2. Cosa si trova dentro gli schermi = i contenuti fruiti dai più piccoli
  3. Cosa c'è dietro gli schermi = algoritmi e concetti economici e sociali che non si vedono
  4. Chi sta intorno agli schermi oltre ai bambini = il ruolo degli adulti in particolare dei genitori
  5. Necessità di andare oltre gli schermi = soprattutto quelli che si dimostrano sempre meno aderenti al contesto
    contemporaneo.

Teoria delle Tre A di Tisseron e Aggiunte

Il libro è ispirato alla teoria di Tisseron delle tre A:

  1. Accompagnamento
  2. Alternanza
  3. Autoregolazione

in aggiunta vengono proposte altre 2 A:

  1. Analitici
  2. Attivazione

-> vengono proposti dei focus che individuano delle metodologie e attività operative da sviluppare in famiglia o nei servizi:
il tavolo luminoso - il kamishibai - il coding - la wunderkammer - photovoice.
Gli studiosi francesi propongono un pensiero: "L'educazione rimane la più potente tecnologia che gli essere umani hanno
saputo sviluppare per acquisire, trasmettere, e migliorare le proprie conoscenze"

Davanti agli Schermi

LEGNANI FRANCESCA
Le tecnologie sono integrate in vita di tutti i giorni e adattate alle pratiche quotidiane: gli utenti, gli ambienti si trasformano
e si adattano a loro volta alle tecnologie.
I primi protagonisti sono i bambini e le bambine che spesso, oggi, hanno a che fare con uno schermo fin dalla nascita. In
generale in questo capitolo si affronta il rapporto tra la continua disponibilità di visioni e interazioni e l'impatto sull'infanzia,
in senso fisico, cognitivo e socio-affettivo.

Pensare l'Infanzia nell'Era Postmediale

Tutte le generazioni hanno a che fare con i media ma non è possibile accumunare le differenti esperienze che ciascuna
intrattiene con modalità completamente eterogenee di medialità.

  • GENERAZIONE BOOMER - 1945 / 1964 = Per i nonni il concetto dei media è legato a singole fonti di trasmissione che
    proponevano prodotti legati alla comunicazione: giornali, radio, cinema a cui si aggiunge la medialità praticata come
    teatro, danza, musei ecc.
    Si tratta dei mass media, che si rivolgono a masse di pubblico con funzione di strumenti per informare,
    intrattenere, comunicare.
  • GENERAZIONE Y O MILLENNIALS - 1980/1995 = hanno trovato già i media utilizzati dalla generazione precedente ma in uno
    stato di cambiamento radicale. I canali televisivi e radiofonici erano ormai molteplici. La vera novità sono stati i primi
    media digitali che iniziavano a diffondersi in tutte le case italiane = videogiochi, computer personali.
  • GENERAZIONE Z - 1995 /2010 = sono i figli della generazione Y e insieme alla generazione Alpha sono inseriti in un
    contesto di sviluppo per quanto riguarda il digitale.
  • GENERAZIONE ALPHA - DAL 2010 = trovano i livelli comunicativi e mediatici delle generazioni precedenti e sono a contatto
    con ulteriori sviluppi della tecnologia. In questa generazione i teenager vengono definiti "screenager" a causa
    dell'utilizzo costante degli schermi che è per loro una caratteristica.

Ciò che caratterizza i media digitali sono le fondamenta basate sulla connessione continua e interazione sempre più
marcata.

Evoluzione dei Media: Mediamorfosi e Rimediazione

Nella progressiva evoluzione dei media si sono verificate due condizioni:

  1. IL PRINCIPIO DI MEDIAMORFOSI (FIDLER) = che deriva da 3 concetti fondamentali:
    1. Co-evoluzione: in cui le forme di comunicazione non possono esistere indipendentemente le une
      dalle altre nella nostra cultura.
    2. La convergenza: l'incrocio di due modalità comunicative differenti trasforma entrambe le unità
      creando una nuova entità.
    3. La complessità: è necessario riferirsi a eventi comunicativi fluidi che accadono all'interno di sistemi
      apparentemente caotici e instabili
  2. LA RIMEDIAZIONE (BOLTER & GRUSIN) = è un fenomeno in cui in ogni medium del presente si trovano tracce e
    caratteristiche dei media del passato che permettono a quella attuale di esistere. I più vecchi vengono modificati
    da quelli più nuovi.

Questi due fenomeni certificano che le medialità contemporanee sono dinamiche, fluide, in continuo cambiamento e
sviluppo.
Una delle caratteristiche principali dei media digitali contemporanei rispetto a quelli precedenti sta nel fatto che oltre alla
stimolazione visiva e uditiva è sempre più attivata l'interazione tattile attraverso il touch screen.
Dal 2013 in avanti si parla di "touch-screen generation".
Un concetto chiave è quello di affordance tradotto "convenienza" = contiene i concetti di "opportunità" e
"facilitazione" è una sorta di suggerimento implicito per compiere delle azioni e generare modalità di utilizzo.
Gli schermi e i dispositivi digitali che i bambini e le bambine incontrano fin dai primi mesi di vita sono utilizzabili attivabili a
partire dall'intuizione, dalla sperimentazione anche senza particolari ragionamenti o analisi. I bambini interagiscono con i
media digitali in maniera molto semplice ed efficace.

Bambini e Schermi: Alcuni Dati

Il riferimento al digitale, la fascia più indagata è sempre stata quella di preadolescenti e adolescenti in particolare legati
all'utilizzo di videogame e social network. Le ricerche recenti pongono l'attenzione anche alla fascia 0-6 legata ai consumi
mediali.
A livello internazionale, l'organizzazione non governativa statunitense "Common Sense" organizza ricerche, interventi e
programmi caratterizzati dall'impatto che i media hanno sulle generazioni più giovani.

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